Mar 31 2011

JU TARRAMUTU, anteprima nazionale mercoledì 6 aprile

ZaLab con BIG SUR, PMI e OFFICINAVISIONI

Presentano il docufilm sul terremoto all’Aquila

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In anteprima nazionale mercoledì 6 aprile 2011

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JU  TARRAMUTU

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Un film documentario di Paolo Pisanelli
musiche: Animammersa
prod. Big Sur, PMI e OFFICINAVISIONI (89’ Digital Betacam – Italia 2010)

C’è una cosa che nessuna tv, nessuna radio può riportare fedelmente: il silenzio. Nei primi giorni dopo il sisma il silenzio era ovunque. Non solo tra le macerie. Le persone andavano in giro come fantasmi. In mezzo alla gente c’era il silenzio, dentro la testa c’era il silenzio”.

La notte del 6 aprile 2009 un violento terremoto ha devastato una delle più belle città italiane e il suo territorio, dotato di  uno straordinario patrimonio artistico e naturale.
Dopo quella notte, L’Aquila è divenuta teatro della politica sia nazionale che internazionale. Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha deciso di spostare il summit del G8 nel capoluogo abruzzese per captare l’attenzione e ottenere aiuti internazionali.
Per mesi le persone “terremotate” sono rimaste spaesate e totalmente escluse dalle scelte politiche che decidevano il loro futuro.
In un periodo di quindici mesi di riprese, il film racconta la città più mediatizzata e mistificata d’Italia, passata dalla rassegnazione alla rivolta attraverso mille trasformazioni, intrecciando storie di persone, luoghi, cantieri, voci e risate di “sciacalli” imprenditori che hanno scatenato la protesta delle carriole, quando ormai il terremoto non faceva più “notizia”. Riprendiamoci la città hanno gridato gli abitanti dell’Aquila e si sono organizzati per spalare le macerie, dimostrando la volontà di non rassegnarsi al silenzio, anche se costretti a vivere nelle periferie di una città fantasma.

ZaLab sostiene la distribuzione del documentario. Chiunque fosse interessato a organizzare una proiezione del film o il 6 aprile o in altre date, può contattarci scrivendo all’indirizzo distribuzione@zalab.org

Per vedere il trailer del film e per maggiori informazioni sulle proiezioni:
http://jutarramutu.blogspot.com/

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Mar 30 2011

Attenzione! E’ tornato e fa miracoli!

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A Lampedusa Berlusconi Show: compra ville, vende pesce fresco, azzera tasse, da’ il nobel per la pace… fa i miracoli!!!

 

Da tempo non si vedeva un Berlusconi così. Oggi a Lampedusa si è quasi superato. Come “Wolf” in Pulp Fiction, Berlusconi risolve i problemi e a Lampedusa ne hanno. Come? Semplice: compra una villa su internet, venderà pesce fresco (forse moltiplicandoli come Gesù), candiderà l’isola al Nobel per la pace, azzererà le tasse. Renderà Lampedusa un Paradiso.
Signore e signori, è tornato. E fa ancora i miracoli!

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Fonte: Controlacrisi.org

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Mar 29 2011

Matteo Renzi, vacci tu a Fukushima!

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di Gennaro Carotenuto

Matteo Renzi, il sindaco di Firenze (PD, quota Margherita), oramai è una scheggia impazzita, anzi una particella di cesio radioattivo impazzita.

Va ad Arcore da Silvio come fosse una escort, si schiera con Marchionne e chissenefrega degli operai, la sua idea di rottamazione dei politici è solo ed esclusivamente anagrafica, a Firenze sta coprendo la città con una colata di cemento e quando Saviano lascia Mondadori sdegnato lui prontamente lo sostituisce perché Mondadori non olet.

L’ultima è che mentre perfino Cicchitto è diventato prudente sul nucleare lui invece si schiera a favore: “bisogna deideologizzare la discussione”. Sembra di sentir parlare Chicco Testa…

Propongo che Renzi vada a risciacquare i panni in… Fukushima.

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Fonte: Giornalismo Partecipativo

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Mar 28 2011

Paul Baran, addio ad uno dei pionieri di Internet

L’ingegnere di origini polacche si è spento all’età di 84 anni, consumato da un cancro ai polmoni. Era stato tra i pionieri di Internet, dando avvio all’era delle reti basate sul packet switching. Prima chiamate ARPANET, poi Internet.

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Paul Baran, addio all’uomo dei pacchetti

Correva l’anno 2007. L’allora Presidente degli Stati Uniti George W. Bush consegnava all’ingegnere di origini polacche Paul Baran una speciale medaglia. Un prestigioso riconoscimento da parte delle autorità a stelle e strisce, per il prezioso contributo offerto da Baran nel campo della tecnologia.

Metà degli anni 60. L’ingegnere polacco – poi naturalizzato statunitense – Paul Baran proponeva ai vertici di AT&T un’idea a dir poco rivoluzionaria. Una tecnologia partorita all’inizio del decennio alla RAND Corporation, think tank statunitense fondato nel 1946 con il supporto finanziario del Dipartimento della Difesa.

Ma agli alti rappresentanti della telco l’idea non piaceva, semplicemente perché non avrebbe mai funzionato. Una nuova rete di comunicazione, che si affidasse a più percorsi per la trasmissione di informazioni scomposte, ricostruite solo in dirittura d’arrivo. Una tecnologia che avrebbe reso più sicuri i network statunitensi, specie quelli militari. (leggi tutto)

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Fonte: Punto Informatico

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Mar 27 2011

Fukushima: perle di “saggezza” regalate da tecnici e politici dopo il disastro nucleare.

Legambiente ha raccolto le frasi più significative  espresse da esperti dopo il disastro di Fukushima.

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La sequenza dell'esplosione alla centrale nucleare di Fukushima.

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Vatti a fidare!

Legambiente presenta le frasi celebri e le perle di saggezza elargite a piene mani (e senza vergogna) dai politici e dai tecnici nuclearisti nei giorni dell’emergenza nucleare in Giappone

A circa quindici giorni dal sisma e soprattutto dallo tsunami che ha devastato parte del Giappone, colpendo gravemente la centrale nucleare di Fukushima, abbiamo voluto raccogliere e mettere nero su bianco alcune dichiarazioni rilasciate dai responsabili dell’Agenzia per la sicurezza nucleare italiana (che, come dichiara il nome, dovrebbe occuparsi della sicurezza dei cittadini di questo paese), del Forum Nucleare Italiano e di alcuni politici impegnati a portare avanti – ad ogni costo evidentemente – la politica dell’atomo nel Belpaese.

Le fughe radioattive mi sentirei di escluderle. Nella peggiore delle ipotesi si tratta di materiale contaminato da radiazioni ma che di certo non ci sarà il così detto ‘effetto Chernobyl'”. Così Valerio Rossi Albertini, ricercatore del Cnr, spiegava alle 14.44 dell’11 marzo scorso all’ADNKRONOS, gli eventuali rischi delle centrali nucleari giapponesi dopo il tragico sisma e lo tsunami che avevano colpito la nazione nipponica. “Il Giappone è terra sismica, per questo tutte le centrali nucleari sono state costruite tenendo conto di questa eventualità. La soglia, dunque, di tolleranza al sisma è elevatissima”. (…)”Non si possono escludere piccoli contaminanti in zone limitate” continuava Rossi Albertini, “Di certo però “l’effetto Chernobyl non incombe sulle nostre teste”.

Alle 15.29 dello stesso giorno, ecco anche Umberto Veronesi, direttore dell’Agenzia per la Sicurezza Nucleare:“Le centrali nucleari sono sicure, e buona parte delle critiche vengono da un’ideologia antinuclearista che si basa su dati falsi”, dichiara all’Ansa.
“Le centrali sono sicure, anche se c’e’ un’ideologia antinuclearista pronta a giurare che questo è il male più grande dell’umanità’” – ha continuato, aggiungendo che “per alcuni studi epidemiologici che hanno riscontrato un aumento dei tumori nelle popolazioni che abitano vicino alle centrali, ci sono almeno altri 20 studi che dimostrano il contrario. Le ricerche che parlano di un aumento del rischio derivante dalle centrali si basano su presupposti sbagliati, tengono conto soltanto della mortalita’ della popolazione ma non di altri fattori che possono spiegarla come la mancata assistenza”.  (leggi tutto)

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Fonte: Legambiente

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