Lug 30 2010

7 modi segreti con cui ci stanno avvelenando

7 modi segreti con cui ci stanno avvelenando

Articolo tradotto da Ivan Ingrillì
7
Secret Ways We Are Being Poisoned

Activist Post

L’oggettività del metodo scientifico sembra essere stata dirottata dalle corporazioni che spesso pagano gli scienziati e i ricercatori per supportare i loro prodotti, così come i politici che si muovono attraverso la porta girevole tra il settore pubblico e privato.
Ancor peggio quando alcune agenzie per la protezione del consumatore sono complici. La fiducia dei consumatori negli studi scientifici e nella supervisione federale è stata violata a favore del profitto in maniera che i prodotti vengano introdotti sul mercato con uno standard di sicurezza molto ridotto. Le sostanze chimiche di sintesi che troviamoquotidianamente nei nostri alimenti, nell’acqua e nel nostro ambiente circostante stanno aumentando dimostrandosi disastrose alla nostra salute mentale e fisica. Potrebbero essere scritti interi volumi – quindi sono stati scritti – sia dagli esperti della medicina ufficiale che alternativa che documentano i giochi di prestigio che hanno raggirato i consumatori e compromesso la nostra salute. Le categorie sottostanti sono da considerare come una approfondita investigazione che vale come esempio per cosa dobbiamo affrontare come specie continuamente bombardata da queste sostanze chimiche. (leggi tutto)

Fonte: La Leva di Archimede


Lug 26 2010

Trentino: Via il bambino. La mamma troppo povera per il giudice.

 
 
 
 
 
 
 
Troppo povera per il giudice: una ragazza di Trento non ha
ancora visto il figlio appena dato alla luce. Non importa se la sua vita
è trasparente, niente droga né amicizie pericolose. Senza soldi non può
essere una madre normale.
 

Mi hanno portato via il bambino. La mia colpa? Guadagnare 500 euro al mese.


 

di Giancarla Codrignani

L’Adnkronos del 20 luglio registra:

In Trentino una giovane donna poco dopo il parto si è vista sottrarre il
figlio appena nato, in esecuzione di una procedura di adottabilità,
perché ha un reddito di 500 euro al mese. Il caso è stato reso noto oggi
dallo psicologo e psicoterapeuta Giuseppe Raspadori, consulente tecnico
di parte del tribunale di Trento, il quale, in una conferenza stampa,
si è espresso in maniera molto critica nei confronti dei criteri con i
quali i giudici dei minori applicano la sospensione della potestà
genitoriale.

Il testo è chiaro, ma merita un commento, anche perché la grande
stampa e i media l’hanno sottovalutato, dando invece rilievo – anche
critico, se si vuole – a un fatto, che appare emblematico al confronto,
all’offerta cioè di una cattedra fatta da don Verzè alla figlia di
Berlusconi appena laureata (laurea triennale, si badi).

Questione di giustizia, ma anche di qualcosa di più. Non solo
iniquità di genere, a danno di una partoriente. Non solo disconoscimento
di ciò che si blatera sulla famiglia, che è tale anche quando la madre è
sola. Non solo rimozione dei diritti del bambino, che debbono essere
tutelati a partire da quello di non essere strappato a una madre che
evidentemente lo voleva e non ha abortito. Qui si fa legge della “logica
di sistema” che avanza nella vita sociale del nostro paese e a cui
dobbiamo opporre ogni resistenza: 500 euro di reddito mensile sono
ritenuti “giusta causa” per togliere un bambino alla madre e darlo in
adozione. Stiano attenti, se hanno figli, i cassintegrati, i licenziati e
quella famiglia ogni cinque che – dice la Svimez – non ha i mezzi per
curarsi.

Bisogna ringraziare lo psicologo consulente del tribunale dei minori
che ha denunciato il fatto, che gli era apparso ancor più grave perché
la decisione fu presa senza interpellare la donna, che non era una
“tossica” né aveva altre pendenze a carico. Lo scandalo appare tanto più
grave quando si viene a sapere che le istanze della madre hanno
prodotto un incontro con il giudice, il quale ha deciso di avviare una
perizia sulle “capacita” genitoriali della madre.


Una beffa, perché in questo modo la ragazza, cui è stato sottratto il
diritto di essere madre dal primo momento, rivedrà il proprio figlio
solo dopo otto mesi, con buona pace della fase primaria
dell’attaccamento e della giustizia per il minore. (leggi tutto)

 

 

Fonte: Domani Arcoiris

 

 

Lug 18 2010

I 205 eritrei detenuti in Libia finalmente liberi!

 

  

 

Liberi! Gli eritrei di Brak rilasciati dopo 17 giorni di prigionia.

 MILANO – Finalmente liberi! I 205 eritrei detenuti a Brak dopo la
rivolta di Misratah del 29 giugno, sono tornati in liberta’. Una volta
tanto Gheddafi e’ stato di parola. A mezzanotte di ieri sono stati
trasportati nel centro di detenzione di Sebha, dove questa mattina sono
stati rilasciati con un documento d’identita’ valido in tutta la Libia,
della durata di 3 mesi. Li abbiamo raggiunti telefonicamente, in questo
momento stanno bene, ma sono ancora a Sebha. E si’ perche’ anche se
liberi, nessun autista finora ha accettato di prenderli a bordo. E chi
e’ riuscito a convincere i taxisti si e’ visto fermare ai posti di
blocco fuori citta’ ed e’ stato fatto tornare indietro. Probabilmente ci
vorra’ qualche giorno prima che la comunicazione arrivi alle autorita’
competenti. Intanto pero’ l’OIM, l’UNHCR e il CIR a Tripoli sono stati
informati della situazione e speriamo trovino una soluzione a breve.

L’altro
problema e’ che il documento di soggiorno scade fra tre mesi. In teoria
lo possono rinnovare trovando un contratto di lavoro e rinnovando il
visto su un passaporto, cosi’ e’ stato detto loro, ma il passaporto non
possono certo andarlo a ritirare all’ambasciata eritrea a Tripoli.
Infatti, molti sono disertori dell’esercito e presentandosi alle
autorita’ consolari, rischiano di mettere a repentaglio i familiari
rimasti in Eritrea. Inoltre chi di loro e’ gia’ registrato presso
l’ufficio rifugiati dell’Onu a Tripoli non ha piu’ speranze, dato che la
Libia non avendo mai firmato la Convenzione di Ginevra non riconosce
l’asilo politico a queste persone. Insomma il problema e’ solo rimandato
di tre mesi. Se l’Italia e l’Europa non accolgono queste persone prima
di tre mesi, il documento temporaneo che oggi hanno avuto scadra’ e di
nuovo rischieranno di essere arrestati e rimpatriati.
(leggi tutto)

 

Fonte: Fortress Europe

 


Lug 11 2010

La sofferenza degli animali

 

 

di Piergiorgio Odifreddi

Nel 1997 lo scrittore John Coetzee fu invitato dall’ Università di
Princeton a tenere le prestigiose Tanner Lectures. Poteva parlare di
ciò che voleva, purché l’ argomento riguardasse «la comprensione del
comportamento e dei valori umani». Sorprendendo tutti, decise di
leggere due ractivo di ammazzarli». La vita degli animali è un libro
potente, che però persevera nel peccato originale di tutta la
letteratura: narra storie inventate su esseri immaginari che popolano
un mondo di fantasia. Dunque, non può produrre alcun effetto
significativo e duraturo sulla vita di persone reali che vivono nel
mondo reale. Non per nulla il bioetico Peter Singer, che nel libro fa
il controcanto a Coetzee, dichiara esplicitamente: «Dite pure che sono
antiquato, ma preferisco tenere verità e finzione ben separate». La
sua dichiarazione è particolarmente rilevante, perché Singer è l’
autore del libro-manifesto Liberazione animale, uscito per la prima
volta nel 1975, e appena ripubblicato in una nuova edizione aggiornata
dal Saggiatore. Un documento-verità, appunto, che lungi dal
limitarsi agli effetti soporiferi delle storie-finzioni, ha
risvegliato nel mondo intero una concreta sensibilità nei confronti
delle sofferenze e dei diritti degli animali. Da filosofo, Singer
inizia analizzando le due tradizioni occidentali nei confronti degli
animali. Quella maggioritaria, di sfruttamento e dominio in nome della
supposta superiorità umana, che a partire dalla Genesi passa
attraverso Aristotele e Tommaso d’ Aquino, per arrivare fino a
Cartesio e Kant. E quella minoritaria, di rispetto ed empatia in nome
della comune appartenenza all’ albero della vita, che risale a
Pitagora e continua con Hume e Voltaire, per arrivare a Bentham e
Darwin. I capitoli fondamentali del libro sono però quelli che
buttano in faccia alle anime semplici, che credono che amare gli
animali significhi coccolare cani e gatti, o inorridire per le
corrideei massacri delle foche, i dati e i fatti relativi all’ uso
delle bestie nella sperimentazione e nell’ alimentazione. In
particolare, Singer racconta in dettaglio le vite, le sofferenze e le
morti da lager che ogni anno sono costretti a subire i miliardi di
animali (dieci nei soli Stati Uniti, una volta e mezza la popolazione
mondiale!) la cui carne e i cui prodotti finiscono sulla nostra tavola
e nelle nostre pance: polli, vitelli, maiali, conigli, tacchini,
uccelli e pesci da un lato, e galline da uova e mucche da latte dall’
altro. Tutti esseri che, SCIENZA E LETTERATURA A fianco, il biologo
Peter Singer e, sotto, lo scrittore John Coetzee.  (leggi tutto)

 

Fonte: La Repubblica

 

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Approfondimento

John Coetzee

Peter Singer

Liberazione animale

Vegetarismo

Gli umani sono carnivori?

 


Lug 11 2010

La nuova P2 di Denis Verdini. Ecco perché B. vuole il bavaglio

 

 

di Gianni Barbacetto  

8 luglio 2010        

 

Il cuore del Popolo della libertà ha una vita segreta, un’attività
sotterranea. Una “nuova P2” coagulata attorno al faccendiere Flavio
Carboni. Le intercettazioni la svelano. Ed è per questo che Silvio
Berlusconi dice che questa legge “è sacrosanta”

Il satrapo anziano vuole il bavaglio. “È sacrosanto”, ha detto a Studio
Aperto, dopo aver fatto il giro delle radio e delle tv compiacenti, Tg1,
Tg2, Tg4, per tentare di fermare gli smottamenti di consenso nella sua
maggioranza e nel paese. L’eco delle sue parole risuona ancora in questo
giorno di silenzio della stampa italiana. Un giorno in cui è più facile
comprendere perché lo vuole a tutti i costi, il bavaglio: sono proprio
le intercettazioni a permettere di sviluppare indagini come quella che
ha scoperto una “nuova P2” coagulata attorno al faccendiere Flavio
Carboni
, non senza contatti con il coordinatore del Pdl Denis
Verdini
. Le intercettazioni, impietose, continuano a disvelare
il fondo melmoso e occulto del potere italiano. Scoprono i giochi
segreti che si svolgono attorno a Silvio Berlusconi.

Carboni, finito in manette giovedì con altre due persone,  è un
“campione d’Italia”. Ha attraversato la storia di questo paese almeno a
partire dagli anni Settanta, quando ha avviato affari con Berlusconi,
sotto l’ombrello della P2, quella classica, quella di Licio
Gelli
, di Roberto Calvi (e, appunto, di Silvio
Berlusconi, tessera numero 1816). C’è un rapporto storico tra Carboni e
i fratelli Silvio e Paolo, fin dai tempi dei progetti edilizi in Costa
Turchese, degli investimenti per Olbia 2. C’è una vecchia frequentazione
tra Carboni e Marcello Dell’Utri. (leggi tutto)

 

Fonte: Il Fatto Quotidiano

 

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Approfondimento:

Massoneria

Loggia P2

Lista appartenenti alla P2