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Ma il coraggio, dov’è? Vigliacchi

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di Paolo Barnard

Dov’è il coraggio di sto trombone a cinque stelle che fa boati gastrici ma poi miagola che Monti è “rigor Montis”? Ma che coraggio è questo, pagliaccio? Gli hai mai detto in faccia “Monti, sei un criminale, stai ammazzando una nazione. De-nun-cia-mi!”. Eh grassone? Hai coraggio tu? Che cazzo vuoi cambiare senza coraggio? Io vivo della pensione di una madre 89enne perché nessuno mi dà 4 milioni di euro all’anno per gli spettacoli e le proprietà immobiliari che hai tu, pagliaccio. Ma io sfido il capo di governo con il mio coraggio, da solo, e tremo, ma l’ho fatto perché so che quello è un criminale che va chiamato criminale. Tu non arrivi neppure a sfidare il dito di Casaleggio.

E voi? preti ‘contro’? Contro che, patetici scemi? Tu Don Gallo col cappello da Passator Cortese e il Vangelo secondo De’ André dei miei coglioni? E tu Padre Zanotelli con la tua sciarpina colorata e tutti i tuoi adoranti seguaci, che cazzo ci fate con metà sedere a fare i ‘contro’ e metà culo dentro a quella bestemmia di Dio che è il Vaticano da dodici secoli? Chi credete di prendere per il sedere a dire le belle parole della liberazione mentre quel porco del Papa vi foraggia lo status e la parrocchia? Chi ha dettorifondate la Chiesa di Cristo e scomunicate il Vaticano?” eh? Io o voi? L’ho detto io, non voi, tremolanti preti come tutti i preti.

Ma cosa credete voi tutti, e ora parlo a voi gente, cosa credete di fare senza il coraggio di essere radicali fino alla fine? Senza il coraggio di metterci tutto a qualsiasi costo? Eh? Eh?

Vigliacchi. Patetici poveracci. Gli eroi si chiamano Peppino Impastato e Mariarca Terracciano e quelli che sono stati radicali fino alla fine, e io mi inchino a loro e solo a loro. Stiamo crepando sotto il Vero Potere perché i nostri ‘eroi’ sono dei vigliacchi. E voi che li seguite siete patetici coglioni.

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Fonte:  paolobarnard.info

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Approfondimento

Il più grande crimine

Ecco come morimmo

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Le 10 Prime Pagine che hanno fatto il giro del mondo nel 2012

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by pedroelrey

233 Grados, “superblog” specializzato sull’attualità dei media e del mondo editoriale, ha pubblicato prima di Natale le 10 prime pagine che hanno fatto il giro del mondo per la loro rilevanza o anche per le polemiche che hanno generato.

Nella speciale classifica, che in qualche modo riassume anche l’anno informativo, figura la copertina del settimanale satirico francese «Charlie Hebdo» che ridicolizzava il profeta Mahoama e che generò proteste e violenze nel mondo arabo e, sempre per restare in Francia, la prima pagina di «Liberation» che a caratteri cubitale “consigliava” a Bernard Arnault “chasse-toi riche con” [vattene ricco coglione], o ancora la recente prima pagina del «New York Post» che decise di mettere a tutta pagina la foto di un uomo che stava per essere investito dalla metropolitana.

Il podio della classifica, il primo posto spetta però ad «Il Giornale» del 3 agosto di quest’anno che sopra la fotografia delprimo ministro tedesco Angela Merkel recava a caratteri cubitali la scritta “quanto reich” con chiaro riferimento al nazismo e che ovviamente fece infuriare i tedesci e fu ripreso in tutto il mondo non esattamente come esempio di eccellenza giornalistica, per usare un eufemismo.

No comment!

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Fonte:  giornalaio.wordpress.com

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Un blogger israeliano ricercato. Denuncia 126 morti sospette di soldati dell’esercito nazionale

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Israele, un blogger contro l’esercito

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di Cristina Sciannamblo

Con un’operazione di citizen journalism vuole fare chiarezza sulle morti di 126 soldati. La magistratura indaga sul suo operato. E lui propone: mi consegno se i militari diranno la verità

Un’inchiesta giornalistica che, col passare delle ore, sembra trasformarsi in un caso nazionale. Un blogger anonimo israeliano, dopo essere finito al centro delle indagini condotte dalla polizia e dall’esercito nazionale, ha avanzato una proposta di scambio alle controparti: la disponibilità a subire le conseguenze giudiziarie del proprio operato “professionale” in cambio dell’accertamento, da parte dei responsabili, delle informazioni trasmesse.

Eishton, questo il nome fittizio dell’attivista, è indagato dalla difesa israeliana per aver sostanzialmente smentito le informazioni trasmesse dalle forze di difesa circa le morti dei soldati registrate tra il 2011 e il 2012. 126 i decessi secondo i canali ufficiali, che, secondo il blogger, non sarebbero da attribuire ad attacchi terroristici o a operazioni militari, bensì a suicidi, malattie o decessi passati sommati retroattivamente ai bilanci ufficiali.

Secondo i dati emersi dall’inchiesta, la causa principale delle morti registrate nel corpo militare israeliano sarebbe da attribuire al suicidio, constatazione raggiunta attraverso la consultazione di documenti pubblici e altro materiale ufficiale fuoriuscito dagli scaffali interni dell’esercito. Un lavoro di inchiesta considerato serio e professionale da giornalisti accreditati.

Per questo motivo Eishton ha deciso di intavolare, attraverso la propria pagina Facebook, una vera e propria trattativa con le autorità di polizia: la persona che si nasconde dietro lo pseudonimo si consegnerà alla giustizia israeliana a patto che quest’ultima compia un’operazione di trasparenza sulle 126 morti dei soldati.

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Fonte: Punto Informatico

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