Nov 23 2012

Archibugi: su Raiuno corto contro la violenza sulle donne

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Archibugi in tv contro la violenza sulle donne con Giulia ha picchiato Filippo

Ventiquattro minuti di cinema firmati Francesca Archibugi per entrare nei centri antiviolenza i quali, nell’immaginario dei più, sono percepiti come “valli di lacrime” dove si rifugiano donne che non hanno più nulla da perdere. In realtà i centri sono ben altra cosa.
Con Giulia ha picchiato Filippo, Differenza Donna, Associazione contro la violenza alle donne, ha collaborato con il Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel realizzare un lavoro in grado di stimolare una riflessione e proporre delle vie d’uscita da ciò che è diventato un fenomeno sempre più allarmante. La regista Francesca Archibugi presenta così un lavoro che mescola la precisione dell’inchiesta con la creatività della fiction (protagonisti Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca e Lucia Mascino).
Rai Uno ha scelto di programmare Giulia ha picchiato Filippo per celebrare domenica 25 novembre la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. A seguire l’anticipazione su RAI Uno, Differenza Donna diffonderà il lavoro firmato da Archibugi nelle università, nelle scuole, nelle sedi istituzionali e nei festival non solo cinematografici.
Il documentario è un’iniziativa voluta e finanziata dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri con risorse del Fondo sociale europeo per le Regioni Obiettivo Convergenza, nell’ambito del 1° Piano Nazionale contro la violenza di genere e lo stalking.

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Raiuno domenica 25 novembre ore 15,30

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Fonte: 35mm.it

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Nov 23 2012

Governo: repressione per fronteggiare la paura di rivolte, ribellioni, resistenze e conflitti sociali.

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Russo Spena: “#Daspo e arresto differito, intimidazioni preventive verso chi dissente”

di Giovanni Russo Spena

Il governo dell’assolutismo liberista sta mostrando anche (come avevamo ampiamente previsto) il suo feroce volto repressivo. Ha messo al sicuro De Gennaro dalle sentenze su Genova 2001; ha picchiato, manganellato, riempito di gas lacrimogeni (piovuti dal cielo delle finestre dei ministeri…) non solo studenti ma perfino pastori, operai, lavoratori, precari (che, in genere, meritavano prima un po’ di maggiore prudenza da parte delle forze militari. Ma il fatto è che stanno andando ogni giorno a ricordare a Fornero, Passera, Profumo le loro malefatte antipopolari…).
Ora la Cancellieri annunzia, in Senato, che saranno presto varati provvedimenti legislativi ed amministrativi che mutileranno ulteriormente lo Stato di diritto. La recessione durerà ancora anni, ci spiega la Cancellieri, la gente sarà sempre più incazzata, le piazze sempre più motivate. Siccome non se ne parla proprio di abbandonare unilateralmente Fiscal Compact e vincoli finanziari europei (nè hanno in mente di farlo Bersani, Vendola, Casini) occorre stroncare il movimento politico che può nascere da rivolte, ribellioni, resistenze, conflitti sociali. Il governo annunzia “linea dura” contro i manifestanti basata, tra l’altro, su due paradigmi. Il primo, è il cosiddetto “arresto differito” che configura, di fatto, una “flagranza differita”, cioè un ossimoro antigiuridico. Se occorre, infatti, per l’arresto’ il requisitodella “flagranza”, esso non può essere eseguito 48 ore dopo, in base a filmati, materiale registrato, ecc. Sono provvedimenti che abbiamo combattuto durante gli “anni di piombo” (perchè la democrazia si difende non fuoriuscendo dallo Stato di diritto); figuriamoci oggi, poichè il provvedimento è esplicitamente intimidazione preventiva per i manifestanti. L’altro provvedimento previsto (ma lo stesso ministro ammette il piccolo “intralcio” costituito dall’articolo 16 della Costituzione) è quello del cosiddetto “Daspo”, una specie di arresti domiciliari il giorno della manifestazione per manifestanti ritenuti , evidentemente, “antropologicamente pericolosi”. Qui, addirittura, non si punisce il reato ma la persona diffidata: viene abbattuto il principio cardine del sistema penale. Si tratta di provvedimenti già adottati nei confronti degli ultras per le manifestazioni sportive. Quando furono adottati per i tifosi dicemmo “attenzione, i tifosi fanno da facile capro espiatorio; saranno poi estesi ai manifestanti”. Avevamo ragione. Aveva già tentato di introdurre queste norme liberticide Maroni, senza riuscirci perchè cadde il governo Berlusconi. Ora ci prova il governo Monti. Cosa farà il Pd in Parlamento? Penso che non si opporrà, come sempre. Vorremmo anche ricordare alla Cancellieri che, ieri, in Senato, mentre annunziava questi provvedimenti, ha vergognosamente omesso di parlare dei numeri identificativi sui caschi degli agenti. Lo sappia: non ci faremo spaventare.

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Fonte: Controlacrisi

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