Ago 30 2015

La Rete nata come rivoluzionaria oggi è controllata e centralizzata

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La rivoluzione di Internet è finita

di Alfonso Maruccia

L’avvocato e attivista Jennifer Granick lancia l’allarme sulla “centralizzazione” del controllo della rete telematica globale, uno strumento nato come rivoluzionario e ora sempre più irreggimentato negli interessi di stato e mercato.

Jennifer Granick, alla conferenza Black Hat di agosto, ha offerto ai partecipanti presentazione verte su un argomento insolito per i “professionisti” della sicurezza che in genere partecipano all’evento. Dall’alto della sua carriera di legale e attivista per la Electronic Frontier Foundation (EFF), Granick parla di Internet come di una rivoluzione oramai istituzionalizzata.

Attualmente impegnata come Director of Civil Liberties presso la Stanford Law School, Granick è salita sul palco della conferenza Black Hat parlando della sicurezza online come di uno strumento sempre più richiesto, e sempre più usato per centralizzare il controllo di Internet in pochi organizzazioni e corporation di portata globale.

La sicurezza centralizzata garantisce la navigazione sicura e la fruizione dei servizi online, spiega Granick, ma la decentralizzazione tipica di Internet è storicamente servita alle persone a garantirsi l’onere della decisione individuale – senza deputare tale compito a un’organizzazione terza o addirittura al proprio governo nazionale.

La legale se l’è presa poi con la legislazione “segreta” in voga negli Stati Uniti, il paese del Datagate e dello spionaggio indiscriminato a opera della NSA che per Granick rappresenta un “abominio” da un punto di vista democratico: appena due anni fa, il generale Keith Alexander era salito sullo stesso palco per difendere a spada tratta i “bravi ragazzi” dell’intelligence a stelle e strisce.

Granick sostiene di non essere affatto una radicale, e di far parte anche lei del “sistema”, ma nella sua presentazione incita gli hacker – almeno quelli che hanno conservato lo spirito delle origini invece di trasformarsi in “professionisti” puri e semplici – a tenersi pronti per “fare a pezzi” Internet e rifondarla da capo nel caso in cui la Rete delle reti diventi troppo controllata e centralizzata.

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Fonte: Punto Informatico

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Ago 25 2015

Intelligenza

 

 

Surreal art by Igor Morski

Surreal art by Igor Morski

 

 

“La più alta forma di intelligenza umana è la capacità di osservare senza giudicare.”

(Jiddu Krishnamurti )

 

 

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Ago 20 2015

Brisighella (RA) 4 – 6 settembre 2015: Festival dei Beni Comuni

 

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Primo Festival dei Beni Comuni: la redazione e gli autori di Altreconomia incontrano il pubblico

A Brisighella- RA- dal 4 al 6 settembre, si succederanno autori, giornalisti di Altreconomia e altri interessanti ospiti.

Tre giorni “con i piedi per terra” con musica, spettacoli, dibattiti, benessere, arte, bio-enogastronomia e cultura.

 

Fonte: Altreconomia

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Ago 16 2015

Michael Moore – New docufilm: “Where to invade next” (La guerra infinita degli Stati Uniti)”

 

 

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La guerra infinita nel nuovo film di Michael Moore

Ci lavorava in gran segreto dal 2009, ma nei giorni scorsi ha rivelato il suo progetto e lo ha annunciato pubblicamente: Michael Moore sta per uscire con il suo nuovo film, “Where to invade next”. Avete indovinato di cosa parlerà? Di come il governo degli Stati Uniti mantiene questo stato di guerra infinita.

Sui social network lo ha definito lui stesso “un film epico”: è con “Where to invade next” che il regista americano Michael Moore torna sul grande schermo dopo gli Oscar già vinti con i suoi documentari al vetriolo. Dopo avere pubblicamente criticato le strategie di controllo di massa degli Usa e dopo avere definito Edward Snowden “eroe dell’anno”, Moore si appresta a proporre un lavoro (la prima mondiale sarà al Toronto Film Festival a settembre) girato in tre continenti che punta a raccontare di come «l’obiettivo degli Stati Uniti sia la guerra infinita, cosa che mi preoccupa da tempo e che mi ha indotto a tirare fuori la satira che serviva per questo film». «C’è questa sorta di bisogno costante di avere un nemico – ha spiegato Moore – c’è bisogno di individuare quale sarà il prossimo nemico, in modo da mantenere e alimentare il grande sistema e business dell’industria bellica, garantendo gli affari di chi fa soldi con questo business. Mi sono proprio seccato di tutto questo, così ho deciso di raccontarlo in commedia». E ammonisce ironicamente: «Che il Pentagono stia in guardia, perché mi sto preparando ad invaderlo». Quando un follower di Twitter gli ha chiesto se riteneva fosse più importante far ridere la gente o mandare un messaggio, Moore ha risposto: «Entrambe le cose. L’umorismo è un formidabile veicolo di riflessione e commento sociale su ciò che accade oggigiorno». Il responsabile della programmazione del Toronto Film Festival, Thom Powers, ha commentato dopo avere visto personalmente il film alcune settimane fa che si tratta di un lavoro «veramente impressionante, è divertente, ben costruito, è destinato a catturare l’attenzione a livello mondiale. Si avvia ad essere il miglior lavoro di Moore».

L’ultimo film di Moore è stato “Capitalismo: una storia d’amore”, uscito sei anni fa. Nel 2004 aveva vinto la Palma d’Oro con “Fahreneheit 9/11”, in cui ha spiegato come George.W. Bush a suo tempo abbia vinto le elezioni presidenziali in maniera non proprio limpidissima e come molte migliaia di elettori – in gran parte afro-americani – siano stati privati, in Florida, del loro diritto di voto. Poi i rapporti di affari che Bush e la sua famiglia avevano con la famiglia Bin Laden, con gestione congiunta di società di costruzioni di armi. Moore ha sostenuto anche che Bush e la sua amministrazione non solo hanno sottovalutato il pericolo di un attacco terrorista alla vigilia dell’11 settembre, ma che hanno anche ignorato un eloquente rapporto dell’Fbi che parlava di un imminente attacco su larga scala sul territorio americano. Poi illustra come Bush abbia tratto giovamento dall’attacco alle torri gemelle instaurando un clima di paura e terrore tra gli americani per poi decurtare del 40% i fondi per la sicurezza nazionale e far sorvegliare la costa dell’Oregon  da un solo poliziotto.

Bentornato Michael!

Fonte: Il Cambiamento

 

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Approfondimento – madu

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RT Live News (Video intrevista M.Moore – “Where to invade next”)

Stockolm International Peace Research Istitute (SIPRI)

Stati per spesa militare

Michael Moore (Official website)

Biografia Michael Moore

 

 


Ago 16 2015

Anonymous: siamo certi di non vivere in The Matrix?

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Venti indicatori che potrebbero farti pensare di vivere in The Matrix

by FLU5CH

Questa lista, originariamente condivisa da Collective-Evolution.com, mostra davvero quanto l’individuo medio possa essere ingannato vedendo solo quello che vogliono fargli vedere, tutto veramente falso, in questo incasinato mondo.

“Se prendi la pillola blu, la storia finisce, ti svegli nel tuo letto e credi a quello che vuoi credere. Se prendi la pillola rossa, rimani nel paese delle meraviglie, e ti mostro quanto è profonda la tana del bianconiglio.”   (The Matrix )

I venti indicatori:

1. Passi la maggior parte del tuo tempo a pagare un mutuo piuttosto che a goderti la vita.

2. Non vedi l’ora che arrivi il fine settimana.

3. Giudichi il tuo successo secondo l’auto che hai, il sobborgo in cui vivi, e la dimensione della casa che possiedi.

4. I ricchi sono ricompensati per saccheggiare la terra, mentre coloro che cercano di salvarla sono ridicolizzati.

5. Fai un lavoro che non ti piace e pensi che i soldi guadagnati compenseranno la tua frustrazione.

6. Ritieni che prendendo una pillola potrai curare i tuoi mali.

7. Ritieni strano chi ha scelto dei cibi sani e biologici, mentre reputi normale chi mangia cibi trasformati, alterati e privi di nutrienti.

8. Pensi che comprare roba ti renderà felice.

9. Guardi le notizie in televisione e pensi che quella sia la verità.

10. Sei più concentrato sulla tua squadra del cuore che per il tuo pianeta, l’ambiente da cui dipende la tua sopravvivenza.

11. Credi che la crescita e lo sviluppo dell’economia sia una buona cosa e che la globalizzazione crei posti di lavoro.

12. Sei conforme con lo status quo e mai metti in discussione le cose fatte.

13. Pensi che la congestione del traffico, l’inquinamento atmosferico e quello acustico facciano parte della normale vita di ogni giorno.

14. Pensi che ci siano differenze tra i partiti politici e che essi siano poi in grado di realizzare dei veri cambiamenti.

15. Pensi che ci sono terroristi dietro ogni angolo e che sono una minaccia per te e la tua comunità, nonostante il fatto che è 150 volte più probabile essere colpiti da un fulmine che essere coinvolti in un attacco terroristico.

16. Pensi che sia normale mangiare alimenti geneticamente modificati e frutta e verdura trattati con pesticidi.

17. Pensi che i media mainstream siano indipendenti ed imparziali.

18. Cerchi distrazione costante attraverso i media, come lo sport, gli affari e il gossip.

19. Pensi che vivere accanto a un ripetitore di segnale è giusto perché così hai una migliore ricezione.

20. Attendi in fila per l’acquisto dell’ultimo gadget tecnologico.

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Fonte: anonhq.com

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