Mar 30 2009

Nucleare: La morte invisibile

A proposito della fantastica ed indispensabile Energia Nucleare. (madu)

 

DA: Rinnovabili.it

 

 

LA MORTE INVISIBILE

Diventa sempre più urgente trovare una soluzione definitiva per lo
smaltimento delle scorie radioattive, il cui accumulo negli ultimi
sessant’anni ha compromesso la vita in intere regioni

Lungo le strade nella provincia russa di Čeljabinsk, negli Urali
meridionali, si notano strani cartelli stradali che esortano chi
transita a chiudere finestrini e prese d’aria. Fino al 1991 questi
luoghi erano severamente vietati agli stranieri (in parte lo sono
ancora) ed erano sconosciuti al resto del mondo. Alcune città della
zona non compaiono neppure nelle mappe geografiche perché ufficialmente
non esistono. L’aria, la terra e le acque apparentemente normali della
provincia di Čeljabinsk contengono la morte. Una morte invisibile fatta
di radiazioni.
È qui che sorgono e sono ancora abitati Čelyabinsk-40, Čelyabinsk-65 e
Čelyabinsk-70, i centri segreti russi dove furono installati, dopo la
Seconda Guerra Mondiale, i maggiori complessi nucleari dell’Unione
Sovietica. Čelyabinsk-40, più nota come Mayak, che in russo significa
faro, è considerato il luogo più contaminato della Terra da rifiuti
radioattivi.
Tuttora sede di un impianto per la produzione di plutonio destinato
alla fabbricazione di bombe atomiche, l’area attorno a Mayak dal 1949
al 1967 è stata oggetto di continui e sistematici rilasci di enormi
quantità di radionuclidi (elementi radioattivi) nell’ambiente,
soprattutto nelle acque del fiume Techa e del lago Karachy (ormai non
più potabili e prive di vita), nonostante se ne conoscessero
perfettamente i pericoli.
In tutti questi anni la popolazione della zona, formata perlopiù da
contadini che vivono in condizioni di estrema povertà e ignoranza, è
stata esposta ad una quantità di radiazioni paragonabile a quella
ricevuta dai superstiti di Hiroshima e Nagasaki. Centinaia di migliaia
di uomini, donne e bambini sono morti e continuano a morire per tumori
e malformazioni congenite, nell’indifferenza delle autorità.
La Russia è una bomba nucleare ad orologeria. Nessuno sa con esattezza
qual è la quantità esatta di scorie radioattive disseminate
nell’ambiente in 40 anni di guerra fredda (si parla di parecchie decine
di milioni di metri cubi tra rifiuti liquidi e solidi). Il problema è
particolarmente grave perché le risorse economiche russe sono
insufficienti ad affrontarlo e mancano adeguati controlli a causa dello
scenario di completo caos nell’amministrazione statale, seguito alla
disgregazione dell’Unione Sovietica.
Gli altri Paesi che hanno sviluppato attività e programmi nucleari però
non sorridono. Negli Stati Uniti, esattamente come in Russia, la
gestione dei rifiuti nucleari è stata in mano ai militari fino a
vent’anni fa. Ciò ha comportato l’assenza di una supervisione civile e
pubblica sulle modalità di smaltimento.
Oggi l’eredità della gestione militare americana, non molto attenta
all’ambiente e alla salute dei cittadini, ammonta a 37 milioni di metri
cubi di scorie radioattive disseminate in vari siti, spesso
semplicemente sepolte sotto terra senza alcuna protezione (sono 10 le
principali aree contaminate).  (leggi tutto)

 

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Approfondimenti:

vai al link: http://ki.noblogs.org/post/2008/07/23/lista-incidenti-nucleari

 


Mar 30 2009

Telecom: 6 manager costano più di 450 operatori in esubero

Leggete con calma questo breve ma pesantissimo articolo. Poi, sempre con calma, scegliete quale tipo di vocabolo sconcio utilizzare per definire gli illustri "top". Dopo questo civile sforzo però non incazzatevi troppo!  (madu)

 

 

DA: ZEUS News

 

 

6 manager Telecom costano più di 450 operatori in esubero

Secondo i dati del bilancio 2008 di Telecom Italia, sei top manager sono costati molto cari.
 
 

Pier Luigi TolardoQuelli di Zeus   25-03-2009
 

Gli operatori del servizio 1254 sono attualmente 1300 in totale e,
secondo i dati forniti da Telecom Italia ai sindacati, hanno realizzato
perdite per trenta milioni di euro: da qui la dichiarazione di esubero
per 450 operatori che, secondo l’ex monopolista, dovrebbero andare in
cassa integrazione o utilizzare contratti di solidarietà.

Sempre secondo Telecom Italia, nei dati
ufficiali di bilancio 2008, resi noti anche dal Sole 24 Ore in questi
giorni, alcuni top manager, tra cui l’amministratore delegato Franco
Bernabè, il presidente Galateri di Genola, l’ex amministratore delegato
di Telecom Italia Media Enrico Parazzini, l’ex vicepresidente di
Telecom Carlo Buora, e infine Castelli e Luciani, rispettivamente
responsabili della telefonia fissa e di quella mobile, hanno incassato
nel solo 2008 ben dodici milioni di euro: molto di più di quanto
sarebbero costati i 450 operatori in esubero.

 

 


Mar 28 2009

Acerra: Comunicato stampa Medici per l’Ambiente

 

ASSOCIAZIONE ITALIANA MEDICI PER
L’AMBIENTE

affiliata all’ISDE
– International Society of Doctors for the Environment

sezione provinciale di
Caserta

Associazione
affiliata Ordine dei Medici Caserta

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

Impegnati per la tutela
dell’ Ambiente e della Salute riteniamo che la costruzione e la
prossima accensione del megaimpianto di incenerimento di Acerra
rappresenta un grave atto di irresponsabilità scientifica e
sanitaria e un molto discutibile di intervento industriale. Le nostre
neomamme e i loro figli subiranno un molto probabile danno di salute
irreversibile con l’accumulo degli invisibili contaminanti ambientali
che si produrranno dall’incenerimento di ogni tipo di materiale,
anche di plastiche, gomme, assemblaggio di sostanze chimiche più o
meno pericolose che si accumulano nel nostro organismo producendo
danni al DNA.

Studi scientifici
documentati e resi evidenti anche dal nostro comitato scientifico
dell’International Society Doctors for Environment (isde.it)
dimostrano il pericolo che l’incenerimento industriale di questo
livello arreca alla salute. Il controllo ambientale è mancato, a
volte è stato nascosto oppure sottovalutato in questi anni
nonostante i 15.000 animali abbattuti nel territorio
Acerra-Nola-Caserta, perché avvelenati da diossina nel 2003, il
rilievo nelle erbe e nei terreni di furani, pcb e diossine e metalli
pesanti come si vede dalle mappe dell’Arpac e il riscontro di
Diossina e PCB diossino-simili nel latte di 100 donne di Caserta e
Napoli. Le corrette modalità di funzionamento dell’impianto e
soprattutto il monitoraggio di salute che si prevede non sono state
ben illustrate non consentendo ad esempio alla nostra associazione
scientifica di partecipare alla fase di controllo.

Le innumerevoli risorse
economiche impegnate in questa scellerata gestione, (si tratta di 1,5
miliardi di Euro di soldi pubblici!) dovevano essere spesi per il
benessere e la salute dei cittadini della Campania evitandoci
l’umiliazione della spazzatura e la patologia ambientale che sta
crescendo nella nostra popolazione con un netto aumento di malattie
endocrine e tumorali.



Dr Gaetano Rivezzi

Vice presidente per il
Sud-Italia

Medici per l’Ambiente