Feb 27 2011

TUTTO QUELLO CHE SAI SU DIO È FALSO

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IL LIBRO CHE RACCONTA LA VERITÀ SULLE MENZOGNE

di Russ Kick

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Russ Kick, già curatore del bestseller  TUTTO QUELLO CHE SAI È FALSO  con oltre 100.000 copie vendute solo in Italia, ha realizzato un nuovo lavoro imponente e sbalorditivo quanto i precedenti: un’antologia in cui le migliori firme del giornalismo e della saggistica internazionale si adoperano per smontare e denunciare miti, leggende, segreti e misfatti legati a ogni sorta di religione o culto.

Cristianesimo, ebraismo, islam, buddismo, indusimo, nuove pseudo-religioni… TUTTO QUELLO CHE SAI SU DIO È FALSO raccoglie sia vere e proprie denunce storiche e giornalistiche (costi del clero, omertà, abusi) sia curiosità e stranezze riguardo a miti irrazionali che continuano a imperare in moltissime società (alcune delle quali teoricamente evolute, come quella americana o italiana).

E se non ne avrete ancora abbastanza, questo libro vi condurrà

• nei gulag cattolici, i conventi delle Maddalene, dove ragazze madri ed ex prostitute venivano rinchiuse e sottoposte a ogni sorta di tortura e sopruso.

• nelle parrocchie pentecostali americane dove ogni anno centinaia di persone, seguen do alla lettera un passo del vangelo, maneggiano serpenti velenosi e si fanno mordere, credendo che chi è puro non morirà.

• all’università di Berkeley, dove si organizzano convention islamiche nelle quali si proclama l’esigenza di creare un califfato, di combattere gli infedeli, di convertire il mondo all’Islam.

• in uno dei simboli sacri della cristianità, il Baldacchino del Bernini in San Pietro, dove si può chiaramente notare la riproduzione di ben otto organi genitali femminili (qui documentati da inconfutabili fotografie).

• nei dogmi del giudaismo dominante che si preoccupa quasi esclusivamente di questioni post-Olocausto come i pericoli dei matrimoni fra razze diverse, la minaccia dell’assimilazione e la necessità di proteggere Israele.

• tra le centinaia di esorcisti autorizzati dal Vaticano (tra i 300 e i 400 in Italia, 15 negli Usa e dozzine nel resto del mondo). Molte indagini rivelano che l’esorcismo viene esercitato nella maggior parte dei casi su persone con malattie psichiche.

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Fonte: Nuovi Mondi

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Feb 25 2011

Libia, italiani tra i mercenari che hanno attaccato al-Zawiyah?

L’informazione è stata comunicata attraverso la pagina Facebook del gruppo che da giorni riporta notizie sugli avvenimenti libici.

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La pagina Facebook del sito dell’opposizione libica al-Manara“, che da giorni riporta notizie su quanto sta accadendo nel Paese, informa che questa mattina la città di al-Zawiyah (40 chilometri ad ovest di Tripoli) sarebbe stata attaccata da miliziani delle brigate fedeli a Gheddafi e da mercenari di nazionalità araba ed europea, compresi  italiani. Sulla stessa pagina nei giorni scorsi era stato scritto che i manifestanti avevano preso il controllo della città e catturato 22 miliziani delle brigate fedeli al rais tra cui figuravano alcuni europei.

Nei giorni scorsi su Twitter, altro famosissimo social network, aveva iniziato a diffondersi la voce che fantomatici mercanari italiani stessero bombardando i manifestanti con degli F16: la notizia, citata da Al Jazeera, non è stata confermata qualsiasi altro media.

Ieri in Italia il PD ha intrapreso un interrogazione parlamentare nei confronti del ministro della Difesa, Ignazio la Russa, affinchè venga fatta chiarezza sulle testimonianze riportate da Al-Jazeera: La Russa renderà conto al parlamento nei prossimi giorni.

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Fonte: PeaceReporter

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Feb 25 2011

Gli interessi italiani (ed europei) in Libia

“Gli italiani, tra tutti i popoli delle nazioni al mondo, hanno più da perdere in questo cambio di regime in Libia”

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Barili di petrolio

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di Mirko Misceo

Dal petrolio agli elicotteri, ecco perché Frattini “ci va cauto” sulla Libia

Nel deserto libico, a più di quaranta gradi all’ombra, i manager dell’Eni sudano freddo. E sudano e pregano anche i loro colleghi del capitale, seduti comodamente sulle poltrone del potere, qui da noi, nell’ormai prossima al tracollo energetico Italia. Mentre la Libia, nel mezzo di una rivoluzione che vede migliaia di morti per le strade, produce ancora petrolio sufficiente per il consumo interno, il suo ex padrone coloniale, l’Italia, non sembra essere altrettanto fortunata quando si parla di rifornimenti energetici.

“Gli italiani, tra tutti i popoli delle nazioni al mondo, hanno più da perdere in questo cambio di regime in Libia” – dichiara Peter Zeihan, vice presidente del dipartimento di analisi presso la “Stratfor”, società di intelligence di rilevanza mondiale – L’Italia riceve circa un terzo del suo petrolio ed il 10-15 per cento del suo gas dalla Libia.”

Il nostro paese, senza gli approvvigionamenti che giungerebbero dai paesi arabi (in testa la Libia), avrebbe riserve di petrolio sufficienti per solo 90 giorni e di gas per 30 giorni, ha dichiarato una fonte del governo italiano all’agenzia di stampa Reuters.

L’Eni, la compagnia petrolifera più grande d’Italia, di cui è parzialmente proprietario lo Stato, si è impegnata ad investire fino a 25 miliardi di dollari in Libia. Il prezzo delle azioni Eni in questi giorni, a causa dell’influenza sui mercati internazionali che hanno avuto le notizie delle rivolte, è sceso del 5,1 per cento, registrando il calo più sensibile dal luglio del 2009.

“Se fossi l’Eni, sarei terrorizzato in questo momento – afferma con sarcasmo Zeihan – gli italiani non hanno una politica energetica; la loro politica di rifornimenti è addirittura più inconsistente di quella degli americani”.

Senza l’appoggio del regime di Gheddafi, insomma, toccherà rivedere i piani strategici per l’approvvigionamento energetico. E chissà se l’alta borghesia italiana, che ha in pugno il destino energetico del nostro paese, cercherà adesso di ripiegare ancora di più verso la Russia: non sembrano esserci rivoluzioni in vista per Putin.

Un legame (in)dissolubile… (leggi tutto)

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Fonte: Controlacrisi.org