Lug 1 2020

Accusata per crimini di guerra un’israeliana riceve il premio tedesco per la pace.

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L’ex ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni

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di Ali AbunimahElectronic Intifada

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17 giugno 2020

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I difensori dei diritti umani stanno invitando il Brückepreis tedesco a ritirare l’assegnazione del premio del 2020 a Tzipi Livni, politica israeliana che si è vantata del suo ruolo in crimini di guerra contro i palestinesi.

La motivazione del Bridge Prize [premio Ponte], com’è conosciuto in inglese, afferma che Livni viene premiata per aver promosso “la libertà di pensiero, la democrazia, l’apertura e l’umanità” e per “la sua politica di pace orientata alla libertà”.

Il premio viene assegnato a personaggi che abbiano dedicato il proprio operato alla democrazia e a una comprensione pacifica tra i popoli ed è accompagnato da un premio in denaro pari a 2.800 dollari [circa 2.500 euro].

Ma, lungi dal promuovere la pace, Livni è accusata di essere coinvolta in “crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi nella Striscia di Gaza assediata” quando era ministra degli Esteri di Israele durante l’attacco del 2008-09 contro Gaza, come ha scritto martedì l’associazione per i diritti umani Euro-Med Monitor in una lettera al presidente del Brückepreis Willi Xylander.

Livni “durante l’operazione, condannata a livello internazionale, operò incessantemente per mascherare l’aggressione di Israele contro la popolazione civile di Gaza,” aggiunge la lettera, sottolineando che l’attacco israeliano costò la vita a 1.400 palestinesi, in grande maggioranza civili.

Vero teppismo”

Livni non si è neppure mai vergognata del suo ruolo e del suo appoggio al massacro di Gaza. Nel gennaio 2009 dichiarò ai media israeliani: “Come auspicavo, nel corso delle recenti operazioni Israele ha dimostrato un vero teppismo.”

Anche il rapporto Goldstone, la commissione d’inchiesta indipendente dell’ONU sull’attacco, cita le affermazioni di Livni: “Israele non è un Paese su cui puoi sparare missili senza che reagisca. È un Paese che, quando spari ai suoi cittadini, risponde scatenandosi, e ciò è positivo.”

E invece di promuovere la democrazia, Livni ha appoggiato la pulizia etnica dei cittadini palestinesi di Israele per rendere la popolazione di Israele ancor più esclusivamente ebraica. Ex-ministra della Giustizia, Livni ha anche detto ai negoziatori palestinesi: “Io sono contraria alle leggi – in particolare a quelle internazionali. Contro le leggi in generale.”

Non pare proprio che queste siano le credenziali di una persona che meriti riconoscimenti per aver contribuito alla pace e la comprensione a livello internazionale.

Perseguita per crimini di guerra

In parecchie occasioni Livni ha dovuto sfuggire all’arresto o agli interrogatori da parte di autorità giudiziarie che cercavano di inquisirla per crimini di guerra nel Regno Unito, in Svizzera e in Belgio.

Assegnare il Brückepreis a una politica israeliana accusata di crimini di guerra “contribuirebbe a ripulire l’immagine dei crimini dell’occupazione israeliana a danno dei palestinesi e incentiverebbe ulteriormente i politici israeliani ad accentuare le atrocità contro i palestinesi, sapendo che tali brutalità non danneggerebbero la loro posizione internazionale,” aggiunge Euro-Med Monitor.

Eppure tristemente in Germania la classe dirigente continua a credere che offrire un appoggio incondizionato a Israele indipendentemente da quali crimini commetta ed elogiare i criminali di guerra israeliani sia un modo per espiare l’uccisione da parte del governo tedesco di milioni di ebrei europei. La vera lezione da trarre dai crimini della Germania dovrebbe essere che nessuno possa sfuggire al dover rendere conto dei crimini di guerra, compresa Tzipi Livni.

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Da: zeitun.info

(traduzione dall’inglese di Amedeo Rossi)

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Approfondimento  (madu)

Tzipi Livni  (Wikipedia)

Piombo fuso di Tzipi Livni  (Gennaro Carotenuto)

Livni a Sarkozy: “Niente tregua. A Gaza non c’è crisi umanitaria”  (la Repubblica)

Tzipi Livni denunciata da filo-palestinesi: polizia britannica voleva interrogarla  (L’informale)

L’ex ministra israeliana Tzipi Livni intercettata in Belgio per crimini di guerra?  (invictapalestina.org)

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Mag 4 2020

Studentessa di giornalismo torturata nelle carceri israeliane

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4 maggio 2020

Mais, studentessa di giornalismo torturata nelle carceri israeliane, condannata a 16 mesi di detenzione e ad una multa.

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Domenica, un tribunale israeliano ha condannato la studentessa palestinese Mais Abu Ghush a 16 mesi di carcere e una multa di 2000 NIS.

La famiglia di Abu Ghush ha affermato che il processo di Mais era stato rimandato diverse volte prima della sentenza, aggiungendo che la figlia è stata sottoposta a gravi torture durante gli interrogatori nel carcere israeliano.

Abu Ghush, una studentessa di giornalismo alla Birzeit University, venne rapita durante un raid nella sua casa di Ramallah, nell’agosto 2019.

Le autorità israeliane di occupazione tengono 40 detenute palestinesi nelle loro carceri, tra cui madri e minorenni.

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Fonte: infopal.it

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Articoli correlati

Giornata mondiale per la libertà di stampa: Israele detiene 12 giornalisti palestinesi

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Apr 13 2018

#OpIsrael2018 | Cyberattacco del 7 aprile: hackerati 1500 siti israeliani!

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“#OpIsrael2018: Operazione compiuta!” Come preannunciato il 4 aprile, nel video messaggio di Anonymous  , il cyberattacco ad Israele è stato portato a termine.

 

#Opisrael2018: “Giant’s-ps” ha hackerato 1.500 siti Web israeliani

Il gruppo pro palestinese Hacking Giant’s-ps ha hackerato oltre 1500 siti israeliani per # opisrael2018. #opisrael è un attacco informatico annuale anonimo contro Israele. Conosciuto anche come #OpSaveGaza.

Questo hacker ha oscurato oltre 1500 siti israeliani + trapelato oltre 1150 carte di credito e più informazioni personali dei cittadini israeliani tra cui e-mail, numero di telefono, nome, data di nascita e lavoro.

La maggior parte delle loro azioni di hacking sono state postate su Twitter e Facebook (twitter / giantsps)

Anche l’hacker Th3falcon (codificatore oscuro) ha deturpato 8+ siti Web israel in # Opisrael2018, oscurando anche alcuni siti web israeliani ufficiali.

Quest’anno è stato un attacco a sorpresa per Israele.

Gli ultimi 2 anni di opisrael non hanno avuto un gran successo, ma quest’anno l’azione ha avuto più successo del previsto.

(Qui troverai i 1500 links dei siti hackerati)”

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Fonte: CyberGuerrilla

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Apr 4 2018

Cyberattacco ad Israele | Anonymous – #OpIsrael2018 (7 April)

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“Salve mondo, Noi Siamo Anonymous.

Questo è un messaggio per le folli entità sioniste. Stiamo tornando a punirvi di nuovo, per i vostri crimini nei territori palestinesi. Tutto ciò che vediamo è un’aggressione continua, bombardamenti, uccisioni e rapimenti del popolo palestinese.

Ci rifiutiamo di aspettare pigramente. La nostra risposta a questi efferati crimini contro l’umanità sarà il 7 aprile 2018. Come abbiamo fatto molte volte, elimineremo i server, i siti web governativi, i siti militari israeliani, le vostre banche e le vostre istituzioni pubbliche.

Vi cancelleremo dal cyber spazio come facciamo ogni anno. Continueremo ad attaccarvi elettronicamente fino a quando il popolo della Palestina non sarà libero.

Al governo di Israele:

Non hai fermato le tue infinite violazioni dei diritti umani. Non hai fermato gli insediamenti illegali. Hai ucciso migliaia di persone. Hai dimostrato di non rispettare i diritti umani. Questo è il motivo per cui in questo 7 aprile 2018, squadroni di élite provenienti da tutto il mondo decideranno di unirsi in solidarietà con il popolo palestinese, contro Israele come un’entità per distruggere e cancellare Israele dal cyberspazio.

Ti porteremo giù!

Ti daremo la caccia!

Avresti dovuto aspettartelo!”

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VIDEO MESSAGGIO

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Fonte: cyberguerriglia.org

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Dic 18 2017

Giro d’Italia 2018 | Non pedalate per i crimini israeliani

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Mandate una lettera agli organizzatori della famosa corsa ciclistica italiana per sollecitarli a spostare la corsa da Israele – #RelocateTheRace 

Gli organizzatori della famosa corsa ciclistica italiana Giro d’Italia hanno annunciato la partenza dell’edizione 2018 da Israele, con inizio a Gerusalemme seguita da tappe da Haifa a Tel Aviv e nel Naqab (Negev).

La corsa “celebrerà” il settantesimo anniversario della fondazione di Israele sulle rovine della patria palestinese, con la pulizia etnica, o Nakba, di una maggioranza dei palestinesi indigeni.

Dobbiamo agire per fermare questo mascheramento attraverso lo sport (sport-washing) dell’occupazione e dell’apartheid di Israele, chiamato dai mezzi di comunicazione come “un grande colpo politico per [Israele], che sta sforzandosi di dipingere un’immagine di vita ‘normale’.”

Unitevi a noi nel dire agli organizzatori di RCS di spostare la corsa – #RelocateTheRace –
e andare in bicicletta lontano dall’occupazione e dall’apartheid di Israele.

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FIRMA ORA

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Il Giro d’Italia darà un aiuto a istituzionalizzare la presa di Gerusalemme da parte di Israele. Durante la cerimonia di annuncio, un funzionario israeliano dopo l’altro hanno rivendicato Gerusalemme come capitale di Israele,qualcosa che nessun altro paese nel mondo riconosce. La municipalità di Gerusalemme è attivamente coinvolta nella graduale pulizia etnica illegale dei palestinesi, anche attraverso demolizioni di case ed espulsioni forzate come scelta politica.

Nel Naqab (Negev) nel sud dell’attuale Israele, dozzine di città beduine palestinesi si vedono rifiutati il riconoscimento e i servizi di basee sono sottoposte a ripetute demolizioni, alcune per oltre 100 volte. Israele sta inoltre revocando la cittadinanza dei beduini palestinesi senza alcun motivo, rendendoli apolidi.

Iniziare la corsa in qualsiasi posto sotto il controllo di Israele servirà anche come timbro di approvazione per l’oppressione dei palestinesi da parte di Israele. Il Giro d’Italia avrebbe preso in cosiderazione la possibilità di iniziare una corsa nel Sudafrica dell’apartheid negli anni 80?

Agite ora per fare pressione su RCS perché rispetti il diritto internazionale e sposti la corsa.

Assicuriamoci che RCS e squadre ciclistiche ricevano il messaggio: smettete di mascherare con lo sport le vergognose violazioni dei diritti umani da parte di Israele, spostate l’inizio della corsa in un altro paese.

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Campagna #RelocateTheRace

Testo della e-mail

All’attenzione di:

Urbano Cairo, Presidente, RCS Mediagroup

Riccardo Taranto, Presidente, RCS Sport

Mauro Vegni, Direttore, Giro d’Italia

Siamo profondamente preoccupati per gli annunciati piani di fare partire l’edizione 2018 del Giro d’Italia da Israele. Malgrado i vostri tentativi di evitare “zone sensibili”, tenere la corsa in qualsiasi luogo sotto controllo israeliano coinvolge il Giro d’Italia nelle violazioni israeliane del diritto internazionale.

Facendo iniziare la corsa a Gerusalemme, il Giro d’Italia diventerà parte del processo in corso da parte di Israele per istituzionalizzare la sua presa illegale sulla città occupata. La risoluzione 181 (1947) dell’Assemblea Generale dell’ONU ha stabilito Gerusalemme come corpus separatum sotto un regime internazionale speciale e ha ripetutamente affermato che “tutte le azioni intraprese da Israele, la potenza occupante, di imporre le sue leggi, giurisdizione e amministrazione sulla Città Santa di Gerusalemme sono illegali.” Nel 1967, Israele ha occupato Gerusalemme Est, annettendola unilateralmente come parte della sua “capitale unita.” Malgrado le ripetute rivendicazioni da parte dei ministri israeliani durante la cerimonia di annuncio, la comunità internazionale non riconosce alcuna parte di Gerusalemme come capitale di Israele.

Nel sud di Israele, dove è prevista un’altra tappa della corsa, dozzine di città beduine palestinesi si vedono rifiutati riconoscimento e servizi di base da parte di Israele e sono state sottoposte a ripetute demolizioni, nel caso di Al-Araqib oltre 100 volte. Dal 2010, Israele ha revocato la cittadinanza di centinaia, probabilmente migliaia, di beduini palestinesi senza alcuna ragione, rendendoli apolidi.

Queste politiche fanno parte della perdurante pulizia etnica da parte di Israele, che è cominciata 70 anni fa con la fondazione di Israele sulle rovine della patria palestinese e con il trasferimento forzoso di una maggioranza dei palestinesi indigeni.

Questo è ciò che Israele intende ‘celebrare’ l’anno prossimo. Il Giro d’Italia non dovrebbe partecipare a questo.

Come sarebbe stato inaccettabile per il Giro d’Italia cominciare dal Sudafrica dell’apartheid negli anni ’80, è inaccettabile iniziare la corsa in qualsiasi luogo sotto controllo di Israele poiché questo servirà soltanto come timbro di approvazione per l’oppressione dei palestinesi da parte di Israele.

Sollecitiamo RCS a rispettare il diritto internazionale e a spostare l’inizio della corsa in un altro paese. Per favore, non permettete a Israele questo “grande colpo politico”, macchiando uno dei principali eventi sportivi d’Europa.

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Fonte: BDS Italia  (Boigottaggio – Disinvestimento – Sanzioni)

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Aggiornamento

Cambia Giro: 120 gruppi, Noam Chomsky, Moni Ovadia e altri chiedono di spostare il Giro d’Italia da Israele

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