Gen 21 2018

Nasce #FemAnonFatal l’ala femminile di Anonymous

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Di seguito il Manifesto del collettivo delle hacktivist “FemAnonFatal”, letto da Anonymous nel video messaggio:

Per troppo tempo siamo state costrette a stare dietro le spalle di chi riteneva di poter controllare la nostra voce” – si legge nel messaggio del cyber gruppo . “Il loro posto per dirci come parlare, cosa indossare e chi, quando e come votare. Cosa definiva essere una donna e cosa uguaglianza. Non ci hanno mai visto come pari! Ci hanno messo a tacere, difendendosi da un punto di vista pubblico e organizzando panel per parlare del nostro diritto riproduttivo e dei nostri corpi.

Questo è FemAnonFatal, prosegue il messaggio. “Issiamo la bandiera delle nostre sorelle in tutto il mondo, in solidarietà con le donne che hanno combattuto, che sono state processate e sono morte affinché noi oggi avessimo una voce” – sottolinea il testo della nuova costola di Anonymous. “Per le donne che stanno fianco a fianco nelle proteste e nei raduni, che si educano e si sostengono a vicenda; che combattono per la stessa paga e il diritto di scegliere, che comprendono la lotta per l’infanzia e la scelta di non avere figli. Chi non le vittimizza ma elogia loro coraggio a parlare, chi ascolta, chi combatte, chi è disinteressato e aperto” – aggiunge il nuovo cyber gruppo di hactiviste. “Per ogni ragazza e ogni donna in tutto il mondo che conosce la lotta della femminilità. Donne che sono costrette a sposarsi, essere stuprate, molestare. Che vivono con traumi di mutilazioni genitali.”

Ne abbiamo abbastanza di quelli che hanno ingabbiato le donne nelle cantine per il turismo sessuale” – afferma FemAnonFatal. “Che ci hanno venduto come proprietà nella pubblicità o nell’industria del sesso, di coloro che vedono la donna solo come servitrici delle loro fantasie o programmi sessuali. Di quelli che ci temono e quindi ci picchiano e ci fanno tacere. Che pensano che questo sia tutto ciò che serve per essere un uomo, che usano la loro mascolinità per stuprare, mutilare, torturare e controllare le donne. Di quelli che depredano i bambini e i fragili” – scrivono le cyber hactiviste di Anonymous.

Abbiamo solo una cosa da dire – dovreste aspettarci!” – hanno detto chiaramente le cyber hactiviste. “FemAnonFatal è un collettivo. Non un singolo movimento. Non è un posto per l’auto promozione. Né per l’odio, ma per la sorellanza. È per nutrire la rivoluzione. Lasciateci scrivere un nuovo capitolo nella Storia. Il nostro obiettivo è una unica voce per unirle molte. Il tempo è oggi.”

Su Twitter @FEMANON

Il tempo è oggi! In onore e supporto a tutte le donne del mondo.

Noi siamo Anonymous.

Noi siamo legione

Noi non dimentichiamo

Noi non perdoniamo

Aspettateci!

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Gen 1 2018

California 1997 | La sequoia, la lotta e Julia “Butterfly”. Oggi Julia ha bisogno di noi!

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Julia Butterfly Hill ha bisogno di noi!

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Ve la ricordate la ragazzina che vent’anni fa rimase due anni su una sequoia e riuscì a salvare un intero bosco dall’abbattimento in California? Era Julia “Butterfly” Hill, che oggi, dopo innumerevoli campagne attiviste a tutela di ambiente e diritti umani, ha problemi di salute e chiede aiuto a tutti noi per poter sostenere il costo delle cure negli Stati Uniti.

Il 10 dicembre di vent’anni fa iniziava, su una sequoia millenaria della California, l’impresa che ha ispirato centinaia di migliaia di attivisti di tutto il mondo impegnati nella salvaguardia dell’ambiente. Quel giorno del 1997 Julia Butterfly Hill, allora ventitreenne, saliva su Luna, una sequoia della foresta di Headwaters, e lì è rimasta per 738 giorni. Il suo gesto ha salvato una foresta dall’abbattimento, ma ha ottenuto anche molto di più: ha risvegliato le coscienze dei milioni di persone che l’hanno vista in tv, che leggevano di lei sui giornali, che si preoccupavano per la sua incolumità quando le tempeste, la fame, il freddo e la solitudine mettevano a durissima prova quella ragazzina così determinata. Ha acceso un faro sugli abusi che l’uomo commetteva e commette sull’ambiente e ha dimostrato che ciascuno di noi, con volontà e impegno, può fare tantissimo per cambiare le cose.

La casa editrice Terra Nuova, per celebrare questo anniversario, ha pubblicato una nuova edizione del libro La ragazza sull’albero  che racconta quell’impresa; un libro amatissimo da tanti, scritto dalla stessa protagonista. La nuova edizione è arricchita da un’ intervista esclusiva a Julia ed è uscita proprio il 10 dicembre 2017.

In concomitanza con l’uscita del libro, Terra Nuova ha lanciato anche un appello per aiutare Julia in un momento di particolare difficoltà. Dopo anni di lotte incessanti in nome dell’ambientalismo e dei diritti umani, infatti, Julia ha dovuto interrompere le sue attività a causa di problemi di salute , che la vedono costretta a sottoporsi a una serie di interventi chirurgici alle anche e alla schiena. La sanità negli Stati Uniti ha costi molto elevati e Julia non ha possibilità di sostenerli interamente. Per questo, per permettere a Julia di rimettersi presto in piedi e tornare attiva nelle sue battaglie civili, Terra Nuova promuove questa raccolta fondi. Il ricavato delle donazioni libere sarà devoluto interamente a Julia Hill, mentre alle somme raccolte con le ricompense saranno detratte solo le spese. Trovate QUI tutte le informazioni.

Ma cosa è accaduto a Julia dopo quei due anni sulla sequoia? Ebbene, non si è mai fermata, ha sempre seguito il suo motto: «you make the difference », tu fai la differenza. «Da quando l’esperienza sulla sequoia si è conclusa, ho partecipato a molte azioni dirette e di disobbedienza civile» ci ha spiegato Julia nel settembre 2016 quando è venuta a trovarci (nella foto). « Sono stata in Ecuador a sostenere la protesta contro l’oleodotto che minacciava gran parte delle foreste in quel paese e mi hanno anche arrestata e deportata. Mi sono schierata in prima linea negli Stati Uniti contro la guerra in Iraq e ho scelto di diventare una war-tax resister , ossia di destinare ogni centesimo delle mie tasse a cause a cui tengo, rifiutandomi di pagarle all’Ufficio delle Entrate. Sono salita di nuovo su un albero a Los Angeles in California nel tentativo di salvare il giardino urbano più grande degli Stati Uniti, minacciato da una grande catena di centri commerciali. Queste sono solo alcune azioni, ma sono molte le cause che seguo e sostengo».

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QUI per acquistare il libro

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Fonte: ilcambiamento.it

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Dic 26 2017

Resistenza Popolare | La Neutralità della Rete

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Creare l’internet del ventunesimo secolo

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di Kevin Zeese e Margaret Flowers

Ajit Pai, l’ex legale di Verizon che è presidente della FCC, si è spinto troppo in là giovedì scorso nel minare internet quando ha guidato lo smantellamento delle norme sulla neutralità della rete. In conseguenza ha fornito l’energia necessaria per proteggere i diritti relativi alla rete. E’ tempo di mosse da judo, dove l’energia creata dall’esagerazione della FCC è trasformata in un’energia non solo per invertire la decisione della FCC ma anche per creare l’internet di cui abbiamo bisogno nel ventunesimo secolo.

Nel corso degli ultimissimi mesi sono emersi un’epica mobilitazione di massa a sostegno della neutralità della rete e un consenso nazionale con un sondaggio dell’Università del Maryland che ha rilevato l’83 per cento di sostegno a che internet sia aperta e uguale per tutti. C’è stato un numero record di commenti alla FCC su questo tema nel corso dell’estate. Più di 1,2 milioni di chiamate e 12,5 milioni di email sono state dirette al Congresso attraverso il sito della coalizione Battle for the Net e il 7 dicembre sono state tenute più di 700 proteste in tutto il paese a difesa della neutralità della rete. Internet è importante per tutti noi e i politici che non si schierano con la gente pagheranno un pesante prezzo politico.

Questa settimana tre membri della FCC hanno dato a un pugno di mega imprese il potere di controllare la velocità dei siti in rete e dove andiamo, che cosa vediamo e quanto paghiamo per l’accesso al contenuto della rete. La battaglia per internet non è finita; è appena cominciata e passeremo alle fasi successive per proteggere la nostra internet, ma prima cominceremo con una domanda più grande: che cosa dovrebbe essere internet nel ventunesimo secolo?

Quale genere di internet vi piacerebbe vedere?

Se il movimento per l’uguaglianza e la giustizia di internet proponesse una visione dell’internet del ventunesimo secolo noi potremmo trasformare in realtà tale visione.

Cominciamo con l’idea che internet sia la sede chiave della Libertà di Espressione. E’ uno spazio al quale dovrebbero applicarsi le protezioni del Primo Emendamento. L’espressione politica dovrebbe essere protetta non solo sulla stampa e in televisione ma dovrebbe essere protetta anche nel mondo digitale, compresi siti in rete, video, media sociali e canali giornalistici che non siamo ancora in grado di immaginare.

L’espressione politica su internet è stata vitale in anni recenti per mettere all’ordine del giorno nuovi temi. Video di violenze della polizia, a volte con conseguenze mortali, hanno portato questi problemi, ignorati per anni, al centro del dibattito politico. Il movimento Black Lives Matter ha determinato l’incriminazione di poliziotti, un dibattito diffuso e cambiamenti politici, ad esempio i poliziotti con addosso telecamere, nuove leggi e politiche.

Gli accampamenti di occupazione che sono dilagati nella nazione nel 2011 non ci sarebbero stati senza internet. All’inizio di Occupy Wall Street un piccolo numero di persone si è accampato a Zuccotti Park. Era in una marcia di fine settimana in cui i manifestanti erano arrestati e posti dietro una rete dalla polizia poi fatta saltare dall’occupazione. Un ufficiale di alto rango si è diretto verso i catturati e li ha irrorati di spray al peperoncino. L’accaduto è stato ripreso in video da molte persone e condiviso su internet. Quando la polizia ha cercato di affermare che i manifestanti erano violenti o minacciosi i video hanno mostrato che era vero il contrario. Apparentemente nel giro di una notte centinaia di accampamenti di occupazione sono sorti in tutto il paese. Il meme politico del 99 per cento si è diffuso e il problema della disuguaglianza di reddito e di ricchezza è divenuto parte del dialogo politico.

Questi sono due esempi tra molti che mostrano come un accesso uguale a internet è divenuto cruciale per la libertà di espressione e lo sviluppo politico.

Parte della libertà di espressione include quella commerciale e internet è stata un elemento essenziale per nuovi prodotti e servizi che diversamente non avrebbero raggiunto un numero di persone sufficiente a sostenere nuove aziende. E’ questo il motivo per il quale, a parte le società di telecomunicazione e di trasmissione via cavo, la neutralità della rete è appoggiata dalle aziende, specialmente le piccole imprese appena avviate.

Internet è diventata un diritto umano fondamentale. Internet è essenziale per operare nella società moderna. Le persone sottoscrivono assicurazioni sanitarie, fanno domanda per posti di lavoro, compiono ricerche scolastiche, sviluppano reddito … molte attività della vita si conducono oggi in rete.

I diritti umani devono essere incentrati sulle persone, come scrive Aiamu Baraka, dove sono “basati sui bisogni popolari e sulle aspirazioni democratiche del popolo”. Ci sono principi fondamentali che fanno sempre parte degli standard dei diritti umani che dovrebbero essere applicati all’internet del ventunesimo secolo, tra cui:

Universalità: i diritti umani devono essere riconosciuti a tutti, senza eccezioni. Le persone hanno titolo a questi diritti per il solo fatto di essere umane. Attualmente internet non soddisfa questo standard il 39 per cento dei neri, latinoamericani, lavoratori e persone che vivono in aree rurali non ha accesso a internet.

Indivisibilità: i diritti umani sono indivisibili e interdipendenti, cioè se un governo viola certi diritti colpisce la capacità delle persone di esercitarne altri, come il diritto di esprimersi politicamente, di partecipare alla democrazia o di partecipare al commercio.

Partecipazione: Le persone hanno il diritto di partecipare al modo in cui sono prese le decisioni riguardanti la protezione dei loro diritti.

Responsabilità: i governi devono creare meccanismo di responsabilizzazione per l’applicazione dei diritti.

Trasparenza: le persone devono conoscere e comprendere le principali decisioni che influiscono sui diritti a internet.

Non discriminazione: i diritti umani devono essere garantiti senza discriminazioni di alcun genere. Ciò include non solo la discriminazione praticata consapevolmente ma anche la protezione da politiche e pratiche che possono avere un effetto discriminante.

Realizzare questi principi richiede un ripensamento di internet. Internet è stata creata mediante investimenti pubblici e l’accesso a internet dovrebbe essere un servizio pubblico, non controllato da imprese private. Il controllo di internet da parte del pubblico include internet sviluppata da comunità, internet municipale o persino la nazionalizzazione di internet. Le norme attuali che vietano la proprietà municipale devono essere revocate. Ventun stati prevengono o scoraggiano la costruzione di reti a banda larga pubbliche.

Se vi è un coinvolgimento dell’industria in internet, dovrebbero essere prevenuti i monopoli e le imprese dovrebbero essere disciplinate in modo tale che i principi dei diritti umani non siano violati. La speculazione su internet ha attualmente raggiunto dimensioni grottesche, con Tom Rutledge della Charter l’amministratore delegato più pagato, a 98,5 milioni di dollari nel 2016, e questo peggiorerà senza la neutralità della rete.

Conosciamo già i parametri di ciò di cui abbiamo bisogno. Jimmy Lee, un investitore e consulente di nuove aziende orientate al sociale, scrive: “un programma che guardi al futuro deve concentrarsi sull’espansione dell’accesso e della partecipazione digitale. Non possiamo costruire degli Stati Uniti più equi, o un futuro con maggiori opportunità e mobilità economica se grandi numeri di statunitensi sono bloccati dalla parte sbagliata della crescente divisione digitale”. Tutti hanno necessità di una via accessibile a fruire di internet ad alta velocità.

E’ ora di sviluppare un consenso nazionale su ciò che vogliamo sia internet nel ventunesimo secolo. Quali sono i principi o servizi chiave necessari? Commentate sulla nostra pagina Facebook e discutetene nelle vostre comunità, organizzazioni e spazi internet. Una volta sviluppato il consenso dobbiamo operare per renderlo realtà.

L’educatrice movimentista e autrice Rivera Sun descrive come internet sia onnipresente come lo era il sale durante il governo britannico dell’India. Quando Gandhi iniziò la marcia del sale per protestare contro il monopolio britannico del sale, nessuno si aspettava che avrebbe abbattuto l’impero britannico. La nostra lotta per il diritto umano all’accesso a internet potrebbe essere un boomerang cruciale in reazione all’estremismo del potere dell’industria e all’era Trump.

La campagna immediata per la neutralità della rete

Il movimento mobilitato per la neutralità della rete farà tutto il possibile in tribunale, al Congresso e nelle strade per assicurare che la decisione della FCC non permanga. L’esito presso la FCC non è stato una sorpresa poiché il presidente Pai ha fatto affermazioni false e inaccurate l’anno scorso contro la neutralità della rete. Ciò che costituisce una sorpresa è quanto sia diventato forte il movimento per l’uguaglianza di internet in reazione al suo estremismo.

Il compito del movimento consiste ora nel trasformare quell’energia in potere politico. Dobbiamo continuare a essere attivi, coinvolgere più persone e costruire il movimento di cui abbiamo bisogno per un’internet al servizio della gente.

Il voto di 3 contro due di questa settimana alla FCC è stato una rottura spettacolare con la storia dell’internet libera e aperta. Internet è sempre stata un vettore comune in cui le regole e le pratiche riguardo alla neutralità della rete sono sempre esistite e sono state protette da commissari di entrambi i partiti. L’ex presidente, Tom Wheeler, ha posto in essere nel 2015 norme che hanno codificato le pratiche di neutralità della rete e hanno dato alla FCC il potere di far valere tali norme.  Ajit Pai ha smantellato le regole del 2015 e ha abdicato all’autorità della FCC sui fornitori di servizi internet, aprendo la via a blocchi, strozzature, discriminazioni e speculazioni da parte delle maggiori compagnie telefoniche e via cavo della nazione.

Anche se Pai ha scherzato riguardo all’essere una pedina dei fornitori di servizi internet alla promozione di internet sponsorizzata dall’industria, le sue azioni dimostrano che si sta preparando per il suo prossimo lavoro anziché essere al servizio dell’interesse pubblico. L’ex presidente Tom Wheeler afferma che l’azione della FCC trasformerà internet in una televisione via cavo dicendo: “Fermatevi a pensarci: gli operatori via cavo scelgono quali canali ricevete. Gli operatori via cavo scelgono chi ammettono. Gli operatori via cavo si rivolgono a voi e dicono: ‘Oh, vuoi quello? Costerà un pochino di più’”.

Il primo campo di battaglia del popolo sarà la Legge sulla Revisione Congressionale, che consente al Congresso di approvare una risoluzione di disapprovazione e di rovesciare una decisione di un’agenzia federale. Il Congresso deve agire a maggioranza dei voti di entrambi le camere e deve farlo entro 60 giorni parlamentari, il che significa che probabilmente ci vorranno da quattro a sei mesi. Il compito del movimento consiste nel pretendere che i rappresentanti alla Camera e al Senato invertano la FCC. […]

Ora che un movimento è stato creato riguardo alla neutralità della rete, la campagna potenziata dal popolo deve definire che cosa vuole e combattere per ciò. Abbiamo il potere di assicurare che chiunque si candidi a una carica nel 2018 e nel 2020 sia schierato con la gente trattando internet come un diritto umano in forza del quale le persone hanno uguale accesso a servizi internet di alta qualità e basso costo. Proprio come abbiamo fatto nella nostra campagna per fermare il Partenariato Trans-Pacifico, che all’inizio pareva inarrestabile, dobbiamo assicurarci che chiunque si candidi a una carica sia schierato con il popolo riguardo a Internet.

Anche se entrambi i partiti ricevono una grande quantità di donazioni, ad esempio nel ciclo elettorale del 2016, l’industria delle telecomunicazioni ha donato pesantemente ai Democratici contribuendo una cifra record di 16,1 milioni di dollari alle loro campagne e offrendo 9,2 milioni di dollari ai Repubblicani, il potere popolare può superare il potere del denaro. Abbiamo visto nella mobilitazione riguardo alla FCC che milioni sono disposti ad agire. Inoltre milioni di piccole aziende saranno danneggiate dalla decisione della FCC.  Aziende di nuovo avviamento si sono espresse contro di essa, così come ha fatto gran parte della Silicon Valley e delle società tecnologiche. Il nostro movimento è vasto e include attivisti politici, aziende, amministrazioni locali, attori, musicisti e artisti nonché gruppi religiosi. Il movimento deve operare anche a livello locale sollecitando la banda larga municipale o anche comunità a creare un’internet propria. Dobbiamo rompere il controllo del monopolio regionale detenuto sull’accesso a internet da un pugno di società.

Un altro campo di battaglia immediato sarà nei tribunali. Quasi venti procuratori generali di stato hanno annunciato che citeranno la FCC per la sua decisione di revocare le norme sulla neutralità della rete del Titolo II e di impedire agli stati di assumere iniziative per proteggere la neutralità della rete. Free Press e altre organizzazioni non profit ricorreranno anch’esse in giudizio. Saranno presentati molti casi forti che sostengono che la FCC è stata arbitraria, volubile e che ha abusato della sua discrezionalità e ha violato la Legge sulle Procedure Amministrative, specialmente perché tante delle tesi sostenute dalla FCC erano carenti e inaccurate di fatto, costruite su bugie e hanno mostrato assenza di comprensione di internet. Un tema insolito probabilmente sarà il mancato rispetto del periodo del commento pubblico. Pai ha promesso di por fine alla neutralità della rete prima che iniziasse il periodo dei commenti, rendendolo una procedura fasulla, e la FCC non ha rimosso milioni di falsi commenti prodotti automaticamente. Pai ha rifiutato di collaborare con il procuratore generale di New York per indagare tali abusi.

Una delle prime decisioni che saranno richieste al tribunale è di impedire che la decisione della FCC entri in vigore. Una sentenza su un’ingiunzione preliminare, mai facile da ottenere, pare soddisfare i parametri legali in questo caso. Naturalmente molto dipenderà dalle inclinazioni del giudice assegnato al caso. Il contenzioso proseguirà per tutto il 2017 e nel 2018, ma il movimento non dovrebbe riporre tutte le sue speranze nelle cause giudiziarie. Dobbiamo continuare a costruire il movimento e fare di questo un problema politico che non possa essere ignorato.

Il popolo di internet ha un potere che non sarà ignorato

L’ex commissario della FCC Michael Copps ha scritto: “Ajit Pai e la sua maggioranza stanno voltando la schiena a milioni di statunitensi che hanno combattuto per anni per conquistare una forte neutralità della rete. Questo crudo corporativismo è Washington al suo peggio”. Sappiamo che se la gente continuerà a mobilitarsi e a pretendere giustizia su internet, allora Pai non avrà l’ultima parola.

Frances Moore Lappé e Adam Eichen hanno scritto che “la storia recente della neutralità della rete offre una storia incoraggiante del potere del popolo nel proteggere il principio democratico centrale della libera interazione e mostra che persino quando le cose appaiono brutte, la pressione della base ha la chiave per salvare internet come la conosciamo”.

Condividiamo il loro ottimismo. La reazione della gente alle minacce a internet è stata uniformemente potente. Ora dobbiamo togliere potere ai ghiribizzi politici di commissari nominati, assumere il controllo democratico di internet e definire l’internet che vogliamo per il nostro futuro e per le future generazioni. Ajit Pai può non rendersene ancora conto, ma il suo abuso di potere ha risvegliato un gigante internettiano.

Vi sollecitiamo a:

  1. Unirvi alla nostra campagna per Proteggere la Nostra Internet e restare informati su questo tema e sulle iniziative. Questa è una campagna pluriennale e abbiamo bisogno del vostro aiuto per costruirla.

  2. Ascoltare il nostro programma radiofonico Clearing The Fog Radio, il primo prodotto dal nostro nuovo studio Popular Resistance, che si concentrerà sulla neutralità della rete e sulla campagna per l’internet di cui abbiamo bisogno per il ventunesimo secolo.

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Da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

Fonte: Znetitaly

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