Dic 30 2012

Le 10 Prime Pagine che hanno fatto il giro del mondo nel 2012

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by pedroelrey

233 Grados, “superblog” specializzato sull’attualità dei media e del mondo editoriale, ha pubblicato prima di Natale le 10 prime pagine che hanno fatto il giro del mondo per la loro rilevanza o anche per le polemiche che hanno generato.

Nella speciale classifica, che in qualche modo riassume anche l’anno informativo, figura la copertina del settimanale satirico francese «Charlie Hebdo» che ridicolizzava il profeta Mahoama e che generò proteste e violenze nel mondo arabo e, sempre per restare in Francia, la prima pagina di «Liberation» che a caratteri cubitale “consigliava” a Bernard Arnault “chasse-toi riche con” [vattene ricco coglione], o ancora la recente prima pagina del «New York Post» che decise di mettere a tutta pagina la foto di un uomo che stava per essere investito dalla metropolitana.

Il podio della classifica, il primo posto spetta però ad «Il Giornale» del 3 agosto di quest’anno che sopra la fotografia delprimo ministro tedesco Angela Merkel recava a caratteri cubitali la scritta “quanto reich” con chiaro riferimento al nazismo e che ovviamente fece infuriare i tedesci e fu ripreso in tutto il mondo non esattamente come esempio di eccellenza giornalistica, per usare un eufemismo.

No comment!

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Fonte:  giornalaio.wordpress.com

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Dic 29 2012

Un blogger israeliano ricercato. Denuncia 126 morti sospette di soldati dell’esercito nazionale

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Israele, un blogger contro l’esercito

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di Cristina Sciannamblo

Con un’operazione di citizen journalism vuole fare chiarezza sulle morti di 126 soldati. La magistratura indaga sul suo operato. E lui propone: mi consegno se i militari diranno la verità

Un’inchiesta giornalistica che, col passare delle ore, sembra trasformarsi in un caso nazionale. Un blogger anonimo israeliano, dopo essere finito al centro delle indagini condotte dalla polizia e dall’esercito nazionale, ha avanzato una proposta di scambio alle controparti: la disponibilità a subire le conseguenze giudiziarie del proprio operato “professionale” in cambio dell’accertamento, da parte dei responsabili, delle informazioni trasmesse.

Eishton, questo il nome fittizio dell’attivista, è indagato dalla difesa israeliana per aver sostanzialmente smentito le informazioni trasmesse dalle forze di difesa circa le morti dei soldati registrate tra il 2011 e il 2012. 126 i decessi secondo i canali ufficiali, che, secondo il blogger, non sarebbero da attribuire ad attacchi terroristici o a operazioni militari, bensì a suicidi, malattie o decessi passati sommati retroattivamente ai bilanci ufficiali.

Secondo i dati emersi dall’inchiesta, la causa principale delle morti registrate nel corpo militare israeliano sarebbe da attribuire al suicidio, constatazione raggiunta attraverso la consultazione di documenti pubblici e altro materiale ufficiale fuoriuscito dagli scaffali interni dell’esercito. Un lavoro di inchiesta considerato serio e professionale da giornalisti accreditati.

Per questo motivo Eishton ha deciso di intavolare, attraverso la propria pagina Facebook, una vera e propria trattativa con le autorità di polizia: la persona che si nasconde dietro lo pseudonimo si consegnerà alla giustizia israeliana a patto che quest’ultima compia un’operazione di trasparenza sulle 126 morti dei soldati.

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Fonte: Punto Informatico

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Dic 28 2012

La Rivoluzione è…

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1 Manifesto

Ai nostri figli

di Fiorella Mannoia

Che cosa evoca oggi la parola rivoluzione? Che cos’é oggi rivoluzionario? Viviamo in una sorta di mondo alla rovescia, dove l’illecito é diventato normale, dove i politici fanno spettacolo e gli attori, i cantanti, i comici, si occupano di politica. Dove i diritti vengono scambiati per favori. Dove la cultura é giudicata superflua e dispendiosa, praticamente inutile. Dove chi dovrebbe dare il buon esempio si vanta delle sue malefatte e giudica stupido chi si ostina a credere nella legalitá, e lo discredita, lo calunnia, lo annienta. E la parola rivoluzione assume un significato piú profondo, che riguarda anche il comportamento di ognuno di noi. Provo a fare un elenco di quello che per me oggi é rivoluzionario. Rivoluzionaria é la sobrietá, l’educazione, la cultura, l’arte, rivoluzionario é il diritto alla scuola, al lavoro, alla salute, rivoluzionario é l’accesso alla conoscenza, rivoluzionario é il rifiuto della volgaritá, anche quella dilagante dell’ostentazione del lusso, rivoluzionario é il rifiuto della violenza, anche quella verbale, rivoluzionario é dire a chi cerca di corromperti: “No, grazie”. Rivoluzionario é l’approfondimento contro la superficialitá, rivoluzionario é insegnare ai propri figli il rispetto di tutte le diversitá, l’accoglienza, la compassione, la fratellanza, la capacitá e la volontá di provare a condividere il dolore degli altri, rivoluzionario é combattere il pregiudizio, rivoluzionaria é la ricerca della bellezza, rivoluzionario é spegnere la televisione e dedicarsi ai propri cari, coltivare delle passioni, continuare a giocare, rivoluzionario é il sorriso, la gentilezza, l’umiltá, il saper ridere di noi stessi e delle nostre miserie, rivoluzionaria é la semplicitá, il godere di un buon cibo, di un buon vino, rivoluzionario é divertirsi ballando fino alle quattro del mattino senza additivi chimici, rivoluzionario é guardarsi allo specchio senza vergognarsi di ció che vediamo riflesso, rivoluzionario é non sentirsi al centro dell’universo e guardare altro oltre noi stessi, rivoluzionario é fare bene il proprio lavoro qualsiasi esso sia, rivoluzionaria é l’onestá, rivoluzionario é il coraggio delle proprie idee, rivoluzionario é chiedersi sempre che cosa si nasconda dietro le notizie dell’informazione ufficiale, non smettere mai di cercare, ragionare con la propria testa e porsi sempre delle domande, rivoluzionario é non piegare la testa di fronte ai potenti, chiunque essi siano. Rivoluzionario é schierarsi sempre dalla parte degli ultimi, chiunque essi siano.
Rivoluzionaria é la curiositá, la libertá di pensiero, rivoluzionaria é la coerenza, la gratitudine, la capacitá di chiedere scusa, rivoluzionaria é la dignitá, il perdono, il rispetto, rivoluzionaria é l’indignazione per l’ingiustizia ovunque si verifichi e avere il coraggio di gridarla, rivoluzionario é combattere l’aviditá che é il piú pericoloso dei mali, rivoluzionario é dare un senso alla propria vita ricercando il diritto alla felicitá ma avendo la consapevolezza che questo non passa solo attraverso il denaro. Rivoluzionario é fare ognuno il proprio dovere di cittadino ricercando sempre la veritá, che é la piú grande delle rivoluzioni.

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Fonte:  l’Ambasciata TEATRALE

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