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Lunedì 24 dicembre 2018
“Salute e Privacy sotto l’albero
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"L'informazione è potere! L'informazione deve essere libera!"
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Lunedì 24 dicembre 2018
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Il 27 novembre 2018 sarà ricordato come il Martedì Nero della Repubblica italiana perché il Parlamento ha trasformato in legge il Decreto Sicurezza che è in netta contraddizione con i principi della nostra Costituzione. E questo è avvenuto senza una discussione parlamentare e senza la possibilità di inserire emendamenti. Altro che centralità del Parlamento! È un brutto segnale per la nostra democrazia. Il Decreto Sicurezza è una legge repressiva anche nei confronti degli italiani. Rende reato, per esempio, il blocco delle strade o delle ferrovie (strategia nonviolenta attiva), proibisce l’assembramento di persone (elemento costitutivo della stessa democrazia), impone il daspo e gli sgomberi. È forse l’inizio di un sistema poliziesco guidato dall’uomo forte?
Ma la gravità di questo Decreto sta nel fatto che nega i principi di solidarietà e di uguaglianza che sono alla base della nostra Costituzione. Il Decreto prevede per i migranti l’abolizione della protezione umanitaria, il raddoppio dei tempi di trattenimento nei Centri per il Rimpatrio(CPR), lo smantellamento dei centri SPRAR (Sistema per i richiedenti asilo e rifugiati) affidati ai Comuni (un’esperienza ammirata a livello internazionale, per non parlare di Riace), la soppressione dell’iscrizione anagrafica con pesanti e concrete conseguenze, l’esclusione all’iscrizione del servizio sanitario nazionale e la revoca di cittadinanza per reati gravi. Trovo particolarmente grave il diniego del diritto d’asilo per i migranti, un diritto riconosciuto in tutte le democrazie occidentali, menzionato ben due volte nella nostra Costituzione. Questa è una legge che trasuda la ‘barbarie’ leghista e rappresenta un veleno micidiale per la nostra democrazia. Di fatto il decreto è profondamente ingiusto perché degrada la persona dei migranti e crea due classi di cittadini, rendendo lo ‘straniero’ una minaccia, un nemico e sancendo così la nascita del ‘tribalismo’ italiano, come lo definisce Gustavo Zagrebelsky. Anzi crea l’apartheid giuridica e reale…
Per di più questo Decreto si chiama “sicurezza”, ma sicurezza non offre, perché moltiplicherà il numero dei “clandestini” e degli irregolari che verranno sbattuti per strada. L’effetto è già sotto i nostri occhi: tre migranti su quattro si sono visti negare l’asilo, migliaia di titolari di un permesso di soggiorno sono stati messi alla porta, circa quarantamila usciranno dagli Sprar. E sono spesso donne con bambini che hanno attraversato l’inferno per arrivare da noi! Così entro il 2020 si prevedono oltre 130.000 irregolari per strada. E gli irregolari verranno rinchiusi nei nuovi lager, i CPR. A questi verrà ingiunto, entro sette giorni, di ritornare nei loro paesi. Ma né i migranti né il governo hanno i mezzi per farlo. Così rimarranno in Italia mano d’opera a basso prezzo per il capolarato del nord e del sud.
È questa la conclusione amara di un lungo cammino xenofobo di questo paese, iniziato con la Turco-Napolitano (i CIE!), seguito dalla Bossi-Fini, dai decreti Maroni e dalla legge Orlando-Minniti, oltre che al criminale accordo di Minniti con la Libia. Questo Razzismo di Stato è poi sfociato in una guerra contro le ONG presenti nel Mediterraneo, per salvare vite umane, e alla chiusura dei porti, in barba a leggi nazionali e internazionali! Non c’è più Legge che tenga, la legge la fa la maggioranza di turno al governo! È in ballo il diritto, la legge, la nostra stessa democrazia. È grave che ora anche il Presidente della Repubblica abbia firmato questo Decreto. Non possiamo più tacere. Dobbiamo reagire, organizzare la resistenza per salvare la nostra comune umanità.
Per questo ci appelliamo a:
”L’individuo, che infrange una legge perché la sua coscienza la ritiene ingiusta ed è disposto ad accettare la pena del carcere per risvegliare la coscienza della comunità riguardo alla sua ingiustizia, manifesta in realtà il massimo rispetto per la legge!”
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Coraggio, inizia ora la Resistenza civile!
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Alex Zanotelli (Missionario Comboniano)
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Approfondimento
Cosa c’è nel decreto “immigrazione e sicurezza” – Il Post
Decreto sicurezza 2018: immigrazione, cosa cambia – Corriere.it
05/10/2018: in vigore il c.d. decreto sicurezza – Gazzetta Ufficiale
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Dopo la notizia bomba diffusa nell’ottobre del 2015 dalla IARC (International Agency for Research on Cancer), parte integrante dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), sull’inserimento nell’elenco delle sostanze cancerogene delle carni rosse lavorate e sulla probabile cancerogenità della carne rossa (http://www.iarc.fr/en/media-centre/pr/2015/pdfs/pr240_E.pdf), su tutto il pianeta si diffuse un clima di panico. L’autorevolezza e l’autorità scientifica della IARC, composta da uno staff di 300 ricercatori, attivi in 50 nazioni, e dell’OMS sono schiaccianti e fuori discussione.
Da allora ad oggi qualcosa è cambiato. Certamente, il consumo di carne è diminuito ma non tanto da evitare che una buona parte dell’umanità continui ad ammalarsi di cancro, malattie cardiocircolatorie e diabete con spese per la sanità pubblica veramente notevoli.
Le malattie legate alle carni rosse costano 285 miliardi di dollari all’anno nel mondo. Ecco che allora nell’Università di Oxford un gruppo di ricercatori ha pubblicato un lavoro che mette a confronto una tassa sulla carne per coprirne il costo sociale delle patologie provocate dal suo consumo . Viene quindi proposta una tassa del 20% sulla carne non lavorata (come le bistecche) e del 110% su quella lavorata (come le salsicce, la pancetta, salami, prosciutti, mortadelle, würstel… ).
(madu)
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Ecco l’abstract del lavoro sviluppato dai ricercatori dell’Università di Oxford e pubblicato sulla rivista “Plos One”.
ABSTRACT
Tasse, motivate dalla salute, sulle carni rosse e lavorate: uno studio di modellizzazione sui livelli di tassazione ottimale e gli impatti associati sulla salute.
Autori: Marco Springmann ,
Obiettivo
Il consumo di carne rossa e lavorata è stato associato ad un aumento della mortalità per malattie croniche e, di conseguenza, è stato classificato dall’Organizzazione mondiale della sanità come cancerogeno (carne trasformata) e probabilmente cancerogeno (carne rossa) per l’uomo. Una risposta politica è quella di regolare il consumo di carne rossa e lavorata in modo simile ad altri agenti cancerogeni e alimenti con problemi di salute pubblica. Qui descriviamo un approccio basato sul mercato per tassare la carne rossa e trasformata in base al suo impatto sulla salute.
Metodi
Abbiamo calcolato livelli fiscali economicamente ottimali per 149 regioni mondiali che avrebbero dovuto (internalizzare) i costi sanitari associati alla cattiva salute dal consumo di carne rossa e trasformata, e abbiamo utilizzato un quadro di modellazione accoppiata per stimare gli impatti della tassazione ottimale sul consumo, salute costi e mortalità per malattie non trasmissibili. Gli impatti sulla salute sono stati stimati utilizzando un quadro di valutazione del rischio comparativo globale e le risposte economiche sono state stimate utilizzando dati internazionali sui costi sanitari, i prezzi e l’elasticità dei prezzi.
Risultati
I costi sanitari per la società attribuibili al consumo di carne rossa e trasformata nel 2020 ammontavano a 285 miliardi di dollari (intervalli di sensibilità basati sull’incertezza epidemiologica (SI), 93-431), tre quarti dei quali erano dovuti al consumo di carne lavorata. In condizioni di tassazione ottimale, i prezzi delle carni lavorate sono aumentati in media del 25%, passando dall’1% dei paesi a basso reddito a oltre il 100% nei paesi ad alto reddito e i prezzi delle carni rosse sono aumentati del 4%, passando dallo 0,2% a oltre 20%. Il consumo di carne lavorata è diminuito in media del 16%, passando dall’1% al 25%, mentre il consumo di carne rossa è rimasto stabile in quanto la sostituzione delle carni trasformate ha comportato riduzioni dei prezzi. Il numero di decessi attribuibili al consumo di carne rossa e lavorata è diminuito del 9% (222.000, SI, 38.000-357.000) e i costi sanitari attribuibili sono diminuiti del 14% (USD 41 miliardi, SI, 10-57) a livello globale, in ciascun caso con maggiori riduzioni nei paesi ad alto e medio reddito.
Conclusione
Includere il costo della salute sociale del consumo di carne rossa e trasformata nel prezzo delle carni rosse e trasformate potrebbe portare a significativi benefici per la salute e l’ambiente, in particolare nei paesi ad alto e medio reddito. I livelli di tassazione ottimali stimati in questo studio sono specifici del contesto e possono integrare le semplici regole empiriche attualmente utilizzate per stabilire livelli di tassazione motivati dalla salute.
Fonte: PLOS|One
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