Daily Archives: 22/10/2011

NO TAV: “Faremo disobbedienza civile”

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di Mauro Ravarino

Chi voleva che il count-down in vista di domenica fosse un’escalation di tensioni ha avuto il ben servito. Non saranno certo i No Tav ad alimentarla. Gli interventi articolati, le mani alzate per un voto unanime e il coro liberatorio finale con il motto «Sarà düra» sono il ritratto di un’assemblea intensa, che giovedì sera a Villar Dora si è espressa favorevolmente rispetto alla proposta del coordinamento dei comitati. Sarà una giornata di disobbedienza civile a volto scoperto e a mani nude (senza oggetti contundenti, solo tronchesine per tagliare «le reti illegittime del non cantiere»). Avrà regole precise e condivise: «Nessuno dovrà accettare lo scontro. Nessuno di noi – ha spiegato Alberto Perino – può permettere che accada il minimo incidente. Ci stiamo giocando una grossa fetta del patrimonio di oltre vent’anni di battaglie».
La zona vicino al sito della Maddalena, strade e sentieri, è off-limits già da questa mattina, secondo l’ordinanza del prefetto di Torino Alberto Di Pace. Ma la Valle – sfibrata dall’isteria politico-mediatica e dagli allarmi del ministro Maroni, che alla vigilia del 30 luglio disse che sarebbe scappato il morto quando poi non successe nulla – è pronta a «Diamoci un taglio». L’appuntamento è alle 10.30 di domenica a Giaglione.        (leggi tutto)

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Fonte: il Manifesto

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Se ucciso dopo la cattura, la morte di Gheddafi è un crimine di guerra. Necessaria un’inchiesta

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Amnesty International ha chiesto alle nuove autorità libiche di garantire lo svolgimento di un’inchiesta completa, indipendente e imparziale sulle circostanze della morte del colonnello Muammar Gheddafi. L’organizzazione per i diritti umani ha dichiarato che, se Gheddafi è stato deliberatamente ucciso una volta catturato, si tratterebbe di un crimine di guerra, i cui responsabili dovrebbero rispondere di fronte alla giustizia.

Indagare se si è trattato di un crimine di guerra può essere un atto impopolare. Tuttavia, il Consiglio nazionale di transizione è chiamato ad applicare i medesimi standard a ogni persona, anche a chi ha sistematicamente negato giustizia ad altri” – ha affermato Claudio Cordone di Amnesty International, aggiungendo che “se il Consiglio nazionale di transizione non avrà la volontà o la capacità di svolgere un’indagine imparziale e indipendente, questa dovrà essere condotta da organi internazionali delle Nazioni Unite o dalla Corte penale internazionale“.

21 ottobre 2011

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