Apr 29 2021

La deforestazione nascosta nei beni che acquistiamo

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Deforestazione: chi distrugge i polmoni della Terra e cosa possiamo fare

di Pio Russo Krauss

Negli ultimi 30 anni sono stati distrutti 178 milioni di ettari di boschi, una superficie pari a 6 volte l’estensione dell’Italia, nel solo anno 2019 una superficie ampia quanto la Svizzera [1] Ciò è avvenuto e avviene soprattutto in Sud America, in Africa e in Estremo Oriente.

Gli effetti negativi di questa deforestazione sono enormi.

  • L’aumento dell’effetto serra. Un quarto dell’anidride carbonica prodotta ogni anno dall’uomo viene sequestrata dalle foreste, motivo per cui la loro riduzione è un’importante causa del cambiamento climatico. Inoltre spesso il disboscamento avviene tramite incendi, immettendo così ingenti quantità di CO2 in atmosfera.

  • La diminuzione della biodiversità. Le foreste accolgono l’80% delle specie viventi sulla terraferma. La loro riduzione si accompagna alla diminuzione, fino all’estinzione, di molte di queste specie, con conseguenti alterazioni degli equilibri ecologici e la perdita di importantissime risorse. Considerando solo i vertebrati, l’uomo nell’ultimo secolo ha causato l’estinzione di 468 specie (un tasso di estinzione che è mille volte superiore a quello naturale) [2].

  • Il rischio di nuove malattie infettive ed epidemie. La distruzione delle foreste spinge alcune specie animali a cercare un nuovo habitat in ambienti antropizzati, dove può anche accadere che, per l’assenza dei naturali predatori, si moltiplichino notevolmente. Un virus presente in questi animali può operare un salto di specie (spillover) e contagiare uomini o animali domestici. Questo è quasi certamente quello che è successo con il covid e con la MERS ed è quello che sicuramente è accaduto con l’influenza aviaria e con l’epidemia di Ebola. Quest’ultima, per esempio, si è manifestata dopo la distruzione di una foresta per impiantare palme. I pipistrelli della frutta, portatori sani di questo virus, avendo perso il loro habitat naturale hanno colonizzato le piantagioni di palme e gli indigeni si sono infettati uccidendoli (per difendere le coltivazioni o anche per mangiarli). Successivamente il virus si è trasmesso da uomo a uomo.

  • L’aumento dell’erosione del suolo. Il terreno, se non è più protetto dal manto vegetale, è esposto alle piogge, al vento e all’essiccazione dei raggi del sole, tutti fenomeni che determinano perdita di suolo. Questo fenomeno è particolarmente rilevante nelle zone equatoriali e tropicali, dove nel giro di pochi decenni la zona deforestata può trasformarsi in un deserto roccioso, che per secoli sarà inutilizzabile per l’agricoltura, l’allevamento e la silvicoltura.

  • Il genocidio dei popoli indigeni. Molte foreste da secoli sono abitate da popoli che si sono adattati in maniera mirabile a tale contesto. La distruzione delle foreste determina la scomparsa di queste comunità e la perdita dei loro saperi. Le persone che ne facevano parte finiscono per ingrossare le fila dei poveri e dei disadattati.

Le principali cause della deforestazione sono [3]:

  • avere terreni per produrre olio di palma, gomma, vegetali per biocombustibili, mangimi e pascoli per animali, caffè, cacao o altri prodotti tropicali

  • l’estrazione di minerali (in particolare le terre rare indispensabili per batterie e prodotti elettronici) tramite miniere a cielo aperto

  • l’abbattimento di alberi da cui ricavare legno per mobili o per carta (in particolare carta igienica e da cucina);

  • la ricerca di un piccolo pezzo di terra da coltivare o del legno per cucinare da parte di persone in grave povertà;

  • gli incendi, appiccati dolosamente o colposamente (un quarto di quelli avvenuti nel 2019 in Brasile ha riguardato zone protette).

Circa l’80% della deforestazione è causata dai consumi degli abitanti dei Paesi ricchi [3]. E’ perché noi mangiamo carne in maniera spropositata (in Italia in media circa 700g alla settimana invece dei 0-300g consigliati dai nutrizionisiti [4]), sprechiamo un mare di carta (200Kg per persona all’anno), compriamo troppi prodotti elettronici, auto e moto (batterie e pneumatici sono costruiti con terre rare e gomma e l’Italia è il Paese europeo con il maggiore numero di auto e moto per abitante), compriamo mobili in teak, mogano, ebano, palissandro, alimenti industriali contenenti olio di palma, acquistiamo caffè, cacao, banane non del commercio equo e solidale, prodotti in pelle o cuoio di aziende a cui interessa solo fare quanti più soldi è possibile.

Purtroppo le aziende senza scrupoli responsabili della deforestazione sono numerosissime e trovano appoggi in governi e politici. Forest500, un’organizzazione che raccoglie enti e associazioni che operano per la difesa delle foreste e della biodiversità, stila periodicamente un elenco delle aziende maggiormente responsabili [4]. Tra queste le principali sono:

Gruppo Veronesi (polli AIA, Negroni, mangimi veronesi),

Gruppo Natuzzi (divani & divani)

DESPAR (supermercati e relativi prodotti)

Deichmann (borse, zaini e scarpe con marchi Catwalk, 5th Avenue, Borrelli),

Samsonite (valigie, borse, zaini)

Mastrotto (pelli per arredamenti, abbigliamento, ecc.)

Kikkoman (prodotti della soia)

Cencoprod (azienda che vende pelli a vari marchi italiani, tra cui Nuti)

Hutchinson (multinazionale di pneumatici e molto altro)

Ebro foods (che controlla Garofalo, Bertagni, Scotti)

Prada (abbigliamento)

Clarks (scarpe)

Amazon (prodotti alimentari, valige, abbigliamento, mobili, cosmetici, bricolage, imballaggi ecc.)

Capri Holdings (che controlla Versace, Jimmy Choo e altre aziende della moda)

Nike.

Molte sono anche le banche e le finanziarie che sostengono attività che distruggono le foreste. Tra le principali: Prudential, BlackRock, Aviva, Fidelity, Vanguard, BPCE, Invesco, Intesa San Paolo, Unicredit, Credit Agricole, Allianz.

Ultimamente si parla tanto di transizione ecologica. Se ne parla perché gli effetti del cambiamento climatico si fanno sempre più gravi e le prospettive più minacciose, perché abbiamo sperimentato cosa è una pandemia e l’OMS ci dice che continuando a deforestare il rischio di nuove epidemie è molto alto, perché moltissime persone hanno preso coscienza che se si continua a far finta di nulla andiamo incontro alla catastrofe.

Ma oltre a parlarne bisogna agire coerentemente.

I cittadini devono cambiare i comportamenti non ecosostenibili, comprare di meno, informarsi di più, non guardare solo il prezzo di una merce ma anche quanto ci costa realmente (i danni che determina all’ambiente, alla salute, alla società, che pagheremo noi e i nostri figli), appoggiare le campagne delle associazioni ambientaliste contro la deforestazione [5].

I governanti e i politici devono smetterla di essere succubi di grandi aziende, banche e finanziarie o di settori produttivi non ecosostenibili, di ignorare o far finta di ignorare la situazione in cui stiamo e di prendere in giro i cittadini, illudendoli che si possa continuare con un modello di sviluppo e stili di vita insostenibili.

Il modo più semplice per impedire questa sudditanza dei politici è appoggiare e votare solo chi realmente e coerentemente persegue una effettiva politica ambientalista. Insomma gran parte del potere è nelle nostre mani: siamo ancora in tempo per cambiare le cose, ma dobbiamo smetterla con atteggiamenti fatalistici e rinunciatari e impegnarci personalmente e politicamente.

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.Fonte: giardinodimarco.it

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Note: 1) FAO: Global Forest Resources Assessment, 2020; 2) Ceballos G et al.: Accelerated modern human–induced species losses: Entering the sixth mass extinction. Science advances 2015; 3) Fonte: Curtis et al. Classifying drivers of global forest loss, Science, 2018; 4) Le stime del consumo medio di carne in Italia vanno dai 300g ai 2800g alla settimana. La stima più bassa (300g) è quella dei produttori di carne, la più alta è quella della FAO e di altri enti, che però considerano il peso totale degli animali (quindi anche le parti non edibili, quelle che servono per produrre alimenti per i 16 milioni di animali da compagnia carnivori e gli scarti utilizzati come mangime per i pesci). La stima di 700g alla settimana è quella che più si accorda con le indagini sulle abitudini alimentari condotte dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’ISTAT;

4) https://forest500.org/rankings/companies;

5) si visitino:

https://www.greenpeace.org/italy/tag/foreste, https://www.wwf.it/chi_siamo/organizzazione/come_lavoriamo/deforestazione_, https://www.legambiente.it/tag/deforestazione.

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Apr 26 2021

26 aprile 1986 Chernobyl sconvolge il Pianeta

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35 anni fa, il 26 aprile, il disastro di Chernobyl sconvolge il Pianeta


1986 anno del disastro; era il 26 aprile alle ore 1.23 locali;

200000 le vittime di Chernobyl, compresi i danni (cancri, leucemie, sindromi immunodepressive);

11000 casi di cancro alla tiroide riguardanti i bambini di Chernobyl;

300 anni per la restituzione dei terreni alla situazione originaria.

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Fatti e misfatti nucleari dal 1896 ad oggi

LISTA INCIDENTI/ANOMALIE/EVENTI SFAVOREVOLI CORRELATI ALL’UTILIZZO DELL’ENERGIA NUCLEARE IN CAMPO CIVILE E MILITARE.

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Fonte: Progetto Humus

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Articoli correlati

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Mar 19 2021

Quanto può essere pericolosa una Fake News

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Le notizie false sono molto più pericolose di quanto pensiamo: come difendersi

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di Pio Russo Krauss

Sul covid sono circolati articoli, messaggi, video su rimedi naturali, farmaci o altre sostanze capaci di impedire di contrarre questa malattia. Molte persone hanno creduto a tali notizie e le hanno messe in pratica scrupolosamente. L’effetto è stato che oltre 800 persone sono morte a causa di queste sostanze e migliaia hanno avuto seri problemi di salute [1].

Questi dati dimostrano quanto possano essere pericolose le notizie false (fake news, bufale) in campo medico. Ma lo stesso si può dire per le notizie false riguardanti la politica, l’economia, gli episodi di cronaca nera, la tecnologia, la scienza. I nostri comportamenti dipendono in gran parte dalle convinzioni che abbiamo e queste si costruiscono in base alle informazioni ricevute: se le informazioni sono false compiamo scelte non nel nostro interesse ma secondo gli interessi delle persone e dei gruppi che ci hanno fornito le notizie false. E si può ben capire quanto ciò sia pericoloso in campo politico, economico e sociale.

Non c’è giorno in cui non siano create fake news, numerosissimi sono i siti di informazione online che le producono e le diffondono e molti di più sono i profili Twitter e Instagram e le pagine Facebook che creano e inviano notizie false. Poi ci sono tutte le persone comuni che non comprendono che una notizia è falsa e la girano ai loro contatti. E’ una vera invasione, anzi un’epidemia, perché la notizia falsa si trasmette, “infetta” persone, che a loro volta la trasmettono ad altre, “infettandole”, con una diffusione rapidissima e pervasiva.

In media un Twitter con una notizia falsa ha il 70% di probabilità in più di essere retwittato di un Twitter con una notizia vera [2]. Se 100 persone ricevono una fake news su WhatsApp o su Facebook o Twitter e ciascuna di esse la invia ad altre 20 persone e ciascuna persona raggiunta dopo un’ora la invia ad altre 20 persone e così ogni ora, dopo solo 4 ore 16 milioni di persone hanno ricevuto la notizia falsa.

Ci si potrebbe chiedere come sia possibile che le falsità battano regolarmente, e di molto, le verità. Gli psicologi sociali che studiano questo fenomeno ci dicono che le fake news sono quasi sempre confezionate bene: si presentano come nuove e originali, sono costruite per suscitare curiosità, sorpresa, indignazione, speranza, per confermare la nostra visione del mondo, i nostri desideri, paure, preconcetti. Inoltre la maggioranza delle notizie false sono credibili. Ecco perché vogliamo subito diffonderle a tutti i nostri contatti [2].

Che la maggioranza delle persone ci caschi è dimostrato anche da varie ricerche. Per esempio, chiedendo a un campione di italiani sopra i 17 anni, e che usa abitualmente internet e i social, se si è imbattuto in una fake news, il 29% ha risposto mai, il 18% raramente e il 31% ha risposto qualche volta [3]. Considerata l’enorme diffusione delle notizie false questi dati dimostrano una sola cosa: la maggioranza delle persone non riconosce le fake news e le considera vere. Alla domanda se ci si ritiene abili a riconoscere le notizie false la maggioranza risponde di sì, ritenendo però che la maggioranza delle persone non abbia tali capacità.

Le ricerche evidenziano anche un’errata convinzione di molti: che sono le persone di bassa cultura a credere alle fake news. Invece no: ci cascano anche persone di media e alta istruzione. Come scrive uno dei più importanti smascheratori di fake news: “Ci sono persone a cui fa comodo che crediate che solo i poco scolarizzati caschino nelle bufale. Sono persone che hanno un disperato bisogno di voi, e del vostro scarso spirito critico. Sono persone consce di spacciare pupù, e che per farvela digerire per bene hanno necessità che voi vi crediate superiori a chi casca nelle fake news[4].

La realtà è che ci si casca non per ignoranza ma per pregiudizio. Se abbiamo paura degli stranieri è facile che condivideremo articoli che la confermano, anche se dicono falsità. Se vogliamo guarire dalle nostre malattie senza prendere medicine, crederemo facilmente alle notizie false sulle virtù di erbe e alimenti, se siamo contro quel determinato partito facilmente crederemo alle notizie false che ne dicono male. In psicologia si chiama bias di conferma: più quello che leggiamo, ascoltiamo e vediamo conferma le nostre opinioni e visioni del mondo, più siamo portati a considerare quel tipo di informazione attendibile e, invece, a rigettare, rifiutare ciò che mette in dubbio le nostre certezze.

Se si hanno un minimo di conoscenze di psicologia e un po’ di abilità a scrivere o a parlare è abbastanza facile costruire notizie che sembrano vere ma sono false: ecco un altro motivo per cui tante persone o gruppi le producono.

Uno dei più famosi creatori di bufale, Paul Horner, ha ammesso che grazie alle bufale guadagnava almeno 10.000 dollari al mese e con alcune ha guadagnato anche 10.000 dollari in un giorno [5]. Anche in Italia molti creatori o spacciatori di fake news ci guadagnano, e non poco, o grazie alle visualizzazioni della loro pagina o canale e ai guadagni che ciò procura con le inserzioni pubblicitarie presenti o grazie alla notorietà che permette di vendere i loro “prodotti” (libri, servizi, alimenti, farmaci di nessuna utilità, consulenze, conferenze ecc.).

Altri producono e diffondono notizie false perché hanno scarsi argomenti per convincere: sono partiti, uomini politici, opinion leader, sette, gruppi religiosi, gruppi contrari alle vaccinazioni, ai farmaci e ad altre scoperte scientifiche.

Quest’anno la maggioranza delle fake news ha riguardato il covid, nel 2018, nell’ordine, il Governo, gli immigrati, i diritti (negati o che si vogliono far riconoscere), la salute (terapie, vaccinazioni, alimentazione ecc.), l’economia, episodi di cronaca nera [6].

Le notizie false sugli stranieri e sui rom quasi sempre spingono alla paura, all’antipatia, all’intolleranza, all’odio; quelle sul Governo a considerarlo inetto, incapace, incompetente, corrotto [6].

Butac, uno dei più importanti siti antibufale italiano, ha censito 428 siti che producono o diffondono fake news [7], escludendo le pagine Facebook e i siti che si proclamano satirici (in realtà inventare notizie false su qualcuno per riderci si chiama calunnia o bullismo e non satira, che è stata definita dalla Cassazione come “manifestazione di pensiero che indica alla pubblica opinione aspetti criticabili o esecrabili di persone, al fine di ottenere, mediante il riso suscitato, un esito finale di carattere etico, correttivo cioè verso il bene” [8]). NewGuard pubblica invece una lista di siti e giornali che creano o diffondono fake news sul covid [9].

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Vi riportiamo la lista di Butac integrata con i siti italiani di New Guard:

5stellenews.com, 9-E-6-S, A chi sacciu, Accademia della Libertà, Adesso fuori dai coglioni, AGENews.eu, aidaa-animaliambiente.blogspot.it, albainternazionale.blogspot.it, alcyonpleiadi.blogspot.it, All-News.tv, Alleanza della salute, AllNews24.eu, altrarealta.blogspot.it, ambientebio.it, appunti2008.blogspot.it, Apriamo gli occhi, ApriLaMente (myblog.it), Aprite gli occhi, Aristocrazia Nera, AsSIS.it, attaccomirato.com, Attiviamoci, attivistam5snews.blogspot.it, Attivonews, AttivoTv, aurorasito.wordpress.com, Autismo e Vaccini, Autismovaccini.org, Avvistamenti di Creature Mitologiche, Azione di popolo, Banda Bassotti, BenessereFeed, benitomussolini.altervista.org, BitChute.com, blognews24ore.com, blogdieles.altervista.org, blogdieles2.altervista.org, bloginmovimento.altervista.org, blogopenyoureyes.altervista.org, Borderlinez.com, Breaknotizie.com, Buonamente.com, ByoBlu, Catena Umana, centrometeoitaliano.it, Chesuccede.it, Clicknotizie.it, Come i treni a vapore, ComeDonChisciotte.org, Comilva, Complottisti.info, compressamente.blogspot.it, Condividilo.org, Conoscenzealconfine.it, Contro i poteri forti, Contro la Massoneria e gli Illuminati, Contro Tv, Controinformo.info, controinformo.altervista.org, controinformoblog.altervista.org, Corriere della Pera, corrieredelmattino.altervista.org, Corrieredisera.it, cortesovrana.it, Coscienza Italiana, Cose che nessuno ti dirà, cosmofruttariano3m.altervista.org, CrimeNews, Cronaca Ora, CSSC – Cieli Senza Scie Chimiche, Curiosandoonline.com, Curiosity2013, curiosityalive.altervista.org, cvdiariodelpollinho.altervista.org, Dagospia.com, DatabaseItalia.it, delta-leveritanascoste.blogspot.it, Dentro la Notizia – RobyMaster, Dionidream, Dirby, direttainfo.blogspot.it, Direttanews.it, Direttanews24.com, direttanfo.blogspot.it, Dis-apprendere, Disinformazione.it, Disquisendo, Divieto.reattivonews.com, Eclissi Sociale official fanpage, Eco Tricolore, Eco(R)esistenza, ecocreando.weebly.com, ecologiasociale.info, ECPlanet, 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Zona grigia, zonagrigianews.com.

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Vi starete chiedendo: “Ma ci sono anche giornali e notiziari televisivi famosi?!”. No! Vi sono solo siti che cercano di far credere di essere giornali e trasmissioni famose, storpiandone il nome o avendo un altro dominio internet. Insomma già il titolo è una fake.

Come si evince scorrendo i nomi di questi siti, le notizie false non sono appannaggio solo di una parte politica o ideologica, vi sono siti bufalari di destra, di sinistra e di centro, ecologisti e antiecologisti, religiosi e antireligiosi.

Qualche consiglio per non essere vittime e complici di chi fabbrica fake news.

1) Non diffondete mai una notizia prima di essere più che certi che non sia una notizia falsa. Diffondere notizie false è immorale (in alcuni casi è anche un reato), inoltre da vittime diventate complici di imbroglioni, truffatori, gruppi eversivi.

2) Diffidate di tutti i titoli sensazionalistici tipo: “Notizia shock”, “Ecco cosa ci nascondono i politici”, “Il segreto che i medici non voglio farti sapere”, ecc. Un articolo o messaggio con un titolo simile al 99% dei casi è una notizia falsa. Siate sospettosi anche degli articoli con titoli tutti in maiuscolo, con punti esclamativi o che invitano a condividere il messaggio ad altre 10 persone o ai vostri contatti.

3) Verificate che la fonte non sia uno degli oltre 400 siti sopra riportati (purtroppo la lista è in continua evoluzione perché alcuni siti cambiano nome o muoiono e ne nascono altri). Diffidate anche di giornali quali Libero, Il Giornale, La Verità che spesso hanno diffuso notizie false o riportato in maniera truffaldina notizie vere.

4) Cercate su un sito antibufala se la notizia è segnalata. Basta digitare su un motore di ricerca www.butac.it o www.bufale.net o https://bufalopedia.blogspot.com seguito dalle parole chiave della notizia avuta. I siti antibufala purtroppo ci mettono almeno un paio di giorni per smascherare una bufala.

5) Verificate se i ragionamenti dell’articolista non sono basati su fallacie logiche [10].

6) Controllate se gli eventuali dati sono riportati sia in termini assoluti che relativi, perché altrimenti non se ne può trarre nessuna conclusione. Per esempio, se leggete “Scoperta una sostanza che aumenta del 300% la rigenerazione dei capelli” non possiamo dedurre che è efficace, perché se prima la rigenerazione era 0 (come nei calvi) e dopo il farmaco continua a essere 0 si può anche dire che c’è stato un aumento del 300%: 0x300 è infatti uguale a 0.

7) Non pensate che poiché la notizia vi è stata trasmessa da un amico o conoscente degno di fede allora è vera, perché, come abbiamo detto, anche persone istruite e per bene sono vittime di fake news.

In ultimo un consiglio: se più volte avete presa per vera una bufala sappiate che siete una persona che facilmente può essere ingannata: è bene, quindi, che prendiate serenamente consapevolezza di ciò e siate molto accorti, perché potreste essere vittima di truffatori, manipolatori, sette e persone senza scrupoli.

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Fonte: www.giardinodimarco.it

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Note: 1) Islam MS: COVID-19-Related Infodemic and Its Impact on Public Health: A Global Social Media Analysis, The American journal of tropical medicine and hygiene, 2020, 103(4):1-9; 2) https://science.sciencemag.org/content/359/6380/1146.full; 3) Istituto Eumetra Monterosa, 2018; 4) https://www.butac.it/i-luoghi-comuni-e-le-fake-news; 5) https://tg24.sky.it/mondo/2017/03/28/faq-fake-news-post-verita; 6) AGICOM https://www.key4biz.it/wp-content/uploads/2018/11/Allegato-22-11-2018.pdf; 7) www.butac.it/the-black-list; 8) Prima sezione penale della Corte di Cassazione, sentenza n. 9246/2006; 9) https://www.newsguardtech.com/it/coronavirus-misinformation-tracking-center; 10) Per una brevissima illustrazione delle fallacie logiche si veda www.psyjob.it/le-fallacie-una-introduzione-ai-piu-comuni-inganni-dellargomentazione.htm, per saperne di più si legga: FF. Calemi e MP. Paoletti Cattive argomentazioni: come riconoscerle. Ed. Carocci, 2014.

 

 

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