Set 20 2013

5.000 suicidi nel mondo per “crisi economica globale”

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Crisi, ancora una conferma dagli studi: più suicidi nel mondo a causa della povertà

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di Fabrizio Salvatori

5.000 morti per “crisi economica globale”. Gli studiosi continuano a indagare il fenomeno dei suicidi. E l’ultimo studio che arriva da Hong Kong contiene dati molto interessanti. Stando ai numeri, nel 2009 la decisione di togliersi la vita è stata tra gli uomini in piu’ di quanto previsto rispetto alle statistiche passate. Le elaborazioni dei ricercatori su dati forniti dal Fondo Monetario Internazionale, dall’Organizzazione mondiale della Sanita’ e dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie Usa mettono a confronto i numeri relativi al pil, all’occupazione e ai suicidi in ben 54 paesi. Secondo le stime emerse, nel 2009 la disoccupazione globale e’ cresciuta del 37%, il pil e crollato del 3% ed il tasso di suicidi tra gli uomini e’ aumentato del 3,3%. I paesi dell’Unione europea – spiega il rapporto pubblicato sulla rivista online ‘BMJ’ – hanno sofferto un aumento dei suicidi tra la popolazione maschile del 13.3% rispetto al passato. I suicidi sono aumentati negli Usa ed in Canada del 8,8%, nei paesi dell’America latina del 6,4%. Il piu’ vasto aumento dei sucidi in Europa e’ stato registrato tra gli uomini nella fascia di eta’ tra i 15 ed i 24 anni, mentre in America tra gli uomini tra i 45 ed 64 anni. Non e’ risultato alcun aumento di suicidi, invece, tra le donne europee.

In Italia, intanto, le regioni si vanno organizzando per fronteggiare il fenomeno. Il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, rendendo noti i dati sul servizio “InOltre La Salute dell’Imprenditore”, sottolinea che in 15 mesi di attivita’ ha operato con efficacia seguendo 190 imprenditori, pianificando e realizzando un percorso di affiancamento per definire una strada da intraprendere e attivare i servizi sanitari territoriali a cui rivolgersi. Finora le chiamate ricevute dall’800334343 sono state 833, di cui 65 da fuori regione (Lazio, Lombardia, Campania, Emilia e Friuli). Nello specifico 190 utenti sono stati seguiti nella gestione delle proprie difficolta’ da un operatore territoriale dedicato: 61 di Vicenza, 49 di Padova, 30 di Treviso, 26 di Venezia, 16 di Verona, alcuni di Rovigo e di Belluno.

Anche nel Lazio ci sono iniziative simili. L’obiettivo per ora è quello di sostenere gli imprenditori in difficolta’ per la crisi economica attraverso la creazione di uno sportello di ascolto psicologico. L’iniziativa è promossa da Confcommercio Roma, l’Ordine degli psicologi del Lazio e l’Ordine dei dottori commercialisti di Roma, e sara’ presentata nel dettaglio martedi’ presso la sede della Confcommercio di Roma in via Marco e Marcelliano 45 alle 11. Nel corso dell’incontro verra’ presentato il numero verde dello sportello di ascolto psicologico.

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Fonte: controlacrisi.org

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Set 20 2013

Settimana Mondiale per l’Abolizione della Carne – 21/29 settembre 2013

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Sentiamo continuamente dire: “Ma dobbiamo uccidere gli animali per poterci nutrire”. Questa idea è onnipotente e radicata. Trasforma in tabù qualsiasi discorso riguardante il destino iniquo riservato agli animali. A causa di questa idea, miliardi di esseri senzienti ogni giorno vengono fatti nascere e massacrati per soddisfare il piacere di mangiarne le carni. Il diritto assoluto di uccidere per un capriccio!
Questa idea è una menzogna che ci consente di continuare a sfruttare i corpi degli animali affinchè i nostri gusti possano sbocciare; di abusare di loro e violentarli, riducendoli ad oggetti, privi di sensazioni o di coscienza e incapaci di soffrire.

La convinzione secondo cui non possiamo nutrirci senza sfruttare gli animali è causa di sofferenza e morte più di qualsiasi altra attività umana. E non è inevitabile.

Ogni anno, 63 miliardi di animali terrestri e oltre mille miliardi di pesci vengono uccisi, nel mondo, per produrre cibo.



Si tratta di un problema reale: gli animali destinati all’alimentazione patiscono una sorte terribile.

La soluzione è evidente: dobbiamo vietare la produzione e il consumo di corpi animali.

Abolire la carne significa abolire la sofferenza e la morte di miliardi di animali. Significa dare loro il diritto di non essere uccisi a fini alimentari.

Rifiutare di partecipare al massacro è il primo passo. Passare parola è il secondo. La lotta contro lo sfruttamento degli animali per i loro corpi non è una questione individuale. La lotta deve essere collettiva.

 

 Raddoppiamo gli sforzi durante la prossima Settimana Mondiale di azioni per l’Abolizione della Carne(SMAC) dal 21 al 29 settembre 2013!

 

I cambiamenti spontanei nel comportamento dei consumatori non sono sufficienti per porre fine alla strage.
Le attività che nuocciono gravemente ad altri non possono essere di dominio della libertà individuale. E’ compito della società abolirle per legge.

 

Aboliamo gli allevamenti, la caccia e la pesca!

Aboliamo l’uccisione degli animali per la loro carne!

Poiché la produzione di carne implica l’uccisione degli animali che vengono mangiati,
poiché molti di loro soffrono a causa delle condizioni in cui vivono e in cui vengono messi a morte,
poiché il consumo di carne non è una necessità,
poiché gli esseri senzienti non devono essere maltrattati o uccisi senza necessità,

 

l’allevamento, la pesca e la caccia di animali per la loro carne, così come la vendita e il consumo di carne animale, devono essere aboliti.

A presto!
lo staff di meat-abolition.org

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Rivendicazione mondiale della richiesta di abolizione della produzione e del consumo di carni animali; ossia, proibizione dei prodotti della caccia, della pesca e dell’allevamento

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Fonte: SMAC

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