Ago 8 2010

Animalisti? Si fa per dire!

Diceva Konrad Lorenz che “l’anello mancante tra la scimmia e l’uomo civilizzato esiste: siamo noi!”. Aggiungo, che solo quando

l’umanità riconoscerà la nonviolenza come la sola strada praticabile allora, e solo allora, avrà inizio il salto evolutivo che ci

porterà a divenire definitivamente parte dell’universo e ad abbandonare gradualmente il nostro stato di specie primitiva.

(madu)


Non è raro girare per internet e vedere siti che parlano di animalismo, di amore e rispetto degli animali,

di diritto alla vita di ogni creatura. Spesso in questi siti si fanno proclami  contro la caccia, la vivisezione

e via dicendo e, senza dimenticare gli animali degli allevamenti,  si dice  che  dovremmo garantire loro

una  vita  più  “umana”  e  rispettosa  del  fatto  che  sono anch’essi esseri viventi dotati di coscienza e

sensibilità.

Accettando questi presupposti eticamente distorti e ingannevoli, chi poeticamente sostiene teorie del
genere si sentirà un vero amante degli animali, e  la sua morale  non verrà minimamente toccata dall’
aspetto che invece è il più terrificante, cioè il fatto che accettiamo  come naturale, ovvio, necessario,
l’uccisione di miliardi di esseri viventi nei mattatoi.

Viene da chiedersi se tali siti non facciano più danno che altro, poichè trasmettono il messaggio che il
bravo amante  degli  animali  è colui  che soccorre il gatto abbandonato, versa una quota del wwf, ma
alla fine è indifferente alla vera carneficina che ha  sotto gli occhi. Si propone  cioè  una realtà falsa e
ipocrita, che serve più che altro a far sentire in pace il sedicente animalista.

Com’è  possibile  un  tale  atteggiamento schizofrenico?  La risposta è nel condizionamento cui siamo
sottoposti fin dalla nascita, per cui alcuni animali vengono arbitrariamente considerati  “da reddito”,  e
quindi nascono e  vivono  come  numeri, pezzi  di carne  solo  accidentalmente dotati di una parvenza
(scomoda per noi)  di  coscienza  e  sensibilità.  Basta  un’etichetta e un essere senziente diventa una
cosa,un insieme di tagli e bocconcini succulenti. Un timbro sulla schiena, e sei solo un pezzo di carne.