Lug 31 2013

Comunicato di Opal:«Ministro Bonino, cosa deve succedere ancora in Egitto per sospendere l’invio di armi italiane?»

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Tra le armi in dotazione ai militari egiziani anche fucili d’assalto della ditta Beretta. Tra i bossoli trovati lo scorso anno in piazza Tahrir anche quelli della Fiocchi di Lecco (vedi foto)

«Ministro Bonino, cosa deve succedere in Egitto per sospendere l’invio di armi italiane?». E’ la domanda che l’Osservatorio OPAL di Brescia rivolge a mezzo stampa al ministro degli Esteri, Emma Bonino, a fronte delle ingenti esportazioni di sistemi militari destinati alle Forze armate egiziane. Esportazioni in costante crescita tanto che lo nel 2012, durante il governo Monti, hanno raggiunto i 28 milioni di euro e tra cui figura di tutto: dai fucili d’assalto e lanciagranate della Beretta alle munizioni della Fiocchi, dalle bombe per carri armati della Simmel alle componenti per centrali di tiro della Rheinmetall, dai blindati della Iveco alle “apparecchiature specializzate per l’addestramento militare”. L’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere (OPAL) di Brescia ha infatti potuto esaminare attentamente la Relazione ufficiale sulle esportazioni di sistemi militari inviata al Parlamento nelle scorse settimane dal governo Letta.

«A fronte della situazione di forte tensione, agli arresti arbitrari dei leader politici e di giornalisti in Egitto, il presidente degli Stati Uniti ha deciso di rinviare la consegna dei caccia F-16 all’Aeronautica militare egiziana», dichiara Piergiulio Biatta, presidente dell’Osservatorio OPAL. «Ci aspettiamo che la titolare della Farnesina, che ben conosce la situazione nel paese nordafricano, faccia lo stesso e dichiari pubblicamente la sospensione dell’invio di ogni sistema militare alle forze armate egiziane», conclude Biatta.

Infatti con la riforma avvenuta lo scorso anno, la titolarità delle esportazioni di materiali militari risiede nella nuova Autorità nazionale per le Autorizzazioni di Materiali di Armamento (UAMA) presso la Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese (DGSP) del Ministero degli Affari Esteri.

«Apprezziamo la costante attenzione e la profonda preoccupazione espressa dal ministro Bonino per gli atti di violenza e di intimidazione nei confronti della popolazione», commenta Francesco Vignarca, coordinatore nazionale della Rete Italiana per il Disarmo a cui OPAL aderisce.  «Proprio per questo riteniamo che l’Italia – che sta per ratificare in Parlamento il Trattato internazionale sul commercio delle armi – si debba subito fare promotrice in sede europea di un’iniziativa affinché tutti i paesi membri dell’Unione sospendano l’invio di armi all’Egitto, fino a quando la situazione non si sarà chiarita».

Le esportazioni di armi dall’Italia all’Egitto sono in costante crescita e vedono il nostro paese tra i cinque maggiori fornitori europei delle Forze Armate egiziane. Lo spiega Giorgio Beretta, analista di OPAL. «Le autorizzazioni ministeriali per forniture di armamenti all’Egitto non superavano i 10 milioni di euro del 2010, sono salite a oltre 14 milioni di euro nel 2011 e lo scorso anno, col governo Monti, hanno toccato il picco di oltre 24,6 milioni di euro. E di conseguenza sono cresciute le consegne effettive di sistemi militari, che nel 2012 hanno superato i 28 milioni di euro (€ 28.679.837). Esportazioni che sono tuttora in corso, visto che nei primi tre mesi del 2013 l’ISTAT ha già rilevato spedizioni all’Egitto di armi e munizioni per oltre 2,6 milioni di euro», conclude Beretta.

Sorprende soprattutto la tipologia di armi esportate dall’Italia all’Egitto proprio tra il 2011 e il 2012, cioè durante le rivolte che hanno portato alle dimissioni del presidente Hosni Mubarak e alla nomina del nuovo presidente Mohamed Morsi, oggi a sua volta destituito.

Quello inviato dall’Italia alle Forze armate egiziane è un autentico arsenale bellico (vedi elenco a fine comunicato)

«Soprattutto – evidenzia Carlo Tombola, coordinatore scientifico di OPAL – sono da segnalare nel 2011, cioè nel bel mezzo delle rivolte popolari, le esportazioni dalla provincia di Lecco di munizioni probabilmente prodotte dalla ditta Fiocchi. Si tratta di forniture per oltre 41.900 euro, che possono corrispondere ad oltre 100mila munizioni. Ricordiamo che – come ha documentato Amnesty International – in piazza Tahrir dopo gli scontri tra manifestanti e forze armate del 2011 sono stati ritrovati dei bossoli di munizioni della Fiocchi».

Riguardo alle esportazioni della Fiocchi, l’Osservatorio OPAL fa notare una costante anomalia. Da oltre dieci anni le effettive spedizioni di munizioni ad uso militare della Fiocchi non sono mai riportate nella Relazione della Presidenza del Consiglio: ci sono le autorizzazioni rilasciate dai Ministeri degli Esteri e delle Finanze (per i pagamenti) ma manca il riscontro dell’Agenzia delle Dogane.

«In parole semplici – commenta Tombola – da oltre dieci anni la Fiocchi sta esportando munizioni di cui l’Agenzia delle Dogane non dà alcun riscontro nelle Relazioni governative, quasi si trattasse di munizioni per armi ad uso civile o sportivo e non invece di munizioni da guerra, e che come tali sono autorizzate e dovrebbero essere puntualmente riportate nella relazione governativa. Su questa stranezza, che potrebbe coprire ulteriori esportazioni di munizioni oltre quelle autorizzate, chiediamo al ministro Bonino di fare subito chiarezza», conclude Tombola.

ARMI ESPORTATE DALL’ITALIA ALL’EGITTO NEL TRIENNIO 2010-2012

  • Già nel 2010 erano state esportati al Cairo ben 2.450 fucili d’assalto automatici della ditta Beretta modello SCP70/90 corredati di 5.050 parti di ricambio a cui sono seguiti nel 2012 altri 1.119 fucili automatici sempre modello SCP70/90 e 2.238 caricatori e da altri 35 fucili d’assalto calibro 5,56 NATO modello ARX-160 ciascuno corredato da caricatori e baionetta e muniti di 35 lanciagranate e da silenziatori tutti dell’azienda bresciana Beretta.
  • Nel 2011 è stata autorizzata, dal governo Berlusconi, l’esportazione di 14.730 colpi completi per carri armati del calibro 105/51 TP-T IM 370 (equivalente al colpo completo cal. 105/51 TP-T M490) e nel 2012 altri 692 colpi completi calibro 40/70 PFFC IM212 con spoletta e altri 673 colpi completi 76/62 TP tutti prodotti da Simmel Difesa.
  • Sempre nel 2011 è stata autorizzata l’esportazione di 355 componenti per la centrale di tiro Skyguard per missili Sparrow/Aspide e affusti a cui sono seguiti nel 2012 altre 1.000 componenti e corsi d’addestramento per la stessa centrale di tiro prodotta dalla Rheinmetall Italia;
  • Nel 2012 è stata autorizzata dal governo Monti l’esportazione di 55 veicoli blindati Lizard della Iveco;
  • Vanno poi segnalate le esportazioni autorizzate nel 2012 a Oto Melara per attrezzature del cannone navale 76/62 S/R e apparecchiature elettroniche e software della Selex Elsag

Nei giorni scorsi l’Osservatorio OPAL ha anche segnalato le recenti forniture italiane di armi da guerra per le Forze armate del Kazakistan: vedi http://www.opalbrescia.org/

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Fonte: O.P.A.L    (Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e Politiche di Sicurezza e Difesa – Brescia

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Lug 30 2013

Gorizia 2013: Festival Vegetariano – 4^ Edizione

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Il Festival Vegetariano si terrà a

Gorizia, in Piazza della Vittoria,

da venerdì 30 agosto a domenica 1 settembre 2013

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Mission

Scopo principale del Festival è la divulgazione e la promozione di una filosofia di vita (way of life) basata sulla protezione e sul rispetto dei diritti di tutti gli esseri viventi, sulla possibilità di uno sviluppo sostenibile e su una crescita economica che sia, prima di tutto, etica.

A partire da un approccio legato alla tematica alimentare, nel corso degli anni il Festival ha ampliato il suo raggio d’azione, includendo il filone relativo alla tutela e alla sostenibilità ambientale, in quanto parti integranti del medesimo sistema di valori che stanno alla base non solo del Festival Vegetariano, ma anche della stessa azienda che lo promuove: Biolab, ditta italiana specializzata nella produzione di alimenti vegetariani e vegani.

Forti di queste scelte e consapevoli della direzione verso cui la manifestazione guarda, l’intento fondamentale che emerge è riuscire a creare un grande evento che si distingua per impatto culturale e per capacità di sensibilizzare il grande pubblico. “Dobbiamo pensare alla Signora Maria” ripete spesso in tono scherzoso Massimo Santinelli, direttore del Festival Vegetariano, perché è lei il nostro target esatto, o per lo meno quello a cui ambisce il Festival. Al di là del segmento vegetariano e vegano, è proprio alle persone comuni che la manifestazione si rivolge, a coloro che, per i più svariati motivi, non hanno avuto la possibilità di soffermarsi ed effettuare quel cambio di prospettiva, quella piccola modifica dell’azione quotidiana, che porterebbe così grandi risultati, sia per il benessere, sia per la salute che per la tutela della realtà naturale circostante.

Ed è proprio nella matrice culturale che il Festival ha trovato la sua risposta. Dall’idea e dalla convinzione che nell’incontro e nel confronto con personaggi illustri del panorama culturale è  possibile far nascere quella scintilla, far scattare quel meccanismo che porta alla consapevolezza e, per positiva estensione, ad un cambiamento.

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Vuoi conoscere il programma, vuoi saperne di più vai al sito Festival Vegetariano

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Lug 30 2013

Anonymous italian Storm #Opdarknet – Guerra a “darknet” rete dei pedofili

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Saluti mondo.
Siamo anonymous italian storm.
Oggi, siamo qui per annunciare a voi una nuova “guerra” che verrà avviata a breve.
Molti di voi non sanno che il web non è solo quello che è visibile a tutti.
Esiste una rete chiamata “darknet” in cui ogni giorno pedofili di tutti i tipi e di tutte le nazioni navigano,comunicano e si confrontano tra loro.
Noi da tempo osserviamo tutte queste oscenità e da pochi giorni abbiamo deciso di fare qualcosa per tutti i minori, i bambini che ogni giorno vengono privati di una vita serena.
E’ arrivato il momento in cui i pedofili di tutto il pianeta soffriranno in una gabbia così come tutti i giorni soffrono i bambini da loro usati.
Tutti potrete partecipare tutti potrete fare qualcosa di veramente importante.
Aspettiamo il supporto di tutti perchè non importa ciò che voi sapete fare,tutti possono essere fondamentali per il cambiamento e per ogni battaglia che ci accingeremo a combattere in questa operazione.

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NOI SIAMO ANONYMOUS
NOI SIAMO LEGIONE
NOI NON PERDONIAMO
NOI NON DIMENTICHIAMO
TIRANNI DEL MONDO
I BAMBINI NON SI TOCCANO
ORA SIAMO PRONTI E VOLENTEROSI PIU’ CHE MAI.
ASPETTATECI

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Fonte: Anonymous italian Storm #Opdarknet

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Lug 28 2013

Feritilità maschile e dieta

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Il consumo di carne influenza negativamente la feritilità maschile .

Le diossine, i contaminanti interferenti endocrini, i metalli pesanti, i grassi saturi e gli steroidi che si trovano nella carne che mangiamo possono incidere sul numero degli spermatozoi, sulla qualità del liquido spermatico e sulla capacità di concepimento degli uomini.

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Riportiamo  la traduzione in italiano dal video del dr. Michael Greger.

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L’infertilità colpisce il 10-15% delle coppie che cercano di avere dei figli e nella metà dei casi il problema è a carico dell’uomo. Uno studio recente dell’Università di Harvard ha evidenziato a un incremento di soltanto il 5% di grassi saturi nella dieta corrisponde una diminuzione del 38% del numero degli spermatozoi. Ma quale è il motivo?

Si è parlato del ruolo degli xenoestrogeni, interferenti endocrini derivati da contaminanti industriali che si accumulano nel grasso animale, in particolar modo nel pesce, ma la fertilità maschile non è soltano legata al numero degli spermatozoi, ma riguarda il modo in cui gli stessi spermatozoi lavorano.

Uno studio recente ha rilevato che il successo di una gravidanza e la riuscita nell’impianto di uova fertilizzate sono minori nei pazienti che dichiarano di consumare carne abitualmente.

Questo risultato è in accordo con la scarsa qualità del liquido seminale associata ad un consumo elevato di prodotti che possono avere incorporato tali sostanze chimiche e steroidee.

L’uso di queste sostanze nell’industria alimentare produce un aumento del livello totale di xenoestrogeni e di steroidi sessuali negli alimenti trasformati, come carne o latte, il cui consumo contribuisce in modo significativo ad un’esposizione quotidiana.

Gli xenoestrogeni sono sostanze altamente lipofiliche che possono accumularsi nei cibi ricchi di grassi, come la carne, e che possono essere considerate parzialmente responsabili del declino della qualità del liquido seminale.

In conclusione, le coppie che hanno problemi a concepire dovrebbero essere messe al corrente di quanto sia determinante lo stile di vita di entrambi i sessi nella riuscita del trattamento dell’infertilità.

Questo è in linea con i risultati precedenti e cioè che il consumo frequente di alimenti ricchi di grassi, come i prodotti a base di carne o il latte, può incidere negativamente sulla qualità del liquido seminale negli uomini, mentre alcuni tipi di frutta e verdura possono mantenere o addirittura migliorare la qualità del liquido seminale. Uno studio più recente ha ulteriormente evidenziato che il consumo di vegetali svolge un ruolo protettivo, probabilmente dovuto al contenuto di nutrienti e antiossidanti di questi alimenti.

Gli effetti negativi della carne potrebbero essere dovuti anche ad altri inquinanti.

L’esposizione, anche da bambino, a livelli di diossina anche bassi puό ridurre la qualità del liquido seminale in modo permanente.

L’opinione generale è che la qualità del liquido seminale sia decaduta nel tempo in aree geografiche diverse. Non si conosce ancora il perché, ma di sicuro le diossine potrebbero avere un ruolo causale.

La ragione per cui il consumo di carne bovina da parte della madre puό alterare lo sviluppo dei testicoli del figlio, di conseguenza influenzare negativamente la sua futura capacità riproduttiva, sembra che sia dovuta agli steroidi anabolizzanti impiantati negli animali, ma come sottolineato nell’editoriale gli steroidi potrebbero anche interagire con altri xenobiotici, vale a dire prodotti chimici industriali che si trovano nella carne, come pesticidi ed altri inquinanti simili alla diossina, e perfino sostanze chimiche che possono essere presenti nella pellicola trasparente che si usa per avvolgere gli alimenti.

Anche i metalli pesanti possono giocare un ruolo. L’esposizione a piombo e cadmio, misurata nel sangue, è stata messa in relazione ad un intervallo di tempo sensibilmente più lungo nel concepire.

Da dove potrebbe venire questa esposizione?

Sono stati prelevati dei campioni di alcuni tra i più comuni tipi di pesce direttamente dai mercati di pesce e dai supermercati. I livelli più elevati di cadmio sono stati trovati nel tonno mentre i gamberi e le capesante avevano alti tassi di piombo. Il rischio più grande dai diversi tipi di metalli si trova in pesci differenti, ed in alcuni di questi è molto elevato. Dunque, le informazioni sui rischi che vengono date al pubblico – in particolare per quel che riguarda il mercurio – non danno un quadro completo della situazione, infatti nei pesci si trovano anche altri metalli tossici.

I livelli più elevati si trovano nei pesci più grandi e più vecchi e questo avviene anche negli altri animali. Ad esempio, la contaminazione delle carni bovine da cadmio e piombo dipende decisamente dall’età dell’animale.

Per quanto riguarda le bevande, le uniche bevande associate alla sterilità nelle donne sono risultate le bibite gassate, anche se questo potrebbe derivare da una via indiretta, in quanto le bevande gassate sono collegate all’obesità e l’obesità è a sua volta in relazione ad una diminuzione dei tassi di fertilità, anche se è stato fatto uno studio su una via realmente diretta, ovvero l’efficacia della coca cola come agente spermicida nelle irrigazioni vaginali. Sembra che la diet coke abbia dato il risultato migliore, come è stato pubblicato dai ricercatori di Harvard nel New England Journal of Medicine.

E la coca cola rispetto alla pepsi? I soldi dei contribuenti sono stati messi a dura prova in questo testa a testa. Ma nessuna delle due ha funzionato veramente, né la coca cola né la pepsi, anche se hanno precisato che il metodo per prepare le miscele sperma-cola era diverso da quello utilizzato dai ricercatori di Harvard.

Traduzione a cura della dr.ssa Roberta Bichi

Da: Scienza Vegetariana

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Fonte: Male Fertility and Diet

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Lug 28 2013

In Sicilia strada intitolata a Jimi Hendrix

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La contestata via Jimi Hendrix di Lercara Friddi

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Interessante, originale e contestata iniziativa partita dalla Sicilia. Vi propongo l’email ricevuta dall’ideatore Fabio Pillitteri.

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Nell’ottobre del 2012 l’Amministrazione Comunale di Lercara Friddi, in Provincia di Palermo, su mia segnalazione, ha intitolato  una strada a Jimi Hendrix, quasi in contemporanea con il 70° anniversario dalla nascita; tra le altre cose, mi sono anche occupato, del reperimento, della realizzazione e della collocazione della targa toponomastica, il tutto a mie modeste spese (in totale poco più di € 20 … avendo recuperato un palo toponomastico dismesso).

Non contento di ciò, ho in seguito pensato di proporre (principalmente tramite PEC) l’intitolazione di una strada, piazza od altro spazio pubblico a Jimi Hendrix a tutti i Comuni d’Italia e, recentemente, anche alla Repubblica di San Marino.

La mia iniziativa ha avuto inizio i primi giorni del 2013 ed in data 8 maggio si è conclusa, contattando tutti gli 8090 Comuni italiani dove non esiste una via dedicata al mitico mancino di Seattle (oltre a Lercara Friddi, in precedenza, anche il Comune di Lanuvio, in Provincia di Roma, gli aveva dedicato una strada).

Durante questo viaggio virtuale ho avuto apprezzamenti e riscontri positivi da diversi Comuni (piccoli e grandi) d’Italia e da diversi Sindaci (tra i tanti anche il Sindaco di Firenze), che fanno ben sperare per il futuro, segno che oltre che nel mio ed in quello di Lanuvio, altre vie Jimi Hendrix potrebbero esistere in altri Comuni italiani.

La mia iniziativa, oltre a volere tributare la memoria ed il testamento musicale del musicista di Seattle, ha voluto in qualche modo pubblicizzare il mio paese, consacrandolo quale apripista di un cambiamento notevole nella mentalità statica e bacchettona di questa nostra cara vecchia Italia, richiamando oltretutto il fatto che segnali di innovazione si possono dare anche a costo zero, perchè i simboli sono importanti.

A parte il voler, in qualche modo, dare una risposta ad un gruppetto di moralisti-benpensanti locali che a suo tempo non hanno gradito l’intitolazione della via Jimi Hendrix nel mio Comune,  perché, secondo la loro ottica perbenista, visto come personaggio negativo e di non buon esempio, la mia iniziativa ha avuto principalmente lo scopo di volere tributare la memoria e l’imponente lascito musicale di questo grande artista (indiscusso innovatore nel suo campo) le cui circostanze della morte non sono mai state chiarite definitivamente e che tutt’oggi presentano molti interrogativi: ancor prima della conclusione dell’inchiesta circolò la voce che era stato stroncato da un’overdose di eroina e, anche se in seguito i documenti dell’inchiesta lo smentirono, milioni di persone in tutto il mondo hanno continuato a credere che questa fosse la verità.

Ancora oggi lo si iscrive nella lunga lista dei morti per droga degli eroi del rock, probabilmente perché a molti (per negligenza, superficialità od altro) fa comodo ricordarlo così: maledetto e per sempre incluso nella mitologia del rock.

Il mio obiettivo va ben oltre il fanatismo: intitolare a Jimi Hendrix una strada della provincia italiana, da sempre restia al cambiamento, sarebbe a mio avviso (… e mi ripeto) una svolta nella mentalità statica e bacchettona di questa nostra cara vecchia Italia ed anche un modo per dare una svecchiata all’idea che molti hanno della toponomastica, dando la possibilità anche ai musicisti pop e rock di essere ricordati, in funzione del fatto che la loro musica ha reso un po’ migliori le nostre vite.

Per l’opinione pubblica i grandi musicisti sono stati soltanto quelli di estradizione classica (Verdi, Donizzetti, Mascagni, Rossini, Vivaldi, etc.) a cui quasi tutti i Comuni italiani hanno dedicato una strada … senza nulla togliere a questi grandi maestri, anche i musicisti pop e rock hanno fatto la storia e per tale motivo meritano di essere ricordati oltre che per le loro gesta e per i loro stili di vita anche e soprattutto per i notevoli testamenti musicali che ci hanno lasciato e che, in un certo qual modo, hanno reso un po’ migliori le nostre vite.

E pertanto ben vengano in tutta Italia le vie Jimi Hendrix, John Lennon, Elvis Presley, Bob Marley, Frank Zappa (già esistente nel Comune di Agropoli e recentemente intitolata nel Comune di Partinico alla fine dello scorso anno, quasi in contemporanea con la nostra intitolazione … segno che la Sicilia è all’avanguardia quantomeno nel tributo ai geni musicali del XX secolo), Fabrizio De Andrè, Demetrio Stratos, Lucio Battisti, Domenico Modugno, Rino Gaetano, Augusto Daolio, Luigi Tenco, Ivan Graziani, Mia Martini, Pierangelo Bertoli, etc.: anche questi semplici atti denotano una crescita culturale delle nostre comunità ed un lascito per le generazioni future, dimostrando così di non essere lontani anni luce dal presente, consapevoli del fatto che anche la musica ed i suoi artefici possono trasmettere valori veri e duraturi!

La mia crociata per convincere più Comuni italiani possibili ad intitolare una strada al grande artista non ha ancora prodotto esiti positivi, comunque, come già detto, diversi Sindaci mi hanno contattato complimentandosi per l’iniziativa, invogliandomi ad andare avanti, dispiacendosi, in alcuni casi, per il fatto che al momento non era possibile dare corso alla richiesta per mancanza di strade senza nome.

Ci sono, inoltre, anche altri motivi che a suo tempo mi hanno spinto a proporre al mio Comune l’intitolazione di una strada a Jimi Hendrix: il tentativo di veicolare un’idea di identità alternativa a quella stantia e folklorika alla quale la Sicilia (ed un po’ tutto il meridione d’Italia) sembra essere condannata, ed anche perché credevo che ciò avrebbe garantito al mio paese (“famoso” più che altro per aver dato i natali ai nonni ed al padre di Frank Sinatra ed anche a Salvatore Lucania … al secolo Lucky Luciano) una pubblicità di notevole impatto sia in Italia che all’estero: il tutto a costo zero! … questo chiaramente se la cosa fosse stata attenzionata, pubblicizzata e sfruttata un po’ meglio.

La mia richiesta certamente non risolverà né la crisi né tutti i problemi che attanagliano il nostro Paese, e di questo ne sono consapevole: i risultati, non certo esaltanti fin qui raggiunti non mi abbattono, perché … se perdiamo anche la voglia di sognare, anche le cose più assurde, cosa ci rimane?

Grazie al web, la notizia della titolazione nel mio Comune e del mio giro d’Italia virtuale ha avuto ampia visibilità (al momento sono quasi una quarantina i link che la trattano, visionabili digitando con google “via jimi hendrix fabio pillitteri”), raggiungendo anche le pagine del quotidiano Corriere del Trentino (10.5.2013) e le “onde” di Radio Capital (20.6.2013).

Dopo questo succinto (per modo di dire) excursus, parafrasando il titolo di un articolo pubblicato su “ilgiornaledelfriuli.net” vi e mi pongo una domanda … perché i Comuni d’Italia non cominciano ad intitolare piazze e vie ai grandi della musica rock?

Sono consapevole che è praticamente impossibile che il mio Comune prosegua su questa strada … ma nel resto d’Italia? Se non Jimi Hendrix (anche se la cosa mi farebbe enormemente piacere) sono tanti, a mio avviso, i grandi della musica meritevoli di essere ricordati con l’intitolazione di una via, piazza o qualsiasi altro spazio pubblico … è solo questione di gusti: in un ipotetico “quartiere rock” vedrei bene via Jimi Hendrix accanto a piazza Janis Joplin, largo Joe Strummer, via Freddie Mercury, passaggio Jim Morrison, piazza George Harrison, vicolo Phil Lynott, via Stevie Ray Vaughan, piazzetta Brian Jones, via Marc Bolan, piazza Robert Johnson, via Billie Holiday, piazza Randy Rhoads, e così via; per quanto riguarda gli italiani, oltre le strade già esistenti indicate in premessa, anche se non sono trascorsi 10 anni, vedrei sicuramente bene via Lucio Dalla nel Comune di Bologna (… onestamente non so se l’Amministrazione Comunale ci stia già lavorando!).

Chi volesse (a qualunque titolo) sostenere ed incentivare la mia iniziativa, può farlo in diversi modi, per esempio, informandosi sullo stato della richiesta fatta al Sindaco del Comune di residenza ed eventualmente sollecitarla (… tanto ho scritto a tutti i Comuni d’Italia) o, in alternativa, linkare la notizia pubblicizzandola su blog, Facebook, Twitter od altro.

Ed in fondo per cambiare le cose (o tentare di farlo) basta poco … basta solo avere la voglia di guardare avanti, così come, oltre quarant’anni fa, fece un ragazzo di Seattle!

Durante il mio giro d’Italia a suon di mail ho ricevuto qualche virtuale ceffone (pochi isolati commenti critici di chi magari ha ritenuto che avrei potuto utilizzare tanta energia e tanto tempo per scopi maggiormente utili per questa nostra bisognosa società) e molte virtuali pacche sulla spalla che mi hanno spinto ad ultimare l’opera concludendo il mio viaggio.

Questa iniziativa, per ciò che mi riguarda, è stata positiva in quanto oltre ad un notevole ripassone di geografia mi ha permesso, strada facendo, di conoscere (anche se soltanto via mail) tanta gente … non tutti la pensano come me, ma in fondo questo mondo è bello proprio perché è vario!

Difficile, per non dire impossibile, ipotizzare un consenso unanime, ma se anche un solo Comune d’Italia accogliesse la mia proposta sarebbe comunque un grande successo.

Ribadisco che la mia è stata solo una richiesta (forse un po’ bizzarra, che certamente non risolverà né la crisi né tutti i problemi che attanagliano il nostro Paese, e di questo ne sono consapevole) … come tale non ha avuto la pretesa di essere esaudita: ma (… e mi ripeto ancora), se ci tolgono anche la voglia di sognare, anche le cose più assurde, cosa ci rimane?

Comunque non demordo … il 26 e 27 maggio ed il 9 e 10 giugno di quest’anno oltre 700 Comuni d’Italia sono andati al voto per le amministrative e tra questi il nuovo (?!?) Comune di Mappano (TO) … credo proprio che verso fine estate – inizio autunno contatterò tutti i neo Sindaci eletti (… gli darò il tempo di insediarsi) … chissà, a volte reperita iuvant e magari tra questi potrebbe esserci qualche hendrixiano o semplice appassionato di musica di larghe vedute che potrebbe mettere in pratica il mio suggerimento!

Grazie del tempo dedicato alla lettura della mia mail.

Fabio Pillitteri (hendrixiano della seconda ora)

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Approfondimento (madu)

Jimi Hendrix

Sito ufficiale di Jimi Hendrix

Lista dei concerti dal 1966 al 1970

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