Dic 26 2010

La Riforma Gelmini e la fine della Storia dell’Università di massa

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di Gennaro Carotenuto

Ha ragione Mariastella Gelmini a celebrare l’approvazione della sua riforma dell’Università come “la fine del Sessantotto”. Con questa espressione però la ministro non intende quello che ogni buon conservatore associa al cosiddetto Sessantotto: antiautoritarismo, antimilitarismo, liberazione sessuale, rottura della morale borghese, equilibrio nel conflitto tra capitale e lavoro.

No, per Mariastella Gelmini il Sessantotto rappresenta innanzitutto un aborrito “egualitarismo”, da combattere con le armi dello sfuggente concetto di “meritocrazia” che la nuova legge si propone di incarnare. La Riforma di oggi è “la fine del Sessantotto” in quanto fine di quel fattore cardine di coesione e perequazione sociale rappresentato dall’Università di massa che Berlusconi e Tremonti, attraverso Gelmini, si erano promessi di eliminare.

L’equilibrio tra capitale e lavoro raggiunto dalle socialdemocrazie europee si protrasse per tutto il decennio successivo finché il primo, con la spallata thatcheriana, non prevalse sul secondo. La svolta neoliberale e neoconservatrice, che in Italia prese la forma simbolica della “marcia dei 40.000” prima e del berlusconismo poi, oggi, trent’anni dopo, è tra i fattori che stanno determinando la caduta di coesione sociale che è alla base dell’eclisse dell’Occidente. La Riforma Gelmini approvata oggi dal Senato è quindi epocale perché è il compimento di un lungo percorso che rompe in Italia un altro equilibrio fondamentale: quello tra la Costituzione, che ancora elementi, come il diritto allo studio, di forte perequazione sociale in un’economia di mercato, e gli interessi delle classi dirigenti. Gli ottimati pensano di incarnare il “merito” per censo e con Gelmini hanno l’occasione, nel tardo neoliberismo incarnato dal governo Berlusconi, di rafforzare e rinnovare privilegi antichi. Quindi, al contrario di quanto dice il ministro, solo i figli dei farmacisti continueranno a fare i farmacisti, i figli degli architetti gli architetti e i figli dei baroni… i baroni. Ciò perché la riforma Gelmini rappresenta la caduta dell’architrave democratico della nostra società rappresentato dall’Università di massa come percorso di ascensione sociale prima precluso ai più, poi dalla fine degli anni ‘60 aperto a tutti (che roba Contessa!), da oggi di nuovo ristretto.

I numeri parlano chiaro. Alla metà degli anni ‘60 gli studenti universitari in Italia erano 400.000. Oggi sfiorano i due milioni. Riscontriamo dati simili per tutti i nostri paesi di riferimento, la Francia, la Germania, la Gran Bretagna. Nell’Europa occidentale, nel quarantennio che ci separa dal “maggio francese” il numero delle persone che hanno potuto spendere sul mercato del lavoro un titolo universitario è quadruplicato. Ovvero: con l’Università di massa i figli del popolo vanno all’Università, senza Università di massa i figli del popolo, anche i capaci e i meritevoli, ne sono esclusi.  (leggi tutto)

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Fonte: Giornalismo Partecipativo

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Approfondimento

Riforma Gelmini

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Dic 26 2010

Settimana Mondiale per l’Abolizione della Carne – dal 24 al 30 gennaio 2011 (appello internazionale)

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Le passate edizioni delle giornate per l’abolizione della carne sono state un incoraggiante successo. Consci dell’importanza di tale rivendicazione, abbiamo deciso di organizzare queste giornate con cadenza più regolare. A partire dall’ultima settimana di settembre 2010, esse hanno luogo nella settimana dell’ultimo sabato di gennaio, maggio e settembre. La prossima mobilitazione è dunque prevista per il periodo dal 24 al 30 gennaio 2011.

Nelle precedenti giornate si sono svolti vari eventi in oltre 50 città dei seguenti paesi: Belgio, Bolivia, Brasile, Francia, Germania, Inghilterra, India, Irlanda, Italia, Portogallo, Sudafrica, Svizzera, U.S.A..

Ringraziamo tutti i singoli e i gruppi che hanno fatto sentire la propria voce per la causa degli animali oppressi ed hanno gridato che le nostre società devono abolire l’uccisione di animali per l’alimentazione! E’ davvero importante, per noi, vedere che nello stesso giorno persone in vari luoghi del mondo portano avanti la stessa rivendicazione politica: fermare lo sterminio degli animali.

Crediamo sia giunto il momento di chiedere pubblicamente l’abolizione della carne. Naturalmente questa richiesta non dovrebbe essere valida soltanto 3 settimane all’anno, ma dovrebbe crescere con l’accumulazione di eventi locali, nazionali ed internazionali.

E’ anche tempo di congiungere le nostre forze e rendere più evidente possibile la sofferenza animale. Ed è tempo di dichiarare l’obiettivo che deve essere finalmente discusso socialmente senza alcun tabù: l’abolizione dell’allevamento, della caccia e della pesca.

Auspichiamo che aumentino le singole azioni ed i paesi aderenti, e che tali crescano in determinazione, immaginazione e visibilità.

Se state progettando un evento, segnalatelo e mandate il resoconto a meatabolition(at)yahoo.com (english) o a abolizionecarne(at)gmail.com (italiano) per la pubblicazione.
I materiali per i presidi sono disponibili qui: http://aboliamolacarne.blogspot.com/2010/01/materiali-per-la-seconda-giornata.html

La lista degli eventi programmati in Italia sarà pubblicata e aggiornata su questa pagina e sulla pagina dedicata su facebook (http://www.facebook.com/event.php?eid=185120931503038 ).

Sono per ora in programma eventi a Trento, Roma, Monza, Olbia, Torino, Milano, Bologna, Olbia, Genova, Taranto ed altri.

http://aboliamolacarne.blogspot.com/
abolizionecarne@gmail.com

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