Apr 27 2016

TTIP: pericolo d’invasione dei nuovi OGM sul mercato europeo

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In Europa abbiamo respinto in massa gli OGM e la maggioranza dei Governi ha iniziato a vietare la loro coltivazione.

Ma il TTIP ( Il Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti che Europa e Stati Uniti stanno discutendo a porte chiuse) potrebbe far rientrare dalla finestra gli OGM che abbiamo fatto uscire dalla porta!

Gli USA infatti stanno cercando di forzare l’entrata degli OGM nel mercato europeo, mascherandoli da prodotti convenzionali, con la scusa che sono stati ottenuti con “nuove tecniche biotecnologiche”.

Ma il parere legale della Commissione Europea, che è chiuso in un cassetto da mesi per via delle pressioni USA, dice esattamente il contrario!

Travestiti da prodotti qualsiasi i nuovi OGM potrebbero arrivare sulle nostre tavole senza le dovute valutazioni e senza nessuna etichettatura.

Se il TTIP verrà approvato, i nuovi OGM troveranno la strada spianata!

DOBBIAMO AGIRE SUBITO! INVIA UN TWEET AL MINISTRO MARTINA!

Facciamo pressione sul Governo per bloccare il TTIP e i nuovi OGM. SCRIVI AL MINISTRO MARTINA!

INVIA IL TWEET

Scriviamo al Ministro per le Politiche Agricole e Forestali Martina! Se siamo in tanti non potrà ignorarci! Ecco il testo del Tweet che puoi inviare:

.@maumartina non vogliamo nuovi OGM nei nostri piatti! #NewGMOs #StopTTIP http://bit.ly/1TuMuQb

INVIA ORA IL TUO TWEET

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NON SOLO TWITTER!

Inoltra questa email ai tuoi amici e…VIENI IN PIAZZA! Sabato 7 Maggio a Roma ci sarà una grande manifestazione nazionale per fermare il TTIP. Il ritrovo è alle ore 15.00 a Piazza della Repubblica: non mancare!

Grazie per quello che farai.

 

Federica Ferrario
Campagna Agricoltura Sostenibile e Progetti speciali

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Fonte: Greenpeace

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Apr 30 2014

Greenpeace: basta veleni nei nostri giardini, unisciti a noi per salvare le api!

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Il nostro ultimo studio parla chiaro: le piante che abbelliscono i nostri giardini e balconi sono contaminate da cocktail di sostanze tossiche!

Estremamente attraenti per le api, piante come viole, campanule e lavanda potrebbero trasformarsi in una trappola letale per questi preziosi insetti, che con il loro lavoro di impollinazione garantiscono un terzo del nostro cibo… Un vero e proprio Eden tossico nei nostri giardini… Basta veleni, firma ora il nostro appello!

Abbiamo analizzato 86 campioni di piante ornamentali vendute in negozi di giardinaggio, supermercati e centri del fai da te di dieci Paesi europei e il risultato è allarmante: il 79% erano contaminate da pesticidi dannosi per le api.
Non vogliamo essere complici inconsapevoli di una contaminazione ambientale! Unisciti a noi, chiedi di vietare i pesticidi killer delle api e di promuovere un’agricoltura ecologica e sostenibile.

Gli attuali divieti europei verso gli insetticidi neonicotinoidi non sono sufficienti. Anche se il trattamento con queste sostanze viene effettuato in serre chiuse, le piante ornamentali sono poi commercializzate e piantate in parchi, giardini e balconi. Le sostanze tossiche si diffondono in tutti i tessuti delle piante, dalle radici alle foglie, arrivando a contaminare il polline e il nettare, dei quali si nutrono le api.

Più di 400 mila persone hanno già chiesto di vietare esplicitamente l’utilizzo dei pesticidi killer delle api. Firma anche tu, insieme possiamo salvare le api e la nostra agricoltura!

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FIRMA ORA

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Grazie per il tuo aiuto.


Federica Ferrario
Campagna Agricoltura Sostenibile

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Nov 24 2013

Varsavia – Conferenza sul Clima COP19: Greenpeace e WWF abbandonano i lavori del negoziato

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Greenpeace e altre associazioni della società civile abbandonano COP19

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Ieri i nostri delegati, insieme a quelli di molte altre ONG, hanno abbandonato in segno di protesta i lavori del negoziato sul Clima COP19 che si sta tenendo a Varsavia in questi giorni.

Riteniamo che la condotta assunta dai governi che hanno partecipato a questa Conferenza prenda a schiaffi coloro che stanno soffrendo per le pericolose conseguenze del cambiamento climatico.

Il governo padrone di casa, per esempio, ha fatto del suo meglio per trasformare il negoziato in una vetrina per l’industria del carbone. Paesi che potrebbero avere un ruolo chiave come la Cina, non stanno ancora mettendo a frutto il proprio potenziale. Assieme al cedimento di Giappone, Australia e Canada, a destarci particolare preoccupazione è l’Unione Europea, ostaggio del governo della Polonia e dei suoi amici dell’industria del carbone; l’UE deve svincolarsi da questa morsa, per tornare a guidare l’agenda sul clima se a Parigi, nel 2015, vogliamo che si dia vita a un accordo significativo.

Il 2014 è un anno di importanza critica, un anno in cui devono essere espresse e realizzate ambizioni e azioni in vista dell’accordo di Parigi. Ogni singolo Paese deve presentare adesso i suoi nuovi impegni alla riduzione delle emissioni, ovviamente impegnandosi a mantenere quanto già promesso.

Noi non ci arrenderemo, perché i cittadini del Pianeta hanno un bisogno disperato di un trattato globale sul cambiamento climatico. Ma un nuovo trattato deve essere efficace. Come società civile torneremo il prossimo anno con un peso ancora maggiore, con più determinazione e più ambizione. Ci aspettiamo che i governi facciano lo stesso.

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Fonte: Greenpeace

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Approfondimento (madu)

Lo scienziato Werner: “per salvare il pianeta, necessaria resistenza contro la cultura capitalista”

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