Gen 28 2009

Siamo medici e infermieri, non siamo spie

Mobilitiamoci immediatamente tutti. Firmiamo l’appello! Partecipiamo alla fiaccolata del 2 febbraio davanti a Montecitorio. (madu)
 
 
 
 
 
 
 
 

Divieto di segnalazione

Siamo medici e infermieri, non siamo spie

 

Medici Senza Frontiere (MSF), Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM) e Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG) lanciano un appello per
chiedere ai Senatori di respingere l’emendamento che elimina il
principio di non segnalazione alle autorità per gli immigrati
irregolari che si rivolgono a una struttura sanitaria
.

L’attuale
Testo Unico sull’Immigrazione (Decreto Legislativo 286 del 1998)
prevede che «l’accesso alle strutture sanitarie da parte dello
straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare
alcun tipo di segnalazione all’autorità, salvo i casi in cui sia
obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino
italiano
».

Il rischio di essere segnalato
creerebbe nell’immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di
cure mediche una reazione di paura e diffidenza, in grado di
ostacolarne l’accesso alle strutture sanitarie. Ciò potrebbe creare
condizioni di salute particolarmente gravi per gli stranieri – con
aumenti dei costi legati alla necessità di interventi più complessi e
prolungati – e ripercussioni sulla salute collettiva – con il rischio
di diffusione di eventuali focolai di malattie trasmissibili.

La
cancellazione del principio di non segnalazione vanificherebbe inoltre
un’impostazione che nei 13 anni di applicazione (il principio è
presente nell’ordinamento italiano già dal 1995) ha prodotto importanti
successi nella tutela sanitaria degli stranieri: riduzione dei tassi di
Aids, stabilizzazione di quelli relativi alla Tubercolosi, riduzione
degli esiti sfavorevoli negli indicatori materno-infantili (basso peso
alla nascita, mortalità perinatale e neonatale…).

MSF, SIMM, ASGI e OISG invitano la società civile a sottoscrivere l’appello ai Senatori, che ha già raccolto 363 adesioni.

MSF, SIMM, ASGI e OISG organizzano inoltre una fiaccolata della società civile il 2 febbraio davanti a Montecitorio (vedi mappa)
dalle 17:30 alle 20:00, alla quale sono invitati a partecipare
operatori sanitari, associazioni, organizzazioni, rappresentanti della
società civile e cittadini.

 

Sottoscriviamo l’appello

 

 

 

Gen 28 2009

Larry Swearingen: Sospesa l’esecuzione

Grazie all’impegno di tutta la rete ce l’abbiamo fatta! Larry è vivo! Ricordate la raccolta di firme? (madu)

 

DA: Congliultimi

 

 
 

 
 
 
 Jan 27 2009, 09:48
 

Cari amici di con gli ultimi,


la Corte Federale d’appello del Quinto Circuito ha sospeso l’esecuzione di
Larry Swearingen!!!
 

Questo
è merito anche vostro, di voi che vi siete dati da fare, che avete
firmato che avete creduto che nella vita tutto è possibile basta
crederci e lottare.


Abbiamo vinto!


Ha vinto chi crede che occorre essere in rete e non pensare solo a se stessi…


Ha vinto un ultimo!
Ha vinto la vita!



Un abbraccio a tutti.


Gianluca Ferrara

 

 
 


Gen 27 2009

Bolivia: vince la democrazia

 

Forse per un "mondo migliore" dovremmo cominciare ad osservare con più attenzione i paesi dell’America Latina.  (madu)

 

DA: A SUD

 

 

In Bolivia vince la democrazia

 

Lunedì 26 Gennaio 2009 15:12 di Giuseppe De Marzo – A Sud 

Una vittoria per tutta l’Umanità, una vittoria di tutti i movimenti,
un passo in avanti per quanti si battono per i diritti umani, la
giustizia sociale, la difesa dell’ambiente, un’economia solidale e la
pace. La nuova Costituzione boliviana approvata ieri con un referendum 
(i dati precisi saranno diffusi solo il 20 febbraio), rappresenta una
giornata storica per la Bolivia che vede attraverso la partecipazione
democratica ed il protagonismo della società civile e dei movimenti
compiere un passo sostanziale in avanti per l’affermazioni di nuovi e
vecchi diritti. Plurinazionalità, riconoscimento (finalmente..) dopo
500 anni dei diritti dei popoli originari, diritto all’acqua, rifiuto
della guerra e di basi militari straniere sul proprio territorio,
riconoscimento dell’economia comunitaria, difesa dei beni comuni, sono
alcune delle conquiste previste dalla nuova Costituzione.
Una
Costituzione che è il frutto di un percorso di partecipazione e di
mediazione tra tutte le componenti della società boliviana iniziato
circa due anni fa con l’istituzione e l’elezione dell’Assemblea
Costituente e conclusosi lo scorso 25 gennaio. Nel mezzo della
crisi globale provocata da un modello economico incentrato
esclusivamente sulla crescita, sulla devastazione ambientale, sullo
strapotere degli organismi finanziari internazionale e di poche decine
di multinazionali e sullo svuotamento dei valori e delle regole del
diritto internazionale, la risposta della società boliviana è nel segno
della speranza e dell’inclusione, della partecipazione e
dell’affermazione di nuovi e vecchi diritti troppo spesso calpestati in
tutto il mondo. Un segnale di grande civiltà e di speranza per tutti e
tutte. (leggi tutto)