Mar 6 2015

Scienza Vegetariana: noi andiamo…”oltre”

.

.

Foto di Carl Warner

Foto di Carl Warner

.

UN PASSO OLTRE IL LATTE

Mentre i macellai si affannano a promuovere campagne pubblicitarie per far credere al pubblico che la carne sia “indispensabile”, “essenziale”, che non contenga colesterolo e grassi (una bella faccia tosta), noi andiamo oltre. Perché, se ormai è risaputo che il consumo di carne (pesce incluso: si tratta di carne di animali acquatici) danneggia il nostro organismo e promuove l’insorgenze delle varie malattie degenerative, è ancora diffusa la credenza che latte e latticini siano “cibi” nutrienti e sani, se non addirittura “indispensabili”. Per questo presentiamo qui due articoli che mostrano il legame tra il consumo di latticini e l’insorgenza di tumori e un’analisi sul falso mito del latte, invitando a diminuire, fino ad azzerarlo, il consumo di prodotti lattiero-caseari.

Un altro falso mito è quello delle proteine e degli aminoacidi essenziali, che, secondo una credenza diffusa, sarebbero carenti in un’alimentazione 100% vegetale. Invece, è virtualmente impossibile non assumere abbastanza proteine in una dieta variata normocalorica, anche nella pratica sportiva; il punto d’attenzione deve essere piuttosto quello di non consumarne troppe, cosa che avviene regolarmente in una dieta onnivora, in cui facilmente – e drammaticamente – il consumo di proteine è doppio rispetto a quello consigliato.

Chiuderemo con una scheda di approfondimento su un legume fresco di stagione, le fave, un menù primaverile pieno di verdura fresca e una rassegna di libri e materiali informativi disponibili.
Vi invitiamo a condividere questo notiziario con quante più persone possibile, sia via mail (basta inviare il link per scaricarlo dal nostro sito) che su forum o social network.

Buona lettura!

Scarica il notiziario da:
http://www.scienzavegetariana.it/notiziario/notiziario-ssnv-2015-03.pdf

La Redazione di SSNV

Sito: Scienza Vegetariana

.

.

.



				

Feb 21 2015

Comuni errori nell’alimentazione vegetariana

.

.

Pieter Aertsen (1508-1575): “Venditore di verdura al mercato”

Pieter Aertsen (1508-1575) – “Venditore di verdura al mercato”

 

.

I più comuni errori alimentari dei vegetariani

Essere vegetariani significa non nutrirsi ne’ di carne, ne’ di pesce, ne’ di qualsiasi altro alimento che derivi dall’uccisione di un animale.
Chiarito questo concetto di base, bisogna sapere che esistono diverse diete vegetariane, alcune più restrittive ed altre meno.
.
Quelle più permissive sono:
• la ovo-latto vegetariana consumo di uova, latte e suoi derivati
• la ovo-vegetariana consumo solo uova
• la latto-vegetariana consumo solo latte e derivati
.
Le diete vegetariane restrittive non prevedono l’utilizzo di nessun cibo di origine animale (anche se non derivante dalla sua morte), ma unicamente quello di alimenti vegetali; per questo sono dette anche vegetaliane o vegane.
.
Fra queste le più radicali sono:
• la granivora: consumo solo di cereali
• la frugivora: consumo solo di frutta
• la crudista: consumo solo di vegetali e frutta crudi
.
Se i vantaggi di una dieta prevalentemente vegetale sono ormai noti ed universalmente riconosciuti (diminuzione del rischio cardiovascolare, riduzione dell’incidenza di patologie cronico-degenerative, diminuzione dei disturbi gastro-enterici e della stipsi, aumento della resistenza fisica alla fatica), non è detto che anche i vegetariani non facciano degli errori alimentari, più o meno grandi, più o meno gravi, più o meno consapevoli.
Vediamoli insieme.
.
Eccessivo consumo di pasta e pane
 
Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che una limitazione (assoluta o relativa) nell’assunzione di alimenti di origine animale porta ad un aumento compensatorio dell’utilizzo di pasta, pane e cereali. Il problema è che spesso si tratta di cereali raffinati (riso brillato, pane bianco, pasta, crackers, grissini…) ad elevato Indice Glicemico (fanno aumentare rapidamente la glicemia), basso potere saziante (la raffinazione elimina le fibre), molto spesso addizionati di grassi (olio, margarina, burro, strutto) e sale (promuove la ritenzione idrica e l’ipertensione arteriosa).
Un consumo eccessivo di carboidrati induce un aumento dei trigliceridi plasmatici (gli zuccheri ingeriti in esubero rispetto al proprio fabbisogno vengono inesorabilmente trasformati in grasso), un aumento del colesterolo totale, della glicemia ed all’accumulo di peso corporeo. Attenzione quindi a non sbilanciare la propria dieta verso la componente glucidica pensando di essere nel giusto. I carboidrati devono rappresentare il 55-60% dell’apporto calorico giornaliero; un loro eccesso è comunque dannoso per la salute e fa ingrassare.
Non mangiare carne infatti, non vuol dire essere magri; purtroppo è sempre più facile trovare vegetariani in soprappeso o addirittura obesi!
.
Olio extra vergine d’oliva in quantità “industriali”.
 
Preferire l’olio extra vergine d’oliva è la scelta più corretta, ma attenzione alla quantità! Il fatto che sia di origine controllata o che venga prodotto artigianalmente non significa che possa essere usato senza controllo.
L’olio è in assoluto l’alimento più calorico: ben 9 kcal/grammo perché fatto unicamente da materia grassa. Cento grammi di olio (indipendentemente che sia di oliva, di semi, di mais o di soia) apportano 900 kcal, contro le 750 kcal del burro e della margarina che contengono anche una percentuale di acqua (14%).
La dose ottimale va dai 5 agli 8 cucchiaini di olio al giorno da distribuire fra pranzo e cena. Va bene utilizzarlo a crudo, a cotto ed anche per friggere perché, insieme all’olio di sesamo, è quello con il punto di fumo più elevato; il che significa che alle alte temperature si altera meno e diventa meno tossico per l’organismo.
L’olio, rispetto al burro, non contiene colesterolo (presente solo negli alimenti di origine animale), ma è comunque costituito da grassi saturi (16 grammi/100 ml) che rappresentano i “mattoncini” per la sua sintesi endogena. Rispetto alla margarina non contiene acidi grassi trans (si formano durante il processo di lavorazione degli olii vegetali), molto dannosi perché direttamente implicati nella formazione delle placche aterosclerotiche.
Quindi, via libera all’olio extra vergine d’oliva (meglio se denocciolato) e a quello di sesamo, ma condire con moderazione per salvaguardare peso corporeo e livelli ematici dei grassi!
Attenzione inoltre ai grassi nascosti: spesso anche il pane (tipo baguette, francesino, ciabatta) viene impastato con olio, margarina o strutto per renderlo più morbido e gustoso.
.
Biscotti, merendine, fiocchi di cereali per la prima colazione
 
È vero, sono tutti prodotti vegetariani, ma cosa contengono?
Avete mai provato a leggere con attenzione gli ingredienti elencati nelle etichette?
Imparate a farlo!
Scoprirete che: zucchero, latte in polvere, uova, panna, burro, margarina o, peggio ancora, olii vegetali idrogenati e strutto sono ubiquitari.
Un consumo giornaliero della stragrande maggioranza dei prodotti da forno pubblicizzati rappresenta un’inapparente, ma cospicua fonte di zuccheri semplici, grassi saturi e colesterolo.
Anche molti cereali in fiocchi e muesli, apparentemente genuini ed innocui, sono spesso addizionati con zucchero, latte ed olii vegetali trasformandoli in alimenti killer per la salute.
Attenzione quindi vegetariani: per la prima colazione e per gli spuntini preferite cibi semplici come pane e marmellata, fette biscottate, gallette di riso, cereali in fiocchi e muesli al naturale.
.
Il latte fa bene?
.
No!
.
Sempre più studi dimostrano che un elevato consumo di latte sia dannoso alla salute.
Siamo gli unici esseri viventi che da adulti continuano ad assumere latte (gli animali smettono con lo svezzamento) e per di più, latte di altre specie!
Il latte è un alimento altamente energetico, quello materno è adatto nei primi mesi di vita quando lo sviluppo del neonato è molto veloce; dopo lo svezzamento, l’introduzione del latte vaccino diventa una forzatura dettata dall’idea che il latte faccia bene anche da adulti. Ma non è così.
Latte umano e latte animale sono profondamente diversi: quello materno fornisce 70-75 kcal/100 ml ed è composto da 1 grammo di proteine, 4.4 g di lipidi e 6.9 g di carboidrati ogni 100 ml. Il latte vaccino apporta 61 kcal/100 ml, 3.1 g di proteine, 3.4 g di lipidi e 4.8 g di carboidrati mentre quello di capra 72 kcal, 3.9 g di proteine, 4.3 g di lipidi e 4.7 g di carboidrati per 100 ml.
Risulta evidente come, a fronte di un sovrapponibile potere calorico, i latti animali hanno un contenuto proteico nettamente superiore a quello materno (3 volte tanto quello di mucca e 4 volte tanto quello di capra). Le proteine del latte animale sono le maggiori responsabili dell’aumento di quei fattori di crescita (IGF-1, insulina, ormoni sessuali) che in giovane età promuovono lo sviluppo e la maturazione corporea, ma da adulti un loro eccesso può favorire l’osteoporosi e l’insorgenza di tumori ormono-sensibili (in particolare quello al seno).
In conclusione latte sì se gradito, ma con coscienza: non più di una tazza al giorno e non tutti i giorni; meglio alternarlo ai latti di cereali (riso, avena, orzo), di soia e di mandorla.
.
Il formaggio per prevenire e curare l’osteoporosi
 
Niente di più sbagliato!
Il formaggio è un concentrato di grassi, proteine e sale (100 grammi di grana, per esempio, contengono ben 35 g di proteine, 25 g di lipidi e solo il 30% di acqua!). Consumato tutti i giorni in sostituzione della carne, a fine pasto o grattugiato sul primo piatto rappresenta un vero e proprio pericolo per la salute (aumento del colesterolo, aumento del rischio cardiovascolare, osteoporosi). L’errore del soggetto latto e ovolatto-vegetariano può essere quello di rimpiazzare gli altri prodotti di origine animale con un uso frequente di latticini che, invece, non andrebbero consumati più di 2 volte alla settimana.
Non è vero che il formaggio prevenga l’osteoporosi, anzi, ne accelera la progressione proprio a causa del suo elevato contenuto in proteine: queste ultime infatti acidificano il sangue e costringono l’osso a dimettere ioni calcio per riportare il PH ai valori ottimali scaturendo l’effetto contrario a quello ricercato.
Il consiglio è quello di assumere calcio attraverso fonti non animali come l’acqua ed i vegetali (contengono meno proteine e sono privi di colesterolo): i semi di sesamo (670 mg/100 g), la salvia (600 mg), il tarassaco e la rucola (310 mg), le mandorle (240 mg), i ceci ed i fagioli secchi (140 mg), ecc…
Inoltre è bene imparare ad incrementare il consumo di legumi, tofu, tempeh e seitan, ottimi sostituti dei secondi di origine animale, privi di colesterolo e sicuramente cruelty-free.
.
Più frutta si mangia e meglio è!
.
fate attenzione anche a:
.
Caffè: (la caffeina promuove l’osteoporosi e difficilmente viene bevuto amaro!): non superare i 2-3- caffè al giorno, meglio preferire le tisane o il caffè d’orzo…e naturalmente senza zucchero!
.
Bibite dolci: pensate che nelle lattine di aranciata, cola ed altre bevande gassate ci sono ben 7 cucchiaini di zucchero!
.
Biscotti, pasticcini, torte, merendine, gelati: leggete bene le etichette; non solo sono un concentrato di zuccheri semplici (anche quello di canna ed il miele) e di grassi vegetali (olii idrogenati, poco costosi e molto dannosi), ma anche di grassi animali (latte, burro, panna, uova) e a volte addirittura strutto!
.
Vegetariani allerta dunque: non mangiare carne, salumi e pesce non vuol dire essere immuni da cancro, malattie cardiovascolari ed osteoporosi; errori dietetici, eccessi alimentari e sedentarietà possono interessare anche noi!
.
Istituto Nazionale dei Tumori di Milano
.
.
.

Gen 23 2015

“Caro amico, mi chiedi perché non mangio carne…”

.

.

Edgar Kupfer-Koberwitz

Edgar Kupfer-Koberwitz

.

Dachau

Edgar Kupfer è stato imprigionato nel campo di concentramento di Dachau nel 1940. Nei suoi ultimi 3 anni a Dachau ottenne un posto di lavoro nel dispensario clericale. Questa posizione gli permise di tenere un diario segreto scritto con pezzi di matita su fogli di carta rubati . Nascose il suo diario seppellendolo  e quando Dachau fu liberata il 29 aprile 1945 andò a riprenderselo. I “Dachau Diaries” sono stati pubblicati nel 1956. Dai suoi appunti di Dachau,  Kupfer scrisse un saggio sul vegetarismo che è stato poi tradotto in inglese. Una copia originale del saggio Dachau Diaries di 38 pagine è conservato  nella Collezione speciale della Biblioteca dell’Università di Chicago. Di seguito sono riportati alcuni estratti di questo saggio che sono stati ristampati nel poscritto del libro “Radical vegetarianismo” di Mark Mathew Braunstein (1981 panjandrum Books, Los Angeles, CA). Il libro è sottotitolato “Una dialettica di dieta e di Etica” ed è consigliato a tutti i vegetariani,  in particolare a quelli interessati di igiene naturale.

 Animali, fratelli miei – di Edgar Kupfer-Koberwitz

Le pagine che seguono sono state scritte nel campo di concentramento di Dachau, immerso tra tutti i tipi di crudeltà. Sono state furtivamente scarabocchiate in una baracca di ospedale dove ho soggiornato durante la mia malattia, in un momento in cui la Morte prendeva di giorno in giorno alcuni di noi, in quattro mesi e mezzo si è presa dodicimila persone.

“Caro amico,
mi chiedi perché non mangio carne e ti domandi per quale ragione mi comporto così. Forse pensi che ho fatto un voto o una penitenza che mi priva di tutti i piaceri gloriosi del mangiar carne. Pensi a bistecche gustose, pesci saporiti, prosciutti profumati, salse e mille altre meraviglie che deliziano gli umani palati; certamente ricordi la delicatezza del pollo arrostito.
Vedi, io rifiuto tutti questi piaceri e tu pensi che solamente una penitenza, o un voto solenne, o un grande sacrificio possa indurmi a negare questo modo di godere la vita e che mi costringa ad una rinuncia.

Sei sorpreso, chiedi: – Ma perché e per quale motivo?
Te lo chiedi con intensa curiosità e pensi di poter indovinare la risposta.

 Ma se io ora cerco di spiegarti la vera ragione in una frase concisa, tu rimarrai nuovamente sorpreso vedendo quanto sei lontano dal vero motivo.
Ascolta: io rifiuto di mangiare animali perché non posso nutrirmi con la sofferenza e con la morte di altre creature.
Rifiuto di farlo perché ho sofferto tanto dolorosamente che le sofferenze degli altri mi riportano alle mie stesse sofferenze.

So che cos’è la felicità e so che cos’è la persecuzione. Se nessuno mi perseguita, perché dovrei perseguitare altri esseri o far si che vengano perseguitati?

So che cos’è la libertà e so che cos’è la prigionia.

So che cos’è la protezione e che cos’è la sofferenza.

So che cos’è il rispetto e so che cos’è uccidere. Se nessuno mi fa del male, perché dovrei fare del male ad altre creature o permettere che facciano loro del male?

Se nessuno vuole uccidermi, perché dovrei uccidere altre creature o permettere che vengano ferite o uccise per il mio piacere o per convenienza?

Non è naturale che io non infligga ad altre creature ciò che io spero non venga inflitto a me? Non sarebbe estremamente ingiusto fare questo per il motivo di un piacere fisico a spese della sofferenza altrui e dell’ altrui morte?
Queste creature sono più piccole e più indifese di me, ma puoi tu immaginare un uomo ragionevole con nobili sentimenti che volesse basare su questa sofferenza la rivendicazione o il diritto di abusare del più debole e del più piccolo? Non credi che sia proprio il dovere del più grande, del più forte, del superiore di proteggere le creature più deboli invece di perseguitarle e di ucciderle?
Noblesse oblige. Ed io voglio comportarmi nobilmente.

Ricordo l’epoca orribile dell’inquisizione e mi dispiace dire che il tempo dei tribunali per gli eretici non è passato, che giorno per giorno gli uomini cucinano in acque bollenti altre creature che sono state date impotenti nelle mani dei loro carnefici.

Sono inorridito dall’idea che uomini simili siano civili, non rudi barbari, non dei primitivi. Ma nonostante tutto essi sono soltanto primitivamente civilizzati, primitivamente adagiati nel loro ambiente culturale.
Sproloquiando, sorridendo, proponendo grandi idee e facendo bei discorsi, l’europeo medio commette ogni sorta di crudeltà e non perché sia costretto, ma perché vuole fare ciò. Non perché manchi della facoltà di riflettere e di rendersi conto delle orribili cose che sta facendo. Oh no! Soltanto non vuole vedere i fatti, altrimenti ne sarebbe infastidito e disturbato nei suoi piaceri.

So che la gente considera certi atti connessi al macellare come inevitabili. Ma c’è realmente questa necessità? La tesi può essere contestata. Forse esiste un genere di necessità per le persone che non hanno sviluppato ancora una piena e conscia personalità. Io non faccio loro delle prediche, scrivo a te questa lettera, ad un individuo responsabile che controlla razionalmente i suoi impulsi, che si sente conscio – internamente ed esteriormente – dei suoi atti, che sa che la nostra Corte Suprema è nella nostra coscienza e che non vi è ricorso in appello.

E’ necessario che un uomo responsabile sia indotto a macellare?
In caso affermativo, ogni individuo dovrebbe avere il coraggio di farlo con le sue stesse mani. È un genere miserabile di codardia quello di pagare altra gente per fare questo lavoro macchiato di sangue dal quale l’uomo normale si ritrae inorridito e sgomento. Questa gente é pagata per questo lavoro e gli altri acquistano da loro le parti desiderate dell’animale ucciso possibilmente preparato in modo da non ricordare l’animale, il fatto che è stato ucciso.

Io penso che gli uomini saranno uccisi e torturati fino a quando gli animali saranno uccisi e torturati e che fino allora ci saranno guerre, poiché l’addestramento e il perfezionamento dell’uccidere deve essere fatto moralmente e tecnicamente su esseri piccoli. Penso che ci saranno prigioni finché gli animali saranno tenuti in gabbia. Poiché per tenere in gabbia i prigionieri bisogna addestrarsi e perfezionarsi moralmente e tecnicamente su piccoli esseri.

Non vedo alcuna ragione di sentirci oltraggiati per i grandi e per i piccoli atti di violenza e crudeltà commessi dagli altri.
Ma penso che sia arrivato il momento di sentirci oltraggiati dai grandi e piccoli atti di violenza e crudeltà che noi stessi commettiamo. Ed essendo molto più facile vincere le piccole battaglie, penso che dovremmo cercare di spezzare prima i nostri legami con le piccole violenze e crudeltà per superarle una volta per sempre.
Poi verrà il giorno che sarà facile per noi combattere anche le crudeltà più grandi.

Ma noi tutti siamo addormentati in abitudini e attitudini ereditate, che ci aiutano ad ingoiare le nostre crudeltà senza sentirne l’amaro. Non ho alcuna intenzione di accusare persone o situazioni. Ma penso che sia mio dovere stimolare la mia coscienza nelle piccole cose, migliorare me stesso ed essere meno egoista, per essere poi in grado di agire in coerenza nei problemi più importanti.
Il punto è questo: io voglio vivere in un mondo migliore dove una più alta legge conceda più felicità a tutti.”

.

.

Dachau

Edgar Kupfer was imprisoned in Dachau concentration camp in 1940. His last 3 years in Dachau he obtained a clerical job in the concentration camp storeroom. This position allowed him to keep a secret diary on stolen scraps of papers and pieces of pencil. He would bury his writings and when Dachau was liberated on April 29, 1945 he collected them again. The “Dachau Diaries” were published in 1956. From his Dachau notes he wrote an essay on vegetarianism which was translated into “immigrant” English. A carbon copy of this 38 page essay is preserved with the original Dachau Diaries in the Special Collection of the Library of the University of Chicago. The following are the excerpts from this essay that were reprinted in the postscript of the book “Radical Vegetarianism” by Mark Mathew Braunstein (1981 Panjandrum Books, Los Angeles, CA). The book is subtitled “A Dialectic of Diet and Ethic” and is recommended to all vegetarians especially those interested in natural hygiene.

Animals, My Brethren by Edgar Kupfer-Koberwitz

The following pages were written in the Concentration Camp Dachau, in the midst of all kinds of cruelties. They were furtively scrawled in a hospital barrack where I stayed during my illness, in a time when Death grasped day by day after us, when we lost twelve thousand within four and a half months.

“Dear Friend: You asked me why I do not eat meat and you are wondering at the reasons of my behavior. Perhaps you think I took a vow — some kind of penitence — denying me all the glorious pleasures of eating meat. You remember juicy steaks, succulent fishes, wonderfully tasted sauces, deliciously smoked ham and thousand wonders prepared out of meat, charming thousands of human palates; certainly you will remember the delicacy of roasted chicken. Now, you see, I am refusing all these pleasures and you think that only penitence, or a solemn vow, a great sacrifice could deny me that manner of enjoying life, induce me to endure a great resignment.
* * *

You look astonished, you ask the question: “But why and what for?” And you are wondering that you nearly guessed the very reason. But if I am, now, trying to explain you the very reason in one concise sentence, you will be astonished once more how far your guessing had been from my real motive. Listen to what I have to tell you: I refuse to eat animals because I cannot nourish myself by the sufferings and by the death of other creatures.

I refuse to do so, because I suffered so painfully myself that I can feel the pains of others by recalling my own sufferings.

I feel happy, nobody persecutes me; why should I persecute other beings or cause them to be persecuted?

I feel happy, I am no prisoner, I am free; why should I cause other creatures to be made prisoners and thrown into jail?

I feel happy, nobody harms me; why should I harm other creatures or have them harmed?

I feel happy, nobody wounds me; nobody kills me; why should I wound or kill other creatures or cause them to be wounded or killed for my pleasure and convenience?

Is it not only too natural that I do not inflict on other creatures the same thing which, I hope and fear, will never be inflicted on me? Would it not be most unfair to do such things for no other purpose than for enjoying a trifling physical pleasure at the expense of others’ sufferings, others’ deaths? These creatures are smaller and more helpless than I am, but can you imagine a reasonable man of noble feelings who would like to base on such a difference a claim or right to abuse the weakness and the smallness of others? Don’t you think that it is just the bigger, the stronger, the superior’s duty to protect the weaker creatures instead of persecuting them, instead of killing them? “Noblesse oblige.” I want to act in a noble way.
* * *

I recall the horrible epoch of inquisition and I am sorry to state that the time of tribunals for heretics has not yet passed by, that day by day, men use to cook in boiling water other creatures which are helplessly given in the hands of their torturers. I am horrified by the idea that such men are civilized people, no rough barbarians, no natives. But in spite of all, they are only primitively civilized, primitively adapted to their cultural environment. The average European, flowing over with highbrow ideas and beautiful speeches, commits all kinds of cruelties, smilingly, not because he is compelled to do so, but because he wants to do so. Not because he lacks the faculty to reflect upon and to realize all the dreadful things they are performing. Oh no! Only because they do not want to see the facts. Otherwise they would be troubled and worried in their pleasures.
* * *

It is quite natural what people are telling you. How could they do otherwise? I hear them telling about experiences, about utilities, and I know that they consider certain acts related to slaughtering as unavoidable. Perhaps they succeeded to win you over. I guess that from your letter. Still, considering the necessities only, one might, perhaps, agree with such people. But is there really such a necessity? The thesis may be contested. Perhaps there exists still some kind of necessity for such persons who have not yet developed into full conscious personalities. I am not preaching to them. I am writing this letter to you, to an already awakened individual who rationally controls his impulses, who feels responsible — internally and externally — of his acts, who knows that our supreme court is sitting in our conscience. There is no appellate jurisdiction against it. Is there any necessity by which a fully self-conscious man can be induced to slaughter? In the affirmative, each individual may have the courage to do it by his own hands. It is, evidently, a miserable kind of cowardice to pay other people to perform the blood-stained job, from which the normal man refrains in horror and dismay. Such servants are given some farthings for their bloody work, and one buys from them the desired parts of the killed animal — if possible prepared in such a way that it does not any more recall the discomfortable circumstances, nor the animal, nor its being killed, nor the bloodshed.
* * *

I think that men will be killed and tortured as long as animals are killed and tortured. So long there will be wars too. Because killing must be trained and perfected on smaller objects, morally and technically. I see no reason to feel outraged by what others are doing, neither by the great nor by the smaller acts of violence and cruelty. But, I think, it is high time to feel outraged by all the small and great acts of violence and cruelty which we perform ourselves. And because it is much easier to win the smaller battles than the big ones, I think we should try to get over first our own trends towards smaller violence and cruelty, to avoid, or better, to overcome them once and for all. Then the day will come when it will be easy for us to fight and to overcome even the great cruelties. But we are still sleeping, all of us, in habitudes and inherited attitudes. They are like a fat, juicy sauce which helps us to swallow our own cruelties without tasting their bitterness. I have not the intention to point out with my finger at this and that, at definite persons and definite situations. I think it is much more my duty to stir up my own conscience in smaller matters, to try to understand other people better, to get better and less selfish. Why should it be impossible then to act accordingly with regard to more important issues? That is the point: I want to grow up into a better world where a higher law grants more happiness, in a new world where God’s commandment reigns: You Shall Love Each Other.”

.

Fonte: A.L.F. (Fronte di Liberazione Animale)

.

.

.