Set 28 2013

Grecia: retata della polizia per il gruppo filonazista Alba Dorata

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Grecia. In manette Michaloliakos e la cupola di Alba Dorata

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Sabato, 28 Settembre 2013 – di

17.00 – Gli arrestati finora sono 19, manca ancora all’appello il parlamentare e numero due di Alba Dorata Christos Pappas. La polizia sta perquisendo gli uffici del partito neonazista all’interno del Parlamento greco.

 
16.10 – Dopo che un allarme bomba – poi rivelatosi senza fondamento – ha creato caos e scompiglio nella sede del Gada di Atene, ora un ingente dispositivo di sicurezza tra trasferendo gli arrestati in tribunale. Molti degli squadristi di Alba Dorata nei confronti dei quali è stato spiccato un mandato di cattura mancano ancora all’appello.
 
14.10 – Si è consegnato alla polizia anche il penultimo dei deputati di Alba Dorata contro i quali l’Aeropago ha spiccato un ordine di cattura per associazione a delinquere, Michos. Ancora irreperibile Pappas. La polizia in assetto antisommossa ha allontanato, senza incidenti, alcune centinaia di squadristi del movimento neonazista che manifestavano in solidarietà con gli arrestati davanti alla sede della Questura centrale di Atene.
 
13.00 – Sono diventati circa 400 gli aderenti ad Alba Dorata che stanno manifestando e sventolando bandiere greche davanti alla sede del Gada, la questura centrale di Atene dove vengono portati gli arrestati man mano che vengono trovati dalle forze di sicurezza. All’inizio i neonazisti gridavano il loro tradizionale slogan ‘Sangue, onore, Alba Dorata’ poi riconvertito nel meno compromettente ‘Patria, onore, Alba Dorata’. Si ha notizia dell’arresto anche di una donna poliziotto, una sergente in servizio al dipartimento di sicurezza del Pireo. Eseguiti finora 18 arresti, su 32 mandati di cattura complessivamente spiccati. Ancora irreperibile i deputati Michos e Pappas.
 
12.00 – E’ Nikolaos Michaloliakos, il segretario di Alba Dorata, colui che in casa nascondeva tre pistole detenute illegalmente e ritrovate dalla polizia durante la perquisizione all’alba di questa mattina. Il fondatore di Alba Dorata è già passato per il carcere alla fine degli anni ’70, quando era militare in servizio attivo e fu arrestato assieme ad alcuni commilitoni con l’accusa di aver dato vita ad una organizzazione terroristica fascista. Poi, in cambio della sua collaborazione con le forze di sicurezza, la pena gli fu ridotta a ‘possesso di armi ed esplosivi” e quindi fu liberato dopo soli 13 mesi di reclusione. In precedenza Michaloliakos era stato un attivo sostenitore della dittatura dei colonnelli fino al 1974.

11.35 – Durante la maxiretata contro Alba Dorata ancora in corso è stato arrestato anche un esponente delle forze speciali della Polizia ‘Dias’.

11.30 – Durante la perquisizione nel domicilio di un militante di Alba Dorata poi arrestato la polizia ha rinvenuto tre pistole.

11.15 – Arrestato anche un altro deputato di Alba Dorata, Ilias Panayotaros. Che poco prima di essere ammanettato, secondo alcuni giornalisti greci che hanno raccolto le sue deliranti dichiarazioni, avrebbe accennato ad una rifondazione del movimento neonazista con un altro nome, per ovviare ad una eventuale messa fuori legge del movimento o ad un embargo del finanziamento pubblico minacciato dal governo.

11.10 – Secondo alcuni media ellenici, che citano l’intervento del costituzionalista K. Chrysogonos, anche se agli arresti in custodia cautelare, i deputati di Alba Dorata non sono automaticamente decaduti dalla loro condizione di parlamentari. Il che avverrà solo nel caso in cui dovessero essere riconosciuti colpevoli dei reati che vengono loro contestati e condannati alla privazione dei diritti politici.

11.00 – Alcune decine di estremisti di destra stanno manifestando, per ora silenziosamente, davanti alla sede centrale della polizia di Atene. Finora secondo i media solo 4 parlamentari e 12 altri esponenti di Alba Dorata sarebbero stati arrestati rispetto ai 36 ordini di cattura emessi da un magistrato dell’Aeropago, la Corte Suprema ellenica.

10.30 – Tra gli arrestati c’è anche il segretario della sezione di Alba Dorata del quartiere di Nicea, quella alla quale era escritto Giorgos Roupakias, l’assassino di Fyssas.

10.15 – Secondo le notizie diffuse dai media ellenici questa mattina sarebbero stati arrestati anche due agenti in servizio della polizia, accusati di collaborare con le attività criminali di Alba Dorata.

10.00 – Man mano che vengono arrestati i dirigenti e gli esponenti di Alba Dorata vengono portati dagli agenti negli uffici dell’antiterrorismo al dodicesimo piano del Gada, il palazzo della questura centrale di Atene all’ingresso del quale si è concentrata una discreta folla di giornalisti. Dal suo sito il movimento neonazista sta diffondendo un appello a dimostrare la propria solidarietà ai camerati finiti in manette anche se per ora non si ha notizia di manifestazioni, mentre alcuni dei parlamentari oggetto del mandato di cattura sono per il momento irreperibili.

9.30 – A quanto traspare finora quindi la maxioperazione contro l’estrema destra sarebbe giustificata da un comportamento ‘criminale’ dell’organizzazione neonazista, definitita “associazione a delinquere” e coinvolta in omicidi, rapine, ricatti e riciclaggio di denaro. Una formula ambigua e che non ha a che fare quindi con il carattere neonazista del partito, a detta di alcuni esponenti della sinistra greca, la stessa che nei giorni scorsi ha già portato all’arresto di alcuni attivisti che da anni animano la protesta delle comunità locali della penisola calcidica contro una miniera d’oro che una multinazionale canadese è stata autorizzata a realizzare nel villaggio di Ierissos.

09.00 – Nikos Michaloliakos, il fondatore e leader del partito neonazista greco Chrysi Avgì (Alba Dorata), è stato arrestato dalla polizia all’alba di oggi.
Insieme con il segretario generale di Alba Dorata, che gli squadristi amano chiamare Führer, sono stati arrestati un’altra trentina di dirigenti di spicco e militanti del movimento. Tra questi anche quattro parlamentari tra i più in vista dell’organizzazione, compresi Ilias Kasidiaris, Lagos e Nikos Patelis.
Gli arresti sono scattati per ordine di un magistrato della Corte Suprema che ha emesso 36 mandati di cattura contro altrettanti esponenti dell’estrema destra accusati di essere coinvolti a vario titolo nell’omicidio, la sera dello scorso 17 settembre, del rapper antifascista Pavlos Fyssas, accoltellato a morte nel quartiere di Keratsini dal sicario del movimento neonazista Giorgos Roupakias, dopo che il 34enne era stato aggredito da decine di squadristi.

Non sono state ancora rese note le accuse alla base degli arresti ma i provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal procuratore della Corte Suprema Charalambos sulla base delle intercettazioni telefoniche effettuate dagli inquirenti sui cellulari di alcuni membri del partito e di suoi simpatizzanti. Dalle intercettazioni sarebbero emersi in maniera evidente collegamenti della dirigenza di Alba Dorata con l’omicida, il 45enne Roupakias. Le prove raccolte dagli inquirenti dimostrerebbero che il partito neo-nazista si muove sulla base di una precisa catena di comando con le connotazioni di una vera e propria organizzazione criminale dedita ad aggressioni razziste e ad attività illegali come la richiesta del pizzo ai negozianti in cambio dell’offerta di ‘protezione’. Secondo alcune indiscrezioni alcuni dirigenti di Chrysi Avgi sono stati indagati anche per riciclaggio di denaro sporco e per il coinvolgimento in alcuni casi di omicidio e aggressioni attribuiti inizialmente alla malavita organizzata.

Ieri pomeriggio alcuni media avevano diffuso la notizia del possibile arresto di tre parlamentari del partito di estrema destra. Qualche ora Michaloliakos era intervenuto pubblicamente offrendo al partito di centrodestra Nea Dimokratia del premier Samaras la propria collaborazione per evitare che la coalizione di sinistra Syriza vinca le elezioni, ribadendo la minaccia di far dimettere tutto il gruppo parlamentare di Alba Dorata.

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Fonte: contropiano.org

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Set 27 2013

Come evitare di essere tracciati da Google nelle ricerche sul Web

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Quando cerchi con Google, e clicchi su un link, il tuo termine di ricerca viene solitamente inviato a quel sito, insieme alle informazioni sul tuo browser e sul tuo computer, che spesso possono identificarti univocamente.

Tutto ciò é spaventoso, ma d’altronde a chi interessa di qualche sito casuale?

Quei siti di solito hanno pubblicità di terze parti e quelle terze parti costruiscono profili sulla tua persona, ecco perchè quelle pubblicità ti seguono ovunque.

Anche questo è spaventoso, ma a chi possono interessare delle pubblicità sull’herpes? Il tuo profilo può anche essere venduto e potenzialmente apparire in posti indesiderati, come prezzi più alti e stipulare un’assicurazione.

Ma c’è di più. Ricordi le tue ricerche? Google salva salva (anche) quelle (full sentence is “Ricordi le tue ricerche? Google salva [=saves] anche [=also] quelle [=them]) .

Le tue ricerche salvate possono venire richieste legalmente  e poi ti si ritorcono contro (può succedere).

Oppure un malintenzionato impiegato di Google potrebbe mettersi a curiosare (può succedere).

O i server di Google potrebbero essere violati (può succedere).

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Ecco perchè noi non inviamo le tue ricerche ad altri siti.

O perchè non memorizziamo alcuna informazione personale.

Questa é l’essenza della la nostra politica sulla Privacy.

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Perciò non farti tracciare quando cerchi.

Usa DuckDuckGo invece.  Add to Browser

La Privacy è solo una (ragione) or un (motivo) dei tante (ragioni) or tanti (motivi) motivi per il quale è fantastico.

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Fonte: http://donttrack.us/

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Set 26 2013

Omofobia alimentare: boicottare Barilla! L’urlo del mondo LGBT

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Aziende: mondo Lgbt in rivolta contro la Barilla che nega famiglie gay nei propri spot

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Mondo Lgbt in rivolta contro le affermazioni di Guido Barilla, mercoledì durante la trasmissione radiofonica ‘La Zanzara’. Il presidente della nota azienda alimentare ha affermato che non avrebbe mai fatto una pubblicità con protagonista una famiglia gay “perché noi siamo per la famiglia tradizionale”.
Dopo le proteste, Guido Barilla ha precisato: “Mi scuso se le mie parole hanno generato fraintendimenti o polemiche, o se hanno urtato la sensibilità di alcune persone”. “Nell’intervista – prosegue – volevo semplicemente sottolineare la centralità del ruolo della donna all’interno della famiglia”.
“Per chiarezza desidero precisare: ho il massimo rispetto – aggiunge – per qualunque persona, senza distinzione alcuna. Ho il massimo rispetto per i gay e per la libertà di espressione di chiunque. Ho anche detto e ribadisco che rispetto i matrimoni tra gay. Barilla nelle sue pubblicità – conclude – rappresenta la famiglia perché questa accoglie chiunque e da sempre si identifica con la nostra marca”
Sui social network è rivolta contro le sue dichiarazioni. Il trend di discussione su Twitter è ai primi posti, con le consuete ironie della Rete che utilizzano tutte le sfumature, fino a fotomontaggi di note campagne pubblicitarie della casa dedicati alla vicenda.
Montano, in particolare, proposte di boicottaggio dei prodotti Barilla. E’ Aurelio Mancuso, di Equality Italia, a proporre l’utilizzo della leva economica: “nessuno ha mai chiesto alla Barilla di fare spot con le famiglie gay, è evidente che si è voluta lanciare una offensiva provocazione per far sapere che si è infastiditi dalla concreta presenza sociale, che è anche un segmento importante di consumatori. Raccogliendo l’invito del proprietario della Barilla a non mangiare la sua pasta, rilanciamo con una campagna di boicottaggio di tutti i suoi prodotti. Per intanto è già partito su Twitter l’hastag #boicottabarilla.
“Dopo le dichiarazioni di Guido Barilla ci chiediamo se dovesse scegliere come testimonial tra Obama e Giovanardi chi sceglierebbe – scrive Fabrizio Marrazzo, presidente di Gay Center – . Il primo è a favore dei matrimoni gay, il secondo è un omofobo. Alla Barilla scegliere le strategie di comunicazione migliori”.

Mentre dal mondo della politica è Alessandro Zan, deputato di Sel ed esponente del movimento gay, a rilanciare l’idea del non acquisto: “Aderisco al boicottaggio della Barilla e invito gli altri parlamentari, almeno quelli che non si dimettono, a fare altrettanto”.
Franco Grillini, presidente di Gaynet Italia, commenta: “Tra i tanti tipi di omofobia ci mancava quella alimentare. Ci ha pensato Guido Barilla a colmare il vuoto invitando addirittura a boicottare il marchio se al gentile pubblico non piace la sua politica familista basata sugli spot zuccherosi che rappresentano una famigliola sempre felice e senza macchia, rigorosamente etero”.

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Fonte: Adnkronos

Da: tafter.it

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