Apr 24 2013

Anonymous: smentito l’attacco al Movimento 5 stelle. #FALSI IDEALI, FALSI ANONYMOUS. NON SIAMO IN POLITICA

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Anonymita

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mercoledì 24 aprile 2013

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“Salve, qui è Anonymous…

Questo messaggio è uno sfogo, nei confronti dell’Italia stessa… e di chi crede ancora che Anonymous possa far parte di un partito politico.

Nelle ultime ore, alcuni “esponenti” politici, che si rivedono in Anonymous, hanno pensato di attaccare le mail del Movimento 5 Stelle, creando così un tam tam informatico completamente finto!

Abbiamo potuto indagare su questo caso, e abbiamo scoperto che si tratta di una “crew”… Una delle tante piccole “bande di teppisti” della rete, che si vogliono far chiamare Anonymous solo per fare successo.
Anonymous stesso NEGA ogni tipo di piccola “banda” che si fa chiamare Anonymous, in quanto Anonymous stesso è un collettivo e non ha sottogruppi!
Soprattutto una che mostra FORTE orientamento Politico come questa: http://glihackerdelpd.bitbucket.org/

Noi siamo a-politici, non abbiamo colori, se non quelli della giustizia e dei suoi ideali. Non violeremmo mai le mail di un partito solo per saperne dei traffici o perché delusi dal suo operato. Perché, proprio perché senza un partito, dovremmo violare le caselle di posta di tutti i partiti

Quindi… NEGHIAMO COMPLETAMENTE OGNI TIPO DI ATTACCO AL MOVIMENTO 5 STELLE, COSI’ COME AD OGNI ALTRO PARTITO.

Ricordiamo che per ogni attacco rilasciamo sul nostro blog, qui presente, un nostro post, che dichiara “siamo stati noi.”
Quindi se da oggi vi saranno attacchi da parte di queste piccole cellule finte di Anonymous noi non ne faremo assolutamente parte. Anzi in questo caso denunceremo coloro che sotto il nome di Anonymous vuol crearsi giustizia politica.

We’re Anonymous.
We’re legion.
We don’t forgive.
We don’t forget.
Expect us!”

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Fonte: anonitaly.blogspot.it

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Apr 24 2013

La Scuola Pubblica ha bisogno di te: sostienila! Firma l’appello!

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A chi è disposto a battersi per la scuola pubblica.

A chi ritiene che le politiche di tagli alla scuola pubblica e finanziamento a quella privata tradiscano l’articolo 33 della Costituzione nel suo spirito autentico, là dove stabilisce che: “La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”.

A chi ritiene che solo una scuola aperta a tutti, laica, gratuita, inclusiva, moderna e di qualità possa impegnarsi a “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana” (Art. 3).

A chi pensa che fra i banchi della scuola pubblica si gettino le basi per una cittadinanza consapevole e per il futuro del nostro paese.

Il 26 maggio a Bologna si terrà un referendum consultivo sul finanziamento comunale alle scuole paritarie private, grazie alla raccolta di tredicimila firme di cittadini e cittadine che hanno chiesto di potersi esprimere su questo tema.

La cittadinanza dovrà dare un voto di indirizzo per l’amministrazione su cosa sia meglio per garantire il diritto all’istruzione dei bambini e delle bambine: continuare a erogare un milione di euro annui alle scuole paritarie private, come avviene ora, oppure utilizzare quelle risorse per le scuole comunali e statali.

La portata di questo referendum va ben oltre i confini comunali. E’ l’occasione per dare un segnale forte contro i continui tagli alla scuola pubblica e l’aumento dei fondi alle scuole paritarie private.

In Italia c’è urgente bisogno di rifinanziare e riqualificare la scuola pubblica, quella che non fa distinzioni di censo, di religione, di provenienza. Quella dove le giovani cittadine e i giovani cittadini italiani ed europei imparano la convivenza nella diversità.

Da Bologna può ripartire un movimento di cittadini che impegni le amministrazioni locali e il prossimo governo a restituire alla scuola pubblica la dignità e la qualità che le spettano.

L’alternativa è una lenta rovina fino alla fine della scuola pubblica per come l’abbiamo conosciuta.

IL 26 MAGGIO A BOLOGNA POSSIAMO FERMARE L’OFFENSIVA CONTRO LA SCUOLA PUBBLICA.

IL 26 MAGGIO A BOLOGNA POSSIAMO DARE L’ESEMPIO A TANTI ALTRI E INSIEME INIZIARE A IMMAGINARE UN AVVENIRE DIVERSO PER NOI, PER I NOSTRI FIGLI E LE NOSTRE FIGLIE.


Primi firmatari:

  • Stefano Rodotà, presidente d’onore del Comitato referendario Art.33
  • Andrea Camilleri, scrittore
  • Margherita Hack, astrofisica e scrittrice
  • Salvatore Settis, Scuola Normale di Pisa, archeologo e saggista
  • Nadia Urbinati, Columbia University, New York, politologa, saggista ed editorialista de “La Repubblica”
  • Angelo Guglielmi, scrittore e giornalista, già direttore di RAI3, già assessore alla Cultura del Comune di Bologna
  • Carlo Flamigni, Comitato Nazionale di Bioetica
  • Wu Ming, scrittori
  • Maurizio Landini, segretario generale FIOM-CGIL
  • Pierpaolo Leonardi, Esecutivo Nazionale USB
  • Piero Bernocchi, portavoce nazionale Cobas
  • Anna Grazia Stammati, presidente del CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica
  • Alberto Lucarelli, ordinario di Diritto costituzionale all’università di Napoli
  • Romano Luperini, Università di Siena e Università di Toronto.
  • Luciano Gallino, Università di Torino
  • Lella Costa, attrice
  • Domenico Pantaleo, segretario generale FLC-CGIL
  • Lea Melandri, saggista Università delle donne Milano
  • Goffredo Fofi, saggista, giornalista, critico
  • Antonio Genovese, Università di Bologna
  • Valerio Mastandrea, attore
  • Sabina Guzzanti, attrice
  • Ivano Marescotti, attore
  • Piero Bevilacqua, La Sapienza, Roma
  • Vittorio Capecchi, Università di Bologna
  • Maurizio Fabbri, Università di Bologna
  • Nicola Tranfaglia, Università di Torino
  • Francesco Sylos Labini, Isituto Enrico Fermi, Roma
  • Maurizio Tiriticco, ispettore MIUR, Roma
  • Angelo Mastrandrea, giornalista
  • Loredana Lipperini giornalista, scrittrice, conduttrice radiofonica
  • Nicola Colaianni  Università di Bari
  • Carlo Formenti, giornalista e saggista
  • Moni Ovadia, musicista, scrittore
  • Sandra Soster, già segretaria provinciale della FLC-CGIL Bologna
  • Francesco Margiotta Broglio, Università di Firenze
  • Marco Revelli, Università del Piemonte Orientale
  • Carlo Bernardini, La Sapienza, Roma
  • Marco Bersani,  Attac e Forum dell’acqua
  • Pasquale Colella, direttore de “il Tetto”
  • Paolo Flores d’Arcais, giornalista e politologo, direttore di MicroMega
  • Domenico Gallo, magistrato Roma
  • Francesco Garibaldo, sociologo e saggista, già direttore dell’Istituto per il Lavoro della RegioneEmilia-Romagna
  • Elena Gianini Belotti, scrittrice
  • Luisa La Malfa, insegnante e saggista
  • Sergio Lariccia, La Sapienza, e Luiss, Roma
  • Dànilo Mainardi, etologo
  • Guido Viale, saggista
  • Maurizio Maggiani, scrittore
  • Motel Connection, gruppo musicale
  • Mauro Palma, Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura
  • Livio Pepino, magistrato e saggista
  • Valerio Pòcar, già presidente della Consulta di Bioetica, presidente onorario di UAAR
  • Isabella Ragonese, attrice
  • Enzo Scandurra, La Sapienza, Roma
  • Maurizio Sgarzi, associazione Percorsi di pace
  • Franco Tinarelli, INAF, Bologna
  • Samuel Umberto Romano, Subsonica
  • Giuliano Volpe, rettore Università di Foggia
  • Nazarena Zorzella, avvocato cassazionista, Bologna
  • Ifigenia Kanarà, comunicazione e marketing per la cultura
  • Marina Boscaino, giornalista

Ulteriori firme illustri

 

FIRMA L’APPELLO!

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Fonte: Comitato Art.33

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Apr 23 2013

Francia: il Parlamento ha approvato il matrimonio gay. Ora tocca all’Italia.

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(3)MIDEAST-JERUSALEM-PRIDE PARADE

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Matrimonio gay, ora è il nostro turno. Basta con l’esilio dei diritti

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Oggi la Francia è il 14° paese al mondo ad aver istituito il matrimonio tra persone dello stesso sesso e l’adozione per le coppie omosessuali.

Il “sì” francese, che stabilisce che gli affetti di gay e lesbiche hanno lo stesso valore di quelli eterosessuali e rivoluziona profondamente l’istituto del matrimonio, è la vittoria di chi crede che una società migliore è possibile. Il matrimonio fra persone dello stesso sesso è il trionfo della giustizia sociale e di coloro che si riconoscono nella democrazia, nella tolleranza e nell’uguaglianza.

Ora tocca all’Italia offrire alle persone gay e lesbiche, che sono i nostri vicini, i nostri colleghi, i nostri amici e familiari quei diritti umani che da anni sono loro tenacemente negati. La classe politica italiana, ha il dovere civile e morale, ammesso che un barlume di morale ce l’abbia, di dare delle risposte a tutte quelle persone, e parliamo di milioni, che per anni sono state umiliate, offese, denigrate, escluse dai diritti, e la cui libertà è stata ferocemente repressa.

Più voci si sono levate per sostenere che il provvedimento non è una priorità. Altri hanno sostenuto che il matrimonio gay sarebbe una minaccia per la famiglia e per la società, ma queste sono argomentazioni palesemente inconsistenti. Al contrario, il matrimonio tra persone dello stesso sesso è urgente al pari di ogni provvedimento che cancella l’ingiustizia, tanto che è in discussione in decine di paesi. Il matrimonio fra due uomini o due donne non è un pericolo per nessuno, anzi, dati alla mano, la sua approvazione valorizza il matrimonio di tutti.

La Corte Costituzionale italiana ha stabilito con una sentenza che si può e si deve fare. Il suo presidente, Franco Gallo, nei giorni scorsi, ha sollecitato il Parlamento in questo senso. L’uguaglianza non può, e non deve, attendere. Tanti, troppi, figli di questo Paese sono costretti ad andare all’estero per ottenere, almeno simbolicamente, quello che è loro rifiutato in patria. Consideriamo questi viaggi l’emblema del tradimento di questo paese verso migliaia di propri cittadini e cittadine, un esilio dei diritti che deve finire al più presto.

Flavio Romani, presidente Arcigay

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Fonte: arcigay.it

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Apr 21 2013

Napoli: “L’amore negli inferi” – interazione tra la musica e i canti dell’Inferno

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dante

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LA MUSICA INTERAGISCE CON I CANTI DELL’INFERNO

… e si apriranno i Campi Flegrei! Siete invitati a…

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JAZZ e DANTE negli INFERI
I Campi Flegrei
Poesia e Musica

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Giovedì 25 Aprile 

ore 18,30 –  Sala conferenze delle Stufe di Nerone – Lucrino (Na)

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“L’amore negli Inferi”, dalla Corte di Federico II a Dante.
Lectura Dantis. canti dell’inferno,
a cura di Enzo Zanfardino.

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Sonorizzazione “live” a cura di:
Luciano Nini (clarinetto),

Gennaro La Sala (chitarra classica/ pianoforte)

Ciro Ricchezza (basso acustico ).

Dettagli:
“ Attraversiamo gli Inferi” L’inizio e la fine
Lectura Dantis. Il V canto dell’inferno,

L’amore è il filo conduttore della letteratura di tutti i tempi. Seguiremo questo magico filo da Ovidio ai sonetti della raffinata scuola siciliana di Federico II, dove “l’amore è un disio che ven da core”. Questo filo ci porterà al quinto canto di Dante dove l’amore negli inferi ci viene raccontato attraverso la triste, dolce ed eterna storia di Paolo e Francesca. Perché con le parole di Dante c’è anche la musica jazz? Ma perché l’amore è armonia e dissonanza, in definitiva l’amore è lo swing della vita di tutti i tempi. Sarà un dialogo tra parola e musica su effetti emotivi variabili improvvisi e…imprevedibili.

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Ingresso gratuito e libero fino ad esaurimento posti.

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Contatti: Enzo Zanfardino cell. 333 6686158   –   email: zanfard@alice.it

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Fonte: Facebook – eventi

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Apr 20 2013

Grillo, con Napolitano bis «è in atto colpo di Stato»

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Il leader del M5s contro il secondo mandato del capo dello Stato. Attacca Pd, Pdl e Scelta civica: «Disposti a tutto per evitare il cambiamento». Poi convoca la manifestazione: «Milioni in piazza»

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Non ha digerito la scelta di Giorgio Napolitano di accettare la candidatura per il Quirinale. E dal suo blog Beppe Grillo, mentre a Montecitorio va in scena il sesto scrutinio per l’elezione del capo dello Stato, ha commentato con parole pungenti. «Ci sono momenti decisivi nella storia di una nazione», ha scritto il comico ligure, «è in atto un colpo di Stato»: «Pur di impedire un cambiamento sono disposti a tutto. Sono disperati. Hanno deciso di mantenere Napolitano al Quirinale».
CONTRO L’INCIUCIO DEI PARTITI. «Quattro persone: Napolitano, Bersani, Berlusconi e Monti si sono incontrate in un salotto e hanno deciso di mantenere Napolitano al Quirinale, di nominare Amato presidente del Consiglio, di applicare come programma di governo il documento dei 10 saggi di area Pdl-Pd che tra i suoi punti ha la mordacchia alla magistratura e il mantenimento del finanziamento pubblico ai partiti», ha scritto Grillo.
IL M5S PUNTA SU RODOTÀ. E poi: «Nel Dopoguerra, anche nei momenti più oscuri della Repubblica, non c’è mai stata una contrapposizione così netta, così spudorata tra Palazzo e cittadini».
Quindi il leader del M5s è tornato a chiedere di votare per Stefano Rodotà, considerato come la «speranza di una nuova Italia», perché «sopra le parti, incorruttibile» e per questo «pericoloso e non votabile». «Il M5s ha aperto gli occhi ormai anche ai ciechi sull’inciucio ventennale dei partiti», ha sentenziato Grillo.
L’APPELLO ALLA MOBILITAZIONE. Il comico ligure ha anche lanciato la mobilitazione popolare per protestare contro la possibile elezione di Napolitano al Quirinale, annunciando la sua presenza a Montecitorio per la serata di sabato 20 aprile: «Dobbiamo essere milioni», ha scritto Grillo, «non lasciatemi solo o con quattro gatti. Di più non posso fare. Qui o si fa la democrazia o si muore come Paese».
IL GRAN RIFIUTO DI CIAMPI. Sull’operazione Napolitano bis, il leader del M5s ha poi ricordato come «quando nel 2006 si ipotizzava un rinnovo del mandato presidenziale di Carlo Azeglio Ciampi lui ringraziò pubblicamente ma rifiutò, spiegando le motivazioni».
Grillo ha poi riportato sul suo blog le motivazioni che portarono l’ex presidente della Repubblica a opporsi a un nuovo settennato: «Non ritengo data l’età avanzata di poter contare sulle energie necessarie all’adempimento, per il lungo arco di tempo previsto, di tutte le gravose funzioni proprie del capo dello Stato».
Poi Ciampi, secondo la nota riportata dal leade del M5s si giustificava dicendo: «A ciò si aggiunge una considerazione di carattere oggettivo, che ho maturato nel corso del mandato presidenziale nessuno dei precedenti presidenti è stato rieletto. Ritengo che questa sia definita una consuetudine significativa. È bene non infrangerla. Il rinnovo di un mandato lungo, quale è quello settennale, mal si confà alle caratteristiche proprie della forma repubblicana del nostro Stato».
GOLPE BIANCO. «La richiesta a Napolitano di continuare a fare il Presidente della Repubblica è un golpe bianco, una operazione reazionaria a favore dei poteri forti propedeutica ad un nuovo governo di larghe intese, contro il popolo italiano e contro la democrazia. Chiedere a Napolitano di restare» ha detto il leader del Prc Paolo Ferrero «è come chiedere al mostro di Marcinelle di gestire un asilo nido: la scelta di Napolitano di imporre il governo Monti a novembre del 2011 è esattamente all’origine del disastro in cui l’Italia versa oggi. Napolitano se ne vada a casa e il PD voti Rodotà, una via di uscita positiva dalla crisi della II repubblica».

Sabato, 20 Aprile 2013

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Fonte: Lettera43

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