Dic 31 2014

2015: pillola rossa o pillola blu?

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Per il 2015 pillola rossa o pillola blu?

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Se stai leggendo ciò che ho scritto vuol dire che come me sei ancora uno schiavo/a,  sei davanti ad un monitor e nel 2014 hai scelto la pillola blu!…

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Dal film Matrix – 1999 di Lana e Andy Wachowski:

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Morpheus:…Tu sai di cosa sto parlando”.

Neo: “Di Matrix”.

Morpheus: “Ti interessa sapere di che si tratta? Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra o quando accendi il televisore. L’avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità”.

Neo: “Quale verità?”

Morpheus: “Che tu sei uno schiavo, Neo. Come tutti gli altri, sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore. Una prigione per la tua mente. Nessuno di noi è in grado, purtroppo, di descrivere Matrix agli altri. Dovrai scoprire con i tuoi occhi che cos’è. È la tua ultima occasione: se rinunci, non ne avrai altre. Pillola blu: fine della storia. Domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa: resti nel paese delle meraviglie e vedrai quanto è profonda la tana del Bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più”.

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Comunque, Buon 2015 sperando, per entrambi, di incontrarci “altrove” a lottare per la verità e per la libertà.

maribù duniverse

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Dic 28 2014

Due suicidi in carcere tra Natale e Santo Stefano

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OSSERVATORIO PERMANENTE SULLE MORTI IN CARCERE

Radicali Italiani, Associazione “Il Detenuto Ignoto”, Associazione “Antigone”

Associazione A “Buon Diritto”, Redazione “Radiocarcere”, Redazione “Ristretti Orizzonti”

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Due suicidi in carcere tra Natale e Santo Stefano: negli ultimi 5 anni 19 detenuti si sono uccisi durante le festività natalizie

Il giorno di Natale, alle 7 di mattina, Cataldo Bruni, di 31 anni, si è impiccato con una corda rudimentale nel carcere di Trani (Bat). Stava scontando una condanna per detenzione di sostanze stupefacenti, pena che sarebbe terminata a febbraio prossimo.

Nella notte tra il 25 e il 26 dicembre Massimiliano Alessandri, 44 anni, si è suicidato nel carcere Pagliarelli di Palermo impiccandosi con un lenzuolo. L’uomo aveva origini fiorentine, lavorava a Palermo come giardiniere, ed era appellante dopo una condanna in primo grado.

In 5 anni (2009-2014) ben 19 detenuti si sono tolti la vita nel periodo delle festività natalizie (24 dicembre-6 gennaio). Una frequenza doppia rispetto al resto dell’anno. (vedi il dossier “Morire di carcere”)

I motivi vanno ricercati nell’accentuato senso di solitudine per la lontananza dalle famiglie (vedi “Natale SENZA”), nella assenza di proposte “trattamentali” (con la sospensione dei corsi scolastici e delle attività lavorative) e nella riduzione, causa ferie, di un personale già sotto-organico durante il resto dell’anno (gli agenti di Polizia penitenmziaria salvano la vita a centinaia di detenuti ogni anno, spesso togliendo loro letteralmente la corda dal collo).

Da inizio anno salgono a 43 i detenuti che si sono tolti la vita: avevano un’età media di 40 anni, 37 gli italiani e 6 gli stranieri, 2 le donne. 37 detenuti si sono impiccati, 5 si sono asfissiati con il gas del fornelletto da camping in uso nelle celle, 1 si è dissanguato tagliandosi la carotide con una lametta da barba.

Le carceri nelle quali si sono registrate più vittime sono Napoli Poggioreale (4) e Padova Casa di Reclusione (3).

 

I detenuti suicidi nel 2014 per Istituto e causa morte. In ordine di data, dal più recente

Cognome Nome Età Data morte Istituto di Pena Metodo
Alessandri Massimiliano 44 anni 26-dic-14 Pagliarelli (Pa) impiccamento
Bruni Cataldo 31 anni 25-dic-14 Trani (BAT) impiccamento
Filia Tomas 34 anni 22-nov-14 Firenze impiccamento
Rosa Massimo 63 anni 19-nov-14 Como impiccamento
Bussacchetti Remo 43 anni 04-nov-14 Fossombrone (Pu) impiccamento
Riunno Maurizio 28 anni 31-ott-14 Como impiccamento
Cari Jason 25 anni 22-ott-14 Lucca impiccamento
Muscas Pier Giacomo 43 anni 20-ott-14 Cagliari impiccamento
Ciferri Gianluca 48 anni 20-ott-14 Ascoli Piceno impiccamento
Riahi Samir 38 anni 18-ott-14 Padova Reclusione impiccamento
Miglietta Giampiero 38 anni 16-ott-14 Latina impiccamento
Galvez Cuevas 30 anni 12-ott-14 Como impiccamento
De Matteo Vincenzo 63 anni 08-set-14 Napoli Poggioreale impiccamento
Russo Francesco Saverio 34 anni 06-set-14 Sassari impiccamento
Verra Giacinto 38 anni 01-set-14 Trento impiccamento
Amcha Martin 46 anni 01-set-14 Pisa impiccamento
Leone Alessandra 41 anni 23-ago-14 Civitavecchia (Rm) impiccamento
Fallacara Domenico 43 anni 21-ago-14 Taranto (permesso) colpo arma fuoco
Tavassi Francesco 44 anni 09-ago-14 Napoli Secondigliano impiccamento
Pucci Giovanni 44 anni 24-lug-14 Padova Reclusione impiccamento
Scalet Riccardo 32 anni 23-lug-14 Trento impiccamento
Bianchi Johnny 26 anni 18-lug-14 Pavia impiccamento
Spanò Nunzio 31 anni 11-lug-14 Catania Bicocca impiccamento
Orrù Antonio 44 anni 29-giu-14 Cagliari impiccamento
Eddyrhoussi Adil 33 anni 29-giu-14 Firenze asfissia gas
Stoycheva Slavska 55 anni 20-giu-14 Teramo impiccamento
Fattien Sofien 40 anni 03-giu-14 Firenze asfissia gas
Simone Alessandro 29 anni 28-mag-14 Bari impiccamento
Aireti Giovanni 64 anni 26-mag-14 Ancona impiccamento
Spizuoco Antonio 51 anni 01-mag-14 Napoli Poggioreale impiccamento
Braidic Alessandro 32 anni 25-apr-14 Padova Reclusione impiccamento
Pecoraro Giuseppe 61 anni 20-apr-14 Vercelli asfissia gas
Luca Mollia 39 anni 08-mar-14 Biella impiccamento
Consoli Paolo 42 anni 07-mar-14 Lecce impiccamento
Murro Benedetto 41 anni 20-feb-14 Napoli Second. Opg impiccamento
Cantone Mario 40 anni 18-feb-14 S.M. Capua Vetere impiccamento
Amuso Angelo 33 anni 17-feb-14 Napoli Poggioreale asfissia gas
Colta Ion 52 anni 14-feb-14 Milano Opera dissanguamento
Manno Salvatore 37 anni 07-feb-14 Vibo Valentia impiccamento
Locicero Gianpieto 39 anni 17-gen-14 Parma impiccamento
Di Noia Alberico 38 anni 15-gen-14 Lucera (Fg) impiccamento
Di Francesco Francesco 53 anni 5-gen-14 Roma Rebibbia impiccamento
Scarcella Francesco 42 anni 3-gen-14 Ivrea (To) impiccamento

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Dic 22 2014

Al bar

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Nota

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Musica, tristezza e speranza:
attimo morto di vita!

(madu)

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Dic 18 2014

Anonymous – #Operation PayBack – (sentenza NoTav) attacco al sito della procura di Torino

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Operation PayBack

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“Esprimere il proprio dissenso in uno stato democratico dovrebbe essere considerato legittimo, considerando che è tipico di uno stato fascista utilizzare leggi persecutorie per sedare le proteste e i dissensi popolari o politici.

Pertanto Anonymous ha deciso di rendere inaccessibili:  giustizia.it  –  procura.torino.it  –  tribunale.torino.giustizia.it.  ltf-sas.com a partire dalle 16:30 del 17 dicembre  fino alle prossime ore. (Facebook – Operation PayBack) ”

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“DIRITTO AL DISSENSO

(n) Diritto al dissenso: la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789 tutela il diritto alla resistenza, all’oppressione. Gli stati, però, fin da principio hanno pesantemente limitato questo diritto sopratutto per tutelare il diritto alla proprietà e all’incolumità altrui. E’ necessario che gli stati tutelino maggiormente il diritto al dissenso ampliando la legislazione in materia.
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n1 Dissenso pacifico: n1.1 Diritto al dissenso dei manifestanti: ogni manifestazione di dissenso che non colpisca fisicamente le persone o che non colpisca in modo irreparabile le proprietà individuali è da ritenersi pacifico. Chiariamo che proprietà individuali sono quelle di cui l’individuo gode grazie al diritto all’esistenza, tra queste l’abitazione. Non è quindi dissenso pacifico fare violenza fisica a qualsivoglia essere umano, ma è dissenso pacifico nel corso di una manifestazione, rompere i vetri di una abitazione privata. Il vetro rotto non è un danno irreparabile. A tal proposito ricordiamo le lotte delle suffragiste di E. Punkhurst che durante le loro dimostrazione lanciavano sassi alle abitazioni di privati cittadini. Incendiare, saccheggiare, devastare le abitazioni provocherebbe un danno irreparabile e costituirebbe un atto violento. Gli stati devono garantire i fondi necessari ad un congruo e rapido risarcimento delle “vittime” di dimostrazioni non violente di dissenso. Coloro i quali/e abbiano compiuto queste azioni non devono essere perseguiti. Il principio citato può valere anche rispetto a proprietà non individuali, negozi, banche, arredo urbano, cantieri etc.: chi protesta pacificamente contro tali strutture, non deve essere perseguito e i responsabili di queste ultime devono godere i un congruo e rapido risarcimento dei danni. Riteniamo che gli stati debbano tutelare qualsiasi forma di dissenso pacifico anche nel caso limite su riportato.
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n1.2 Diritto all’occupazione: l’occupazione di suolo pubblico o privato, posto che in quelle aree non siano abitate non minaccia il diritto alla vita di alcuno/a non comporta di per sé un danno irreparabile. Per questo il diritto all’occupazione,anche di abitazioni private purché abbandonate e da tutelarsi e quindi chi attua l’occupazione non deve incorrere in alcuna pena. Sotto questo diritto ricadono anche il diritto al sit-it e flashmob ed al blocco stradale. Quest’ultimo diritto è già incluso nella costituzione del Guatemala.
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n1.3 Diritto alla protesta on line:la sospensione temporanea del servizio di un sito internet o la diffusione dei suoi database non è certamente da considerarsi un’azione violenta né produce un danno irreparabile. Per tali ragioni il ddos,il deface ed ogni altra tecnica atta a manifestare il proprio dissenso online è da considerarsi lecita. Gli strumenti informatici di dissenso sono paragonabili ad un flash mob virtuale. La violazione di database porta danni assai lievi e transitori per i dipendenti delle aziende violate ma permette di superare concretamente il segreto industriale e del segreto di stato mettendo le conoscenze a disposizione di tutti gli esseri umani. Per queste ragioni la violazione di database non è da considerarsi una tecnica violenta ed anzi aiuta l’aumento della conoscenza comune. Possiamo paragonare la violazione di database agli arrembaggi che le navi ambientaliste compiono contro i pescherecci, queste possono provocare disagi transitorio alla pesca,ma non per questo i citati arrembaggi debbono considerarsi illegali.
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n2 Dissenso violento. Nel caso in cui le autorità mettano a repentaglio la incolumità e ledano, così, il diritto alla vita di chi esprime dissenso, per costui/ei dovrà esser lecito difendersi usando violenza. E’, per esempio il caso riscontrato in numerose manifestazioni dove le forze dell’ordine aggrediscono i dimostranti. Qualora il manifestante sia percosso ha diritto di reagire. Per facilitare l’attuazione di questo diritto chiediamo che le forze dell’ordine scendano in piazza disarmate; ciò rappresenta un incentivo affinché anche i manifestanti lo siano. Le imbottiture di cui sono dotate e uniformi che i tutori dell’ordine indossano durante le manifestazioni sono tali da poter assorbire i colpi portati con le sole mani evitando ogni danno per i membri della pubblica sicurezza. Perciò è giusto chiedere che durante le manifestazioni tutori dell’ordine disarmati svolgano funzione di pura interposizione senza mai reagire alle aggressioni, perché ciò può essere attuato garantendo l’incolumità delle forze dell’ordine. Chiediamo anche che gli agenti durante le manifestazioni siano considerati semplici cittadini e non pubblici ufficiali. E’ infatti sufficiente, che un qualunque manifestante risponda al’aggressione di un agente per incorrere nel reato di aggressione a pubblico ufficiale e ciò viola il diritto dei dimostranti al dissenso violento. Il fondamento del diritto citato sta nel Proclama di emancipazione degli schiavi che Abramo Lincoln scrisse nel 1863, lì si chiede agli schiavi liberati di astenersi da ogni violenza a meno che la propria incolumità non fosse direttamente minacciata. Da questo si deduce che il diritto alla protesta violenta è lecito se vi è una diretta minaccia alla integrità fisica degli esseri umani.
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Fonte: privatepaste

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Dic 18 2014

Cuba – USA: discorso integrale del presidente Raul Castro

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Discorso integro del presidente Raul Castro sulle relazioni di Cuba con gli USA

Cubadebate trasmette il testo integro del discorso del presidente cubano, Raul Castro, su importanti temi relativi alle relazioni Cuba-Stati Uniti:

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Compatrioti:

Dalla mia elezione come Presidente del Consiglio di Stato e dei Ministri, ho reiterato in occasioni multiple, la nostra disposizione per sostenere col governo degli Stati Uniti un dialogo rispettoso, basato sull’uguaglianza sovrana, per trattare i più diversi temi in forma reciproca, senza diminuzione dell’indipendenza nazionale e dell’autodeterminazione del nostro popolo.

Questa è una posizione che è stata esposta al Governo degli Stati Uniti, in forma pubblica e privata, dal compagno Fidel in differenti momenti della nostra lunga lotta, col progetto di discutere e risolvere le differenze mediante negoziazioni, senza rinunciare a uno solo dei nostri principi.

L’eroico popolo cubano ha dimostrato, di fronte a grandi pericoli, aggressioni, contrarietà e sacrifici, che è e sarà fedele ai suoi ideali di indipendenza e giustizia sociale. Strettamente uniti in questi 56 anni di Rivoluzione, abbiamo conservato una lealtà profonda con quelli che sono caduti difendendo quei principi dall’inizio delle nostre guerre di indipendenza nel 1868.

Ora, portiamo avanti, a dispetto delle difficoltà, l’aggiornamento del nostro modello economico per costruire un socialismo prospero e sostenibile.

Risultato di un dialogo al più alto livello che ha incluso una conversazione telefonica che ho sostenuto ieri col Presidente Barack Obama, abbiamo potuto avanzare nella soluzione di alcuni temi di interesse per entrambe le nazioni.

Come ha promesso Fidel, in giugno del 2001, quando disse: ‘Volveran!’, sono arrivati oggi alla nostra Patria, Gerardo, Ramon ed Antonio.

L’enorme allegria dei loro parenti e di tutto il nostro popolo che si è mobilitato infaticabilmente con questo obiettivo, si estende alle centinaia di comitati e gruppi di solidarietà; i governi, parlamenti, organizzazioni, istituzioni e personalità che hanno reclamato durante questi 16 anni ed hanno fatto sforzi coraggiosi per la loro liberazione. A tutti loro esprimiamo la più profonda gratitudine ed i nostri ringraziamenti.

Questa decisione del Presidente Obama merita il rispetto ed il riconoscimento del nostro popolo.

Voglio ringraziare e riconoscere l’appoggio del Vaticano, e specialmente, del Papa Francesco, per il miglioramento delle relazioni tra Cuba e Stati Uniti. Ugualmente, del Governo del Canada per le agevolazioni create per la realizzazione del dialogo di alto livello tra i due paesi.

A sua volta, abbiamo deciso di scarcerare e mandare negli Stati Uniti una spia di origine cubana che stette al servizio di questa nazione.

D’altra parte, basato su ragioni umanitarie, oggi è stato anche restituito al suo paese il cittadino nordamericano Alan Gross.

In maniera unilaterale, come è la nostra pratica ed in attaccamento stretto al nostro ordinamento legale, hanno ricevuto benefici penali i reclusi corrispondenti, compresa la scarcerazione di persone su cui il Governo degli Stati Uniti aveva dimostrato interesse.

Ugualmente, abbiamo accordato il ristabilimento delle relazioni diplomatiche.

Questo non vuole dire che il fatto principale si sia risolto. Il bloqueo economico, commerciale e finanziario che provoca danni umani enormi ed economici al nostro paese deve cessare.

Benché le misure del bloqueo siano state convertite in legge, il Presidente degli Stati Uniti può modificare la loro applicazione utilizzando le sue facoltà esecutive.

Proponiamo al Governo degli Stati Uniti di adottare misure mutue per migliorare il clima bilaterale ed avanzare verso la normalizzazione dei vincoli tra i nostri paesi, basati nei principi del Diritto Internazionale e la Carta delle Nazioni Unite.

Cuba reitera la disposizione per sostenere la sua cooperazione negli organismi multilaterali, come l’Organizzazione delle Nazioni Unite.

Riconoscendo che abbiamo profonde differenze, fondamentalmente in materia di sovranità nazionale, democrazia, diritti umani e politica estera, riaffermo la nostra volontà di dialogare su tutti questi temi.

Esorto il Governo degli Stati Uniti a rimuovere gli ostacoli che impediscono o restringono i vincoli tra i nostri paesi, le famiglie ed i cittadini di entrambi i paesi, in questione tutto ciò relativo ai viaggi, la posta diretta e le telecomunicazioni.

I progressi raggiunti negli scambi sostenuti dimostrano che è possibile trovare soluzione a molti problemi.

Come abbiamo ripetuto, dobbiamo imparare l’arte di convivere, in forma civilizzata, con le nostre differenze.

Su questi importanti temi torneremo a parlare più avanti.

Molte grazie”.

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traduzione di Ida Garberi

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Fonte: CubaDebate

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