Giu 29 2011

Freedom Flotilla: Gaza, stiamo arrivando Nonostante le pressioni e le minacce di violenza, la flotilla salperà

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Atene 27 giugno – la nave francese Dignità / Karama, è salpata dal porto di Ile Rousse in Corsica, Francia, per incontrarsi con almeno altre 9 navi alla volta di Gaza per sfidare il blocco illegale di Israele. I tentativi migliori di Israele per bloccare le nostre navi in porto, compresa la pressione sui governi, le minacce contro le compagnie di assicurazione e comunicazione, l’intimidazione nei confronti di coloro che difendono i diritti umani, le vani azioni legali e le altre tattiche nascoste, sono finora fallite.

La Freedom Flotilla è partita.

Nei prossimi giorni il resto della flotilla, due navi cargo e sette navi passeggeri salperanno dai vari porti per incontrarsi in un punto in acque internazionali da cui le navi partiranno tutte insieme alla volta di Gaza.
Noi porteremo circa 3.000 tonnellate di aiuti e centinaia di civili da dozzine di paesi, compresi membri dei diversi parlamenti, politici, scrittori, artisti, giornalisti e figure dello sport, rappresentanti del popolo e diversi gruppi religiosi.
Sfortunatamente alcune delle nostre navi stanno subendo ritardi dovuti certamente alle false rimostranze da parte del Centro Legale israeliano, ai tentativi di sabotaggio di alcune navi, agli ostacoli amministrativi creati dal governo greco a seguito della pressione di Israele.
Noi richiamiamo il governo greco a non diventare complice nelle azioni illegali di Israele soccombendo alle sue pressioni ma a unirsi alla Francia non opponendosi alla flotilla.
Non ci sono dubbi che la chiusura quasi ermetica della Striscia di Gaza sia illegale. Ciò è stato affermato più e più volte dalle diverse organizzazioni per la difesa dei diritti umani comprese le Nazioni Unite e i Comitati Internazionali della Croce Rossa. Spinto dall’impegno della flotilla, il consenso internazionale è stato inequivocabile nella richiesta di porre fine all’assedio. Non ci sono dubbi sul fatto che la politica di chiusura di Israele ha avuto effetti devastanti sulla popolazione di Gaza sotto occupazione israeliana. Ciò è stato oltremodo documentato.
L’unica domanda è: perché la comunità internazionale consente ad Israele di continuare a violare la legge ed i diritti del popolo palestinese con impunità?
I recenti passi fatti da Israele a causa delle preoccupazioni sollevate in pubblico dall’iniziativa della Freedom Flotilla – Stay Human, incluso l’annuncio della settimana scorsa relativo all’autorizzazione per materiali da costruzione per 1200 case e 18 scuole in Gaza, dimostra che la flotilla funziona.
Tuttavia, ciò non è abbastanza, dato che il nostro impegno non è rivolto semplicemente all’incremento degli aiuti umanitari per Gaza ma è soprattutto teso alla libertà del popolo palestinese in Gaza e per il resto dei Territori Occupati.
Le richieste di alcuni leader mondiali rivolti agli organizzatori della freedom flotilla di usare canali prestabiliti allo scopo di inviare aiuti umanitari a Gaza mostra una fondamentale disattenzione per i diritti umani palestinesi.
Il popolo palestinese non vuole aiuti umanitari dalla comunità internazionale; ma chiede la liberazione, richiesta che noi dobbiamo sostenere.
Noi salperemo a dispetto di intimidazioni, pressioni, minacce di violenza da parte del governo di Israele che non si vergogna di vantarsi dichiarando che userà cecchini e cani contro civili indifesi.
Siamo parte di un movimento in crescita organizzato dalla Società Civile Palestinese che dimostra per i suoi diritti, diritti che le tattiche del potente esercito israeliano non può fermare.
Noi facciamo appello ai nostri governi di fare tutto il possibile per proteggere i suoi cittadini che sono disarmati e senza protezione alcuna in difesa della loro libertà, dei diritti umani e della legge.
Gaza stiamo arrivando.

27 giugno 2011

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Freedom Flottila Italia

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Giu 26 2011

La cultura è di tutti, non di una sola persona.

C’è un equivoco: la cultura è di tutti, non di una sola persona. Il diritto d’autore è pensato per preservare gli interessi collettivi, non per fare felici i singoli autori. Ricordarlo non fa mai male.

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Corrado Calabrò presidente AGCOM

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Contrappunti/ Un’idea è per sempre

di M. Mantellini

Il Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabrò ha presentato nei giorni scorsi la sua relazione annuale. In questo testo Calabrò, che vanta una laurea in giurisprudenza e una lunga carriera prima alla Corte dei Conti poi al Consiglio di Stato, fra molte altre cose, accenna alla annosa questione del diritto d’autore su Internet e lo fa pronunciando la seguente frase:

Il diritto alla libera circolazione del pensiero nelle nuove forme della tecnologia è indubbiamente un principio fondamentale per la società d’oggi ma non può e non deve strangolare il diritto di proprietà delle opere dell’ingegno. I due diritti devono trovare un modus (con)vivendi.

Sembra una frase banale ma non lo è. Così, a questo punto, per i lettori intanto, ma anche per il Presidente dell’Agcom, si impone un modestissimo ripasso storico sulle nozioni base del diritto d’autore. Che è una elegante e bella idea, vecchia di oltre trecento anni, la cui essenza è fino ad oggi rimasta sostanzialmente invariata. Provo a riassumerla in poche parole: il diritto d’autore nasce e si sviluppa come un diritto temporaneo (nella sua prima estensione nell’Inghilterra settecentesca durava 14 anni) periodo nel quale l’autore può, se lo ritiene, vantare diritti economici sulle proprie creazioni. Ci si affranca da sfruttatori e mecenati in questa maniera, venendo direttamente retribuiti dal proprio pubblico per quanto il proprio talento ha saputo creare.

Scaduto questo intervallo temporale, che nel frattempo il legislatore ha più e più volte allungato (oggi la copertura delle opere dell’ingegno da noi dura qualcosa come 70 anni dalla morte dell’autore, mentre negli Stati Uniti, nella seconda metà del secolo scorso, come ci ricorda Lawrence Lessig, il periodo di protezione delle opere è stato esteso per ben 11 volte) l’opera dell’ingegno, qualsiasi essa sia, torna al suo naturale proprietario che è la collettività. Se esiste “un proprietario delle opere dell’ingegno” per usare le sfortunate parole di Calabrò, questi non è l’autore ma il fruitore dell’opera stessa. (leggi tutto)

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Fonte: PuntoInformatico

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Giu 24 2011

Nonviolenza – Il potere del popolo

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14/06/2011 Di Erica Chenoweth

Il 25 gennaio 2011, sono scoppiate dimostrazioni di massa in Egitto, al grido di: “Ne abbiamo abbastanza!” e “Svegliatevi, svegliati, figlio del mio paese. Venite Egiziani!” Sebbene ci fossero violenti giri di vite alle manifestazioni, da parte del governo egiziano la maggioranza schiacciante dell’attivismo protestatorio era non violento. Diciotto giorni dopo, il presidente Mubarak, un dittatore che era stato al potere per 30 anni, si è dimesso.

 

In dieci giorni del XXI secolo, rivoluzioni riuscite in nome del “potere del popolo” in Tunisia, Egitto, Libano, Georgia, Ucraina, Nepal e le Maldive hanno costretto a importanti cambiamenti i poteri  radicati puntando sulla resistenza “civile”, un metodo di resistenza nel quale i civili ritirano la loro collaborazione ai regimi oppressivi, spesso usando varie azioni: scioperi, boicottaggi, sit-in, assenze dal lavoro, e altri atti di disobbedienza civile.

 

La resistenza civile non è sempre uguale alla “non violenza” – una pratica che spesso evoca immagini di Gandhi come suo principale sostenitore. Il metodo scelto da Gandhi di usare la resistenza di civile di massa per opporsi al dominio britannico nel subcontinente asiatico meridionale aveva una forte dimensione morale – è una          avversione di principio verso l’uso della violenza. La storia della resistenza civile, però, rivela che molta gente ha contato sulla resistenza civile non per ragioni  morali, ma perché pensavano che sarebbe stata un’alternativa efficace alla violenza per raggiungere i loro scopi.

 

Per scoprire se la resistenza civile è generalmente un’opzione più efficace rispetto alla resistenza violenta, tra il 2006 e il 2008 ho raccolto dati da libri, enciclopedie, notiziari, archivi, insiemi di dati e riviste accademiche Per costituire un nuovo base di dati delle campagne di resistenza di massa non violenta che comportavano richieste di cambiamento di regime o di indipendenza territoriale. Ho guardato dove e quando nascevano queste campagne, alle caratteristiche dei personaggi a cui si opponevano e se esse avevano esito positivo o fallivano. Ho poi paragonato questi      risultati con i dati sui tassi di successo delle proteste violente.

 

I risultati sono stati sorprendenti. Su 323 importanti insurrezioni e movimenti di massa non violenti che si sono verificati dal 1900 al 2006, le campagne non violente erano state due volte più efficaci rispetto alle insurrezioni violente, con esito positivo il 55% delle volte. In effetti, le azioni di massa non violente che hanno avuto esito positivo, si sono verificate in nazioni molto diverse tra loro come: Serbia, Polonia, Madagascar, Sud Africa, Cile, Venezuela, Georgia, Ucraina, Libano e Nepal. (leggi tutto)

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Fonte: Znetitaly

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Giu 23 2011

Occhio all’8 per mille!

Dichiarazione dei Redditi. Campagna informativa sull’8 per mille.

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Fonte: UAAR

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Giu 21 2011

Napoli: sosteniamo la Freedom Flotilla II

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Presidio permanente per sostenere la Freedom Flottilla II

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IL 27 -28 – 29 GIUGNO DALLE 17 IN POI A PIAZZA DEL GESU’:

FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE CONTRO L’ASSEDIO DI GAZA!

SUPPORTIAMO LA FLOTTILLA!

CON LA PALESTINA NEL CUORE!

A breve partirà la Freedom Flotilla II, che tenterà, esattamente come l’anno scorso, di rompere il criminale blocco che Israele pratica ormai da 5 anni contro la Striscia di Gaza. Si tratta di navi organizzate in diversi stati dai movimenti di solidarietà col popolo palestinese, che cercheranno di portare aiuti umanitari alla popolazione e di internazionalizzare la questione arabo-israeliana, portando all’attenzione di tutti i crimini che lo stato israeliano continua a commettere impunemente contro la popolazione palestinese.

Per seguire la Freedom Flotilla, come Coordinamento Campano di Solidarietà con la Palestina abbiamo organizzato una tre giorni in cui saremo a Piazza del Gesù con gazebo, mostre e materiali di controinformazione per mostrare il vero volto del sionismo e, al contempo, la dignità di un popolo – quello palestinese – che continua a resistere da più di 60 anni con grande determinazione alla potenza occupante.

Puntare il nostro sguardo sulla Palestina si fa ancor più importante in un momento in cui, malgrado le minacce israeliane di un uso della forza contro gli attivisti della Freedom Flotilla (ricordiamo che l’anno scorso i militari di Tel Aviv ne hanno uccisi addirittura 9), l’intera vicenda rischia di essere coperta dal velo di silenzio organizzato dai nostri mass media.

Anche per questo crediamo che sia importante la partecipazione attiva di tutte e tutti per la riuscita delle giornate del 27, 28 e 29 giugno. Chiediamo a chiunque abbia a cuore la causa del popolo palestinese di essere con noi in piazza in quelle giornate, di aiutarci a costruirle ed organizzarle e di farsi portavoce in prima persona della lotta per il diritto all’autodeterminazione di un intero popolo.

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Approfondimento

Freedom Flottilla Italia

Freedom Flottilla II. comunicato stampa

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