Giu 25 2009

Federico Aldrovandi: 4 anni dopo

Lentamente, molto lentamente la giustizia sembra fare il suo corso. Attendiamo il verdetto.  (madu)

 

 ALDRO, 4 ANNI DOPO

 

 

Fonte: Indymedia Italia     (imc italy , 21.06.2009 19:19)

 

Dopo quasi 4 anni dalla morte di Federico Aldrovandi, il 30 giugno
arriverà la sentenza per i 4 agenti PS imputati per omicidio colposo.
Sono serviti 2 anni di processo, 26 udienze, le dimissioni di un pm
ed il trasferimento del questore di Ferrara, Elio Graziani, che aveva
compromesso l’immagine della polizia a Ferrara con una condotta tesa ad
insabbiare la morte di Aldro, questore, un’altra indagine parallela nei
confronti della questura ferrarese per depistaggio, per formulare l’accusa di "omicidio colposo".
Per
l’accusa Federico è morto a causa delle percosse subite (tra cui
diversi traumi gravi e probabilmente mortali a livello cardiaco) e
della posizione, ammanettato con la faccia a terra, fattagli assumere
dai poliziotti, che ignorarono le sue richieste di aiuto continuando a
colpirlo mentre era già inerme. Queste circostanze sono confermate,
oltre che dalle diverse perizie autoptiche, che escludono per l’altro la droga come causa del decesso, sopratutto nelle perizie fatte dopo gli esami tossicologici, [foto], da diversi testimoni, in particolare da una donna,
che dal suo balcone ha visto gli agenti accanirsi contro Federico e
dalle registrazioni delle conversazioni radio tra autopattuglie e
questura, rimaste a lungo chiuse in una cassaforte al pari di diversi
tamponi del sangue di Federico, rimasti per oltre due anni chiusi
dentro un frigo della scientifica. La linea difensiva dei quattro
imputati, tutti attualmente in servizio, sia con incarichi
amministrativi che di pattuglia, invece continua a puntare sulla
vecchia, e oramai falsificata, versione: Federico, in preda a raptus
violenti dovuti alle droghe, avrebbe dato in escandescenze in strada,
cagionando, così, l’intervento della PS che, una volta giunta con due
pattuglie, sarebbe stata aggredita dallo stesso Aldro, il quale poi
sarebbe collassato senza più riprendersi durante la collutazione. Ma
oramai l’evidenza è venuta a galla: Aldro è stato ucciso per strada da
quattro poliziotti intervenuti in base a non si sa quali fatti e che si
sono sentiti legittimati ad aggredire e a pestare a morte un
diciottenne. Le richieste dei pm

 

 

Dal blog di Aldro  (Lunedì 2 gennaio 2006) :

Scrivo la storia di quello che è successo a Federico, mio figlio.

 


Giu 23 2009

Il dolore degli iraniani

 

 

Fonte: PeaceReporter   21/06/2009

 

Il dolore degli Iraniani

Lettera aperta di un’iraniana  al suo popolo ed all’Occidente

Tutto e’ nero.Tutto ha perso il significato. Anche la lotta virtuale su
internet. Su Facebook vedi tutti gli utenti con la stessa foto con i
nomi cambiati. Non riconosci più gli amici.

Ti dicono di fare la stessa cosa. Ti dicono che gli studenti che in
Italia hanno partecipato alle manifestazioni al rientro in Iran sono
stati arrestati o si sono visti ritirare il passaporto. "Non tornare in
Iran", ti dicono e tu senti un vuoto nel cuore. Fino a poche settimane
fa ti sentivi soffocata perche’ avevi paura di dire quello che pensavi.
Oggi tremi nella prigione dell’angoscia di non poter piu’ tornare nel
tuo Iran. Pensi agli occhi della ragazza pochi secondi prima della sua
morte, li ha visti tutto il mondo. Sta morendo e le dicono "non aver
paura" e muore. Non so se ha avuto paura. Non avevo visto morire
nessuno. In lei ho visto morire il mio Paese. Nei suoi occhi che si
perdevano nel nulla ho visto morire l’umanità. Ebbene ti dici che non
hai niente da perdere. Tanto ormai abbiamo perso tutti. Siamo dei
grandi perdenti.

Abbiamo perso il nostro Iran. Ha perso la democrazia, cosi’ come hanno
perso i nuovi amici occidentali dell’Hitler iraniano. Anzi. Qua
dobbiamo parlare di tanti Hitler. Stringetevi la mano e fate un
brindisi con l’Occidente adesso che l’Iran non esiste piu’. Il nostro
grido soffocato verra’ forse ricordato dalla storia.
Il nemico e’
nostrano. Segue le orme d’Israele. Le folle disperate degli iraniani
intorno ai cadaveri morti mi ricordano i palestinesi. Quasi la stessa
disperazione, ma la stessa identica angoscia, perche’ l’Iran e’ ormai
occupato.
Noi abbiamo votato, loro ci hanno ucciso e l’Occidente
ha taciuto. Voi fate brindisi alla vostra vittoria. Noi piangeremo la
nostra rovina. (leggi tutto)

 


Giu 23 2009

Simpson: Lisa la vegetariana

L’unico punto fermo nella serie della famiglia Simpson.  (madu)

 

Fonte: Cube Park

 

LISA  LA  VEGETARIANA

 Dopo una visita al villaggio delle fiabe e l’incontro a quattr’occhi
con un agnellino, Lisa non riesce più a mangiare carne e diventa quindi
vegetariana. Il resto della famiglia la deride per questa sua scelta
(il balletto “niente amici con l’insalata” è una Gag strappalacrime),
per non parlare dell’impatto che Lisa avrà con le istituzioni
scolastiche. Il barbecue organizzato da Homer scatenerà le ire della
figlia che arriverà al punto di buttare via la portata principale. Lisa
troverà conforto all’interno del Jet Market, dove incontrerà altri 3
vegetariani: Apu, Paul e Linda McCartney. Questo episodio è un classico
dei Simpson, uno fra i più belli. Viene affrontata una tematica
piuttosto importante in modo altamente professionale, allo stesso tempo
però non mancano scene e battute esilaranti. Nel 1995 – anno in cui è
stato mandato in onda per la prima volta questo episodio- esistevano
già milioni di vegetariani nel mondo, eppure questo argomento
difficilmente veniva trattato in TV . Non si parla quasi mai delle
difficoltà che i vegetariani affrontano quotidianamente. La reazione
della gente (in famiglia, a scuola, etc) nei confronti di Lisa e della
sua scelta rappresenta molto bene questo aspetto. Lisa inizia a
guardare tutto sotto un’altra prospettiva e le maggiori difficoltà le
dovrà affrontare a scuola. Quando esprimerà una propria opinione in
contrasto con le direttive della maestra e della chef viene lanciato un
“allarme pensiero indipendente”. Per confutare il pensiero di Lisa
verrà proiettato un filmato didattico in cui Troy McClure spiega perché
è giusto mangiare carne. La reazione dei compagni di Lisa dopo aver
visto il filmato (“Bisogna essere deficienti a fare tutte le domande
sulla carne”) dimostra come i sentimenti e la mente dei bambini sono
facilmente manipolate da pubblicità e propaganda. Proprio quando Lisa è
ormai rassegnata ad abbandonare la dieta vegetariana, arriverà in suo
soccorso Apu con un hot dog vegetariano.             (leggi tutto)

 


Giu 20 2009

Napoli: Drake International Film Festival (DIFF)

 

 

A Napoli la Terza Edizione del Drake Film Festival

 

Dopo il successo delle prime due edizioni il Drake International Film
Festival ricomincia da …tre!, scegliendo il mare di Napoli e puntando i
riflettori sul Golfo più famoso del mondo con la nuova edizione della
rassegna che si svolgerà dal 20 al 27 giugno 2009 negli spazi
dell’Arenile di Bagnoli, noto villaggio su spiaggia attrezzato per
cinema, concerti, attività di svago e culturali.
 
Il Festival,
tra i più interessanti in fatto di nuove cinematografie, farà tappa a
Napoli per promuovere e diffondere il cinema nelle sue forme più
innovative e porre in evidenza le potenzialità del cinema giovane e
indipendente. Quattro splendide location tutte scelte nel territorio
dei Campi Flegrei (oltre all’Arenile di Bagnoli, proiezioni, incontri,
mostre ed altre iniziative avranno luogo presso le Antiche Terme di
Agnano, il Cineteatro La Perla, Le Fattorie Albatros di Quarto) per 24
pellicole e tanti artisti dello star system internazionale.

 

Vai al programma

 

INFO: Arenile Reload: Via Coroglio, 14 B – Bagnoli (NA)

Mezzi pubblici da Napoli: Autobus: C9, C10, 401(notturna) |
Metro: Linea 2 |
Cumana: Linea Montesanto – Torregaveta |

Infoline: 393 33 50 355

 

 

 


Giu 20 2009

Ivan Della Mea: Nessuno ti fa morto

Quando la lotta è di tutti per tutti, / il tuo padrone, vedrai, cederà;
/ se invece vince è perchè i crumiri / gli dan la forza che lui non ha 
   (Ivan Della Mea, O cara moglie


 

Fonte: il manifesto

NESSUNO TI FA MORTO

di Luca Fazio

17 giugno 2009

La sinistra che non si ritrova più ha salutato per l’ultima volta Ivan Della Mea. Ieri a Milano.

Probabilmente non la voleva così, proprio lì, tutta per lui, o forse
sì, tanto gli dispiaceva la sinistra unita che ormai non c’è più. Tutta
attorno a una bara, come nelle foto in bianco e nero dei funerali
politici di una volta, senza fiato per il caldo, per il dolore e per i
ricordi che affiorano. Proprio la sua bara, avvolta da fiori non solo
rossi e da una bandiera tutta rossa, accompagnata da una arcobaleno e
corretta da un’altra tutta nera come gli anarchici (era un
anarcomunista, o un comunarchico, per non fare torto a nessuno).
Avrebbe
dovuto raccontarlo lui il suo funerale, per restituire all’evento
qualche nota vitale di sana incazzatura, pura poetica in dialetto
milanese. Ivan Della Mea aveva appena scritto del funerale di un suo
amico, il Ricca, un giocatore di carte, e lo aveva fatto per il
manifesto pochi giorni fa, il suo ultimo pezzo per noi. Era un’altra
bara all’Arci Corvetto, che ancora oggi è il suo rifugio, anche se
ultimamente lo scriveva imperfetto, «l’Arcicorvettocheincormistava, ora
mi sta un po’ meno frequentato com’è da una maggioranza di berluscazzi
e leghisti». Non è vero, un po’ esagerava, ma Della Mea non era certo
uno che le mandava a dire, soprattutto agli amici. Al funerale di
Ricca, alla fine, qualcuno alzò il pugno. «Epperò quel pugno alzato nel
saluto – scrisse Ivan – un significato deve avercelo. Ce l’ha: quando
muore un comunista».
Mille persone ieri mattina hanno alzato il
pugno chiuso, c’era tutta la sinistra istituzionale milanese (compresa
la più o meno sinistra) e quella che una volta si sarebbe detta
«antagonista», anche se gli anni passano per tutti. Hanno ascoltato le
sue musiche. Hanno cantato e si sono stretti intorno a lui e ai suoi
familiari (la compagna Clara , i due figli) come non sono più abituati
a fare, in un salone spoglio addobbato con le bandiere partigiane e
della Camera del Lavoro. «Ho rivisto collezionisti di sconfitte», ha
scritto senza cattiveria un bravo giornalista solo per dire che le
belle persone rimangono tali anche se perdenti, perché continuano a
riconoscere dove stanno lo sfruttamento e l’ingiustizia.
I suoi
amici più cari hanno preso anche la parola, come aveva chiesto Ivan,
che era malato da tempo, solo per ricordarlo con misura e senza
strafare. Giovanna Marini, commossa, lo ha ricordato per dire delle sue
ultime richieste, «se muoio, non mi fare un commento funebre e
soprattutto non mi cantare». Se qualcuno ti fa morto, cantava Della Mea, è perché non credono più alle tue idee.   (leggi tutto)