Mag 15 2020

Fase 2: nessuno resti solo! Dalla parte di chi non ha una casa

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Avvocato di Strada – Associazione Onlus

Mag 7, 2020 | Associazione, Iniziative

 

Abbiamo urgentemente bisogno del tuo aiuto, perché senza mascherine, senza guanti, senza gel igienizzanti gli sportelli di Avvocato di strada non potranno aprire.

In questo momento così difficile, ci siamo rintanati nelle nostre case, nel confort e al sicuro. Abbiamo mantenuto le distanze, abbiamo cambiato le nostre abitudini, abbiamo impedito al virus di espandersi.

Purtroppo, nel frattempo, le istituzioni si sono dimenticate della parte più debole della nostra società: le persone senza dimora.

Oggi, in Italia, ci sono 50.000 persone che sono diventate talmente povere da finire in strada. Persone che non possono rispettare le ordinanze e i decreti previsti dall’emergenza sanitaria che stiamo vivendo.

A questa difficile condizione si è aggiunta un’assurdità: le multe e le denunce alle persone senza dimora perché “fuori casa”.

Una multa a chi una casa non ce l’ha è una barbarie giuridica e sociale.

Per questo motivo ti chiediamo di aiutarci: abbiamo bisogno di comprare dispositivi di protezione personale (mascherine, guanti, gel igienizzanti) per le persone che assistiamo e per gli avvocati volontari.

Vogliamo riaprire gli sportelli in totale sicurezza. Vogliamo impugnare ogni multa, ogni provvedimento e ogni denuncia che ha colpito chi una casa non ce l’ha.

Aiutaci ora, le persone senza dimora non possono più aspettare.

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DONAZIONI

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Fonte: Avvocato di Strada

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Mag 9 2019

Tribunale Bologna | I richiedenti asilo hanno diritto alla residenza anagrafica anche dopo il decreto Salvini

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2 Mag, 2019

I richiedenti asilo hanno diritto alla residenza anagrafica anche dopo il decreto Salvini. Il Tribunale di Bologna accoglie il ricorso dell’Associazione Avvocato di strada

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Con un provvedimento del 2/05/2019 il Tribunale ordinario di Bologna ha accolto integralmente il ricorso presentato da una nostra assistita: una cittadina extracomunitaria richiedente asilo alla quale era stata respinta la domanda di iscrizione anagrafica presso il Comune di Bologna, in forza del Decreto Legge 113/18 (decreto Salvini) convertito in legge 132/18.

Il giudice ha accolto il nostro ricorso ed ha ordinato al Sindaco di Bologna di procedere alla iscrizione della nostra assistita nel registro anagrafico della popolazione residente nel Comune di Bologna.

Questa nostra grande vittoria ha avuto un ampio risalto su tutti i media italiani. In questi giorni sono state spese tante parole. Il Ministro dell’Interno, ad esempio, ha detto che la sentenza di Bologna è vergognosa e che i giudici che vogliono aiutare gli immigrati dovrebbero cambiare mestiere e candidarsi in politica”.

La risposta più bella al Ministro crediamo che l’abbia la nostra assistita, una maestra armena di 70 anni fuggita dal proprio paese dopo aver perso marito e figlio e che si è messa a piangere quando le abbiamo detto che adesso potrà avere una carta di identità e curarsi.

Trovate di seguito la sua intervista a Repubblica e ai microfoni di La7. Dal canto nostro siamo felici per questa vittoria, sopratutto perché crediamo sia servita a far tornare all’ordine del giorno le discussioni sulla legittimità di vari aspetti del decreto sicurezza e perché consentirà a tanti richiedenti asilo di vedere finalmente riconosciuti i propri diritti.

Noi continueremo a lavorare perché questo avvenga.

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Fonte: avvocatodistrada.it

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Apr 7 2019

Il Reddito di Cittadinanza taglia fuori i più poveri in assoluto. Firma la Petizione!

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Il reddito di cittadinanza ANCHE per i senza dimora

Doveva “abolire la povertà”. Invece, il reddito di cittadinanza taglia fuori i più poveri in assoluto: le persone che vivono in strada e che non hanno la residenza anagrafica.

In Italia vivono in strada più di 50.000 persone che sono DIVENTATE povere: sono padri separati, anziani con la pensione minima, donne sole con figli, giovani che non riescono a trovare un lavoro, piccoli imprenditori falliti, lavoratori licenziati.

Marco, 45 anni, ha lavorato per tutta la vita nella stessa azienda. A causa della crisi l’azienda ha delocalizzato e Marco ha perso il lavoro. Dopo diversi colloqui andati male e l’impossibilità di pagare l’affitto, Marco si è ritrovato a dormire in macchina. Liliana, una vita passata in sartoria, riceve una piccola pensione con la quale però non riesce a far fronte a tutte le spese. Sfrattata e senza nessun aiuto familiare, la sua giornata è scandita da un pranzo in mensa e dalla ricerca di un posto dove dormire, sempre diverso. Marco e Liliana, due storie diverse, hanno un problema comune: non hanno più un indirizzo da indicare sulla carta d’identità. La residenza in Italia consente di votare, curarsi, firmare un contratto di lavoro, percepire una pensione, rinnovare la patente. Senza residenza sei invisibile.

Da quest’anno la residenza è un requisito essenziale per richiedere il reddito di cittadinanza. Si tratta di una misura contro la povertà, introdotta con Decreto Legge n. 4/2019 convertito in Legge il 28/03/2019, che può essere richiesta da chi sia residente sul territorio nazionale da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 continuativi e che dovrebbe aiutare le persone che sono senza un lavoro ad iniziare un percorso di recupero.

Marco e Liliana, come altre migliaia di persone senza dimora, non potranno avere accesso al reddito di cittadinanza perché prive di residenza. Che cosa ne pensi?

Siamo di fronte a una discriminazione profondamente ingiusta. Con Avvocato di strada Onlus, da diciotto anni ci occupiamo della tutela dei diritti delle persone senza dimora. Coerenti con questo impegno, insieme a Fio.PSD – Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora, abbiamo proposto un emendamento al decreto per fare in modo che chi vive ai margini della società non sia ulteriormente discriminato.

Firma anche tu questa petizione per dare voce a chi è rimasto inascoltato: con la tua adesione potremo tornare a chiedere al Governo di includere anche le persone senza dimora e senza residenza tra chi ha il diritto di richiedere il reddito di cittadinanza. Dobbiamo fare in fretta, il decreto è appena diventato legge: vogliamo raccogliere 10mila firme entro il 31/05/2019.

Ti ringrazio del tuo sostegno a questa PETIZIONE!

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Antonio Mumolo

Presidente Avvocato di Strada Onlus

#RDCsenzaDimora

avvocato di strada onlus

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Gen 28 2011

“Avvocato di strada” per i senza fissa dimora

Il progetto “Avvocato di strada” ha come obiettivo fondamentale la tutela dei diritti delle persone senza fissa dimora, le quali subiscono ogni giorno soprusi e prevaricazioni di ogni genere senza potersi difendere. Il progetto ha inizio a Bologna alla fine dell’anno 2000, grazie all’Associazione “Amici di Piazza Grande”

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L’Associazione tutela gratuitamente da un punto di vista legale le persone senza dimora che vivono nelle città dove è presente una sede di Avvocato di strada.


Tutte le persone senza dimora che hanno problemi legali possono presentarsi agli sportell isenza appuntamento e senza dover essere inviati da nessun servizio.


All’attività degli sportelli partecipano a turno avvocati professionisti volontari che offrono gratuitamente consulenza e assistenza legale.

Una volta ricevute allo sportello, le persone senza dimora vengono seguite in tutte le loro problematiche legali, da un punto di vista giudiziale e stragiudiziale.


Avvocato di strada ha realizzato varie pubblicazioni: tra queste “I diritti e la povertà”, Sigem Editore, che racconta i casi principali seguiti dagli avvocati del’Associazione, e “I diritti dei minori”, Arena Editore, che racconta i casi di figli di persone senza dimora.

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Attualmente Avvocato di strada è presente in molte città italiane, dislocate sull’intero territorio nazionale. Clicca qui per sapere dove sono.

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