Nov 8 2017

Un cittadino del mondo…

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Un campo è fatto di polvere, terra, erba, semi, piante.. Possono essere prese in prestito con rispetto e moderazione. Ma non si possono possedere. Nessuno può possederle.

La Natura non si può acquistare!

Chi acquista un pezzo di terra non deve dimenticare che il primo proprietario è stato colui che se ne è appropriato, rubandolo al pianeta.

La terra, i semi, le piante, gli animali appartengono a tutti, e devono essere utilizzati secondo esigenze vitali e non di sfruttamento. E’ assurdo poter pensare di poter trarre profitto trasformando (OGM) o sfruttando senza criterio i beni naturali e sottraendoli, in alcuni casi, a chi ne ha più bisogno.

Chi pensa il contrario è un CRIMINALE!

Ricordiamo a questi “signori” urlando tutti insieme con fermezza e rabbia che i beni naturali sono un diritto dell’umanità!L’acqua è di tutti! Il cibo è di tutti! L’aria è di tutti! Le foreste sono di tutti! Gli animali sono di tutti! I fiumi sono di tutti! Il mare è di tutti! Il pianeta è di tutti! L’universo è di tutti! L’uomo è di tutti! Chi vuole far di queste cose proprietà privata e sfruttarla a suo vantaggio, vuole la morte del mondo e deve essere fermato ad ogni costo!

L’uomo è una creatura del pianeta! Sarebbe troppo riduttivo pensare di essere cittadino, prima di un continente, poi di una nazione ed infine di una città.

L’uomo è parte della Natura e come tutte le altre creature non può appartenere a nessun’altro che a sé stesso e non può essere sfruttato! Egli mette a disposizione del pianeta la sua forza e la sua umanità!

E per queste caratteristiche universali egli è uguale dappertutto! Tutti gli uomini sono nati liberi e chi ha deciso di porre dei confini al mondo se ne deve assumere la responsabilità!

Purtroppo, finché esisteranno confini, proprietà da proteggere, poteri da conservare e beni da sfruttare, ci saranno sempre in giro per il mondo creature che fuggiranno da guerre e soprusi. Questi spiriti liberi sono continuamente in cerca di una nuova terra dove mettere a disposizione la loro forza e la loro umanità. E quando pensano di averla trovata si accorgono del duro prezzo da pagare per sopravvivere.

La terra che avevano sognato rimane un sogno. Sfruttati, malmenati, ingannati, isolati…e oggi anche MARCHIATI!

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Un cittadino del mondo

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Apr 27 2016

TTIP: pericolo d’invasione dei nuovi OGM sul mercato europeo

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In Europa abbiamo respinto in massa gli OGM e la maggioranza dei Governi ha iniziato a vietare la loro coltivazione.

Ma il TTIP ( Il Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti che Europa e Stati Uniti stanno discutendo a porte chiuse) potrebbe far rientrare dalla finestra gli OGM che abbiamo fatto uscire dalla porta!

Gli USA infatti stanno cercando di forzare l’entrata degli OGM nel mercato europeo, mascherandoli da prodotti convenzionali, con la scusa che sono stati ottenuti con “nuove tecniche biotecnologiche”.

Ma il parere legale della Commissione Europea, che è chiuso in un cassetto da mesi per via delle pressioni USA, dice esattamente il contrario!

Travestiti da prodotti qualsiasi i nuovi OGM potrebbero arrivare sulle nostre tavole senza le dovute valutazioni e senza nessuna etichettatura.

Se il TTIP verrà approvato, i nuovi OGM troveranno la strada spianata!

DOBBIAMO AGIRE SUBITO! INVIA UN TWEET AL MINISTRO MARTINA!

Facciamo pressione sul Governo per bloccare il TTIP e i nuovi OGM. SCRIVI AL MINISTRO MARTINA!

INVIA IL TWEET

Scriviamo al Ministro per le Politiche Agricole e Forestali Martina! Se siamo in tanti non potrà ignorarci! Ecco il testo del Tweet che puoi inviare:

.@maumartina non vogliamo nuovi OGM nei nostri piatti! #NewGMOs #StopTTIP http://bit.ly/1TuMuQb

INVIA ORA IL TUO TWEET

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NON SOLO TWITTER!

Inoltra questa email ai tuoi amici e…VIENI IN PIAZZA! Sabato 7 Maggio a Roma ci sarà una grande manifestazione nazionale per fermare il TTIP. Il ritrovo è alle ore 15.00 a Piazza della Repubblica: non mancare!

Grazie per quello che farai.

 

Federica Ferrario
Campagna Agricoltura Sostenibile e Progetti speciali

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Fonte: Greenpeace

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Gen 3 2016

USA: arriva il super salmone ogm!

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Non bastavano gli allevamenti intensivi dove i salmoni, come ogni altro animale, vengono cresciuti in condizioni inaccettabili per i pesci stessi e per chi se ne nutre. Adesso dagli Usa arriva anche un super salmone ogm, capace di raggiungere il peso utile per essere messo in commercio in 16-18 mesi anziché nei 30 mesi necessari a un esemplare tradizionale. Per le industrie significa ottenere più cicli di produzione e ridurre i costi di allevamento. A novembre l’agenzia governativa statunitense che si occupa della regolamentazione degli alimenti e dei medicinali ha dato il via libera alla commercializzazione di questo salmone geneticamente modificato sostenendo che è nutriente come quello dell’Atlantico e che non c’è alcuna differenza biologica con un salmone tradizionale.

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Il salmone sta piangendo

di

Ridono quando si sparge la notizia che “presto potremo avere nei nostri piatti filetti di salmone transgenico“, visto che lo scorso mese di novembre e per la prima volta nella storia la Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti [1] ha stabilito che, dal punto di vista nutrizionale, il salmone Ogm AquAdvantage è un alimento identico al tradizionale salmone atlantico.

Ridono perché sanno bene che, transgenici o no, cresciuti in allevamenti intensivi e in una monocoltura, questi animali ingrassano in condizioni inaccettabili. In Cile, potenza leader nel settore, con una produzione annuale lorda di 800 mila tonnellate di salmonidi, vengono utilizzati circa sette chilogrammi di antibiotici ogni 10 tonnellate di produzione.

Ridono quando la notizia spiega che la modifica transgenica consente ai salmoni in questione di raggiungere il loro peso commerciale, circa cinque chili e mezzo, tra i 16 e i 18 mesi, a differenza dei 30 mesi necessari a un salmone tradizionale.

Ridono perché sanno bene che, crescendo in allevamenti intensivi, ciò che aumenterà sarà la capacità di produrre salmoni: se crescono più velocemente si potranno ottenere più cicli nello stesso periodo e, di conseguenza, maggiore sarà il sovrasfruttamento delle principali zone di pesca pelagica del pianeta con le quali si riforniscono questi allevamenti marini. Come, per esempio, lo sgombro, la cui pesca nelle acque cilene è scesa, tra il 1994 e il 2010, da 4,4 milioni di tonnellate annue a meno di 800 mila tonnellate.

Ridono e pensano alla balenottera azzurra, la più emblematica delle vittime dell’inquinamento generato dall’industria dell’allevamento intensivo di salmoni in gabbia.

Sanno che con un salmone che avrà una crescita più veloce, l’inquinamento avrà un’accelerazione e gli accordi adottati dalle industrie del salmone per “incoraggiare modelli produttivi responsabili, sotto l’aspetto sociale ed ambientale”, saranno, come già sono adesso, solamente belle parole in un affare molto sporco. Le spiagge del sud del Cile e i suoi fondali marini sono depositi di rifiuti di plastica, cavi metallici, vecchie reti e altri oggetti provenienti da questo settore.

Ridono perché questo animale transgenico, evoluzione della scienza, non è pensato per migliorare le condizioni lavorative e sanitarie del settore, che non sono per niente buone. Infatti, secondo il governo cileno, più dell’80 per cento delle aziende violano le norme più elementari e solo tra settembre ed ottobre tre lavoratori sono morti sul loro posto di lavoro, per incidenti sulle imbarcazioni per il trasporto delle gabbie di contenimento o durante lavori in immersione per il controllo delle stesse.

Ridono quando ascoltano i discorsi che ripetono: i progressi transgenici salveranno il mondo.

Ridono perché la notizia presenta il salmone transgenico come un superman “che contribuirà allo sviluppo di un settore economico diventato una risorsa fondamentale per l’economia cilena”. Un settore, quello dell’allevamento intensivo dei salmonidi per l’esportazione, che, e ridono, sanno che se ancora sta in piedi è perché tutta la popolazione cilena lo sta sovvenzionando con le proprie tasse. Si stima che prima della fine dell’anno, un primo gruppo di 400 lavoratori del settore sarà licenziato, nel quadro dei processi di “aggiustamento”. E tra le cause della cosiddetta “tempesta perfetta”, c’è una crescita accelerata e una sovrapproduzione, con caduta dei prezzi internazionali, che il salmone transgenico probabilmente estenderà ancora di più. Attualmente la grande maggioranza di imprese cilene di allevamento dei salmoni si trova in una situazione molto delicata; infatti, le loro azioni in borsa hanno registrato un calo medio del 93 per cento da quando sono entrate nel mercato.

Ridono perché, prima, si immaginano gli oceani invasi da salmoni colossali che mangiano e ingrassano senza sosta. Poi, un oceano desertico. Perché i signori dell’industria dei salmoni transgenici, dicano quel che dicano, prendano le misure che prendano, che siano sterili o che siano allevati in vasche a terra lontano dalle coste, non è impossibile che questi esemplari si riproducano in mare.

E ridono, con una smorfia che non nascondono più, quando spiegano che tutto questo non è questione di salmoni.

Approvare un animale transgenico è il primo passo -in un mondo intessuto di trattati di libero commercio- per incrementare il consumo di massa di prodotti di origine franken-animale che saranno prodotti industrialmente da una manciata di multinazionali e commercializzati da poche altre grandi catene di supermercati, controllando i modelli di consumo della popolazione urbana, constituendo contemporaneamente un devastante impatto su chi produce cibo in base a modelli su piccola e media scala.

Ridono

Ma ridono per non piangere.

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Fonte: comune-info.net

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[1] Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali: ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici

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