Lug 31 2013

Comunicato di Opal:«Ministro Bonino, cosa deve succedere ancora in Egitto per sospendere l’invio di armi italiane?»

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Tra le armi in dotazione ai militari egiziani anche fucili d’assalto della ditta Beretta. Tra i bossoli trovati lo scorso anno in piazza Tahrir anche quelli della Fiocchi di Lecco (vedi foto)

«Ministro Bonino, cosa deve succedere in Egitto per sospendere l’invio di armi italiane?». E’ la domanda che l’Osservatorio OPAL di Brescia rivolge a mezzo stampa al ministro degli Esteri, Emma Bonino, a fronte delle ingenti esportazioni di sistemi militari destinati alle Forze armate egiziane. Esportazioni in costante crescita tanto che lo nel 2012, durante il governo Monti, hanno raggiunto i 28 milioni di euro e tra cui figura di tutto: dai fucili d’assalto e lanciagranate della Beretta alle munizioni della Fiocchi, dalle bombe per carri armati della Simmel alle componenti per centrali di tiro della Rheinmetall, dai blindati della Iveco alle “apparecchiature specializzate per l’addestramento militare”. L’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere (OPAL) di Brescia ha infatti potuto esaminare attentamente la Relazione ufficiale sulle esportazioni di sistemi militari inviata al Parlamento nelle scorse settimane dal governo Letta.

«A fronte della situazione di forte tensione, agli arresti arbitrari dei leader politici e di giornalisti in Egitto, il presidente degli Stati Uniti ha deciso di rinviare la consegna dei caccia F-16 all’Aeronautica militare egiziana», dichiara Piergiulio Biatta, presidente dell’Osservatorio OPAL. «Ci aspettiamo che la titolare della Farnesina, che ben conosce la situazione nel paese nordafricano, faccia lo stesso e dichiari pubblicamente la sospensione dell’invio di ogni sistema militare alle forze armate egiziane», conclude Biatta.

Infatti con la riforma avvenuta lo scorso anno, la titolarità delle esportazioni di materiali militari risiede nella nuova Autorità nazionale per le Autorizzazioni di Materiali di Armamento (UAMA) presso la Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese (DGSP) del Ministero degli Affari Esteri.

«Apprezziamo la costante attenzione e la profonda preoccupazione espressa dal ministro Bonino per gli atti di violenza e di intimidazione nei confronti della popolazione», commenta Francesco Vignarca, coordinatore nazionale della Rete Italiana per il Disarmo a cui OPAL aderisce.  «Proprio per questo riteniamo che l’Italia – che sta per ratificare in Parlamento il Trattato internazionale sul commercio delle armi – si debba subito fare promotrice in sede europea di un’iniziativa affinché tutti i paesi membri dell’Unione sospendano l’invio di armi all’Egitto, fino a quando la situazione non si sarà chiarita».

Le esportazioni di armi dall’Italia all’Egitto sono in costante crescita e vedono il nostro paese tra i cinque maggiori fornitori europei delle Forze Armate egiziane. Lo spiega Giorgio Beretta, analista di OPAL. «Le autorizzazioni ministeriali per forniture di armamenti all’Egitto non superavano i 10 milioni di euro del 2010, sono salite a oltre 14 milioni di euro nel 2011 e lo scorso anno, col governo Monti, hanno toccato il picco di oltre 24,6 milioni di euro. E di conseguenza sono cresciute le consegne effettive di sistemi militari, che nel 2012 hanno superato i 28 milioni di euro (€ 28.679.837). Esportazioni che sono tuttora in corso, visto che nei primi tre mesi del 2013 l’ISTAT ha già rilevato spedizioni all’Egitto di armi e munizioni per oltre 2,6 milioni di euro», conclude Beretta.

Sorprende soprattutto la tipologia di armi esportate dall’Italia all’Egitto proprio tra il 2011 e il 2012, cioè durante le rivolte che hanno portato alle dimissioni del presidente Hosni Mubarak e alla nomina del nuovo presidente Mohamed Morsi, oggi a sua volta destituito.

Quello inviato dall’Italia alle Forze armate egiziane è un autentico arsenale bellico (vedi elenco a fine comunicato)

«Soprattutto – evidenzia Carlo Tombola, coordinatore scientifico di OPAL – sono da segnalare nel 2011, cioè nel bel mezzo delle rivolte popolari, le esportazioni dalla provincia di Lecco di munizioni probabilmente prodotte dalla ditta Fiocchi. Si tratta di forniture per oltre 41.900 euro, che possono corrispondere ad oltre 100mila munizioni. Ricordiamo che – come ha documentato Amnesty International – in piazza Tahrir dopo gli scontri tra manifestanti e forze armate del 2011 sono stati ritrovati dei bossoli di munizioni della Fiocchi».

Riguardo alle esportazioni della Fiocchi, l’Osservatorio OPAL fa notare una costante anomalia. Da oltre dieci anni le effettive spedizioni di munizioni ad uso militare della Fiocchi non sono mai riportate nella Relazione della Presidenza del Consiglio: ci sono le autorizzazioni rilasciate dai Ministeri degli Esteri e delle Finanze (per i pagamenti) ma manca il riscontro dell’Agenzia delle Dogane.

«In parole semplici – commenta Tombola – da oltre dieci anni la Fiocchi sta esportando munizioni di cui l’Agenzia delle Dogane non dà alcun riscontro nelle Relazioni governative, quasi si trattasse di munizioni per armi ad uso civile o sportivo e non invece di munizioni da guerra, e che come tali sono autorizzate e dovrebbero essere puntualmente riportate nella relazione governativa. Su questa stranezza, che potrebbe coprire ulteriori esportazioni di munizioni oltre quelle autorizzate, chiediamo al ministro Bonino di fare subito chiarezza», conclude Tombola.

ARMI ESPORTATE DALL’ITALIA ALL’EGITTO NEL TRIENNIO 2010-2012

  • Già nel 2010 erano state esportati al Cairo ben 2.450 fucili d’assalto automatici della ditta Beretta modello SCP70/90 corredati di 5.050 parti di ricambio a cui sono seguiti nel 2012 altri 1.119 fucili automatici sempre modello SCP70/90 e 2.238 caricatori e da altri 35 fucili d’assalto calibro 5,56 NATO modello ARX-160 ciascuno corredato da caricatori e baionetta e muniti di 35 lanciagranate e da silenziatori tutti dell’azienda bresciana Beretta.
  • Nel 2011 è stata autorizzata, dal governo Berlusconi, l’esportazione di 14.730 colpi completi per carri armati del calibro 105/51 TP-T IM 370 (equivalente al colpo completo cal. 105/51 TP-T M490) e nel 2012 altri 692 colpi completi calibro 40/70 PFFC IM212 con spoletta e altri 673 colpi completi 76/62 TP tutti prodotti da Simmel Difesa.
  • Sempre nel 2011 è stata autorizzata l’esportazione di 355 componenti per la centrale di tiro Skyguard per missili Sparrow/Aspide e affusti a cui sono seguiti nel 2012 altre 1.000 componenti e corsi d’addestramento per la stessa centrale di tiro prodotta dalla Rheinmetall Italia;
  • Nel 2012 è stata autorizzata dal governo Monti l’esportazione di 55 veicoli blindati Lizard della Iveco;
  • Vanno poi segnalate le esportazioni autorizzate nel 2012 a Oto Melara per attrezzature del cannone navale 76/62 S/R e apparecchiature elettroniche e software della Selex Elsag

Nei giorni scorsi l’Osservatorio OPAL ha anche segnalato le recenti forniture italiane di armi da guerra per le Forze armate del Kazakistan: vedi http://www.opalbrescia.org/

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Fonte: O.P.A.L    (Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e Politiche di Sicurezza e Difesa – Brescia

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Lug 30 2013

Gorizia 2013: Festival Vegetariano – 4^ Edizione

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Il Festival Vegetariano si terrà a

Gorizia, in Piazza della Vittoria,

da venerdì 30 agosto a domenica 1 settembre 2013

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Mission

Scopo principale del Festival è la divulgazione e la promozione di una filosofia di vita (way of life) basata sulla protezione e sul rispetto dei diritti di tutti gli esseri viventi, sulla possibilità di uno sviluppo sostenibile e su una crescita economica che sia, prima di tutto, etica.

A partire da un approccio legato alla tematica alimentare, nel corso degli anni il Festival ha ampliato il suo raggio d’azione, includendo il filone relativo alla tutela e alla sostenibilità ambientale, in quanto parti integranti del medesimo sistema di valori che stanno alla base non solo del Festival Vegetariano, ma anche della stessa azienda che lo promuove: Biolab, ditta italiana specializzata nella produzione di alimenti vegetariani e vegani.

Forti di queste scelte e consapevoli della direzione verso cui la manifestazione guarda, l’intento fondamentale che emerge è riuscire a creare un grande evento che si distingua per impatto culturale e per capacità di sensibilizzare il grande pubblico. “Dobbiamo pensare alla Signora Maria” ripete spesso in tono scherzoso Massimo Santinelli, direttore del Festival Vegetariano, perché è lei il nostro target esatto, o per lo meno quello a cui ambisce il Festival. Al di là del segmento vegetariano e vegano, è proprio alle persone comuni che la manifestazione si rivolge, a coloro che, per i più svariati motivi, non hanno avuto la possibilità di soffermarsi ed effettuare quel cambio di prospettiva, quella piccola modifica dell’azione quotidiana, che porterebbe così grandi risultati, sia per il benessere, sia per la salute che per la tutela della realtà naturale circostante.

Ed è proprio nella matrice culturale che il Festival ha trovato la sua risposta. Dall’idea e dalla convinzione che nell’incontro e nel confronto con personaggi illustri del panorama culturale è  possibile far nascere quella scintilla, far scattare quel meccanismo che porta alla consapevolezza e, per positiva estensione, ad un cambiamento.

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Vuoi conoscere il programma, vuoi saperne di più vai al sito Festival Vegetariano

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Lug 30 2013

Anonymous italian Storm #Opdarknet – Guerra a “darknet” rete dei pedofili

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Saluti mondo.
Siamo anonymous italian storm.
Oggi, siamo qui per annunciare a voi una nuova “guerra” che verrà avviata a breve.
Molti di voi non sanno che il web non è solo quello che è visibile a tutti.
Esiste una rete chiamata “darknet” in cui ogni giorno pedofili di tutti i tipi e di tutte le nazioni navigano,comunicano e si confrontano tra loro.
Noi da tempo osserviamo tutte queste oscenità e da pochi giorni abbiamo deciso di fare qualcosa per tutti i minori, i bambini che ogni giorno vengono privati di una vita serena.
E’ arrivato il momento in cui i pedofili di tutto il pianeta soffriranno in una gabbia così come tutti i giorni soffrono i bambini da loro usati.
Tutti potrete partecipare tutti potrete fare qualcosa di veramente importante.
Aspettiamo il supporto di tutti perchè non importa ciò che voi sapete fare,tutti possono essere fondamentali per il cambiamento e per ogni battaglia che ci accingeremo a combattere in questa operazione.

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NOI SIAMO ANONYMOUS
NOI SIAMO LEGIONE
NOI NON PERDONIAMO
NOI NON DIMENTICHIAMO
TIRANNI DEL MONDO
I BAMBINI NON SI TOCCANO
ORA SIAMO PRONTI E VOLENTEROSI PIU’ CHE MAI.
ASPETTATECI

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Fonte: Anonymous italian Storm #Opdarknet

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