Daily Archives: 06/02/2009

Fsm 2009: bene comune, rispetto della natura e democrazia radicale

Ancora una volta, come da tradizione ormai antica, i media ufficiali hanno ignorato il Forum Sociale Mondiale tenutosi quest’anno a Belém. Ignorate 150.000 persone venute da tutto il pianeta per capire realmente cosa si può fare per uscire dalla crisi. (madu)

 

 

DA: CARTA

«Bien vivir» per uscire dalla crisi. Le proposte del Fsm 

Pierluigi Sullo

5 Febbraio 2009

Sarei esterrefatto, per il modo con cui i grandi media sono riusciti a
far sparire 150 mila persone, ossia quelli che hanno viaggiato fino a
Belém, nell’Amazzonia brasiliana, per partecipare al Forum sociale
mondiale: a parte i reportage dell’ottimo Maurizio Matteuzzi sul
manifesto, gli articoli di Liberazione e sporadici servizi di Riccardo
Chartroux sul Tg3, i giornali e i tg nazionali non hanno detto una
parola. Molta attenzione, quasi morbosa, ha riscosso invece il World
economic forum che si teneva contemporaneamente a Davos, in Svizzera.
Fatica sprecata: i potenti dell’economia hanno solo saputo dire che «il
protezionismo è cattivo» e che presto il mercato darà frutti saporiti.
Un’afasia imbarazzante.
Sarei esterrefatto e non lo sono: è dal 2001, dal primo Forum sociale
mondiale di Porto Alegre, che i media – almeno quelli italiani –
mostrano di non capire affatto il fenomeno. Però quest’anno c’è una
novità: quel che i Forum, e i movimenti sociali di tutto il mondo,
dicono da almeno un decennio sull’intima follia del sistema economico e
finanziario neoliberista si è rivelato esatto.  (leggi tutto)

 

 

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Approfondimenti:

Forum Sociale Mondiale

Movimento anti-globalizzazione

Noam Chomsky

ZNET.it

 


Trento: Social Film 2009

 

 

TRENTO

SOCIAL FILM 2009

Il 4 febbraio, l’avvio della 5a edizione

 

La rassegna di documentari Social Film”, proposta dal Centro Servizi S. Chiara, giunge quest’anno alla quinta edizione e come di consueto prevede cinque appuntamenti presso il teatro Cuminetti.

Il progetto prosegue nel suo percorso di ricerca, visione,
informazione proponendo tematiche e problematiche contemporanee
provenienti spesso da un cinema ai margini delle distribuzioni
ufficiali ed alle reali possibilità di visione. Le proiezioni della
rassegna si pongono quindi come occasione di confronto, dibattito ed
approfondimento, ma anche spettacolo, per quanto drammatici possano
essere certi sguardi sulla realtà; un documentario sui
contenuti e sulle sue forme, con un’esplorazione che parte dall’Italia
contemporanea ma si allarga ad altri territori e altri momenti storici.

La rassegna varà inizio mercoledì 4 febbraio con “Parole sante” di Ascanio Celestini che ricostruisce le forme di organizzazione, lotta e sfruttamento dei lavoratori precari di un call center.

Il nemico del mio nemico” di Kevin Mcdonald, in programma l’11 febbraio
è invece un viaggio nella storia più occulta del secolo scorso
attraverso il ritratto di Klaus Barbie che da capo della Gestapo riesce
a trasformarsi ad agente della Cia.

Due film a tematica diversa dal Tekfestival di Roma per la serata dell’18 febbraio: “Margem” di Maya Da-Rin e “To see if I’m smiling
di Tamar Yarom. Il primo è un documentario di viaggio che fa emergere
il paesaggio e le culture sulle rive del Rio delle amazzoni in una zona
di confine tra Colombia e Brasile. Il secondo testimonia un punto di
vista femminile sul dramma della guerra in Palestina attraverso i
resoconti di donne dell’esercito israeliano.
Due film dell’attivo collettivo pugliese Fluid Video Crew per mercoledì 25 febbraio. “Radio Egnatia
è ancora un viaggio, dal Salento alla Turchia, attraverso un’antica
strada romana per raccontare storie di persone e tradizioni perse nel
tempo. “Diario di uno scuro” è invece la storia di un
ragazzo benestante del sud che, inseguendo il sogno di una vita al
massimo, si ritrova ai vertici di un’organizzazione mafiosa e poi con
una condanna a 49 anni di carcere duro.

L’ultimo appuntamento è quello di mercoledì 4 marzo con
The Future Is Unwritten Joe Strummer: il futuro non è scritto di Julien
Temple. Un ricordo a più voci su Joe Strummer (cantante chitarrista,
compositore dei Clash), una delle figure più vitali della musica punk e
post/punk. Sullo sfondo la realtà sociale e politica dell’epoca – le
occupazioni londinesi, la nascita della rivoluzione punk, le guerre in
Vietnam e in Iraq – che offre uno spaccato reale e realistico di quegli
anni pieni di contraddizioni.

Entrata libera. Le proiezioni avranno inizio alle ore 21.00.

 

Informazioni
Centro Servizi Culturali S.Chiara
T 0461 213834 (punto info)
n.verde 800 013952
Mail info@centrosantachiara.it