Gen 1 2018

California 1997 | La sequoia, la lotta e Julia “Butterfly”. Oggi Julia ha bisogno di noi!

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Julia Butterfly Hill ha bisogno di noi!

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Ve la ricordate la ragazzina che vent’anni fa rimase due anni su una sequoia e riuscì a salvare un intero bosco dall’abbattimento in California? Era Julia “Butterfly” Hill, che oggi, dopo innumerevoli campagne attiviste a tutela di ambiente e diritti umani, ha problemi di salute e chiede aiuto a tutti noi per poter sostenere il costo delle cure negli Stati Uniti.

Il 10 dicembre di vent’anni fa iniziava, su una sequoia millenaria della California, l’impresa che ha ispirato centinaia di migliaia di attivisti di tutto il mondo impegnati nella salvaguardia dell’ambiente. Quel giorno del 1997 Julia Butterfly Hill, allora ventitreenne, saliva su Luna, una sequoia della foresta di Headwaters, e lì è rimasta per 738 giorni. Il suo gesto ha salvato una foresta dall’abbattimento, ma ha ottenuto anche molto di più: ha risvegliato le coscienze dei milioni di persone che l’hanno vista in tv, che leggevano di lei sui giornali, che si preoccupavano per la sua incolumità quando le tempeste, la fame, il freddo e la solitudine mettevano a durissima prova quella ragazzina così determinata. Ha acceso un faro sugli abusi che l’uomo commetteva e commette sull’ambiente e ha dimostrato che ciascuno di noi, con volontà e impegno, può fare tantissimo per cambiare le cose.

La casa editrice Terra Nuova, per celebrare questo anniversario, ha pubblicato una nuova edizione del libro La ragazza sull’albero  che racconta quell’impresa; un libro amatissimo da tanti, scritto dalla stessa protagonista. La nuova edizione è arricchita da un’ intervista esclusiva a Julia ed è uscita proprio il 10 dicembre 2017.

In concomitanza con l’uscita del libro, Terra Nuova ha lanciato anche un appello per aiutare Julia in un momento di particolare difficoltà. Dopo anni di lotte incessanti in nome dell’ambientalismo e dei diritti umani, infatti, Julia ha dovuto interrompere le sue attività a causa di problemi di salute , che la vedono costretta a sottoporsi a una serie di interventi chirurgici alle anche e alla schiena. La sanità negli Stati Uniti ha costi molto elevati e Julia non ha possibilità di sostenerli interamente. Per questo, per permettere a Julia di rimettersi presto in piedi e tornare attiva nelle sue battaglie civili, Terra Nuova promuove questa raccolta fondi. Il ricavato delle donazioni libere sarà devoluto interamente a Julia Hill, mentre alle somme raccolte con le ricompense saranno detratte solo le spese. Trovate QUI tutte le informazioni.

Ma cosa è accaduto a Julia dopo quei due anni sulla sequoia? Ebbene, non si è mai fermata, ha sempre seguito il suo motto: «you make the difference », tu fai la differenza. «Da quando l’esperienza sulla sequoia si è conclusa, ho partecipato a molte azioni dirette e di disobbedienza civile» ci ha spiegato Julia nel settembre 2016 quando è venuta a trovarci (nella foto). « Sono stata in Ecuador a sostenere la protesta contro l’oleodotto che minacciava gran parte delle foreste in quel paese e mi hanno anche arrestata e deportata. Mi sono schierata in prima linea negli Stati Uniti contro la guerra in Iraq e ho scelto di diventare una war-tax resister , ossia di destinare ogni centesimo delle mie tasse a cause a cui tengo, rifiutandomi di pagarle all’Ufficio delle Entrate. Sono salita di nuovo su un albero a Los Angeles in California nel tentativo di salvare il giardino urbano più grande degli Stati Uniti, minacciato da una grande catena di centri commerciali. Queste sono solo alcune azioni, ma sono molte le cause che seguo e sostengo».

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QUI per acquistare il libro

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Fonte: ilcambiamento.it

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Apr 17 2017

Zanotelli richiama i pacifisti all’unità e all’azione. Firma l’Appello contro i signori della guerra.

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Il missionario richiama i pacifisti all’unità e all’azione

Una Perugia-Assisi straordinaria per fermare i Signori della guerra. Appello di Padre Zanotelli

L’Italia ripudia la guerra (art. 11 Cost.), non può puntare sulle armi come pilastro del Sistema paese e armare paesi in guerra o che violano i diritti umani
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16 aprile 2017 – Alex Zanotelli
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Sosteniamo il nuovo appello di Padre Alex Zanotelli. Ecco dove firmare on line:

https://www.petizioni24.com/fermiamoisignoridellaguerra

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Appello

FERMIAMO I SIGNORI DELLA GUERRA

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Trovo vergognosa l’indifferenza con cui noi assistiamo a una ‘guerra mondiale a pezzetti’ , a una carneficina spaventosa come quella in Siria, a un attacco missilistico da parte di Trump contro la base militare di Hayrat in Siria ,ora allo sgancio della Super- Bomba GBU-43( la madre di tutte le bombe) in Afghanistan e a un’incombente minaccia nucleare.

L’Italia, secondo l’Osservatorio sulle armi, spenderà quest’anno 23 miliardi di euro in armi (l’1,18% del Pil) che significa 64 milioni di euro al giorno! Ora Trump, che porterà il bilancio militare USA a 700 miliardi di dollari, sta premendo perché l’Italia arrivi al 2% del Pil che significherebbe 100 milioni di euro al giorno. “Pronti a rivedere le spese militari – ha risposto la ministra della Difesa R. Pinotti – come ce lo chiede l’America.” La Pinotti ha annunciato anche che vuole realizzare il Pentagono italiano a Centocelle (Roma) dove sorgerà una nuova struttura con i vertici di tutte le forze armate. La nostra ministra della Difesa ha inoltre preparato il Libro Bianco della Difesa in cui si afferma che l’Italia andrà in guerra ovunque i suoi interessi vitali saranno minacciati. E’ un autentico golpe democratico che cancella l’articolo 11 della Costituzione. Dobbiamo appellarci al Parlamento italiano perchè non lo approvi. Il Libro Bianco inoltre definisce l’industria militare italiana ‘pilastro del Sistema paese’.”

Mentre in Europa stiamo assistendo in silenzio al nuovo schieramento della NATO nei paesi baltici e nei paesi confinanti con la Russia. In Romania, la NATO ha schierato razzi anti-missili e altrettanto ha fatto in Polonia a Redzikovo. Ben cinquemila soldati americani sono stati spostati in quei paesi. Anche il nostro governo ha inviato 140 soldati italiani in Lettonia. Mosca ha risposto schierando a Kalinin- grad Iscander ordigni atomici, i 135-30. Siamo ritornati alla Guerra Fredda con il terrore nucleare incombente. (La lancetta dell’Orologio dell’Apocalisse a New York è stata spostata a due minuti dalla mezzanotte come ai tempi della Guerra Fredda).

Ecco perché all’ONU si sta lavorando per un Trattato sul disarmo nucleare promosso dalle nazioni che non possiedono il nucleare, mentre le 9 nazioni che la possiedono non vi partecipano. E’ incredibile che il governo Gentiloni ritenga che tale Conferenza “costituisca un elemento fortemente divisivo “, per cui l’Italia non vi partecipa. Eppure l’Italia, secondo le stime della Federation of American Scientists, ha sul territorio almeno una settantina di vecchie bombe atomiche che ora verranno rimpiazzate dalle più micidiali B61-12. E dovremmo mettere in conto anche la possibilità, segnalata sempre dalla FAS, di Cruise con testata atomica a bordo della VI Flotta USA con comando a Napoli. Quanta ipocrisia da parte del nostro governo!

Davanti a una così grave situazione, non riesco a capire il quasi silenzio del movimento italiano per la pace. Una cosa è chiara: siamo frantumati in tanti rivoli, ognuno occupato a portare avanti le proprie istanze! Quand’è che decideremo di metterci insieme e di scendere unitariamente in piazza per contestare un governo sempre più guerrafondaio? Perché non rimettiamo tutti le bandiere della pace sui nostri balconi?Ma ancora più male mi fa il silenzio della CEI e delle comunità cristiane. Questo nonostante le forti prese di posizione sulla guerra di Papa Francesco. E’ un magistero il suo, di una lucidità e forza straordinaria. Quando verrà recepito dai nostri vescovi, sacerdoti, comunità cristiane? Dopo il suo recente messaggio inviato alla Conferenza ONU, in cui ci dice che “ dobbiamo impegnarci per un mondo senza armi nucleari”, non si potrebbe pensare a una straordinaria Perugia- Assisi, promossa dalle realtà ecclesiali insieme a tutte le altre realtà, per dare forza al tentativo della Nazioni unite di mettere al bando le armi atomiche e dire basta alla ‘follia’ delle guerre e dell’industria delle armi? Sarebbe questo il regalo di Pasqua che Papa Francesco ci chiede: “Fermate i signori della guerra, la violenza distrugge il mondo e a guadagnarci sono solo loro.”

Infatti nel 2015 abbiamo esportato armi pesanti per un valore di oltre sette miliardi di euro! Vendendo armi ai peggiori regimi come l’Arabia Saudita. Questo in barba alla legge 185/90 che vieta la vendita di armi a paesi in guerra o dove i diritti umani sono violati. L’Arabia Saudita è in guerra contro lo Yemen, dove vengono bombardati perfino i civili con orribili tecniche speciali. Secondo l’ONU, nello Yemen è in atto una delle più gravi crisi umanitarie del Pianeta. All’Arabia Saudita abbiamo venduto bombe aeree MK82, MK83, MK84, prodotte dall’azienda RMW Italia con sede legale a Ghedi (Brescia) e fabbrica a Domusnovas in Sardegna. Abbiamo venduto armi anche al Qatar e agli Emirati arabi con cui quei paesi armano i gruppi jihadisti in Iraq, in Libia, ma soprattutto in Siria dov’è in atto una delle guerre più spaventose del Medio Oriente.In sei anni di guerra ci sono stati 500.000 morti e dodici milioni di rifugiati o sfollati su una popolazione di 22 milioni! Come italiani, stiamo assistendo indifferenti alla tragica guerra civile in Libia, da noi causata con la guerra contro Gheddafi. E ora , per fermare il flusso dei migranti, abbiamo avuto la spudoratezza di firmare un Memorandum con il governo libico di El Serraj che non riesce neanche a controllare Tripoli. E così aiutiamo la Libia a frantumarsi ancora di più. E con altrettanta noncuranza assistiamo a guerre in Sud Sudan, Somalia, Sudan, Centrafrica, Mali. Senza parlare di ciò che avviene nel cuore dell’Africa in Congo e Burundi. E siamo in guerra in Afghanistan: una guerra che dura da 15 anni ed è costata agli italiani 6,6 miliardi di euro.

Alex Zanotelli

Napoli,14 aprile 2017

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Fonte: Peacelink

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Apr 12 2016

Parigi – Appello della Nuit Debout per una Rivoluzione Europea

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eldiario.es_

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Questo movimento non è nato né morirà a Parigi. Organizzate la vostra #Nuit Debout

Dal 31 marzo ci siamo trasferiti nella Place de la République di Parigi e in altre numerose piazze francesi.

Inizialmente la nostra mobilitazione si poneva come obiettivo la protesta contro la riforma del lavoro. Questa riforma non è un caso isolato: inscritta nella lista delle misure d’austerità subita dai nostri vicini europei, avrà gli stessi effetti del Jobs Act italiano o della riforma del lavoro spagnola: l’aumento dei licenziamenti, della precarietà, della diseguaglianza sociale e il rafforzamento degli interessi privati. Ci rifiutiamo di subire questa strategia d’attacco imposta, come è noto, in un contesto liberticida di Stato d’Urgenza.

I dibattiti che animano le assemblee di Place de la République dimostrano che l’esasperazione attuale va ben al di là della riforma del lavoro e si estende fino a mettere in discussione un sistema sociale e politico in crisi e all’ultimo stadio. Non saremo noi che piangeremo la sua fine.

Questo movimento non è nato né morirà a Parigi. Dalle primavere arabe ai movimenti del 15M, da Piazza Tahrir al Parco di Gezi, Place de la République e i numerosi altri luoghi occupati stasera in Francia, sono il riflesso della stessa rabbia, delle stesse speranze e della stessa convinzione: la necessità di una nuova società dove democrazia, dignità e libertà non siano parole vuote.

Le testimonianze di sostegno che riceviamo dall’estero ci scaldano il cuore e rafforzano la nostra determinazione. Questo movimento è anche il vostro. Non ha limiti né frontiere ed appartiene a tutti quelli che vogliano esserne parte. Siamo migliaia, possiamo essere milioni, insieme, in piedi e attivi. Solleviamoci insieme.

Il #40 marzo organizzate la vostra #NuitDebout

Contatti: nuitdeboutpresse@riseup.net

@NuitDebout
Facebook: https://www.facebook.com/NuitDebout/
Tumblr: https://nuitdebout.tumblr.com/

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