Giu 18 2012

Milano 20 giugno 2012: “Notte bianca del consumo critico”

.

Altreconomia presenta, in collaborazione con Olinda, mercoledì 20 giugno 2012, dalle ore 19.30, all’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini, via Ippocrate 45 – Milano la seconda edizione della “Notte bianca del consumo critico”.
Il tema del 2012 è “La legalità ha più gusto”. Una serata di cibo anti-mafia, dall’aperitivo alla cena.

La serata si apre con l’incontro con Nando Dalla Chiesa, Ilaria Ramoni e Pietro Raitano. Il tema è quello del cibo quotidiano contro le mafie: la nostra sporta della spesa e la scelta del locale dove mangiare la sera sono “armi” molto potenti per combattere la criminalità e sostenere la cultura della legalità.
Con il supporto dei libri “Guida alla spesa responsabile” e “Il gambero equo”, pubblicati da Altreconomia, in vendita a un prezzo speciale, così come tutti gli altri libri e l’abbonamento alla rivista.
Segue una cena al ristorante Jodok (su prenotazione) con un menù ispirato alla Sicilia e ai prodotti coltivati sulle terre confiscate alla mafia e il concerto dei Nobraino.
Nel corso della serata mostra-mercato nel parco: sui banchetti i libri di Altreconomia, i prodotti del commercio equo e delle cooperative sociali che – come Libera Terra – lavorano sulle terre confiscate alla mafia e quelli delle cooperative di “economia carceraria”.

 .

Vai al Programma

.


Giu 14 2012

Radio Vaticana, fine delle trasmissioni

.

di Mauro Vecchio

È la nuova strategia annunciata dal direttore di Radio Vaticana Padre Federico Lombardi, per una copertura basata sulla ritrasmissione da parte di altre radio regionali e locali. Ma anche tramite le più moderne modalità d’accesso al Web, che permetteranno agli impianti di Santa Maria di Galeria (provincia di Roma e una lunga storia di querelle legali con l’emittente della Santa Sede) di interrompere tutte le trasmissioni in onde medie e corte verso numerosi paesi dell’Europa e delle Americhe.

Dal prossimo luglio, Radio Vaticana abbasserà il livello d’emissione di onde elettromagnetiche dal suo centro di trasmissione alla periferia della Capitale, nell’area di 430 ettari che gode del diritto di extraterritorialità come stabilito dai Patti Lateranensi. Il presunto inquinamento elettromagnetico causato dalle svariate antenne di Santa Maria di Galeria ha portato negli ultimi anni a proteste, battaglie legali e tragici decessi.

L’associazione Bambini senza onde – con base a Cesano, altra zona molto vicina all’insediamento della radio ufficiale della Santa Sede – ha infatti riportato altri 3 casi di leucemia infantile, pronta a consegnare le relative cartelle cliniche al PM Stefano Pesci della Procura di Roma. “Porteremo tutto questo nuovo aggiornamento sanitario alla Procura – hanno annunciato i responsabili dell’associazione – nella convinzione che possa avviare il processo e a rinviare a giudizio i vertici della Radio non più solo per getto di cose pericolose ma anche per reati ben più gravi”.

Nel febbraio 2011, il reato di “getto pericoloso di cose” contestato ai responsabili di Radio Vaticana era andato in prescrizione, come stabilito dalla quarta sessione penale della Corte di Cassazione. Dopo una prima condanna, gli imputati erano stati assolti in appello: il fatto contestato non era infatti previsto come reato dalla legge italiana. Un vero e proprio buco – almeno secondo i cittadini – in materia di elettrosmog ed extraterritorialità delle stesse antenne pontificie.

L’attuale direttore di Radio Vaticana Padre Lombardi ha tuttavia sottolineato come la decisione di interrompere le trasmissioni verso Europa e Americhe non risulti collegata al problema elettrosmog. “Perché già dal 31 agosto 2001, con la firma del protocollo d’intesa con l’Italia, si rispettano le norme più restrittive” ha spiegato Lombardi. “Noi abbiamo sempre affrontato responsabilmente il problema dell’elettrosmog, cioè di questo presunto inquinamento. E dal 2001 al 2006 abbiamo utilizzato antenne affittate a Montecarlo. A chi proponeva una delocalizzazione permanente, avevamo detto che la soluzione sarebbe arrivata dalle nuove tecnologie che stanno gradualmente sostituendo le emissioni nell’etere”.

Cosa prevedono allora le nuove strategie della Santa Sede? Le trasmissioni in onde corte e medie resteranno per paesi come l’Africa e l’Asia, perché Radio Vaticana ha “il dovere di servire con particolare attenzione quelle aree e popolazioni più povere o in situazioni di difficoltà, che non hanno altre vie alternative per ricevere capillarmente la voce del Papa e della Chiesa”.

C’è chi ha sottolineato come le casse del Vaticano fossero particolarmente provate da tutte le spese in bollette. Con l’interruzione delle trasmissioni in onde corte e medie, oltre che con la conseguente adozione delle piattaforme digitali, Radio Vaticana potrà risparmiare centinaia di migliaia di euro in costi energetici. “Le risorse verranno trasferite in nuove direzioni”, hanno spiegato i responsabili della radio.

Soddisfatto l’attuale sindaco di Roma Gianni Alemanno: “L’annuncio segna per gli abitanti della zona la fine delle preoccupazioni per eventuali conseguenze nocive alla salute dovute al presunto inquinamento elettromagnetico e testimonia, da parte della Santa Sede, grande attenzione per il popolo romano e per l’ambiente”. Continuerà intanto l’inchiesta per omicidio colposo invocata dai cittadini per i gravi casi di leucemia manifestatisi nelle zone presidiate dalle antenne.

.

Fonte: Punto Informatico


Giu 13 2012

Anche Eric Cantona con Mahmoud Sarsak

Mahmoud Sarsak

.

da NENA News

Il campione di calcio francese “scende in campo” a sostegno del suo collega palestinese che fa lo sciopero della fame in un carcere israeliano

Eric Cantona, indimenticato campione di calcio francese degli anni 90, «scende in campo» per sostenere la richiesta di liberazione immediata di Mahmoud Sarsak, il calciatore della nazionale palestinese che da quasi tre mesi fa lo sciopero della fame in un carcere israeliano.

Cantona, per anni punta del Manchester United, ieri ha inviato una lettera al ministro dello sport britannico Hugh Robertson e al presidente della Uefa Michel Platini, in appoggio alla battaglia contro la detenzione che, a rischio della vita, sta conducendo Sarsak. La lettera porta la firma anche dell’intellettuale ed accademico statunitense Noam Chomsky e del regista Ken Loach.

«E’ tempo che cessi l’impunità di Israele e di insistere affinché (lo Stato ebraico) rispetti gli stessi standard di uguaglianza, giustizia e di legalità internazionale che sono richieste agli altri Stati», è scritto nella lettera, in riferimento all’utilizzo da parte di Israele della «detenzione amministrativa», che prevede il carcere senza processo e sulla base soltanto di una raccomandazione dei servizi di sicurezza.

Israele accusa Sarsak di essere un «terrorista del Jihad Islami» ma non ha prodotto alcun prova a sostegno di presunti reati compiuti dal palestinese, originario della Striscia di Gaza.

Da parte sua l’associazione internazionale dei calciatori professionisti FIFPro si dice «molto preoccupata» anche per la situazione di altri giocatori di calcio in Palestina. Preoccupazione analoga è stata espressa al presidente della FIFA Joseph S. Blatter in un messaggio inviato ai vertici del calcio israeliano.

Intanto peggiorano giorno dopo giorno le condizioni di Sarsak da 86 giorni senza cibo. Due giorni fa sembrava che il giovane calciatore palestinese avesse deciso di porre fine alla protesta ma ieri l’avvocato del detenuto, Jawad Bulos, ha smentito la notizia: lo sciopero della fame di Sarsak prosegue.

Mahmoud è nato a Rafah, nella parte meridionale della Striscia di Gaza, nel 1987. Ad otto anni aveva già scoperto la sua passione per il pallone e aveva iniziato a giocare con il Rafah Sport Club. Pochi anni dopo, per le sue doti particolari, era entrato nella squadra degli adulti e da lì direttamente nella nazionale palestinese, come centravanti. Da quel momento aveva avuto l’opportunità di uscire dalla prigione a cielo aperto di Gaza, per recarsi in Cisgiordania e in altri paesi come Qatar, Egitto, Norvegia, Turchia ed Iraq. Ed è proprio mentre cercava di uscire da Gaza che è stato arrestato, il 22 luglio 2009, al valico di Erez.  Nena News

.