Apr 25 2019

Conoscere il Movimento “Extinction Rebellion” ed il suo Appello

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Extinction Rebellion (abbreviato in XR) è un movimento socio-politico non violento per evitare i cambiamenti climatici, fermare la perdita di biodiversità e minimizzare il rischio di estinzione umana e il collasso ecologico.

Extinction Rebellion, che trae ispirazione dai movimenti di base come Occupy, il movimento indipendentista di Gandhi, le Suffragette e Martin Luther King, è stata fondata nel Regno Unito nel maggio 2018 con circa un centinaio di accademici che hanno firmato un invito all’azione nell’ottobre 2018 e lanciato alla fine di ottobre da Roger Hallam, Gail Bradbrook, Simon Bramwell e altri attivisti del gruppo della campagna Rising Up!. Nel novembre 2018, il movimento ha effettuato varie proteste a Londra, New York, Stoccolma, Dublino, Cork, Galway, Belfast, Copenaghen, Berlino e Madrid. Il movimento è insolito in quanto un gran numero di attivisti si sono impegnati ad essere arrestati e andare in prigione, usando le stesse modalità di protesta del Comitato dei 100 nel 1961.” (Wikipedia)

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APPELLO XR

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UNISCITI A NOI

 

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DICHIARAZIONE DI RIBELLIONE

Amare la verità in nome della verità è l’elemento principale della perfezione umana in questo mondo, e il seme di tutte le altre virtù. (John Locke)

Consideriamo verità quanto segue:

Stiamo affrontando la nostra ora più buia.

L’umanità è minacciata da un evento senza precedenti nella storia. Se non affrontiamo immediatamente la situazione, saremo catapultati nella ulteriore distruzione di tutto ciò che ci sta a cuore: questa nazione, i popoli che la abitano, gli ecosistemi in cui viviamo e il futuro delle generazioni a venire.

Il messaggio degli scienziati è chiaro: siamo nel corso della sesta estinzione di massa e in mancanza di un’azione rapida e determinata ci troveremo di fronte alla catastrofe.

Ovunque nel mondo stiamo assistendo all’annientamento della biodiversità. I mari sono avvelenati, la loro acidità è in aumento e così anche l’innalzamento delle acque. Le inondazioni e la desertificazione renderanno inabitabili ampie zone di terraferma, causando migrazioni di massa.

La nostra aria è così tossica che gli stati infrangono le loro stesse leggi. Quest’aria fa male ai bambini ancor prima della loro nascita e provoca la morte di decine di migliaia di persone. Il drastico squilibrio del clima è già sotto i nostri occhi. Ci saranno altri incendi, tempeste anomale imprevedibili, un aumento incalcolabile di carestie e siccità senza precedenti che porteranno all’esaurimento delle scorte alimentari e di acqua potabile.

Nessun essere dotato di ragione, coscienza etica, preoccupazioni morali o credenze spirituali può continuare a ignorare, negare o lasciare senza risposta la crisi ecologica che sta colpendo ogni singola nazione e il pianeta nel suo insieme, con la sua fauna selvatica.

Richiamandoci a questi valori, e guardando alla verità indicata da prove scientifiche schiaccianti, dichiariamo che è nostro dovere agire in nome della sicurezza e del benessere dei nostri figli, delle nostre comunità e del futuro stesso del pianeta.

Secondo coscienza e ragione, dichiariamo di ribellarci al nostro governo e alle istituzioni corrotte e inette che minacciano il nostro futuro.

La deliberata complicità del nostro governo ha incrinato le basi della democrazia, relegando ai margini l’interesse comune a favore di un guadagno a breve termine e del profitto privato.

Quando il governo e la legge non forniscono garanzia alcuna di una protezione adeguata e non sono in grado di assicurare il benessere del popolo e il futuro della nazione, diventa un diritto dei cittadini chiedere una riparazione, in vista del ripristino di una piena democrazia e affinché siano adottate le soluzioni necessarie per evitare la catastrofe e proteggere il futuro.

Ribellarsi diventa non solo un diritto, ma anche un sacrosanto dovere.

Con la presente dichiariamo nullo il contratto sociale, che il governo ha invalidato con la sua prolungata inadempienza. E ci rivolgiamo alla coscienza di ciascuno per sollevarsi pacificamente insieme a noi.

Chiediamo con fermezza di essere ascoltati, di trovare soluzioni ragionate alla crisi ecologica e di creare un’assemblea nazionale di cittadini che si faccia carico di avviare il processo necessario a fermare l’avanzata del cataclisma in corso.

Ci rifiutiamo di lasciare in eredità alle generazioni future con la nostra inazione un pianeta morente.

Agiamo in pace, con un amore profondo per queste terre.

Agiamo in nome della vita.

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UNISCITI A NOI

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Fonte: Extinction Rebellion

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Apr 12 2016

Parigi – Appello della Nuit Debout per una Rivoluzione Europea

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Questo movimento non è nato né morirà a Parigi. Organizzate la vostra #Nuit Debout

Dal 31 marzo ci siamo trasferiti nella Place de la République di Parigi e in altre numerose piazze francesi.

Inizialmente la nostra mobilitazione si poneva come obiettivo la protesta contro la riforma del lavoro. Questa riforma non è un caso isolato: inscritta nella lista delle misure d’austerità subita dai nostri vicini europei, avrà gli stessi effetti del Jobs Act italiano o della riforma del lavoro spagnola: l’aumento dei licenziamenti, della precarietà, della diseguaglianza sociale e il rafforzamento degli interessi privati. Ci rifiutiamo di subire questa strategia d’attacco imposta, come è noto, in un contesto liberticida di Stato d’Urgenza.

I dibattiti che animano le assemblee di Place de la République dimostrano che l’esasperazione attuale va ben al di là della riforma del lavoro e si estende fino a mettere in discussione un sistema sociale e politico in crisi e all’ultimo stadio. Non saremo noi che piangeremo la sua fine.

Questo movimento non è nato né morirà a Parigi. Dalle primavere arabe ai movimenti del 15M, da Piazza Tahrir al Parco di Gezi, Place de la République e i numerosi altri luoghi occupati stasera in Francia, sono il riflesso della stessa rabbia, delle stesse speranze e della stessa convinzione: la necessità di una nuova società dove democrazia, dignità e libertà non siano parole vuote.

Le testimonianze di sostegno che riceviamo dall’estero ci scaldano il cuore e rafforzano la nostra determinazione. Questo movimento è anche il vostro. Non ha limiti né frontiere ed appartiene a tutti quelli che vogliano esserne parte. Siamo migliaia, possiamo essere milioni, insieme, in piedi e attivi. Solleviamoci insieme.

Il #40 marzo organizzate la vostra #NuitDebout

Contatti: nuitdeboutpresse@riseup.net

@NuitDebout
Facebook: https://www.facebook.com/NuitDebout/
Tumblr: https://nuitdebout.tumblr.com/

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Ott 10 2015

Iraq – Gruppo “Real Sciences”: giovani coraggiosi promuovono pensiero scientifico razionale

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I giovani iracheni che promuovono il darwinismo e il razionalismo per salvare l’Iraq

di Marwan Jabbar

Uno dei gruppi popolari di base  più insoliti oggi in Iraq è Real Sciences (Scienze reali). Sono giovani iracheni che traducono articoli scientifici in arabo, nella convinzione che un po’ più di queste cose potrebbe combattere la  violenza.

In mezzo ai conflitti che Baghdad in particolare, e l’Iraq in generale, hanno sofferto nel corso degli anni, sono sorti molti movimenti di base che propugnano un cambiamento sociale positivo. Sia che si tratti  di campagne di aiuto o di movimenti che fanno pressione per certi diritti, resta difficile misurare il loro impatto. Quello di cui si può essere sicuri, però, è che l’attivismo e il propugnare una società civile liberale sono in corso in Iraq – e anche in alcuni modi creativi.

Tutto questo potrebbe sembrare innocuo, ma in Iraq promuovere il pensiero scientifico razionale può essere un passatempo pericoloso.

Uno dei gruppi più speciali di questa categoria è costituito da giovani uomini e donne che sono accaniti promotori della scienza come parziale risposta ai conflitti della loro comunità divisa in sette religiose. Il gruppo si chiama Real Sciences e lavora insieme con un altro gruppo associato che si chiama Progetto iracheno di traduzione (Iraqi Translation Project). Entrambi i gruppi hanno i loro siti web e hanno anche pagine su Facebook molto popolari  che vantano oltre 130.000 “mi piace” in tutto, ricevuti dai loro sostenitori – e pubblicano regolarmente traduzioni di articoli scientifici famosi, su ogni argomento: dal perché agli esseri umani piace correre agli scopi per i quali gli uomini delle caverne usavano l’udito, e, molto di recente, all’apparente presenza di corsi d’acqua sul pianeta Marte.

Tutto questo può sembrare innocuo agli occidentali, ma in Iraq promuovere il pensiero scientifico razionale, o anche incoraggiare punti di vista diversi sulla teoria evolutiva,  può essere un passatempo pericoloso.

Hayan al-Khayat, un giovane di 25 anni laureato in legge che ha un suo personale programma televisivo, dove invita degli esperti per chiarire quesiti legali comuni riguardanti il divorzio e la legge per la compagnia e per i media, è uno dei fondatori del gruppo Real Sciences e suo membro fondamentale. Di recente ha pubblicato un libro: Science For All [La scienza per tutti]. Il titolo è un omaggio al programma della TV degli anni ’80 che aveva lo stesso nome e che è stato un successo così grande in Iraq. La prima edizione è sparita dalle librerie locali in tre mesi e la richiesta rimane alta. Il libro è una raccolta dei 25 dei migliori pezzi sulla scienza dei traduttori iracheni.

“Ricevo regolarmente minacce personali perché non tolleriamo coloro che sostengono di poter fare  miracoli e che usano questo per ottenere potere e denaro,” dice al-Khayat. “La nostra società ha la tendenza a credere in queste cose, specialmente quando arrivano presentando riferimenti religiosi. Continueremo i nostri sforzi, sebbene ogni tanto io personalmente attenui i toni o smetta di scrivere quando ho la sensazione che le minacce siano legittime.”

I traduttori del gruppo spesso si avventurano in campi non comuni ai lettori arabi locali, come l’argomento della psicologia evoluzionistica. Spesso oltrepassano anche le linee rosse quando i temi toccano il creazionismo in contrasto con la teoria di Darwin dell’evoluzione. Un membro del gruppo ha tradotto molti libri importanti di autori come il filosofo britannico  A.C. Grayling,  il fisico statunitense  delle particelle  e scettico rispetto alla religione,  Victor Stenger, e lo storico statunitense  e famoso ateo, Richard Carrie. Non gli si può  dare merito  per le sue traduzioni, perché  rischierebbe e quindi usa uno pseudonimo.

“Il nostro movimento ha avuto un impatto perfino sulle classi conservatrici nelle città più conservatrici,” ha detto a NIQASH (sito web iracheno che tratta di politica, cultura e media, n.d.t.) quando gli hanno fatto una domanda sull’impatto del gruppo Real Sciences, oltre che sui media sociali. “E riceviamo sempre stima e note di gratitudine – ma non pubblicamente.”

Il gruppo si formò nel 2012 perché la passione dei suoi membri per la scienza non veniva soddisfatta dal mercato locale. Il mercato librario iracheno vende prevalentemente libri religiosi che spesso promuovono l’odio e il settarismo, libri sul comunismo e vecchi libri in stile panarabo di tendenza nazionalistica. Non ci sono molti libri o riviste di scienza disponibili a Mutanabi Street, la famosa strada di librai a Baghdad, che rappresenta praticamente ciò che è disponibile in Iraq; se non potrete trovare quello che cercata a Mutanabi Street, non lo troverete in nessun altro posto in Iraq.

Con qualche eccezione occasionale, le riviste scientifiche e i libri in vendita a Mutanabi Street, erano o molto scarsi o per lo più superati. Nel 2011 si formò il gruppo Real Sciences, con meno di 5 persone, quella fase.  Nel 2013, alcuni membri del gruppo che avevano una migliore padronanza della lingua inglese, hanno dato inizio al Progetto iracheno per la traduzione, offrendosi volontariamente di tradurre importanti materiali scientifici e promuovendo i progressi scientifici tramite i media sociali.

Oggi i due gruppi operano in parallelo anche se non condividono più i membri e sono indipendenti l’uno dall’altro.

Nel settembre 2013, alcuni membri dei due gruppi si sono incontrati con altri attivisti della società civile che avevano conosciuto a Mutanabi Street, da tempo luogo familiare per gli intellettuali di Baghdad, e hanno cominciato un’iniziativa che si chiama “Io sono iracheno, io leggo.”

Membri del gruppo Real Sciences e il gruppo Iracheno di Traduzione hanno aiutato immensamente nella preparazione di questa iniziativa per il popolo, dando volontariamente non soltanto il loro tempo e i loro sforzi, ma anche le loro biblioteche personali, soltanto per poi trovarsi in seguito spinti ai margini da altri membri del gruppo. Le minacce alla sicurezza sono il problema principale che ostacolano il  progresso  del gruppo oggi, dice Atheel Fawzi, uno dei fondatori del gruppo Real Sciences di base a Baghdad. Infatti molti dei membri del gruppo hanno lasciato il paese nel corso degli anni, anche se la loro presenza sui media sociali è ancora molto forte.

“Mentre i membri del gruppo  hanno dato un contributo effettivo a molte conferenze ed eventi sponsorizzati dal governo, la paura della persecuzione personale e l’esodo di molti dei nostri preziosi amici del gruppo è stato ciò che ci ha impedito di organizzarci ina una ONG registrata,” spiega Fawzi.

Il gruppo Real Sciences viene continuamente etichettato come “un gruppo ateo che prende di mira la religione e i valori.” Però al-Khayat e Fawzi contestano questo dicendo che non hanno alcun pregiudizio contro la religione locale. Quello a cui si oppongono è qualsiasi cosa  non scientifica. Quello a cui si oppongono è qualsiasi cosa empirica. Come prova che non fanno discriminazioni, citano come esempio la loro recente campagna contro uno relatore che è apparso all’evento TedX * a Baghdad a metà settembre. Il relatore in questione era un accademico iracheno che crede nella parapsicologia e il gruppo  Real Sciences era contrario alla sua presenza per questa ragione.

“TedX è un evento laico, assolutamente,” spiega  al-Khayat. Non prendiamo di mira una religione o una setta specifica, siamo contro tutti i tipi di pseudoscienza.”

Il trambusto creato sui media sociali, ha spinto gli organizzatori del TedX a riconsiderare la loro scelta di quel particolare relatore.

“I coraggiosi traduttori non hanno paura dei taboo,” dice Atheer al-Attar, un laureato all’Università statale della Louisiana, negli Stati Uniti, residente a Basra e membro del Progetto iracheno di Traduzione . “Non è perché vogliono combattere la religione, semplicemente difendono la verità e niente altro che la verità. Deridono perfino il canale televisivo National Geographic, doppiato in arabo, e la loro rivista regionale perché la versione in arabo censura regolarmente alcuni fatti scientifici e quindi diventano politicamente corretti per il Medio Oriente.”

Al-Attar di recente ha tradotto in arabo un libro di scienze per bambini e attualmente sta cercando di trovare qualcuno che lo aiuterà a finanziarne la stampa.

Il libro mira a “educare le nuove generazioni  e a farle familiarizzare con i principi scientifici fondamentali in modo divertente,” spiega al-Attar. Ha avuto un certo interesse  da parte di potenziali finanziatori, ma hanno avuto la tendenza a ritirarsi dopo aver visto l’argomento. Si scusano e dicono che sono  interessati, spiega Al-Attar,  citando i potenziali finanziatori locali che aveva incontrato , “si preoccupano che il libro possa promuovere ‘ideologie non familiari’.

*TEDx Organizzazione americana no profit che “si dedica a idee degne di essere diffuse.” Qui si parla della “filiale” di Baghdad.

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Fonte: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

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Nov 12 2012

Lo vuoi un partito nuovo?

Jacopo Fo

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Molti ne parlano e ne strillano… Ma sinceramente non vedo molte idee all’orizzonte. Un modo diverso di fare un partito esiste?

Sono tutti in crisi. Il vecchio modello di partito non regge più.
Con cosa lo sostituiamo?
Lasciamo perdere se chiamarlo partito o movimento… Andiamo al sodo.
In questo momento esiste un solo modello alternativo, quello di Grillo.
Sicuramente è il meglio che si può fare. È stato individuato un sistema per selezionare in modo democratico i candidati, oltre a evitare di inserire gente sotto processo.
OTTIMO.
Questo è il meglio che si può fare adesso. Ma io immagino qualche cosa di più… Il partito del futuro.
Come potrebbe essere?

Innanzi tutto immagino un partito che sta in mezzo alla gente.
Il PCI degli anni ’50 era proprio questo in alcune regioni del centro Italia, che non a caso sono rosse ancora adesso.
Il PCI aveva una ragion d’essere materiale, l’adesione non era ideologica.
Il cuore era la battaglia quotidiana per la qualità della vita, nei paesi, nei quartieri. Il Partito non era a Roma e sul web. Era nella tua strada. Il Partito si impegnò allo stremo in una colossale opera di contrasto alla povertà materiale e culturale.
Fu organizzata una rete di associazioni e cooperative, casse mutue, mulini popolari, case del popolo.
Grazie al Partito risparmiavi quotidianamente sulla spesa alimentare, avevi interessi bancari decenti su mutui e depositi, un’assicurazione onesta, un posto dove andare a giocare a carte e a ballare e dove i figli potevano andare a studiare e a giocare a calcetto. Il Partito si mobilitava per qualunque ingiustizia e per qualunque emergenza, una rete di solidarietà che era protezione civile, assistenza alle persone in difficoltà, difesa dei diritti civili. Andavi dal segretario del partito se tua moglie era malata, per avere un consiglio sul medico o per sapere se qualcuno cercava operai…
Si costruivano le case nei fine settimana e si compravano i trattori, i torni e forni in cooperativa.
Tutti questi comportamenti sociali cooperativi, che migliorano quotidianamente la qualità della vita della gente, da un po’ di anni conoscono una nuova primavera.
Quel che manca oggi non sono le cooperative o i gruppi d’acquisto.
Manca un sistema di coordinamento a livello nazionale che unisca le forze, diffonda le esperienze che funzionano.
Non si fa rete.
Non esiste poi un gruppo di persone che lavori a progettare sistemi e modalità capaci di sviluppare questo movimento economico-cooperativo e culturale.
Non esiste neppure un centro di formazione che faccia crescere e dia strumenti lavoro alle persone chiamate a coordinare questa rete…
Peraltro non esiste neppure qualcuno che stia facendo scuola quadri con gli aspiranti parlamentari (dal Sel a Idv a M5S). Mi riferisco a una scuola vera, dove si studia di brutto.
Perché non basta eliminare gli inquisiti. Bisogna formare parlamentari e coordinatori della rete cooperativa che sappiano fare il loro mestiere.
Un partito di professionisti capaci.
Onesti non è sufficiente.
Qui ci vogliono idee geniali per uscire dal pantano culturale, etico e economico.
Oggi la rete ci offre la possibilità di sviluppare un sistema di cooperazione popolare cento volte più potente di quello del dopoguerra.
Ma non si fa.
Non esiste un’organizzazione che abbia la capacità di mettere assieme le potenzialità.
Faccio un esempio: sono anni che mi chiedo cosa si aspetti a creare una compagnia per la telefonia cellulare che venda a prezzi etici. L’ho proposto a decine di gruppi grandi e piccoli, nessuno ti dà retta…
È una roba che è stata realizzata in posti “arretrati” come il Bangladesh, c’è riuscita la Banca dei Poveri di Yunus, dieci anni fa. È la terza compagnia cellulare per numero di abbonati. Da noi esiste qualche cosa di simile, ma vende telefonia mobile solo a cooperative e onlus. Quindi si potrebbe fare anche più in grande.
Noi abbiamo fatto un contratto per la telefonia fissa con il nostro gruppo d’acquisto.
Ma per fare un gruppo d’acquisto sulla telefonia mobile bisognerebbe partire con un minimo di 5.000 abbonamenti …
Nessun gruppo può riuscirci da solo…
E, appunto, manca la logica del mettersi assieme.
Manca l’idea di un partito capace di essere motore di sviluppo della cooperazione.
Un partito che non si limiti a diventare rappresentanza parlamentare, ma sia attore degli interessi materiali del popolo. Un partito-sindacato-gruppo d’acquisto- associazione culturale-incubatore di imprese etiche e ecologiche.

Un partito-impresa nel senso onesto del termine.
Che poi era quello che era il PCI nel dopoguerra. A causa della Guerra Fredda avevano mascherato la vera natura del PCI in un gioco di specchi leninista, il partito dei quadri, l’Arci e la CGIL come mediazione organizzativa per le masse popolari, la rete cooperativa come economia alternativa che permetteva a milioni di italiani di rapportarsi direttamente con il mercato, diventando autoimprenditori. Chi lavorava nelle cooperative non aveva padroni. Il PCI era la rappresentanza politica parlamentare di una reale base di massa, sociale ed economica al contempo.
Poi tutto questo ha perso la bussola ed entrando in un Ipercoop non hai la sensazione che la Coop sei tu…
Ma una volta entravi in una Coop come si entra nel cuore della resistenza economica al sistema… La Coop, ai suoi inizi, ha fatto la differenza sul serio…
Mettevi fisicamente la rivoluzione comunista in padella!
Questo sistema offriva un enorme vantaggio collaterale.
Permetteva di selezionare i dirigenti politici sulla base delle loro capacità di gestire localmente l’azienda partito. Se un pirla diventa presidente della Casa del Popolo, te ne accorgi subito che non è capace. Serve abilità artigianale per far quadrare i conti, la lingua sciolta non basta.
Il sistema ha funzionato fino agli anni settanta. Poi sono arrivati D’Alema e Veltroni, hanno bypassato il sistema selettivo e hanno impestato il partito.

Immaginando un simile partito possiamo poi pensare che anche sul terreno della lotta politica si comporterebbe in modo diverso.
Un paio di anni fa scrissi a Di Pietro una lettera, pubblicata sul fatto on line nella quale proponevo una strategia di lotta concreta, sul fronte legale, per i diritti civili, sul modello delle lotte dei neri americani.
Di Pietro inaspettatamente mi rispose dal suo blog entusiasta promettendo di aprire un dipartimento dell’Idv che si sarebbe impegnato su questo fronte. Poi ha avuto altro da fare. Forse se avesse mantenuto la promessa adesso non si troverebbe un partito alla deriva…

Bisogna tornare al partito espressione della tensione morale, culturale e economica del popolo.
Il Partito Olistico.
Anche perché se il partito è incentrato sullo sviluppo di soluzioni concrete dei problemi quotidiani e materiali del popolo, attraverso la cooperazione, allora viene facile unirsi e trovarsi d’accordo. Perché la tua azione ha un reale misurabile obiettivo concreto.
I partiti attuali invece si uniscono su obiettivi politici, legislativi, in fin dei conti ipotesi teoriche, la cui verifica si avrà solo in futuro… Quindi ci si unisce su teorie, e come ben si sa sulle teorie è anche facile dividersi…
I partiti di opinione sono destinati alle risse interne….
Ma per il momento questo non è neppure tema di discussione nel Movimento Progressista.
Solo i Verdi Civici stanno timidamente muovendosi in questa direzione… È un segnale positivo.
Ma speriamo che questa idea si diffonda al più presto.
Sennò sono dolori…

Jacopo Fo

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Fonte:  JacopoFo.com

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Feb 29 2012

Anonymous Italia – NO TAV #Operation Green Rights# – Attaccati i siti della Polizia e dei Carabinieri

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Anonymous a fianco di Luca e della Val Susa. Attaccati i siti di polizia e carabinieri

La straordinaria mobilitazione di decine di città italiane in solidarietà alla Val di Susa dopo i gravissimi fatti della mattinata, ha trovato una sponda anche in rete. Mentre la circolazione ferroviaria su tutto il territorio nazionale andava in tilt dopo l’occupazione di alcuni snodi vitali (come le stazioni di Roma e Bologna) Anonymous attaccava i siti www.poliziadistato.it e www.carabinieri.it bloccandoli fino a notte. Obbiettivi senz’altro ghiotti, il cui abbattimento ha suscitato entusiasmo tanto nei social network quanto nelle piazze dove è stata data comunicazione della notizia. Il primo colpo (contro il sito della polizia) è stato messo a segno intorno alle ore 18.30 mentre un’ora e mezza più tardi, quando ancora molti cortei erano in movimento su tutto il territorio nazionale e puntavano al blocco delle stazioni dei treni, migliaia di connessioni hanno congestionato i server dei carabinieri.L’operazione contro i siti istituzionali delle Forze dell’Ordine, di cui sono stati informati repentinamente attraverso Twitter diversi account legati al movimento, è stata rivendicata sul blog OperationGreenRights. Lo stesso sul quale nei mesi passati gli anonymous si erano assunti la responsabilità degli attacchi contro alcuni portali delle lobby SiTav e dei suoi esponenti politici; fino all’ultimo e più clamoroso assalto contro il sito del carcere della Vallette in cui erano imprigionati i militanti arrestati nell’operazione repressiva scattata all’alba del 26 gennaio. Nessun comunicato (almeno fino a questo momento) ma solo un manifesto (con in primo piano l’immagine di Luca Abbà) dal titolo inequivocabile «Revenge 4 #notav! Carabinieri.it & poliziadistato.it TANGO DOWN! #forzaluca #notav»«Avrebbero dovuto aspettarci»ci ha detto su Twitter uno degli hacktivisti coinvolti nell’operazione. L’ennesima e puntuale conferma della trasversalità della lotta NoTav. Il giano bifronte della democrazia tecnica, quello dal volto professorale e paternalista del governo Monti e dal grugno ebete ed animalesco delle cariche a Porta Nuova, dovrà misurarsi con l’opposizione di un sempre maggior numero di avversari, tutti raccolti dietro la bandiera NoTav: i militanti baciati dal sole delle montagne, gli attivisti che accendono le luci delle città e l’ombra degli hacker di Anonymous, proiettata ad oscurare i siti di chi vuole mettere le mani sulla Val di Susa.

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Fonte: NOTAV.INFO

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