Apr 25 2020

Sosteniamo i giornalisti attaccati dall’industria della carne: lettera alla Rai

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Esprimiamo massima solidarietà a Sabrina Giannini, conduttrice di Indovina chi viene a cena, Mario Tozzi, conduttore di Sapiens, Luca Chianca e Sigfrido Ranucci di Report, duramente attaccati nei giorni scorsi dagli industriali della carne e della zootecnia.

Questo il messaggio che abbiamo inviato alla RAI, insieme alle associazioni Animal Equality Italia, CIWF Italia, ENPA, Essere Animali, Greenpeace Italia, Humane Society International Italia E Legambiente.

Con una lettera aperta rivolta al Presidente e al Consiglio d’Amministrazione della Rai, manifestiamo il nostro appoggio a tutti i giornalisti che, con le loro inchieste, si occupano e si occuperanno di portare alla luce scomode verita’, come l’impatto ambientale e il problema sanitario legato agli attuali livelli di produzione e consumo di carne e al metodo di allevamento intensivo.”

“Voler tenere nascoste tutte queste informazioni al pubblico e’ gravissimo: significa disinteressarsi della salute pubblica e di un problema globale che tutto il mondo sta vivendo con drammaticita’ e con un impatto sociale ed economico devastante, e che, se non risolto alla radice in tutte le problematiche correlate, si riproporra’ di nuovo in futuro. Attaccare giornalisti che affrontano scomode verita’, che non possiamo piu’ permetterci di omettere dalla discussione, e’ solo un modo per difendere i propri interessi, a scapito di quelli della collettivita’ e dell’umanita’ intera – questa la nostra posizione, affermata insieme alle altre Associazioni in un passaggio della lettera, in cui aggiungiamo – chiedere di far tacere dei giornalisti, o di impedire che trattino specifici argomenti, e’ inoltre contrario al concetto di liberta’ d’informazione, su cui e’ basata ogni vera democrazia.”

Ringraziamo il servizio pubblico RAI per aver dato spazio a simili programmi di approfondimento, con l’invito a non lasciare che palinsesto e contenuti vengano influenzati da simili levate di scudi da parte di aziende e associazioni di categoria che proteggono gli interessi dei singoli produttori a scapito della tutela della collettivita’.

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#INFORMAZIONELIBERA

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LETTERA APERTA

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Fonte: LAV

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Lug 31 2019

Lasciamoli vivere | Amazzonia: video di un uomo Awá incontattato

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I Guajajara del Brasile vogliono che guardiate e diffondiate questo emozionante video di un uomo Awá incontattato, colto di sorpresa mentre vive la sua vita nella foresta.

Midía Índia, un’associazione cinematografica indigena, ha diffuso la clip per richiamare attenzione sul dramma degli Awá incontattati, con cui i Guajajara condividono il territorio.

GUARDA IL VIDEO

Immagini come queste ci aiutano a ricordare quale battaglia stanno combattendo tutti i sostenitori di Survival International: difendere le vite e le terre dei popoli più vulnerabili del pianeta.

L’ultimo lembo di foresta degli Awá viene rapidamente distrutto man mano che i taglialegna e gli allevatori si avvicinano alle loro terre, senza dubbio incoraggiati dalle politiche anti-indigene e dalla retorica razzista del presidente Bolsonaro.

Come potete immaginare, affrontare questa situazione è una priorità assoluta per noi.

Lavoriamo accanto ai Guardiani dell’Amazzonia per sostenere il loro vitale lavoro di difesa della foresta. E stiamo facendo pressione su ministri e funzionari governativi affinchè proteggano le terre indigene. Non cederemo di un passo e, con il vostro sostegno, non ci arrenderemo mai.

Con speranza e determinazione,

Francesca Casella
Direttrice per l’Italia

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Fonte: Survival Italia

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Gen 1 2018

California 1997 | La sequoia, la lotta e Julia “Butterfly”. Oggi Julia ha bisogno di noi!

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Julia Butterfly Hill ha bisogno di noi!

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Ve la ricordate la ragazzina che vent’anni fa rimase due anni su una sequoia e riuscì a salvare un intero bosco dall’abbattimento in California? Era Julia “Butterfly” Hill, che oggi, dopo innumerevoli campagne attiviste a tutela di ambiente e diritti umani, ha problemi di salute e chiede aiuto a tutti noi per poter sostenere il costo delle cure negli Stati Uniti.

Il 10 dicembre di vent’anni fa iniziava, su una sequoia millenaria della California, l’impresa che ha ispirato centinaia di migliaia di attivisti di tutto il mondo impegnati nella salvaguardia dell’ambiente. Quel giorno del 1997 Julia Butterfly Hill, allora ventitreenne, saliva su Luna, una sequoia della foresta di Headwaters, e lì è rimasta per 738 giorni. Il suo gesto ha salvato una foresta dall’abbattimento, ma ha ottenuto anche molto di più: ha risvegliato le coscienze dei milioni di persone che l’hanno vista in tv, che leggevano di lei sui giornali, che si preoccupavano per la sua incolumità quando le tempeste, la fame, il freddo e la solitudine mettevano a durissima prova quella ragazzina così determinata. Ha acceso un faro sugli abusi che l’uomo commetteva e commette sull’ambiente e ha dimostrato che ciascuno di noi, con volontà e impegno, può fare tantissimo per cambiare le cose.

La casa editrice Terra Nuova, per celebrare questo anniversario, ha pubblicato una nuova edizione del libro La ragazza sull’albero  che racconta quell’impresa; un libro amatissimo da tanti, scritto dalla stessa protagonista. La nuova edizione è arricchita da un’ intervista esclusiva a Julia ed è uscita proprio il 10 dicembre 2017.

In concomitanza con l’uscita del libro, Terra Nuova ha lanciato anche un appello per aiutare Julia in un momento di particolare difficoltà. Dopo anni di lotte incessanti in nome dell’ambientalismo e dei diritti umani, infatti, Julia ha dovuto interrompere le sue attività a causa di problemi di salute , che la vedono costretta a sottoporsi a una serie di interventi chirurgici alle anche e alla schiena. La sanità negli Stati Uniti ha costi molto elevati e Julia non ha possibilità di sostenerli interamente. Per questo, per permettere a Julia di rimettersi presto in piedi e tornare attiva nelle sue battaglie civili, Terra Nuova promuove questa raccolta fondi. Il ricavato delle donazioni libere sarà devoluto interamente a Julia Hill, mentre alle somme raccolte con le ricompense saranno detratte solo le spese. Trovate QUI tutte le informazioni.

Ma cosa è accaduto a Julia dopo quei due anni sulla sequoia? Ebbene, non si è mai fermata, ha sempre seguito il suo motto: «you make the difference », tu fai la differenza. «Da quando l’esperienza sulla sequoia si è conclusa, ho partecipato a molte azioni dirette e di disobbedienza civile» ci ha spiegato Julia nel settembre 2016 quando è venuta a trovarci (nella foto). « Sono stata in Ecuador a sostenere la protesta contro l’oleodotto che minacciava gran parte delle foreste in quel paese e mi hanno anche arrestata e deportata. Mi sono schierata in prima linea negli Stati Uniti contro la guerra in Iraq e ho scelto di diventare una war-tax resister , ossia di destinare ogni centesimo delle mie tasse a cause a cui tengo, rifiutandomi di pagarle all’Ufficio delle Entrate. Sono salita di nuovo su un albero a Los Angeles in California nel tentativo di salvare il giardino urbano più grande degli Stati Uniti, minacciato da una grande catena di centri commerciali. Queste sono solo alcune azioni, ma sono molte le cause che seguo e sostengo».

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QUI per acquistare il libro

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Fonte: ilcambiamento.it

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Set 30 2011

Appello – Bolivia: fermate l’autostrada in Amazzonia

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Domenica la polizia boliviana ha usato gas lacrimogeni e manganelli contro le popolazioni indigene, inclusi donne e bambini, che manifestavano contro la costruzione di una mega-autostrada illegale che taglierà in due la foresta amazzonica.

72 ore dopo il paese è caduto in crisi: il Ministro della difesa ha rassegnato le dimissioni per disgusto, i boliviani hanno occupato le strade del paese e il Presidente Evo Morales è stato costretto a sospendere momentaneamente la costruzione dell’autostrada. Alcune multinazionali molto potenti, però, hanno già cominciato a disboscare questa preziosa riserva naturale. Solo se il mondo si metterà dalla parte di questi coraggiosi leader indigeni potremo far sì che l’autostrada segua un altro percorso e garantire così la protezione della foresta.

Avaaz ha appena consegnato una petizione d’emergenza firmata da 115.000 membri della Bolivia e dell’America Latina a due ministri importanti: ora sono estremamente preoccupati e sotto pressione. Dopo questi episodi di brutale violenza dobbiamo agire con maggiore urgenza e lanciare un allarme per fermare la repressione e la costruzione dell’autostrada. Firma la petizione urgente – sarà consegnata in maniera spettacolare al Presidente Evo Morales non appena raggiungeremo le 500.000 firme.

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FIRMA LA PETIZIONE !!

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Fonte: Avaaz.org

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Approfondimento

Disboscamento

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