Giu 20 2018

Arriva il negro…

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Incontro (prosa)

E quando sei lì, al mare, sdraiato a goderti il sole, su una spiaggia qualsiasi. Arriva il negro. Voglio dire, l’uomo di colore. Dai che faccio, quello di far finta di dormire è un vecchio trucco che non funziona mai. “Ehi amigo!” Madonna come è grosso, e come è nero….voglio dire, colorato. Colorato di nero, però. Dicono che quelli neri neri, sono i migliori, i meno aggressivi, d’altronde l’idea di uno scontro fisico non è certo da prendere in considerazione. Lui è lì pieno di cinture, sciarpe, capellini, borse, valigie, tappeti, asciugamani maglioni, insomma tutto quello che potrebbe portare un camioncino di medie dimensioni. E pututupum! Tutto in terra! E ora prova tu a non comprare niente. Guarda come suda. Povero cristo, chissà da dove viene, in fondo anche lui deve mangiare, magari con un sacco di figli, e quattro o cinque mogli…..giovani…..Però che salute! Dopo un po’, alle ore 14 sotto il sole cocente di agosto, mi rimetto sdraiato con la gioia di avere acquistato alcuni oggetti utili, tra cui una sciarpa di lana finto cachemire e un bel giaccone di montone. Benissimo.

E quando sei lì tranquillo, in un ristorante qualsiasi, in compagnia dei tuoi pensieri migliori. Sei lì, in attesa della seconda portata, sbriciolando dolcemente. Arriva il sordomuto, voglio dire, l’audioleso. Viene avanti col suo passo felpato. In un silenzio imperturbabile posa sul tuo tavolo un piccolo pupazzo, e un biglietto con su scritto sordomuto. L’avevo capito. Generalmente non ce la fai a ridarglielo subito, il pupazzo, perché il felpato, se n’è già andato. Solo chi frequenta poco i ristoranti, può pensare che sia un gentile omaggio seguito da un poetico addio. Io no. Io lo so che torna, e sbriciolo più nervosamente. No, non è per i soldi, è che non se ne può più, adesso quando torna gliene dico quattro. Gli dico? Ma cosa gli dico, non si può neanche litigare, rieccolo il felpato, certo che poveraccio, se è proprio vero che è sordomuto, ecco tenga, un cenno di ringraziamento, e si allontana. Rimango da solo di nuovo, sempre in attesa della seconda portata, e mi viene in mente che una volta, ho visto un film, non mi ricordo bene la storia, non mi ricordo neanche le intenzioni del regista, so che quando uscivi, soltanto per il fatto di non essere sordomuto, ti sentivi una merda. Benissimo.

E quando sei lì, tranquillo, a un incrocio qualsiasi, a bordo della tua macchina pulita, appena lavata. Arriva il marocchino, voglio dire, il lavavetri. Maledizione non l’avevo visto, sennò mi fermavo prima. O cambiavo strada. Lui viene avanti col suo bastone, e io, no grazie. Col ditino, due volte, no no, e alla fine NO! Ce l’ho fatta, sono stato un po’ cattivo, ma efficace, e proprio in quel momento, sciaff, la spugna sul vetro, e tutta l’acqua che cola sulla mia macchina pulita appena lavata. Che male. E lui col tampone vum vum, due passate, va un po’ meglio, sono rimaste solo un paio di righine orizzontali, credevo peggio. ma appena mette giù i tergicristalli, psss, tutte le goccioline, che poi mi rimangono le righine verticali. Stai buono, non ti incazzare non ti incazzare, non ti incazzare che poi sei anche razzista. Ci avessi qui un mille lire che più rapido è meno si soffre, macché il portafoglio, non c’ho le mille lire neanche nel portafoglio, cinquemila, cinquemila sì, tenga tenga pure, cinquemila. Ecco a questo punto lui, è raggiante, e dato che io ho il finestrino abbassato, mi appoggia una mano sulla spalla. No grazie, questa l’ho già lavata. Quando arriva il verde riparto, con la mia macchina pulita, appena lavata, e col vetro pieno di righine orizzontali e verticali. Benissimo.

E sì, è vero, troppe volte accade, di non sentirsi perfettamente a nostro agio. L’esistenza di qualcuno che sta male, è una specie di tabù, qualcosa che non vorremmo vedere. E come se dentro di noi ci fosse, uno strano senso di colpa, che non sappiamo spiegare. E allora, forse per riparare, abbiamo bisogno della nostra buona azione quotidiana. No intendiamoci, ben venga qualsiasi slancio che possa alleviare le sofferenze di altre persone, c’è solo da sperare che la nostra bontà, sia il più possibile, pulita. Perché anche la bontà, se è compiaciuta finta o addirittura interessata, non serve certo a procurarsi un posto in paradiso. Sono esigenti i guardiani del cielo, la sola moneta che vogliono, è l’amore.

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(Giorgio Gaber)

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Tratto dall’album: “Un’idiozia conquistata a fatica”

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Giu 16 2018

Bacoli (NA): Serata di Solidarietà per il Burkina Faso

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Associazione: Baobab Amici di Tampellin . Iniziativa per raccogliere fondi e costruire una scuola materna nel villaggio di Tampellin.

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« È possibile che a causa degli interessi che minaccio, a causa di quelli che certi ambienti chiamano il mio cattivo esempio, con l’aiuto di altri dirigenti pronti a vendersi la rivoluzione, potrei essere ammazzato da un momento all’altro. Ma i semi che abbiamo seminato in Burkina e nel mondo sono qui. Nessuno potrà mai estirparli. Germoglieranno e daranno frutti.
Se mi ammazzano arriveranno migliaia di nuovi Sankara! »
(Thomas Sankara)

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Approfondimento

Burkina Faso
Thomas Sankara la storia
Sankara: Documentario “…e quel giorno uccisero la felicità” (di Silvestro Montanaro – da “C’era una volta” rai3 )
Giugno 2018: Avanzamento significativo nella ricerca della verità e della giustizia nel caso Sankara
Raiawadunia – Cittadini del mondo | Aggiornamenti sulle Afriche – Asie – Americhe

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Mag 24 2018

FMI e OCSE: ridurre le disuguaglianze e introdurre una tassa sui patrimoni

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Per rilanciare l’economia è prioritario ridurre le disuguaglianze e introdurre una tassa sui patrimoni: ora lo dicono anche il FMI e l’OCSE

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di Pio Russo Krauss

L’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) e il FMI (Fondo Monetario Internazionale) per molti anni hanno predicato la necessità di riforme strutturali tese a ridurre le tasse, diminuire la spesa pubblica, liberalizzare i mercati anche tramite la privatizzazione di beni pubblici. Oggi entrambi hanno cambiato idea.

Il FMI, analizzando la situazione italiana, afferma che per ridurre il debito e mettere a posto i conti pubblici è necessario ridurre il carico fiscale sui lavoratori e aumentare quello su “ricchezze, immobili e consumi”, cioè introdurre una “patrimoniale soggettiva” (che tassi cioè il patrimonio complessivo della persona), reintrodurre la tassa sulla prima casa abolita dal Governo Renzi, e aumentare l’IVA sui beni non di prima necessità (ridotta dal Governo Berlusconi). Altri provvedimenti necessari per il FMI sono il sostegno alle fasce più deboli, il taglio della spesa primaria corrente e l’aumento degli investimenti [1].

L’OCSE, nell’ultimo rapporto [2], ammette che le ricette indicate in questi anni non hanno portato ai risultati sperati, ma ad una stagnazione economica e all’aumento delle disuguaglianze. In particolare il rapporto sottolinea che le disuguaglianze economiche risultano dannose per la crescita di lungo periodo e che le politiche strutturali non servono se non sono accompagnate da misure che distribuiscano in modo più equo la ricchezza prodotta.

Da tempo la maggioranza degli economisti ha richiamato l’attenzione sul ruolo delle disuguaglianze economiche e dell’aumento dei poveri come freno allo sviluppo economico: più poveri ci sono e più i consumi, e quindi le vendite, calano; più i disoccupati e i precari aumentano e più i salari diminuiscono e, quindi, aumentano i poveri; più i salari diminuiscono e più le imprese riescono a fare buoni utili anche vendendo meno e sono meno interessati all’innovazione; più il sistema produttivo è stagnante e meno è conveniente investire in esso, mentre diventa più conveniente dirottare i capitali in attività finanziarie; più aumenta la finanziarizzazione e più l’economia è instabile e a rischio di crisi.

L’ultimo rapporto dell’OCSE fa sua questa analisi e punta il dito soprattutto sul fatto che l’aumento di ricchezza da parte dei più ricchi non si traduce né in aumento dei consumi, né degli investimenti produttivi ma solo in un aumento delle attività finanziarie speculative e, più soldi si hanno più cresce la propensione a investire in attività finanziarie ad alto rischio.

Secondo l’OCSE se non si contrasta questa situazione le disuguaglianze andranno sempre più ad aumentare e l’economia sarà sempre più debole e instabile. Già ora nei 18 paesi OCSE il 40% più svantaggiato detiene solo il 3% della ricchezza. Il 10% più ricco/benestante possiede il 50% e l’1% più ricco ne detiene il 20%. Bisogna quindi levare soldi ai ricchi e darli ai poveri.

Il rapporto punta l’attenzione sulle politiche fiscali attuate in questi ultimi decenni, che hanno ridotto la progressività della tassazione (la fiscalità è progressiva se all’aumentare della ricchezza aumenta la percentuale del reddito o della ricchezza patrimoniale che va versata allo Stato: cioè chi più ha percentualmente deve pagare di più). In questi ultimi decenni vari Paesi hanno abrogato o ridotto le imposte patrimoniali e quelle di successione e hanno diminuito le aliquote per i redditi più alti e per i redditi da capitale e da impresa. Per esempio il valore medio dell’aliquota dell’imposta sul reddito delle società è diminuita dal 47% al 24% tra il 1981 e il 2017, quello dell’aliquota applicata ai dividendi dal 75 al 42%, le aliquote medie IRPEF dei soggetti ad alto reddito: dal 65,7% nell’81 si sono ridotte al 41,4% nel 2008. Cioè si è dato tanto ai ricchi levandolo ai poveri (tramite tagli alla spesa sociale, aumento delle tariffe e blocco dei salari).

L’Italia tra i vari Paesi OCSE è tra quelli che più si è data da fare in questa assurda politica a favore di ricchi e benestanti e contro i poveri e le persone di basso reddito. Infatti:

– ha ridotto moltissimo la progressività fiscale. Nel 1974 vi erano 32 diversi scaglioni di reddito, l’ultimo quello sopra i 500 milioni (corrispondente a circa 2 milioni e 850 mila euro) pagava l’82% di quanto guadagnava. Oggi ci sono solo 5 scaglioni e l’ultimo paga solo il 43%. In questi anni e come se si fossero quasi dimezzate le tasse ai ricchi e raddoppiate le tasse alle persone di basso reddito;

– ha abolito la tassa sulla prima casa (anche se di lusso) e, in realtà, anche sulla seconda casa, perché lo Stato, in barba all’obbligo di coabitazione per i coniugi, permette che un coniuge abbia la residenza in un comune e l’altro lo abbia dove ha la seconda casa;

– ha ridotto le imposte di successione per i grandi patrimoni;

– ha diminuito le tasse per chi affitta case e palazzi;

– ha abolita l’IVA sui beni di lusso.

Per ridurre le disuguaglianze e favorire lo sviluppo economico bisognerebbe fare il contrario di quello che si è fatto in questi ultimi decenni. Ma, secondo l’OCSE, anche questo non è sufficiente ed è necessario che si introduca una “patrimoniale soggettiva”, cioè una tassa sulla ricchezza che tassi non solo alcuni possessi (le case, i terreni, ecc.), ma l’intero patrimonio di un soggetto (compresi titoli finanziari, imbarcazioni, auto, opere d’arte ecc.), in maniera progressiva (niente tassa patrimoniale per chi ha un patrimonio misero e tassa via via maggiore al crescere del patrimonio).

FMI e OCSE oggi dicono quello che gli economisti di sinistra stanno dicendo da molti anni (si vedano le proposte del gruppo Sbilanciamoci) [3].

Purtroppo il programma di governo di Lega e 5Stelle va in tutt’altra direzione da quella indicata dagli economisti di sinistra e, ora, anche dall’OCSE e dal FMI e continua (peggiorandola) l’assurda politica fiscale seguita dai governi di Destra e di Centrosinistra.

Il Fatto Quotidiano, che certo non è ostile ai 5Stelle-Lega, ha calcolato l’effetto che le due sole aliquote (comprese le deduzioni e il cumulo tra coniugi previste dall’accordo Lega-5Stelle) avrebbero sulle varie classi di reddito. Dividendo la popolazione italiana in 10 classi sulla base del reddito, l’effetto è il seguente: il 10% più povero in media pagherebbe solo lo 0,4% di tasse in meno, il 10% più ricco il 51,8% in meno [4].

In termini assoluti significa che chi guadagna meno di 8.174 euro all’anno non avrà nessun vantaggio, chi guadagna fino a 15.000 euro risparmierà al massimo 500 euro di tasse e chi guadagna sopra gli 80.000 euro avrà un vantaggio tra i 21.000 e vari milioni di euro di risparmio (quest’ultimo per i supericchi alla Berlusconi).

Insomma si continua nella politica fiscale a favore ricchi e benestanti e non dei poveri e delle persone di basso reddito.

Questo regalo a ricchi e benestanti costerà circa 50 miliardi di euro all’anno. Lega e 5Stelle dicono che la maggiore disponibilità di spesa da parte delle persone (ricche o benestanti) farà aumentare i consumi e quindi dovrebbe migliorare l’economia e le entrate. Credono cioè nella vecchia ricetta del FMI e OCSE ora criticata da questi stessi organismi. Il Corriere della Sera ci crede ancora e ha calcolato che se si verifica l’effetto positivo previsto potrebbero entrare circa 24 miliardi di nuove entrate [5]. Ma, anche così, una tale riforma costerebbe 26 miliardi di euro. Se si vogliono spendere 26 miliardi (o più realisticamente 50 miliardi), invece di fare un regalo ai ricchi non è meglio utilizzarli per contrastare le disuguaglianze, tutelare l’ambiente, ridurre i tempi di attesa per le prestazioni sanitarie, potenziare i trasporti pubblici, l’istruzione, la ricerca scientifica e la tutela del patrimonio artistico e culturale?

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Fonte: giardinodimarco.it

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1) IMF: Fiscal Monitor: Capitalizing on Good Times, April 2018; 2) OECD: The role and Design of net wealth taxes in the OECD, 2018; 3) www.sbilanciamoci.org/controfinanziaria; 4) www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/15/flat-tax-m5s-lega-alla-classe-media-non-serve-la-meta-dei-risparmi-va-ai-ricchi/4356881; 5) www.ilpost.it/2018/05/18/costo-programma-lega-movimento-5-stelle.

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