Mag 2 2014

Bologna 9 – 18 maggio 2014: Human Rights Nights, Festival di Cinema, Arte e Musica per i Diritti Umani

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    HUMAN RIGHTS NIGHTS
          9/18 MAGGIO 2014

 

             XIV Edizione

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Human Rights Nights è dedicato quest’anno alle Nuove Povertà. Il Festival approfondirà i temi dei diritti negati, della dignità alla vita, dei doveri e responsabilità, del benessere e felicità, del diritto alla cultura e alla cittadinanza.

La spirale di povertà creata dall’insicurezza finanziaria e dalla crisi alimenta l’incertezza dei diritti al lavoro, alla casa ed alla salute pubblica. La dignità alla vita perde importanza mentre aumentano disagio, violenza, dipendenze. Le istituzioni divengono sempre più inadeguate nella cura della comunità, mentre si diffondono solidarietà e impegno nella società attraverso il terzo settore e il volontariato. Nascono così, lotta allo spreco, decrescita felice, orti urbani, riciclo e recupero degli spazi, e si misura la qualità della vita non più solo con il PIL – Prodotto Interno Lordo, ma anche con il GNH – Gross National Happiness / Felicità Nazionale Lorda. Il diritto alla cultura, all’istruzione e alla cittadinanza diventano fondamentali, così come la pluralità culturale e la diversità.

Human Rights Nights attraverso un ricco programma di cinema, arte, musica, sport, diventa espressione della pluralità creativa ed etica della nostra contemporaneità, in un’ottica di resistenza positiva.

Con 50 film da oltre 30 paesi, il festival inaugura con il film Omar del regista palestinese Hani Abu – Hassad, in omaggio alla resistenza e ai diritti umani in Palestina e nel mondo. Sul tema delle nuove povertà, il film In grazia di Dio di Edoardo Winspeare conclude una serie di visioni tra cui Food Savers di Valentino Thurn e L’economia della felicità di Helena Norberg Hodge, John Page e Steven Gorelick. Sul tema della migrazione e le minoranze, Mare Chiuso di Andrea Segre e Stefano Liberti, Container 158 di Stefano Liberti ed Enrico Parenti e Va’ pensiero di Dagmawi Yimer (Premio Mutti AMM). Segnaliamo inoltre i film War Witch di Kim Nguyen e Bakroman di Gianluca e Massimiliano De Serio, sull’infanzia tra guerra e povertà, Polinter di Dafne Capella sul sovraffollamento nelle carceri in Brasile, Fatal Assistance di Raoul Peck sull’inefficienza del sistema di aiuti internazionali ad Haiti e Tiger Mountain di Jie Wu sull’inquinamento nella Cina contemporanea. Film di chiusura è Salma, il nuovo documentario di Kim Longinotto, sulla forza di una donna attraverso la poesia. Una competizione online (HRNs Vimeo Channel) e HRNs People Award premieranno i migliori film.

Nell’ambito del progetto Youth – scuola e diritti umani, i ragazzi e ragazze delle scuole di Bologna discuteranno intorno al film La mia classe di Daniele Gaglianone, su diversità, diritti e identità, con attivisti sociali, operatori e il Laboratorio On the Move. Il progetto Schermi & Lavagne della Cineteca di Bologna, presenta Khumba, cercasi strisce disperatamente e Tainà, una leggenda amazzonica, seguiti da Human Rights Kids, giochi per bimbi sui diritti umani.

La musica riflette la ricchezza delle creatività plurali di Bologna: la Danza del Leone di Moulaye Diallo con percussioni djembe e sabar di Yakar in Piazza Nettuno per Strabologna; danze dal subcontinente asiatico, dall’India al Bangladesh con Jaya e BD newdancer; Hip Hop con On the Move, Dj Dima, Dj Lugi; il caleidoscopio di ritmi e melodie di Laboratorio Social Afrobeat di Guglielmo Pagnozzi; il Blues Tuareg di Mohamed Azizi; le sonorità griot punk e afro folk di B.B. CicozMaMa Afr!ka & Sandro Joyeaue, insieme all’associazione Naufragi e al Festival Porte Aperte, il flamenco, balkan jazz e swing manouche di La Vanguardia. Il programma musica, curato da AfricanBamba, sarà quest’anno ospitato nel Giardino Klemlen all’interno del parco del Cavaticcio.

Presso il Giardino Klemlen, dopo una prima anticipazione in Piazza Verdi, apre il Mercatino Verde del Mondo:uno spazio mostra di eco-design, cucine gourmet del mondo, produzioni bio a km0, riciclo e moda, ispirati al crescente desiderio di sostenibilità e rispetto della natura, e delle differenze.

Una galleria all’aperto in Piazzetta Pier Paolo Pasolini ospiterà progetti d’arte e fotografia dal mondo – dai paesaggi naturali e umani dell’Etiopia, agli studi fotografici del Mali, ai monaci del Myanmar alle culture Rom-Sinti in Europa, con istantanee su frontiere e minoranze. Saranno presenti Amnesty International e associazioni e ONG della rete Human Rights Nights, tra cui Associazione Naufragi che presenta il Festival Porte Aperte intervenendo sullo spreco e la valorizzazione delle risorse.

Infine, Sport per la diversità a HRNs. Human Rights Nights corre alla Strabologna con Venuste Niyongabo, e partecipa agli eventi Inside Sports & Music all’Istituto Penale Minorile e Why Not ai Giardini Margherita. Professionisti dello sport, giornalisti e campioni si confrontano sul valore dello sport per la pace e l’integrazione, con dimostrazioni di capoeira, parkour, showdown, cricket e thai boxe. A seguire proiezioni di film sul tema.

Human Rights Nights si conclude il 18 maggio con musica al Mercatino Verde del Mondo al Giardino Klemle

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IL PROGRAMMA

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I LUOGHI

Cinema Lumière, Cortile e Biblioteca Renzo Renzi

Piazzetta Pier Paolo Pasolini 2b

ingresso via Azzo Gardino 65

Sala Cervi, Cineteca di Bologna

Via Riva Reno 72

Giardino Klemlen – Parco Cavaticcio

Via Azzo Gardino

Piazza del Nettuno

Piazza Maggiore

Piazza Verdi

Pinacoteca Nazionale di Bologna

Via Belle Arti 56

Istituto Penale Minorile P. Siciniani

Via del Pratello 34

Cinema Europa

Via Pietralata 55

Giardino San Leonardo

Via Belmeloro

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HRN Shorts Online Contest – Human Rights Nights Community

Votate i cortometraggi che saranno visibili e eleggibili dal pubblico fino al 15 maggio cliccando su “Mi piace”.
Votate sul nuovo canale Vimeo HRNs

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INFO FESTIVAL

Tutte le proiezioni ed eventi del Festival Human Rights Nights sono ad  INGRESSO GRATUITO.

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È gradito un contributo a Human Rights Nights– potrai farlo per tutta la durata del festival, attraverso la nostra HRNs Card, o per ogni evento, con una donazione simbolica.

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Human Rights Nights è membro fondatore di Human Rights Film Network, rete internazionale di oltre 40 festival dei diritti

umani nel mondo – www.humanrightsfilmnetwork.org

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Human Rights Nights è realizzato da:

Giulia Grassilli (Direttore Artistico)

Sara Anastasi (Organizzazione Generale, Amministrazione)

Davide Sorlini (Direttore Tecnico)

Raffaello Rossini (Produzione, Comunicazione)

Isabella Malaguti (Responsabile Programmazione Cinema)

Lapo Gresleri, Marcello Polizzi (Programmazione Cinema)

Abdoulaye Gaye (Curatore Musica)

Caterina Mazzilli (Curatrice Conferenza Nuove Povertà,

Relazioni Settore Sociale)

Chiara Gallo (Progetto Sport per la Diversità)

Chiara Gallo, Natasha Malanca (Progetto Youth: scuole,

diritti umani e diversità)

Giuseppe Mandato, Luca Willette (Web)

Vanja Popovic, Andrea Asteriti, Azucena Moran, Zorka

Varga, Raffaela Bientinesi, Janki Merai, Mbaye Gaye

Alessandra Seidita (Comunicazione, Promozione)

Simone Gambelli (Fotografo)

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Sottotitoli a cura di:

Antonio Romano, Flavia Guadagnino, Giulia Illica Magrini, Federica Fusco, Sara Guida,Linda Bucci, Alessandra Carta

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Ringraziamenti:

staff di Human Rights Nights e Fondazione Cineteca di Bologna, volontari, amici, ospiti, registi, professionisti, artisti, musicisti, cuochi, traders del mercatino e tutti coloro che hanno partecipato al festival

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Per maggiori informazioni: info@humanrightsnights.org – 347 8672371 – 051 2194845

www.humanrightsnights.org/

www.humanrightsnights-community.org /

www.facebook.com/HRNsBo

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Fonte: Human Rights Nights

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Apr 27 2014

Bologna: storica Trattoria da Vito (Guccini, Dalla & Co.)

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DALLAVITO

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La Trattoria di Guccini, Dalla & Co.

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di Sara Musiani

“Da Vito” a Bologna non è una semplice trattoria, ma un luogo storico, dove si sono incrociate le vite, i pensieri e la creatività di artisti, musicisti e letterati. Un posto magico, dove il profumo della cucina si mescola a quello del fervore culturale.

Ci sono alcune osterie nel cuore dei capoluoghi italiani, dove la cucina – la buona cucina – non è l’unica cosa che si va ricercando.

L’ironia, la cultura, lo spettacolo possono a volte convivere in un luogo dove normalmente il protagonista è il cibo, soprattutto in una terra come la nostra. Trattorie dove, seduti al tavolo, capita di girarsi e trovare accanto a sè i più grandi cantautori contemporanei che si esibiscono con un vecchio pianoforte a mezza coda, come nel salotto di casa propria…

La storica trattoria “Da Vito”, in un altrettanto storico quartiere di Bologna, è uno di questi. La vetrinetta d’ingresso non è facile da localizzare, in fondo ad una strada un po’ buia del quartiere che negli anni ’30 era una delle prime propaggini della città che si iniziava ad estendere verso la campagna.

Nel ’48, nel pieno della ricostruzione post bellica, il padre di Paolo – l’attuale gestore – apriva questo locale che all’inizio consisteva di un’unica stanza, per poi annettere anche la piccola veranda coperta, un tempo la “bocciofila” del quartiere, luogo di svago degli artigiani che lavoravano in quella zona della città, ancora fortemente ad impronta manifatturiera .

Nel raccontare la sua infanzia fra quei tavoli, Paolo ricorda – non senza una certa dose di rimpianto – quei giorni con pochi coperti , quell’atmosfera rarefatta in cui “gli anziani, magari dopo una cena ed una bevuta, si mettevano a ballare per strada…c’era voglia di ricominciare e ricostruire in quei tempi…oggi i vicini chiamerebbero immediatamente la polizia per disturbo della quiete pubblica!”

Più osteria a gestione famigliare che ristorante, Paolo ne prende le redini nei primi anni ’70,ed in quegli anni di fermento politico la trattoria “Da Vito” inizia a diventare quel centro culturale ed artistico che lo ha reso famoso negli anni successivi : “Tutto è iniziato con la politica: furono i giornalisti della redazione de “Il Foglio”, a lanciarci, venendo qui a pranzo, con intellettuali della caratura di Panebianco, Insolera; le redazioni lavorano la notte, e qui non c’erano orari ( come in molte osterie dell’epoca), la cucina era sempre aperta”. Dopo lo sfaldarsi della DC, Vito continuò ad essere mensa aziendale delle redazione del neonato Il Carlino di Bologna, de L’Avvenire e, con la politica portata dai giornalisti, gli intellettuali emergenti arrivarono in rapida successione a fare tappa in Via Paolo Fabbri: Dario Fo, Carmelo Bene, Andrea Pazienza ed i cantautori italiani fra i più amati degli ultimi decenni .

Paolo inizia a raccontare dei suoi amici cantanti descrivendoli sotto un aspetto che solo poche persone possono aver avuto la fortuna di conoscere: ricorda ad esempio che “a Francesco Guccini trovammo casa noi…qui in questa via che poi lui ha celebrato nella sua canzone”, lo definisce un “un filosofo prestato all’arte, un uomo pesante e profondo, mai banale, grande dispensatore di consigli, capace di “curarti” solo con il suo bagaglio culturale”. Quello stesso Guccini che il 14 dicembre dell’anno scorso ha deciso di festeggiare e cantare per l’ultima volta proprio nel suo locale, ed alla dodicesima canzone, come promesso, non ha più suonato una nota “era arrivato a quel punto della carriera in cui hai già detto e scritto tutto quello che potevi..”. Per il compianto Lucio Dalla, icona della musica emiliana, Paolo ha parole di ammirazione : “Lucio era un genio…ma un genio sensibile, capace di comprendere l’altro”; Dalla era un habitué della sua trattoria : “da persona fortemente scaramantica quale era, amava sedersi sempre allo stesso tavolaccio, in cucina, il posto dove riceveva amici e dove firmò il primo contratto di collaborazione con Gianni Morandi”.

Guardando un pianoforte a muro appoggiato in un angolo e mimetizzato dalle giacche dell’appendiabito, Paolo racconta di come sia stato usato una volta da una giovanissima Gianna Nannini, che una sera, in mezzo al piccolo locale, aveva organizzato un concerto improvvisato.

E ancora nomi illustri come Gaber, De Andrè, Benigni…tutti personaggi che in comune hanno avuto, a suo parere, la “capacità di interiorizzare l’arte, non dei semplici attori o cantanti; capaci di empatia e quindi di condivisione di quello che era in loro”.

Paolo ammette di aver beneficiato di queste conoscenze, imbevendosi di cultura al punto da comprare il suo primo quadro a soli 13 anni, ormai innamorato dell’arte. Tutto questo fervore artistico lo ha portato a prendere la decisione, un giorno, di fare di Vito una Fondazione con tutte le opere che ha raccolto -ed esposto- nella sua vita; affinché tutto rimanesse come era, perché questo locale che conserva ancora intatti gli arredi di quasi cinquant’anni fa, mantenesse intatto, come in un’esposizione permanente, quel senso autentico di amore per l’arte e semplicità arcaica con cui è nato.

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Fonte: Tafter

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Gen 16 2014

Bologna 24 / 27 gennaio 2014 – Arte Fiera: fiera europea di arte moderna e contemporanea

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Balla

Giacomo Balla, Velocità d’automobile, 1913

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Tante le novità di Arte Fiera, che organizzata da BolognaFiere mantiene la sua leadership nazionale e continua ad essere una delle principali fiere Europee di arte moderna e contemporanea. La prossima edizione che si svolgerà dal 24 al 27 gennaio 2014 nel quartiere fieristico di Bologna è stata presentata l’11 ottobre in conferenza stampa dal presidente di BolognaFiere Duccio Campagnoli assieme ai due direttori artistici – Claudio Spadoni e Giorgio Verzotti alla presenza dell’ assessore alla Cultura del Comune di Bologna Alberto Ronchi, del presidente dell’Istituzione Bologna Musei Lorenzo Sassoli De Bianchi, del direttore del MAMbo e dell’Istituzione Bologna Musei ‐ Gianfranco Maraniello e del Presidente dell’Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea Italiane Massimo di Carlo. Sul podio si sono inoltre succeduti gli interventi di Guido Mologni nuovo direttore artistico di BolognaFiere Shanghai Contemporary, Fabio Castelli, curatore della sezione Fotografia di Artefiera 2014 e Giorgio Fasol, noto collezionista di arte contemporanea.

Le gallerie partecipanti, italiane e straniere, superano le 150, con un aumento di circa il 20% rispetto all’edizione precedente. La selezione dei curatori artistici ha dovuto far fronte a un rinnovato interesse delle gallerie che hanno presentato domanda di partecipazione in numero maggiore rispetto all’ultima edizione. Segno di un rinnovato interesse verso la più longeva fiera italiana dell’arte contemporanea che giunge alla sua 38ma edizione.

Le Novità di Arte Fiera 2014
Tra le molte novità di quest’anno l’apertura, proposta e condivisa dai direttori artistici, all’arte della seconda metà dell’Ottocento, in una visione curatoriale che ha puntato l’attenzione sulla capacità di molti artisti del secolo precedente di anticipare i tempi a venire. Da qui il coraggio di affiancare l’Ottocento dei Macchiaioli, di De Nittis, di Boldini alla contemporaneità, in una visione dell’arte che prescinda e superi confini temporali e geografici.

“Uno sguardo più attento ai primordi di quella che definiamo arte moderna, amplierà – affermano i curatori ‐ l’interesse della fiera per le gallerie che trattano l’arte della fine dell’ottocento e i primi decenni del novecento – perché esiste una continuità ideale con il passato che ci aiuta a comprendere il presente”.

Conseguenza di questa impostazione è l’aprirsi anche alla produzione artistica di paesi che costituiscono ancor oggi mercati emergenti, come l’Est europeo e la Cina e a nuovi settori, come la fotografia artistica. Mantenendo come unico comune denominatore la qualità assoluta e l’originalità delle ricerche, Claudio Spadoni e Giorgio Verzotti, i direttori artistici nominati da Bolognafiere, hanno optato per una maggiore apertura della manifestazione ai molteplici settori della produzione artistica proprio per rispondere ad un pubblico che esprime esigenze sempre più articolate.

FOCUS SUI PAESI DELL’EST EUROPA
Arte Fiera 2014 ospiterà una Special Focus Section curata da Marco Scotini, curatore indipendente e Direttore di NABA (Nuova Accademia di Belle Arti). Si tratterà di una sezione dedicata ai paesi dell’Europa Orientale, area geografica selezionata per il 2014, le cui economie emergenti hanno dato un grosso slancio al mercato dell’arte e alla scena culturale in genere. Il focus sull’Est Europa si amplierà anche città di Bologna con la mostra ospitata presso il Museo Civico Archeologico “Piedistallo vuoto” che presenterà le opere di artisti dell’est che sono entrate nel patrimonio di importanti collezioni private.

ARTE E COLLEZIONISMO CINESE CON BOLOGNA FIERE SH CONTEMPORARY
Arte Fiera darà particolare attenzione anche all’arte contemporanea della Cina, grazie alla stretta collaborazione con SH Contemporary, la più importante fiera d’arte contemporanea e moderna cinese , organizzata da BolognaFiere China la cui prossima edizione è in calendario dall’11 al 14 settembre 2014 a Shanghai. In occasione di Arte Fiera 2014 Sh Contemporary presenterà ad Arte Fiera una mostra dedicata alla pratica dell’inchiostro su carta nell’arte contemporanea cinese con uno sguardo in particolare rivolto alle generazioni di avanguardia che hanno segnato gli ultimi 50 anni.

FOTOGRAFIA D’AUTORE
Per la prima volta un’intera sezione, completamente nuova per Arte Fiera, dedicata alle gallerie che propongono fotografia, che sarà organizzata in collaborazione con Mia Milan Image Art , il più importante appuntamento italiano per la fotografia artistica (controlliamo questa definizione ) diretto da Fabio Castelli con il quale è stato siglato un accordo pluriennale di collaborazione. Nel nuovo spazio dedicato alla fotografia i collezionisti che visiteranno Arte Fiera vedranno le opere esposte da una qualificata selezione di gallerie specializzate in questa forma di espressione artistica che sta trovando un numero sempre crescente di estimatori ed acquirenti.

Accanto alle grandi sezioni dedicate all’Arte Moderna e Contemporanea, alla sezione riservata alle nuove proposte dell’Est Europa, Arte Fiera conferma, visto il successo che la proposta ha ottenuto nella prima edizione, “Solo Show”, dedicata alle gallerie che sceglieranno di partecipare alla fiera presentando esposizioni monografiche di approfondimento su un unico artista di arte moderna o contemporanea.

Infine “Nuove Proposte”, sezione riservata alle gallerie che presentano esclusivamente artisti nati dopo il 1979. L’attenzione che Arte Fiera riserva agli artisti emergenti è sottolineata anche dall’ottava edizione del prestigioso premio Euromobil Under 30, riservato agli artisti nati dopo il 1983, ,promosso dal Gruppo Euromobil che per l’ottavo anno consecutivo sarà main sponsor di Arte Fiera.

ARTE FIERA CONVERSATIONS E MOSTRE
Arte Fiera 2014 proporrà , come d’abitudine, un ricco e qualificato programma di incontri e tavole rotonde che vedranno come protagonisti , galleristi, curatori, direttori di musei e collezionisti di primo piano nel mondo dell’arte moderna e contemporanea. Particolare attenzione sarà data ai temi del creazione artistica nei paesi dell’Europa Orientale, dell’Asia Centrale, della Cina e naturalmente d’Italia. Esponenti di primo piano del mondo dell’arte internazionale daranno vita a dibattiti sulla diffusione dell’arte italiana nel mondo.

ART CITY BOLOGNA
I giorni di apertura di Arte Fiera vedranno il totale coinvolgimento di tutta la città di Bologna che diventerà essa stessa un grande contenitore e palcoscenico per numerosi eventi legati all’arte contemporanea e moderna.
In collaborazione con il Comune di Bologna Assessorato alla Cultura sarà riproposto ART CITY, il calendario di iniziative che si svolgeranno nei musei di Bologna curato e coordinato da Gianfranco Maraniello , direttore del MAMbo Museo d’Arte Moderna di Bologna.
La notte del sabato sarà poi tradizionalmente dedicata alle proposte degli operatori commerciali e culturali Bolognesi, con la Art White Night che ogni anno richiama decine di migliaia di persone a Bologna per la Notte Bianca dell’Arte.

ORARI:
da venerdi 24 a domenica 26 dalle 11 alle 19
lunedi 27 gennaio dalle 11 alle 17

INGRESSO:
Ovest Costituzione

Titoli d’ingresso:
Biglietto giornaliero: € 20,00
Abbonamento 4 giorni: € 35,00
Abbonamento 3 giorni: € 33,00
Abbonamento 2 giorni: € 30,00

Consulta il sito

Informazioni:
Tel: 051 282111
Fax: 051 6374019
artefiera@bolognafiere.it

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Fonte: TAFTER

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Ott 27 2013

Bologna: Gender Bender Festival – “Il pelo nell’uovo”

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Bologna 26 ottobre – 2 novembre 2013

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Gender Bender è il festival internazionale che presenta al pubblico italiano gli immaginari prodotti dalla cultura contemporanea, legati alle nuove rappresentazioni del corpo, delle identità di genere e di orientamento sessuale.

Il Festival è interdisciplinare e propone un programma di appuntamenti che si articola in proiezioni cinematografiche, spettacoli di danza e teatro, performance, mostre e installazioni di arti visive, incontri e convegni di letteratura, concerti e live set di musicisti e dj, party notturni.

Realizza percorsi di senso inediti tra fenomeni culturali e comunicativi apparentemente lontani e contraddittori, indicando come sia possibile andare in maniera creativa oltre le norme e gli stereotipi del maschile e del femminile, e anticipando le trasformazioni divenute parte integrante del nostro immaginario.

Gender Bender è promosso da Il Cassero, gay lesbian center di Bologna.

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Info-contatti:  www.genderbender.it/ita/contatti.asp

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Fonte: genderbender.it

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Set 16 2013

Bologna Lesbian Film Festival – VII edizione 18-22 settembre 2013

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Se non è scomoda non è la nostra rivoluzione 😉

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Some Prefer Cake anche quest’anno prende corpo in uno sguardo lesbico fiero e intenso: Aurélie Lemanceau, attrice e performer franco-inglese testimonial di questa edizione.
L’anno scorso il racconto e le opere di Zanele Muholi ci hanno fatto approfondire il tema dei crimini d’odio verso le lesbiche nere sudafricane e proprio a loro dedichiamo questa edizione del festival.
Quest’anno la Carte Blanche dedicata alla Cina, curata da Marie Vermeiren, ci offre un altro scorcio su un mondo di lesbiche che resistono, con inventiva ed entusiasmo, con strategie di guerrilla festival e flash mob, all’imposizione del silenzio. Lesbiche, gay e trans infatti sono scomodi quando sono visibili, quando producono e promuovono cultura diversa, quando invece che richiedere di essere un soggetto integrato ed emulare la normalità affermano la propria differenza, si raccontano e così facendo (ri)costruiscono la propria storia.
In questo contesto significativa è la retrospettiva di quest’anno, che vede nostra ospite Cheryl Dunye, autrice cult della cinematografia lesbica, che negli anni ’90 ha dato voce al bisogno di rappresentazione delle lesbiche afroamericane, mixando in maniera creativa lo stile narrativo e quello documentario.
E come sempre SPC allarga il suo sguardo alle tematiche di genere. Anche i milioni di vedove di cui ci parla Cartografía de la soledad, infatti, sono scomode. In particolare, in quanto donne sole, sono scomode se resistono, se prendono consapevolezza di sé e sfidano il sistema che le vuole fuori dalla società, senza un significato perché senza un uomo.
Some Prefer Cake fa la sua parte per dare voce e visibilità alla nostra cultura, con la strategia dell’arricchimento e della crescita: 5 giorni intensi e tutti nostri, con 51 film, 21 prime, di cui 8 europee, 3 mostre fotografiche, 2 presentazioni di libri, 1 spettacolo di danza, 1 performance teatrale, 1 concerto, incontri con autrici e tavole rotonde, 2 webserie italiane, l’official party, aperitivi in giardino e tanto altro ancora.
E ricordiamoci sempre che per fortuna le lesbiche resistono anche ridendo: Heterosexual Jill e Who’s Afraid of Vagina Wolf? sono due commedie esilaranti che ce lo dimostreranno. Evviva!

Buone visioni.
Luki Massa e Marta Bencich

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Fonte: Some Prefer Cake Festival

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