Daily Archives: 03/12/2013

“Schiavi” il film inchiesta di Stefano Mencherini

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locandina

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E’ uscito Schiavi, documentario sulle rotte del nuovo sfruttamento

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E’ possibile contattare il regista per organizzare una proiezione o acquistare un dvd del film

“Schiavi” è il nuovo film inchiesta di Stefano Mencherini, giornalista indipendente, autore e regista Rai.

Il documentario, realizzato nel corso degli ultimi tre anni e prodotto da Flai Cgil e da Less onlus (Napoli), denuncia lo sperpero di denari pubblici e l’indiscriminato calpestio di diritti umani e civili avvenuto attraverso l’Ena (Emergenza Nord Africa) e mette in luce come masse incredibili di migranti (rifugiati, richiedenti asilo e irregolari) finiscano nella rete dei nuovi schiavi.

Nel film inchiesta, che raccoglie anche testimonianze dell’unico processo aperto in Europa con accuse di riduzione in schiavitù verso datori di lavoro e caporali (il processo è in corso a Lecce), interviene anche il ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge, che oltre ad alcune precisazioni lancia un appello all’Europa affinchè si possano tutelare collegialmente i diritti umani e civili dei migranti attraverso legislazioni, anche europee, non meramente repressive, che fino ad oggi hanno solo contribuito ad alimentare lutti e inaccettabili pratiche di sfruttamento.

Grazie a Schiavi e Mare nostrum del 2003, si ha uno spaccato incontrovertibile di quanto le politiche dell’immigrazione nel nostro Paese, almeno negli ultimi dieci anni, siano state dannose, inique e controproducenti. Ma si intuisce anche come si possa cambiare per modificare questo inaccettabile stato di cose.

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Trailer

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Info www.stefanomencherini.org

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Fonte: peacelink

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Italia fuori dall’Europa. Approvato ennesimo decreto “Salva-Ilva”

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Con il nuovo decreto, l’Ilva puo’ non rispettare le prescrizioni dell’Aia

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Il nuovo decreto legge approvato oggi dal Consiglio dei Ministri

di Alessandro Marescotti

L’Italia è fuori dall’Europa?

Questo governo porta l’Italia fuori dall’Europa, approvando l’ennesimo decreto “Salva-Ilva” che concede deroghe e proroghe in barba alle rigorose norme della direttiva europea sull’Autorizzazione Integrata Ambientale.

Con il decreto legge approvato oggi dal Consiglio dei Ministri vengono sanate le infrazioni all’Aia (certificate dall’Ispra) e sono persino abolite le sanzioni previste dalla legge 231/2012 (nota anche come “Salva-Ilva 1”). Il decreto prevede inoltre un periodo transitorio di ben tre anni durante i quali non sarà possibile garantire la conformità degli impianti alle prescrizioni autorizzative, riconoscendo che era vero il rilievo delle associazioni ambientaliste sulla difficoltà di realizzare le prescrizioni AIA nei tempi previsti.

Ricordiamo a tutti che secondo i periti nominati dalla magistratura tarantina circa trenta morti all’anno sono correlabili all’inquinamento industriale.

Si tratta di una stima molto prudente che fanno di Taranto una citta’ della morte.

Altri tre anni di inquinamento dell’area a caldo dell’Ilva causeranno ulteriori danni alla salute delle fasce piu’ fragili della popolazione. La salute non puo’ aspettare i tempi dell’Aia.
Si è purtroppo deciso di lasciare che i tarantini siano sottoposti ancora all’inquinamento per altri tre anni, i quali si aggiungono ai cinquanta passati.

Il Governo si è assunto la responsabilità di non bloccare le fonti inquinanti, di non fornire risposte alla Commissione europea, di abolire le sanzioni previste a carico degli inquinatori. Tirando le somme, il Governo concede libertà di inquinare portando Taranto fuori dell’Europa.

Segnaleremo alla Procura questa situazione anomala perche’ la salute non sia messa ulteriormente in pericolo con questo decreto che concede un ammorbidimento inaccettabile alla gia’ blanda legge “Salva-Ilva 1”.

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Fonte: Peacelink

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Movimento di liberazione animale: appello per una presa di posizione contro le campagne pseudo-animaliste

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Appello Antispecista

CIWF (Compassion In World Farming): LA CHINA SCIVOLOSA DELLA COMPASSIONE

 

Per risolvere alcuni aspetti del trattamento iniquo che gli animali non umani sono costretti a subire negli allevamenti intensivi, alcune associazioni si occupano di “benessere animale”, e da molti anni si adoperano per rendere noti i gravi maltrattamenti e denunciare gli abusi più macroscopici. Fin qui il movimento di liberazione animale non avrebbe nulla da obiettare, essendo i due ambiti distinti, se non fosse ormai assodato che queste organizzazioni, per loro conformazione, si trovano pericolosamente sul margine di una china scivolosa, in cui rischiano di trascinare l’animalismo, col quale tendono purtroppo a confondersi.

 

 Al fine di evitare questo connubio tra allevatori/produttori paradossalmente “sensibili” alla sofferenza animale e il movimento di liberazione animale, connubio che distorce e offende la lotta per la liberazione animale e la dignità delle vittime, occorre considerare che:

 

1) La nozione di compassione utilizzata da dette associazioni welfariste è ambigua: per poter essere applicata essa presuppone l’immedesimazione di chi la dispensa in chi la riceve. Senza tale presupposto la risposta ad ogni ap-pello diventa arbitraria e la compassione stessa risulta ingannevole, promettendo ciò che non potrà mantenere. E’ chiaro che chi alleva gli Animali per fini commerciali e ne causa la morte, non può immedesimarvisi

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2) CIWF, non mettendo in alcun modo in discussione lo status morale delle vittime dei soprusi specisti – spesso definite “prodotti” -, di fatto ne avalla lo sfruttamento. Nelle varie campagne promosse da CIWF (Sono degno, Etichette, Premi, ecc…) l’imperativo specista è fondante, non essendo mai posta in forse l’esistenza degli allevamenti e dei mattatoi.

 

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3) Il movimento di liberazione animale ha più volte segnalato pubblicamente la propria estraneità alle iniziative di CIWF e associazioni “gemellate”, che perseguono scopi falsamente animalisti (dall’istituzione di premi di produzi-one per gli allevatori, alla creazione di vere e proprie campagne pubblicitarie atte a sdoganare il dramma animale come fosse risolvibile attraverso qualche concessione welfarista. Il premio “benessere animale” l’hanno vinto in molti tra cui Barilla, Coca-cola, McDonald’s e Amadori)

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4) Il movimento di liberazione animale individua nella riduzione degli altri animali a mero cibo una delle pratiche eticamente più inaccettabili (ancorché la più diffusa) su cui si fonda il dominio della nostra specie sulle altre, e questo a prescindere da come vengano allevati e uccisi gli altri animali.

 

Si conclude che CIWF, ritenendo accettabile allevare animali non umani con lo scopo di trasformarli in prodotti, propagandando il “benessere” e la limitazione delle crudeltà più evidenti come sufficienti a conferire rispettabilità al mercato della morte, dimostra la vacuità delle finalità compassionevoli declamate e il completo disinteresse per il destino delle vittime delle quali si occupa. Si raccomanda a coloro che sono sensibili alle tematiche antispeciste di informarsi attentamente rispetto alle organizzazioni che promulgano iniziative di tipo welfarista (vedi la recente raccolta di firme per il benessere dei Suini in Europa).Tali iniziative possono avere qualche limitato significato solo in una prospettiva realmente abolizionista mentre, in mancanza di ciò, esse si riducono a semplice veicolo pubblicitario per l’industria dello sfruttamento animale.

 

Si chiede ai gruppi, alle associazioni, ai coordinamenti animalisti/antispecisti di prendere pubblicamente le distanze da CIWF sottoscrivendo questo testo.

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Progetto Bio-Violenza
Campagne per gli Animali

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Le adesioni possono essere inviate a: bioviolenza@gmail.com.

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Fonte:  bioviolenza.blogspot.it

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