Apr 1 2017

Docu-film: “Pino Daniele – Il tempo resterà” di Giorgio Verdelli

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Il sentito  omaggio  di  Marcello Polizzi  al grande  artista  partenopeo Pino Daniele nella recensione del film-evento Il tempo resterà di Giorgio Verdelli.

 

Je stò vicino a te

“In questa vita c’è bisogno di più anima” cantava Pino Daniele in un suo famoso brano. E c’è tanta anima in Il tempo resterà che pretende di arrivare all’anima stessa dello spettatore, e ci riesce. O quanto meno è arrivato alla mia e sicuramente a tanti che come me sono nati e cresciuti a Napoli, dove la musica di Pino è la musica della città.

Prima di tutto però chi scrive necessita qui di una vera e propria dichiarazione d’intenti, sottolineando di essere necessariamente lontano dalla ricerca di una qualsivoglia obiettività analitica e lasciandosi per lo più andare ad un omaggio, ad un atto d’amore; sovvertendo magari qualche piccola regola, a partire forse da quell’impersonalità che spesso contraddistingue un buon critico e per questo chiedendo venia a tutti i puristi.

D’altronde potrebbe risultare non semplice parlare in altra maniera de Il tempo resterà, docu-film che non risulta essere una biografia né tantomeno un’agiografia, ma un’opera che pare infischiarsene delle regole ed in cui il regista Giorgio Verdelli riversa sinceramente tutta la sua passione, il cuore, i ricordi – ed assieme ai suoi, quelli di artisti, musicisti, amici di una vita, i vecchi e i nuovi – che danno voce a questo bel mosaico d’emozioni. Non scoviamo, come detto, una tendenza agiografica, seppure è sempre vero che Napoli la religiosità la conserva nel sangue, nel sacro e nel profano della sua anima ambivalente, non sottraendo naturalmente a questo neppure la “santificazione” dei suoi figli prediletti. E Pino Daniele è il suo figlio più caro, anzitutto figlio del popolo, carne e sangue frutto di una tradizione ricercata e al contempo spezzata, superata.

Ecco allora l’anima verace e innovatrice dell’artista: anima come parola e concetto che ritorna perché le sue canzoni e la sua musica hanno realmente incarnato il popolo partenopeo, più di ogni altro autore, cantautore, musicista o come lo si voglia identificare. Più che una sola, le sue sono state anime diverse, capaci di dar voce ad una voglia di ricerca, di rinnovamento e cambiamento. Questi sono infatti gli aspetti che maggiormente emergono dal documentario, che fa luce sul peso e l’importanza della rivoluzione culturale, simbolica e ovviamente musicale di cui Pino Daniele divenne il portavoce sul finire degli anni ’70. Un vero cambio di paradigma in una Napoli in pieno fermento, un’eruzione di cultura nuova che coinvolse ogni ambito artistico.

Tutto ciò si respira ancora oggi attraverso le canzoni e la musica di Pino, così profonda da contenere non solo la tradizione della sua terra ma anche e soprattutto quella lontana e vicina del blues, del jazz e delle sonorità mediorientali o sud americane, perfettamente equilibrate in un virtuosismo strumentale, orgoglio non solo napoletano ma nazionale. Un magma di sonorità e di volti racchiusi sempre però in quella veste genuina e autentica di bluesman, attitudine esistenziale oltre che musicale, instillando la rabbia e la tristezza di questa musica americana nella drammaticità e la dolcezza della terra del Vesuvio. Figlia di questa magia alchemica è l’“appocundria”, termine inventato da Pino a dimostrazione della sua inesauribile verve sperimentale ed improvvisatrice, espressione di un preciso stato d’animo, non proprio tristezza né nostalgia e neppure esattamente malinconia: è semplicemente “appocundria”, e basta. E forse è solo una personale “appocundria” che tra queste righe si è serenamente tentato di sciogliere.

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Trailer ufficiale (HD)

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Fonte: Leitmovie Associazione Culturale

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Mar 1 2017

“…le nostre storie sono anche le vostre storie”. Per un figlio è il film di Suraga D. Katugampala

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“È con grande emozione che vi presento il secondo film con il quale la mia piccola società di produzione Gina Films sta partendo per una nuova pazza avventura cinematografica.


Si tratta di “
Per un figlio”, al cinema a partire dal 30 marzo, scritto e diretto da Suranga Katugampala, un regista italo-srilankese cresciuto a Verona e appartenente quella così detta “seconda generazione” a cui l’Italia rifiuta di dare il diritto di cittadinanza.

Per questa ragione, oltre che per la bellezza, la delicatezza e la poesia del film, abbiamo deciso che il secondo progetto cinematografico che avremmo sostenuto dopo il successo di Io sto con la sposa, doveva essere questo, per l’urgenza di raccontare che esistono sguardi nuovi su questo Paese che devono trovare uno spazio pubblico per emergere.

Le parole che ci hanno convinto a distribuirlo sono proprio quelle di Suranga D. Katugampala:

L’unica cosa certa era l’urgenza di raccontare, di dire – noi ci siamo – le nostre storie sono anche le vostre storie, le storie di un mondo comune. E’ nato un film minimalista; il sogno di un cinema semplice si stava realizzando mentre noi cavalcavamo l’onda felice di raccontare la nostra storia. Abbiamo unito le forze, affrontato mille problemi, srilankesi ed italiani, perché era la storia di ognuno di noi”.

Anche Goffredo Fofi ha apprezzato il film come ci ha scritto in una lunga e bellissima lettera:

“…Molte cose colpiscono del film di Suranga Katugampala. Intanto la padronanza tecnica del “mezzo” cinematografico e la sua messa a servizio di un progetto tanto ambizioso quanto austero, delicato. Sono pochi gli esordi nel lungometraggio così convincenti, nel cinema italiano di oggi, e vengono in mente, non a caso, i nomi di giovani registi che si sono affermati negli ultimi lustri e che sono il sale del nostro cinema, Munzi, Giovannesi, Rohrwacher, Marcello, Minervini, Comnodin, più indietro Garrone, Martone, Mereu…”

Questa nuova avventura distributiva è per noi entusiasmante proprio come quella da cui siamo partiti ormai tre anni fa. Eccoci di nuovo a sostenere un progetto costruito con fatica ma con urgenza perché in questi tempi bui pensiamo che la cosa più importante che possiamo fare è continuare a costruire cammini comuni, strade per intrecciarci e contaminarci, in cui entrare come singoli per uscire come comunità.

Con questo spirito andremo in giro a promuovere il film di Suranga Katugampala in un tour nazionale nelle principali sale cinematografiche italiane.

Incontreremo associazioni, persone, festival, gruppi informali ed istituzioni per raccontare che l’Italia è anche questo, un Paese con tante risorse e con sguardi provenienti da tutto il mondo che dobbiamo saper valorizzare perché è solo attraversandoli che possiamo capire meglio la contemporaneità e costruire un tessuto sociale più forte capace di proteggerci tutti.”

Antonio Augugliaro – (uno dei tre registi di “Io sto con la sposa”)

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www.perunfiglio.it

Vi aspettiamo di nuovo al cinema dal 30 marzo!

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Trailer ufficiale

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Prossime proiezioni

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Approfondimento

53a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema

Cineteca di Bologna

Suranga D. Katugampala ed Antonio Augugliaro alla manifestazione nazionale sul diritto di cittadinanza

Per un figlio – CineClandestino

Per un figlio – MYmovies

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Set 11 2016

Primo Festival dell’Arte IRregolare

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Oggi è l’anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle di New York, sono già passati 15 anni.
E siccome di quel giorno oggi ne parlano tutti ma proprio tutti, noi di Cacao vi parliamo d’altro.
Ringrazio Jacopo Fo che ci ha dato spazio questa settimana per raccontarvi di un evento che ci sta particolarmente a cuore: il primo Festival dell’Arte IRregolare che si terrà ad Alcatraz dal 2 al 4 ottobre.

Era il 2014 quando Jacopo, armato di pennelli e colori, dipingeva un bellissimo murales a Bologna, al Dipartimento di Salute Mentale. Iniziava così una collaborazione tra gli artisti Irregolari Bolognesi e il Nuovo Comitato Nobel per i Disabili.
Quel 14 ottobre – Giornata della Salute Mentale – abbiamo presentato anche la Galleria Virtuale che raccoglieva le opere degli stessi artisti.

Arte IRregolare è un percorso culturale dedicato alla creatività differente e alla bellezza nascosta che non trova spazio nei consueti canali espositivi.
E in questi due anni la nostra Galleria si è allargata anche ad altre città e oggi accoglie 40 artisti con oltre 350 opere.
E allora vogliamo festeggiare tutto questo con una mostra, una giornata formativa (sono previsti crediti ECM) e la proiezione di un film in collaborazione con il PERSO Film Festival di Perugia dal 2 al 4 ottobre ad Alcatraz. Insomma, con un Festival.

Dal 2 al 4 ottobre ad Alcatraz saranno presenti operatori, artisti ed esperti, uno per tutti: il prof. Giorgio Bedoni, psichiatra ed esperto di Arte IRegolare.
Esporremo oltre 70 opere e ne parleremo con gli autori.

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Potete vedere il programma qui e per informazioni potete scrivere a gabriella@comitatonobeldisabili.it o telefonare allo 075/9229776 o ad Alcatraz allo 075/9229938.

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Video: “FESTIVAL DELL’ARTE IRREGOLARE – OUTSIDER ART FESTIVAL (prima edizione)”

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Fonte: comitatonobeldisabili.it

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