Nov 13 2018

Tassa sulla carne rossa | Consumo e malattie…spesa sanitaria di 285 miliardi di dollari l’anno.

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Dopo la notizia bomba diffusa nell’ottobre del 2015 dalla IARC (International Agency for Research on Cancer), parte integrante dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), sull’inserimento nell’elenco delle sostanze cancerogene delle carni rosse lavorate e sulla probabile cancerogenità della carne rossa (http://www.iarc.fr/en/media-centre/pr/2015/pdfs/pr240_E.pdf), su tutto il pianeta si diffuse un clima di panico. L’autorevolezza e l’autorità scientifica della IARC, composta da uno staff di 300 ricercatori, attivi in 50 nazioni, e dell’OMS sono schiaccianti e fuori discussione.

Da allora ad oggi qualcosa è cambiato. Certamente, il consumo di carne è diminuito ma non tanto da evitare che una buona parte dell’umanità continui ad ammalarsi di cancro, malattie cardiocircolatorie e diabete con spese per la sanità pubblica veramente notevoli.

Le malattie legate alle carni rosse costano 285 miliardi di dollari all’anno nel mondo. Ecco che allora nell’Università di Oxford un gruppo di ricercatori ha pubblicato un lavoro che mette a confronto una tassa sulla carne per coprirne il costo sociale delle patologie provocate dal suo consumo . Viene quindi proposta una tassa del 20% sulla carne non lavorata (come le bistecche) e del 110% su quella lavorata (come le salsicce, la pancetta, salami, prosciutti, mortadelle, würstel… ).

(madu)

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Ecco l’abstract del lavoro sviluppato dai ricercatori dell’Università di Oxford e pubblicato sulla rivista “Plos One”.

ABSTRACT

Tasse, motivate dalla salute, sulle carni rosse e lavorate: uno studio di modellizzazione sui livelli di tassazione ottimale e gli impatti associati sulla salute.

Autori: Marco Springmann ,

  • Daniel Mason-D’Croz,
  • Sherman Robinson,
  • Keith Wiebe,
  • H. Charles J. Godfray,
  • Mike Rayner,
  • Peter Scarborough

Obiettivo

Il consumo di carne rossa e lavorata è stato associato ad un aumento della mortalità per malattie croniche e, di conseguenza, è stato classificato dall’Organizzazione mondiale della sanità come cancerogeno (carne trasformata) e probabilmente cancerogeno (carne rossa) per l’uomo. Una risposta politica è quella di regolare il consumo di carne rossa e lavorata in modo simile ad altri agenti cancerogeni e alimenti con problemi di salute pubblica. Qui descriviamo un approccio basato sul mercato per tassare la carne rossa e trasformata in base al suo impatto sulla salute.

Metodi

Abbiamo calcolato livelli fiscali economicamente ottimali per 149 regioni mondiali che avrebbero dovuto (internalizzare) i costi sanitari associati alla cattiva salute dal consumo di carne rossa e trasformata, e abbiamo utilizzato un quadro di modellazione accoppiata per stimare gli impatti della tassazione ottimale sul consumo, salute costi e mortalità per malattie non trasmissibili. Gli impatti sulla salute sono stati stimati utilizzando un quadro di valutazione del rischio comparativo globale e le risposte economiche sono state stimate utilizzando dati internazionali sui costi sanitari, i prezzi e l’elasticità dei prezzi.

Risultati

I costi sanitari per la società attribuibili al consumo di carne rossa e trasformata nel 2020 ammontavano a 285 miliardi di dollari (intervalli di sensibilità basati sull’incertezza epidemiologica (SI), 93-431), tre quarti dei quali erano dovuti al consumo di carne lavorata. In condizioni di tassazione ottimale, i prezzi delle carni lavorate sono aumentati in media del 25%, passando dall’1% dei paesi a basso reddito a oltre il 100% nei paesi ad alto reddito e i prezzi delle carni rosse sono aumentati del 4%, passando dallo 0,2% a oltre 20%. Il consumo di carne lavorata è diminuito in media del 16%, passando dall’1% al 25%, mentre il consumo di carne rossa è rimasto stabile in quanto la sostituzione delle carni trasformate ha comportato riduzioni dei prezzi. Il numero di decessi attribuibili al consumo di carne rossa e lavorata è diminuito del 9% (222.000, SI, 38.000-357.000) e i costi sanitari attribuibili sono diminuiti del 14% (USD 41 miliardi, SI, 10-57) a livello globale, in ciascun caso con maggiori riduzioni nei paesi ad alto e medio reddito.

Conclusione

Includere il costo della salute sociale del consumo di carne rossa e trasformata nel prezzo delle carni rosse e trasformate potrebbe portare a significativi benefici per la salute e l’ambiente, in particolare nei paesi ad alto e medio reddito. I livelli di tassazione ottimali stimati in questo studio sono specifici del contesto e possono integrare le semplici regole empiriche attualmente utilizzate per stabilire livelli di tassazione motivati dalla salute.

Fonte: PLOS|One

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Ott 18 2018

L’antibiotico-resistenza? E’ legata al consumo di carne, pesce, latticini ed uova

 

 

Nuovo studio conferma che il problema dell’antibiotico resistenza è legato al consumo di carne, pesce, latticini e uova

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E’ noto che l’antibiotico-resistenza è un problema sanitario che si fa sempre più grave. La causa è l’uso smodato di antibiotici e tale pratica avviene soprattutto negli allevamenti di animali per l’alimentazione umana, dove gli antibiotici sono usati non tanto a scopo curativo quanto “preventivo” o di mero promotore dell’accrescimento più veloce degli animali.

Quel che succede è che, nel tempo, si formano nuovi ceppi di batteri inattaccabili dagli antibiotici esistenti, rendendo così impossibile contrastare l’infezione quando tali farmaci servono davvero per curare, con grave pericolo per la salute e con un significativo aumento del numero di decessi (nel 2011 nella sola Unione Europea, oltre 25.000 persone sono morte per infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici).

I batteri che contengono il gene di antibiotico resistenza si diffondono dagli animali agli esseri umani attraverso la catena alimentare e di tale diffusione è responsabile il consumo di carne, latte, latticini e uova.

Ciò è confermato da uno studio italiano da poco pubblicato sulla rivista International Journal of Antimicrobial Agents: la ricerca ha lo scopo di studiare i microrganismi presenti nell’intestino umano (microbiota) per verificare se vi sono differenze a seconda del tipo di alimentazione seguito. In particolare, è stata quantificata la presenza di geni di antibiotico resistenza.

Quel che è stato trovato è che nell’intestino di chi segue un’alimentazione vegana la presenza di questi geni è significativamente inferiore rispetto a quella negli onnivori e nei latto-ovo-vegetariani, mentre è la stessa in onnivori e latto-ovo-vegetariani.

Esisteva il dubbio che anche i cibi vegetali potessero fare da tramite per i geni dell’antibiotico resistenza, dato che i liquami degli allevamenti spesso inquinano le falde acquifere e i terreni. Lo studio ha perciò voluto appurare se diete diverse fossero caratterizzate da un carico di geni di antibiotico resistenza diverso nell’intestino delle persone. E hanno concluso che è proprio così.

Le persone selezionate per lo studio non avevano fatto uso di antibiotici nei 12 mesi antecedenti lo studio e sono state divise in 3 gruppi: 26 vegani, 32 latto-ovo-vegetariani e 43 onnivori. Sono stati presi in considerazione geni che conferiscono resistenza a quattro classi di antibiotici: sulfamidici, tetracicline, amminoglicosidi e beta-lattamici.

La ricerca conferma quindi il ruolo degli alimenti di origine animale, non solo carne o pesce, ma anche latticini e uova, nella circolazione di geni di antibiotico resistenza, che rendono inefficaci gli antibiotici e impediscono di utilizzarli quando servono davvero.

Si tratta di uno dei tanti danni alla salute umana dovuto al consumo di ingredienti animali e della conseguente espansione della quantità di animali allevati, che si aggiunge agli altri ben noti: eccesso di grassi saturi, di colesterolo, di ferro, di proteine. Oltre all’uso di sostanze chimiche e farmaci, che si ritrovano nelle carni, nel latte e nelle uova. E oltre all’impatto ambientale enorme causato dagli allevamenti.

Evitare i cibi animali a favore di ingredienti vegetali è dunque il regalo migliore che possiamo fare a noi stessi, al pianeta e a tutta la società.

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Da: SSNV (Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana)

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Fonte:

Assessing antimicrobial resistance gene load in vegan, vegetarian and omnivore human gut microbiota, Carmen Losasso, Andrea Di Cesare, Eleonora Mastrorilli, Ilaria Patuzzi, Veronica Cibin, Ester M. Eckert, Diego Fontaneto, Angiola Vanzo, Antonia Ricci, Gianluca Corno. International Journal of Antimicrobial Agents. Published online: August 3, 2018.

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Ott 10 2018

Brasile | Jair Bolsonaro è risultato primo. Si è fatto festa dalle parti di Salvini

 

 

Salvini a favore del razzista sostenuto dalla grande finanza in Brasile

by Raiawadunia · Ott 9, 2018

Si è fatto festa dalle parti di Salvini,ieri, alla notizia che al primo turno delle presidenziali in Brasile il candidato dell’estrema destra Jair Bolsonaro è risultato primo e ha grandi chanches di essere eletto nel ballottaggio del prossimo 28 di ottobre.” Anche in Brasile si cambia! Sinistra sconfitta e aria nuova! #goBolsonarogo”, ha titolato il ministro degli interni italiano sulla sua pagina facebook. Aria nuova…


Eccola l’aria nuova di cui Salvini parla e che quindi vorrebbe anche in Italia.


Bolsonaro ha detto ad una deputato di sinistra, che lo accusava di incoraggiare lo stupro, che “non meritava di essere violentata”. Più tardi ha spiegato al giornale Zero Hora :’Non merita di essere violentata, perché è molto cattiva ed è pure brutta’


Nel 2016, ha elogiato un torturatore della dittatura in Brasile (1964-1985). “L’errore della dittatura è stato torturare e non uccidere”.


In un’intervista con la rivista Playboy, ha affermato che avrebbe preferito che i suoi figli “morissero in un incidente piuttosto che fossero omosessuali”.In un’altra occasione, ha ulteriormente svelato il suo spirito omofobico: “Non voglio combattere o discriminare, ma se vedo due uomini che si baciano per strada, li picchio “e in un’intervista televisiva ha detto di esser certo che” il 90% dei bambini adottati da coppie omosessuali sarà gay e andrà a prostituirsi. Ne sono sicuro al mille per cento!“.


Bolsonaro ha insistito durante tutta la campagna elettorale sul mettere fine ai diritti degli indigeni sulle terre: “Non darò un pollice alle riserve indigene”, ha detto. Sulla comunità brasiliana di origine africana anche, ha dichiarato che, ” Sono solo dei fannulloni! Stiamo sprecando con questa gentaglia più di un miliardo di dollari l’anno.” ” I miei figli? Non sposeranno mai una donna di colore. Sono ben educati! “.


Una società dell’odio e del disprezzo. Forte con i deboli, amica dei più forti. Bolsonaro è stato pubblicamente appoggiato dalla grande finanza brasiliana, dalle corporation agricole e industriali che hanno fatto del Brasile un inferno in cui una minoranza diventa ogni giorno più ricca e la maggioranza annaspa nella miseria più crudele. A Salvini tutto questo sta bene. Anche lui ha ottenuto l’appoggio pubblico di Confindustria, cioè di quel padronato che in tanta parte ha fatto impresa con i soldi pubblici, dilapidando il futuro del nostro paese.

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Fonte: raiawadunia.com

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