Ott 29 2017

Hawking dona al mondo la sua tesi | Libertà della conoscenza sul Web

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Hawking dona al mondo la sua tesi e i server vanno in tilt

La tesi del 1966 di uno dei fisici più famosi al mondo, presente nel catalogo dell’Università di Cambridge, è ora scaricabile gratuitamente. Più di 60mila utenti mossi dal desiderio di accedere al libero sapere o dal semplice intento di dimostrare apprezzamento nei confronti dell’autore hanno preso d’assalto l’archivio online della Cambridge Library mandandolo in overload

di Mirko Zago

L’Università di Cambridge ha reso di pubblico dominio la tesi di dottorato di Steven Hawking, il celebre fisico britannico famoso per le sue ricerche sull’espansione dell’universo. La tesi di 134 pagine scritta nel 1966 in parte a macchina e in parte a mano per le formule, dal titolo “Properties of Expanding Universes” è scaricabile in PDF senza più la necessità di pagare le 65 sterline precedentemente previste. La notizia della disponibilità al download gratuito di uno dei documenti più richiesti del catalogo universitario (di cui lo stesso autore ne ha recentemente raccontato i segreti), ha mandato occasionalmente in tilt i server dell’università che non hanno tenuto il sovraccarico causato dalle oltre 60mila richieste di download.

“Rendendo libero l’accesso alla mia tesi di dottorato, spero di ispirare le persone di tutto il mondo a guardare le stelle e non i propri piedi; per chiedersi quale sia il nostro posto nell’universo e cercare di dare un senso al cosmo. Chiunque, dovunque nel mondo dovrebbe avere accesso libero e non ostacolato non soltanto alla mia ricerca, ma alla ricerca di ogni grande mente indagando attraverso lo spettro della comprensione umana. Ogni generazione si trova sulle spalle di coloro che sono arrivati prima, proprio come ho fatto io quando ero un giovane dottorando a Cambridge, ispirato all’opera di Isaac Newton, James Clerk Maxwell e Albert Einstein” – ha commentato l’autore fiero che la sua tesi sia così apprezzata e ritenuta importante per il mondo accademico. “È meraviglioso sapere quante persone hanno già dimostrato interesse e scaricato la mia tesi; spero solo che non resteranno delusi ora che ne hanno finalmente accesso!” – prosegue.

La repository online che ospita la tesi e su cui risiedono tutte le pubblicazioni dell’Università è stata creata nel 2003 con il nome Apollo (precedentemente era battezzata DSpace) ed è gestito dalla University Library e costituisce un fondamentale supporto digitale alle attività di ricerca e divulgazione. I suoi contenuti digitali regolati da vari livelli d’accesso sono nella maggior parte dei casi a libera consultazione e regolati dal progetto Open Access (usufruibile liberamente dai dottorandi). “Dall’ottobre 2017 in poi, tutti gli studenti di dottorato di laurea presso l’Università di Cambridge saranno tenuti a depositare una copia elettronica del proprio lavoro per futura conservazione. E come avvenuto per il professor Hawking, speriamo che molti altri studenti avranno l’opportunità di distribuire gratuitamente il proprio lavoro online fornendo la loro tesi dentro il perimetro di Open Access”- chiarisce l’Università.

“Gran parte della ricerca intrapresa nel Regno Unito è sostenuta da fondi pubblici. I ricercatori fanno la ricerca e divulgano il loro lavoro attraverso articoli di giornale, conferenze, capitoli di libri o libri. Una volta presentate le pubblicazioni altri ricercatori valutano il lavoro e lo inviano per una revisione reciproca condotta dalla comunità accademica. I ricercatori non ricevono pagamenti o royalties per i loro articoli pubblicati”, chiarisce ancora l’Università.

Il mondo accademico, o almeno una sua parte, ha dato così dimostrazione di voler essere fautore della libertà della conoscenza sul Web. Rendere di pubblico dominio un documento di così alto valore scientifico con il pieno consenso dell’autore stesso, ha dimostrato che la Rete può essere il mezzo per superare gli “ostacoli” morali (sebbene non tecnici) e i limiti imposti all’accesso alla cultura in ogni sua forma, sapendo sostituire alla venalità (di monetizzare – e non poco – dalle ricerche scientifiche) la libertà e la condivisione dei frutti più grandi dell’intelletto umano.

Nel caso specifico della tesi di Hawking ricordiamo che lo stesso aveva inserito nel frontespizio alcune note di difesa del copyright decadute dietro sua volontà. La direttiva 2011/77/EU prevede infatti la decadenza dei diritti trascorsi 70 anni dalla morte dell’autore e che in molti Paesi europei la data del 1924 viene identificata come spartiacque tra opera protetta e di pubblico dominio (a prescindere dal fatto che l’autore sia ancora in vita o meno).

Per chi volesse conoscere la straordinaria ed edificante storia di Stephen Hawking, dagli anni dell’università alle battaglie personali contro la lenta e logorante progressione della malattia, e apprezzarlo quindi ben oltre la sua mente geniale, il film del 2014 “La Teoria del tutto“, diretto da James Marsh e interpretato da Eddie Redmayne, è una perla da custodire gelosamente nel cuore.

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Fonte: Punto Informatico

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Lug 21 2016

WikiLeaks pubblica 300 mila email del partito AKP di Erdogan

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ISTANBUL, TURKEY - JULY 15  (Photo by Burak Kara/Getty Images)

ISTANBUL, TURKEY – JULY 15 (Photo by Burak Kara/Getty Images)

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Turchia, Wikileaks mostra l’email del partito di Erdogan

300mila missive scambiate dai membri dell’AKP, partito del premier. Ankara risponde con l’oscuramento del sito sul suolo nazionale

di Alfonso Maruccia

L’ultima release di Wikileaks riguarda le comunicazioni riconducibili all’AKP, il partito politico del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, da cui una fonte non meglio precisata ha “estratto” circa 300mila email inviate a partire dal 2010 fino al 6 luglio scorso – pochi giorni prima del fallimentare tentativo di colpo di stato a cui Erdogan sta ora rispondendo con una purga anti-opposizione senza precedenti.

Il database delle email dell’AKP include ovviamente solo messaggi scritti in turco, e il partito del leader e premier aveva evidentemente tutto l’interesse a non lasciar trapelare le comunicazioni visto che è bastato annunciare l’arrivo del nuovo leak per scatenare una reazione immediata da parte degli hacker. Prima della pubblicazione delle email, infatti, Wikileaks ha dovuto sopportare un attacco DDoS che è durato 24 ore e che ha spinto l’organizzazione di Julian Assange a bruciare le tappe rilasciando i dati in anticipo sui tempi inizialmente annunciati.

Le email dell’AKP potrebbero – tra le altre cose – contenere informazioni utili a risolvere il mistero del fallito golpe organizzato da una fazione anti-governativa dell’esercito turco, un colpo di stato conclusosi rovinosamente dopo pochissime ore e a cui ora Erdogan sta rispondendo arrestando, denunciando e licenziando decine di migliaia di non allineati o presunti tali tra giudici, poliziotti, militari, professori e ogni altro tipi di dipendente pubblico.

Nella Turchia di Erdogan le comunicazioni telematiche non hanno mai avuto vita facile, al punto da arrivare all’arresto dei giornalisti per utilizzo di software di cifratura comunemente utilizzati dagli utenti di tutto il mondo. Al premier di Ankara Internet e i servizi telematici piacciono solo quando servono ad aizzare i suoi sostenitori al sollevamento contro i soldati insorti, mentre per quanto riguarda Wikileaks la pubblicazione delle email dell’AKP ha portato al più che prevedibile blocco dell’accesso al sito in Turchia da parte delle organizzazioni che sovrintendono alle politiche da imporre agli ISP.

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Fonte: Punto Informatico

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Lug 16 2016

Urgente! 2 giorni per salvare Internet. Agisci subito!

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Save-The-Internet

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Salva Internet

https://savetheinternet.eu/it/

I regolatori europei stanno per decidere se dare alle grosse imprese di telecomunicazioni il potere di influenzare le nostre scelte online. L’Europa ha urgentemente bisogno di linee-guida chiare sulla neutralità della rete per proteggere le nostre libertà e diritti online.

Unisciti al movimento, agisci subito!
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La scorsa settimana un gruppo di grandi multinazionali che include Vodafone, Nokia ma anche l’italiana Telecom Italia, ha lanciato un ultimo e disperato attacco per conquistare il controllo di quello che vediamo e facciamo online.

Se avranno successo, saranno in grado di dare accessi superveloci ai colossi di Internet che possono pagare milioni, come Facebook o Goolge, condannando i media indipendenti, le start-up e i movimenti cittadini come il nostro di Avaaz a “corsie lentissime” e talvolta inaccessibili. Abbiamo poche ore per entrare in azione in numeri senza precedenti, se vogliamo fermarli.

L’Europa ha aperto una consultazione pubblica che chiude tra soli 2 giorni: sommergiamoli con centinaia di migliaia di messaggi chiedendo di fermare queste multinazionali che minacciano la libertà in Rete. Invia ora un messaggio e poi dillo a tutti:

Invia ora un messaggio ai regolatori dell’UE!

Il principio della neutralità della rete è quello che ha reso Internet uno strumento unico e fondamentale — il riconoscimento che ognuno, dalla multinazionale più ricca al cittadino comune, devono avere accesso a tutti i contenuti e applicazioni senza filtri o censure. Le nostre campagne degli ultimi anni hanno contribuito a far tradurre questo principio in leggi e regolamentazioni forti negli Stati Uniti, in India e in Brasile.

Ora è il turno dell’Europa. Nel 2014 Avaaz ha contribuito a vincere qui una prima cruciale battaglia, spingendo il Parlamento europeo ad adottare una legislazione ambiziosa. Ma ora, i regolatori europei devono tradurre queste regole in specifiche linee guida, e sono sotto enorme pressione per consentire alle aziende delle telecomunicazioni, di controllare quello a cui accediamo, rallentando o facendo pagare per i siti che non hanno i soldi per stringere accordi milionari.

Queste multinazionali stanno lottando per ottenere un’Internet gestita da pochi monopoli. E senza una enorme risposta dei cittadini, potrebbero vincere, e mettere a rischio la stessa abilità della nostra comunità di lottare. Questo ci riguarda tutti, e non abbiamo tempo da perdere. Lo abbiamo già fatto altre volte, clicca sul link qui sotto per mandare ora un messaggio e poi condividi con tutti:

Invia ora un messaggio ai regolatori dell’UE!

Tutti i movimenti che come il nostro lottano per la giustizia nel mondo usano Internet per organizzarsi. Consentire alle multinazionali di controllare quali siti rallentare o bloccare minaccia la nostra libertà di parola, l’innovazione, e la nostra possibilità di lottare per una società migliore. Ma, se vinciamo ora in Europa, possiamo fare la storia.

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Fonte: AVAAZ

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ULTERIORI INFORMAZIONI

Il ricatto degli operatori europei: “Vi daremo il 5G se limitate la neutralità della rete” (Fanpage)
http://tech.fanpage.it/il-ricatto-degli-operatori-vi-daremo-il-5g-se-limitate-la-neutralita-della-rete/

L’Ue dà il via a una consultazione pubblica sulla neutralità di internet (Eunews)
http://www.eunews.it/2016/06/06/lue-da-il-via-una-consultazione-pubblica-sulla-neutralita-di-interne…

Pagina della Campagna “Salva Internet”
https://savetheinternet.eu/it/

Net neutrality, battaglia europea sulle offerte zero rating (Punto Informatico)
http://punto-informatico.it/4323256/PI/News/net-neutrality-battaglia-europea-sulle-offerte-zero-rati…

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