Apr 8 2013

Margaret Thatcher è viva

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La Lady di Ferro c’è ancora, altroché. La stessa benzina ideologica che alimentò la sua guerra di classe alimenta oggi altri motori, altre macchine della ricchezza e della povertà. I nuovi poveri di oggi e quelli ancora più numerosi di domani troveranno tanta Thatcher in molti politici epigoni, sia fra quelli che l’emulavano trent’anni fa, sia fra quelli che allora ne parlavano male, ma ora la emulano anche loro, ligi come maggiordomi in livrea. Quanta Thatcher vive nel mercato del lavoro deregolamentato, nella flexicurity, nella competitività, nella Grecia che riscopre in casa la schiavitù nella veste moderna della shock economy, nell’Europa che dismette tutti i panni ideologici e istituzionali che la sorreggevano per tenerne uno solo: il liberismo più ottuso e rapinatore. Trasformò la vita di larghi strati della popolazione britannica in un inferno. I suoi discepoli estendono l’inferno all’Europa. Per dove va ora, si è già ambientata.

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Di seguito un VIDEO.  E’ un drammatico documentario, questo di Ken Loach. Racconta lo sciopero dei minatori britannici del 1984, durante il quale il grande capitale internazionale fece leva sul governo conservatore di Margaret Thatcher per scatenare una crudele campagna di violenza e odio contro la classe operaia d’Oltremanica. Il film presenta i minatori e le loro esperienze familiari raccontate attraverso canzoni, poesie e altre forme d’arte.

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Fonte: MEGAchip

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Approfondimento

Margaret Thatcher

Lo sciopero dei minatori 1984-1985

Margaret Thatcher e le sue malefatte

L’eredità della Lady di ferro

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Apr 8 2013

Chiesta impiccagione per blogger atei bangladesi. L’UAAR scrive al governo italiano.

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Blogger atei bangladesi, l’Uaar scrive al governo

Presidente Monti,
quale ministro degli affari esteri ad interim ha senz’altro già avuto modo di essere aggiornato sulla situazione in Bangladesh.

All’arresto di diversi blogger atei ha fatto seguito un’imponente manifestazione islamista, a cui hanno partecipato alcune centinaia di migliaia di persone, che ha chiesto la loro impiccagione. Lo scorso febbraio un altro blogger, Ahmed Rajib, venne ucciso a colpi di machete.

Le vittime di tale furia sono giovani colpevoli soltanto di pensarla diversamente dalla maggioranza della popolazione, e di averlo scritto. Rischiano la morte dentro e fuori dal carcere.

Il suo governo è intervenuto diverse volte per denunciare le violazioni della libertà religiosa nei confronti dei fedeli cristiani, in diverse parti del mondo. Riteniamo sia suo dovere intervenire anche nei confronti dei non credenti, che non appartenendo ad alcuna comunità sono ancora più indifesi dei cristiani, e nei cui confronti si chiedono provvedimenti estremi.

È una situazione senza precedenti. È anche un test per valutare quanto le autorità politiche occidentali sono disposte a impegnarsi per difendere il bene più prezioso della nostra storia, i valori civili, laici, democratici e di libertà di espressione che innervano le nostre costituzioni. Atei e agnostici non attaccano chiese, moschee e sinagoghe, ma chiedono il fermo rispetto dei fondamentali diritti umani. Auspichiamo che anche il governo del nostro paese la pensi allo stesso modo.

Raffaele Carcano, segretario Uaar

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Fonte: UAAR (Unione degli Atei e Agnostici Razionalisti)

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