Nov 13 2010

Vivere senza soldi, la storia di Mark Boyle

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di Alessandra Profilio

31 anni e nemmeno un soldo in tasca. Una condizione comune di questi tempi. Eppure c’è qualcosa che distingue Mark Boyle da quella moltitudine di giovani che si ritrovano tristemente al verde: questo ragazzo inglese ha volontariamente deciso, nel novembre del 2008, di escludere il denaro dalla propria esistenza.

Tutto è iniziato in un pub: “Il mio amico ed io stavamo parlando di tutti i problemi del mondo – ricorda Boyle – come ad esempio lo sfruttamento della manodopera, la distruzione ambientale, gli allevamenti industriali, la sperimentazione sugli animali e le guerre per le risorse energetiche. Ho capito che erano tutti, in un modo o nell’altro, collegati al denaro. Ho deciso quindi di rinunciare ai soldi. Ho venduto la mia casa galleggiante a Bristol e ho lasciato il mio lavoro in una società di prodotti alimentari biologici”.

Da ormai due anni, dunque, Mark Boyle vive in un caravan (messo a sua disposizione da Freecycle, gruppo di persone che si scambiano gratuitamente oggetti) parcheggiato in una fattoria alle porte di Bristol, dove lavora come volontario tre volte alla settimana.

Vegetariano già da sei anni, ‘the no money man’, come è stato soprannominato, si nutre ora delle piante che coltiva, produce elettricità con un pannello solare, ha un telefono cellulare che utilizza solo per ricevere chiamate ed un notebook che si alimenta ad energia solare.  (leggi tutto)

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Fonte:  il Cambiamento

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Nov 13 2010

Liberiamo il cavallo!

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Oggi in tv ho seguito un servizio sulla fiera dei cavalli che si è tenuta a Verona dal 4 al 7 novembre. D’altronde è normale che in un paese dove da sempre si fanno fiere su tutto non può certo mancare quella sugli esseri viventi. Un evento che ai più può passare inosservato o, a chi piace  il cavallo,  interessare  ed affascinare. Osservando ed ascoltando il servizio e ponendosi dalla parte dell’uomo, che sulle proprie spalle porta il peso di una storia antica millenni, tutto va bene.  Anzi è perfetto. Ma riflettendo, dico solo un poco, e ponendosi dalla parte del cavallo qualcosa non va. Anzi, tutto non va!  Sembra che questi millenni di storia per l’umanità siano passati invano. Ma come si fa ancora a credere che il cavallo, creatura sensibile e pacifica (così come lo definiscono) possa essere felice ad essere  addomesticato,  sellato, cavalcato,  correre  a comando,  faticare,  insomma ad essere sfruttato? Il cavallo come tutte le altre creature viventi è nato libero!  E noi esseri umani, come abbiamo fatto con tanti altri animali, lo abbiamo sottomesso. L’assurdo è che l’uomo,  creatura nobile ed evoluta, dopo aver sfruttato ben bene il cavallo lo ringrazia macellandolo e cibandosene.

Mi dispiace, ma quando sento e vedo queste cose (purtoppo spesso)  mi sento piccolo, piccolo. Mi sento additato e guardato con occhi torvi e minacciosi da tutto il regno animale.  Allora io,  scusandomi,  rispondo loro che l’essere umano nella scala evolutiva è ancora posizionato ad uno stadio primitivo  ed ecco perché non riesce  a sentire il respiro del mondo esterno. (madu)

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Approfondimento:

Cavalli dall’inferno

L’uso dei cavalli nello “sport”

Codice della strada contro i cavalli

Palio di Asti e altri palii ammazzacavalli

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