Ott 31 2011

Il papa attacca l’ateismo, l’UAAR replica: “la sua è cattiva coscienza”

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Durante il discorso pronunciato giovedì scorso ad Assisi nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, in occasione di un incontro interreligioso e pellegrinaggio di preghiera, Benedetto XVI, nonostante quattro non credenti presenti per il cosiddetto “Cortile dei Gentili” (a cui era stato invitato perfino il filosofo A. C. Grayling), ha colto l’occasione per attaccare gli atei dicendo, tra le altre cose, che “l’assenza di Dio porta al decadimento dell’uomo e dell’umanesimo”. Al tempo stesso il papa ha strizzato l’occhio agli agnostici definendoli come persone che non hanno “il dono del poter credere” e che “tolgono agli atei combattivi la loro falsa certezza”. L’UAAR ha diramato un comunicato stampa per sottolineare il chiaro tentativo di demonizzare l’incredulità, per ricordare al papa che in nome dell’ateismo non è stata mai combattuta alcuna guerra, che il nazismo non è certo frutto dell’ateismo e che i paesi con il maggior numero di atei sono anche quelli dove il tasso di criminalità è minore.

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Comunicato stampa UAAR

Doveva essere una giornata di riflessione e di dialogo: ma Benedetto XVI, che pure vi aveva invitato quattro non credenti, ha trasformato il meeting di Assisi nellʼennesimo attacco agli atei. “L’assenza di Dio”, ha sostenuto il pontefice, sarebbe causa di violenza e persino dei campi di concentramento, perché la negazione del divino “corrompe lʼuomo, lo priva di misure, gli fa perdere lʼumanità”. Per contro, lʼuso della violenza in nome della religione sarebbe soltanto “un utilizzo abusivo della fede cristiana”.

“Non è la prima volta che il papa si rivela ateofobo”, sostiene Raffaele Carcano, segretario UAAR. “Il suo attacco agli atei, e la pretesa di annettersi gli agnostici, sono il chiaro tentativo di demonizzare l’incredulità, che si va sempre più diffondendo nel mondo: come ammette lo stesso papa, evidentemente preoccupato”.

“A Benedetto XVI”, prosegue Carcano, “ricordiamo che in nome dell’ateismo non è stata mai combattuta alcuna guerra, e che i paesi con il maggior numero di atei sono anche quelli dove il tasso di criminalità è minore”. Quanto ai campi di concentramento, conclude Carcano, “essi sono il frutto del millenario antisemitismo cristiano. Adolf Hitler credeva in Dio, mentre gli atei erano fuorilegge durante il nazismo. Il motto della Wehrmacht era “Dio è con noi”: Ratzinger lo sa benissimo, avendo servito nell’esercito tedesco”.

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Ott 30 2011

Anonymous intende “distruggere Fox News”

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Anonymous: ricorda il cinque novembre

di Claudio Tamburrino

 

Un video che annuncia l’offensiva contro Fox News: sarebbe colpevole di aver screditato e manipolato i reportage sulla protesta OccupyWallStreet

Roma – Il gruppo di hacktivisti Anonymous intende “distruggere Fox News”, a loro detta colpevole di aver avuto un atteggiamento propagandistico atto a screditare la protesta OccupyWallStreet.

Ricorda ricorda il 5 novembre

Si tratterebbe di un’azione degna dell’icona di cui indossano la maschera durante le manifestazioni reali, nel giorno della sua festa, con la speranza di ottenere la stessa eco ottenuta da V. Per questo gli Anonymous avrebbero annunciato l’attacco contro l’emittente televisiva e altri giornalisti conservatori proprio per il prossimo cinque novembre: se bisogna combattere una guerra fatta di visibilità e il cui premio è l’opinione pubblica, allora bisogna pensare a come si può ottenere il massimo impatto.

Non conosco ragione per cui la congiura debba essere mai dimenticata

“Dal momento che loro non smetteranno di ridicolizzare i manifestanti, noi semplicemente li chiuderemo”, dice il video che annuncia l’operazione ribattezzata “Fox Hunt” (Caccia alla volpe). (leggi tutto)

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Fonte: Punto Informatico


Ott 30 2011

Finlandia: (Giustizia per gli Animali) – Attivisti sotto processo

Solidarietà a Karry e Saila! Contribuiamo a diffondere la notizia e, se possibile, doniamo qualcosa per la loro difesa in tribunale. (madu)

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In questi giorni alcuni membri dell’organizzazione Oikeutta Eläimille (Giustizia per gli Animali) stanno affrontando un processo molto difficile basato su accuse di diffamazione aggravata, per aver filmato diversi allevamenti di maiali in Finlandia nel 2009. 

10 allevamenti hanno chiesto danni per ‘maltrattamento psicologico’ (!) e perdita di profitto pari a 175.000 euro. Il processo è iniziato martedì 25 ottobre e gli attivisti rigettano tutte le accuse.

DI COSA STIAMO PARLANDO?

Nel 2009 l’organizzazione Oikeutta Eläimille (Giustizia per gli Animali) ha reso pubblica un’investigazione in 30 allevamenti di maiali. Video e foto sono stati mostrati su diversi media locali e nazionali tanto che l’iniziativa ha provocato un grosso dibattito su come i maiali vengono trattati negli allevamenti, scatenando dichiarazioni di condanna anche da parte di politici nazionali ed organizzazioni di vario genere.

Dopo due anni dopo non è accaduto nulla al riguardo e, al contrario, due attivisti (Karry Hedberg e Saila Kivelä) che pubblicamente avevano ammesso di aver filmato il materiale, sono stati accusati in maniera chiaramente pretestuosa. Durante le riprese nulla è stato danneggiato negli allevamenti filmati e gli stessi allevatori hanno ammesso pubblicamente di aver appreso di quanto accaduto solo dopo aver visto i filmati.
Non finisce qui, le due persone accusate devono rispondere anche di diffamazione aggravata per aver mostrato sul sito dell’organizzazione (www.oikeuttaelaimille.net) il collegamento al sito dell’investigazione (www.sikatehtaat.fi).

Possiamo immaginare cosa si nasconda dietro questo ‘processo-farsa’ in cui sostanzialmente viene criminalizzato chi ha esposto la tremenda verità sul trattamento di animali negli allevamenti investigati, lasciando chi sfrutta e uccide altri esseri senzienti apparentemente ‘senza colpe’ e legittimato da un sistema che evidentemente vuole difenderne l’esistenza.
Il processo è iniziato e verrà affrontato con tutte le carte possibili per difendersi da parte degli attivisti e dell’organizzazione stessa.

COSA PUOI FARE?

• Diffondi il più possibile questa notizia, il sito dell’organizzazione e il video dell’investigazione
• Per vedere e linkare i video nei 30 allevamenti: www.sikatehtaat.fi/sikalat
• Per vedere e diffondere immagini dell’investigazione: www.sikatehtaat.fi/media
• Se vuoi segnalare i video in cui vengono mostrato i problemi comuni in tutti gli allevamenti di maiali queste sono le traduzioni per ogni problema cliccando sulla seguente pagina www.sikatehtaat.fi/kampanja :
– vammat = ferite
– kuolleet siat = maiali morti
– hygienia = igiene
– tila = condizioni di vita
– käyttäytymishäiriöt = problemi comportamentali

• Per favore, è facilmente possibile immaginare dal punto di vista economico cosa comporta un processo del genere, considerate di donare qualcosa, quanto possibile, agli attivisti finlandesi.

Bank account:
IBAN FI32 5723 0220 4441 57
SWIFT/BIC OKOYFIHH

Name: Oikeutta Eläimille
Helsingin OP pankki OYJ
572302 Mikonkadun konttori
Mikonkatu 13
00100 Helsinki

VIDEO TRAILER DELL’INVESTIGAZIONE SOTTOTITOLATO IN INGLESE
CON GLI INTERVENTI DEGLI ATTIVISTI SOTTO PROCESSO

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