Monthly Archives: Giugno 2013

La storia infinita e le atroci torture di Guantánamo. Perché il campo di detenzione non si chiude?

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di Valeria Sirigu

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Dall’11 gennaio 2002, il governo degli Stati Uniti, sotto l’amministrazione Bush, ha aperto tale struttura carceraria all’interno della base, rivolta alla detenzione di prigionieri catturati in Afghanistan e ritenuti collegati ad attività terroristiche. Barack Obama fin dal suo primo mandato lo vorrebbe chiudere perché a suo dire è incostituzionale, ma riceve troppe pressioni dalle altre forze politiche e a tutt’ora questa realtà devastante per la dignità umana è ancora aperta.

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La Baia di Guantánamo è nella punta sud-est dell’isola di Cuba, a oltre 21 km a sud della città di Guantánamo. È caratterizzata principalmente per la presenza dell’omonima base navale statunitense e del relativo campo di prigionia.

Il campo di detenzione è composto da tre strutture: il Camp Delta (che comprende il “Camp Echo”), il “Camp Iguana“, e il “Camp X-Ray“, l’ultimo dei quali è stato chiuso.

Circa le modalità di reclusione, sono state sollevate polemiche per le condizioni carcerarie e l’effettivo status giuridico-fattuale dei detenuti. Una vera e propria realtà devastante per la dignità umana in quanto questo carcere è conosciuto come: “The battle lab” (il laboratorio della guerra) «dove migliaia di detenuti sono sottoposti ad esperimenti umani e psicologici», come lo definiscono il generale Mike Dunlean ed il Maggiore Geoffrey.

Dunque questi cosiddetti “esperimenti” sono assimilabili come tecniche di torture, ecco qui l’elenco delle più applicate:

  1.  violenza e umiliazione sessuale;
  2. privazione del sonno;
  3. deprivazione sensoriale, cioè quella pratica consistente nel privare un essere umano della possibilità di percepire una o più tipologie di stimoli sensoriali (vista, udito, tatto, olfatto, gusto), che a lungo termine può dare disturbi di forte ansia, allucinazioni, depressione e comportamenti antisociali;
  4. isolamento;
  5. finte esecuzioni;
  6. terapie farmacologiche forzate, un esempio può essere quello della meflochina (farmaco per la malaria), che ai detenuti può essere indiscriminatamente somministrato in dosi pari a 1,250 mg, 5 volte superiore al dosaggio previsto nei casi del trattamento e quindi determina effetti devastanti sulla psiche: istinti al suicidio, allucinazioni, ansia, depressione, attacchi di panico;
  7. l’uso di cani per spaventare i detenuti;
  8.  temperature estreme;
  9. bombardamento sensoriale (rumore o musica fastidiosa in cuffie);
  10. guardare gli altri essere torturati;
  11. tecniche psicologiche;
  12. far stare i detenuti per lungo tempo nelle posizioni cosiddette di stress, che procuranoano stanchezza e dolori fisici.

In più si deve tenere conto che queste torture spesso sono impartite in modo simultaneo, pertanto lo stress fisico e psicologico dei carcerati è a livelli inauditi per qualunque essere umano.

Ovviamente tutto ciò in violazione del Diritto Internazionale Umanitario tra cui: Patto Internazionale relativo ai Diritti Civili e Politici del 16 febbraio 1966, Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti, III Convenzione di Ginevra relativa al trattamento dei prigionieri di guerra del 12 agosto 1949 rispettivamente ratificati: il primo l’8 giugno 1992, il secondo il 21 ottobre 1994, il terzo il 2 agosto 1955, ed entrati in vigore: il primo l’8 settembre 1992, il secondo il 20 novembre 1994, il terzo il 6 febbraio 1956, dagli Stati Uniti seppur tutte e tre con riserve e obiezioni.

Oltretutto anche in violazione della Costituzione americana.

I prigionieri, per denunciare le condizioni deterioranti in cui vivono e le ispezioni illecite delle loro celle, hanno intrapreso lo sciopero della fame all’inizio di febbraio.

Focus:

Dopo la conferma che più della metà dei detenuti sono ora in sciopero della fame al fine di denunciare le violazioni dei diritti umani, affianco a loro è scesa in campo Amnesty International per fronteggiare questa situazione incresciosa per la dignità umana; asserendo che le autorità statunitensi devono urgentemente cessare la detenzione indefinita a Guantánamo.

Rob Freer, ricercatore americano di Amnesty International, ha affermato: “La situazione attuale a Guantanámo costituisce un altro ricordo del misero fallimento degli Stati Uniti per risolvere queste detenzioni“. Secondo svariati rapporti, le autorità militari hanno dichiarato che sedici detenuti in sciopero della fame vengono nutriti col metodo tube fed, il sistema di alimentazione forzata più intrusivo e doloroso che ci sia, normalmente usato in medicina per alimentare soggetti con disabilità croniche e gravissime che non permettono l’alimentazione orale. Cinque carcerati nutriti attraverso tale procedura, che può essere considerato anch’essa una tortura, sono stati ricoverati in ospedale.

Un giornalista del New York Times è venuto a sapere, dall’avvocato del cittadino yemenita, Samir Naji al Hasan Moqbel in sciopero della fame da febbraio, queste parole: “Non dimenticherò mai la prima volta che mi passavano il sondino nel naso. Non riesco a descrivere quanto sia doloroso essere alimentato forzatamente in questo modo “.

James Welsh, altro ricercatore di Amnesty International sulla salute e la detenzione, si è espresso in questi termini: “L’alimentazione artificiale obbligatoria è paragonabile a trattamenti crudeli, inumani o degradanti in violazione del diritto internazionale, se è intenzionalmente e consapevolmente condotta in modo che provoca dolore o sofferenze inutili“; inoltre “La situazione attuale esalta la necessità che ai detenuti sia garantito l’accesso libero continuo e regolare alla valutazione medica e la cura, e tutto il personale medico sia tenuto a rispettare l’etica medica.”.

Dunque Amnesty International, Il 22 marzo, ha scritto al Segretario della Difesa U.S.A., Charles Hagel, manifestando timore per la salute e il benessere dei prigionieri; invitando l’amministrazione statunitense a lavorare con il Congresso, come se fosse una questione d’urgenza per ridare priorità a una risoluzione delle detenzioni e chiusura della struttura. A tutt’oggi l’organizzazione non ha ancora ricevuto una risposta.

In più Rob Freer ha affermato che: “È passato molto tempo per tutti e tre i rami del governo degli Stati Uniti quanto ad affrontare la situazione a Guantanámo come una questione d’urgenza e per i diritti umani”,”La detenzione indefinita deve finire. I detenuti che il governo non ha alcuna intenzione di accusare per reati penalmente riconoscibili devono essere rilasciati senza ulteriori ritardi “.

Conclusioni:

Credo che Barack Obama debba avere il coraggio di chiudere quanto prima questa struttura, visto che lui è già al secondo mandato presidenziale e non ha più nulla da perdere. Oltretutto i carcerati, una volta usciti da Guantanámo, possono essere socialmente pericolosi, in quanto le torture subite hanno inciso sulla loro psiche ed emotività, quindi hanno il diritto ad essere curati, se non si vogliono creare serial killer allo scopo di trarne dei capi espiatori.

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Fonte: Diritti d’Europa

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Link per approfondire:

http://www.imerica.it/9-miti-da-sfatare-su-guantanamo-e-i-droni/

http://blog.ilmanifesto.it/losangelista/2013/04/30/obama-guantanamo-deve-essere-chiusa/

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Aggiornamento (madu)

il Manifesto: INTERVISTA David Remes, giurista e legale dei detenuti. Sciopero della fame al quinto mese

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Mandela e Snowden: due eroi che hanno molto di più in comune di quanto sappiamo

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di Danny Schechter *

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E’ stato chiamato “Il lungo arrivederci” mentre la stampa mondiale aggiornava i suoi aggiornamenti ogni ora sullo stato di salute di Nelson Mandela con tante congetture sul quando morirà. Ora che è stato diagnosticato come “critico”, forse non ne avrà per molto.

Il massiccio interesse dei media Mandela, è un notevole tributo a un uomo molto speciale che ha contribuito ad annullare l’apartheid mentre emozionava il mondo con il suo coraggio come il prigioniero che è  diventato presidente.

Si è detto che Mandela, è diventato, dopo la Coca Cola, il secondo marchio più famoso nel mondo, e quindi forse è comprensibile l’attenzione dei media dati i grandi numeri del gradimento che riscuote e il status nel pantheon dei liberatori. Quale altro leader politico malato riceve questo genere di attenzione prolungata?

In questi giorni scarseggiano gli eroi che vengono ampiamente accettati nel mondo, come possiamo

vedere anche dal modo in cui i media si  sono occupati del delatore Edward Snowden, anche lui considerato da molti come un eroe – dalla maggioranza di quelli a cui è stato chiesto un parere – mentre, stranamente, la maggioranza del potentato degli esperti si fatto un’opinione più cinica.

Molti dei nostri “leader innovatori” chiedono se non sia in realtà un traditore che deve essere perseguito penalmente piuttosto che un liberatore dell’informazione da essere salutato con calore. Il conduttore del programma “Incontro con la stampa” ha perfino domandato a Glenn Greenwald, che faceva i servizi giornalistici su quell’argomento, “Perché non dovresti essere tu in galera.”

I membri dei media che occupano alte cariche tendono a essere deferenti e protettivi verso i funzionari di governo e detestano i ribelli. Fanno parte dell’establishment, non lo criticano.

Chiaramente queste due storie sono molto diverse, ma ci sono dei paralleli che quasi nessuno dei media ha commentato.

Entrambi questi uomini sono degli eroi per coloro che credono nella libertà – il diritto di essere liberi dalle leggi razziste in un caso, e il gravoso  spionaggio in un altro.

Entrambi questi uomini hanno preso posizione contro i poteri. Uno è stato processato e imprigionato, l’altro potrebbe esserlo presto.

Uno era un combattente di un movimento radicale e per la liberazione politica. L’altro è più un guerrigliero della liberazione elettronica, ma è considerato anche come parte di una ampia rete di affinità anarchiche che comprendere Bradley Mannning, Wikileaks, Anonymous e molti attivisti con una coscienza politica.

Non possiamo dimenticare che Mandela è stato etichettato come terrorista per anni e nascosto alla vista dei media. E’ stato processato per tradimento, e assolto con un processo largamente condannato, in un tribunale dell’epoca dell’apartheid, che in retrospettiva, forse è stato più giusto di quelli che affrontano Manning e il suo gruppo di fratelli.

Snowden è stato ora denunciato per tradimento e ora è all’attenzione dei media ma è anche obiettivo dei politici di massimo livello e dei ruffiani dei media che li prendono sul serio e che  mettono in dubbio i suoi motivi e il suo  l’impatto. In entrambi i casi, i loro due esempi entusiasmano gli ammiratori che li inondano di lodi per la loro coraggiosa difesa della libertà.

Il presidente del Sudafrica Jacob Zuma che ha, in molto modi tradito il mandato morale di Mandela, dice tuttavia che il suo paese non solo lo ammira, ma ne ha bisogno.”

“Abbiamo bisogno che sia con noi,” ha detto. “Tutti percepiamo che il nostro presidente, il vero padre della democrazia in Sudafrica è in ospedale.” I seguaci di Snowden sembra che esprimano un bisogno analogo che  qualcuno come lo scaltro Snowden sfidasse il Grande Fratello.

Quello che molti nei media non ci hanno ricordato, è che il “vero padre della democrazia” del Sudafrica era stato catturato  e messo in prigione grazie a un suggerimento proprio delle forze che Snowden sta combattendo.

E’ stata la CIA che pedinava Mandela con le tecnologie meno sofisticate che allora erano disponibili, e che ha dato la dritta alla polizia segreta del Sudafrica riguardo alla posizione dove si trovava.

Un resoconto sul New York Times del 10 giugno 1990 “citava un funzionario in pensione non identificato, che ha riferito che un importante funzionario della CIA gli aveva detto poco dopo l’arresto di Mandela, ‘Abbiamo consegnato Mandela al ramo esecutivo  del Sudafrica. Gli abbiamo fornito tutti i dettagli, che cosa avrebbe indossato, l’ora del giorno, proprio il luogo dove sarebbe stato.”

L’Associated Press ha citato Paul Eckel, allora importante agente della CIA, che si vantava che la cattura di Mandela “era uno dei suoi più grandi successi.” C’erano stati anche alcuni rapporti precedenti negli anni ’80  anche su questo ruolo della CIA, ma non hanno mai innescato lo scandalo che avrebbero dovuto.

In un certo qual modo, era allora considerato accettabile che un’agenzia di spionaggio fosse in collusione  con uno stato bianco razzista che combatteva chi lottava per la libertà.

C’è una relazione tra Snowden e Mandela che può spiegare perché la “intelligence” americana tende spesso a stare dalla parte sbagliata, o forse è proprio la parte sbagliata. Chiaramente i padroni dei nostri servizi segreti avevano allora come priorità quello che fanno oggi: la protezione dello status quo globale.

Più di recente, i dispacci diffusi da WikiLeaks e pubblicati dai cinque  principali  quotidiani del mondo, hanno rivelato conversazioni private con Mandela circa il suo desiderio di incontrare Margaret Thatcher e di correggere i suoi atteggiamenti verso la lotta in Sudafrica.

Un altro dispaccio che è stato rilasciato rivelava i piani dell’allora presidente sudafricano F.W. Deklerck di liberare Mandela, prima che quei piani fossero resi pubblici.

Chiaramente li stavamo spiando di nuovo, gli Stati Uniti sembra che abbiano protetto i guardiani del potere bianco.

Ora sembra che la situazione si sia ribaltata – almeno per certi aspetti, grazie al coraggio degli informatori che  hanno sfidato  un governo impegnato in uno spionaggio massiccio.

Malgrado i suoi molti detrattori nella ‘azienda’  dei servizi segreti, e i suoi sostenitori al Congresso, e coloro che razionalizzavano tutto sulla stampa, le azioni di Snowden sembrano averlo trasformato in una figura popolare;  scrive Gay Stamper:

“Edward Snowden sta apparendo come l’eroe tipicamente americano, secondo un sondaggio che mostrava il 70% del appoggio per lui e le sue azioni tra il pubblico americano. Paragonate questo con la popolarità del Congresso che sta per la maggior parte richiedendo il momento da Bradley Manning per Snowden. Se continua a eludere la CIA, e l’Apparato americano per la sicurezza non può catturarlo subito, le sue azioni aumenteranno tantissimo perché gli americani amano molto un eroico  perdente.

“Uno degli inviati del Guardian che ha programmato con Snowden di incontrarsi a Hong Kong per delle interviste, ha detto alla Associated Press che era stato contattato da “innumerevoli persone” che offrivano di pagare per qualsiasi cosa di cui [Snowden] potesse avere bisogno.”

Il novantaquattrenne Mandela  e il ventinovenne Snowden provengono da parti diverse del mondo e hanno combattuto in epoche diverse.

Il membro del Congresso, Ron Paul, il libertario  che Snowden ha appoggiato con una campagna di donazioni, sta già temendo per la sua vita, e dice:”Sono preoccupato, qualcuno nel nostro governo potrebbe ucciderlo con un missile o con un missile Cruise o con un missile lanciato da un drone… viviamo in un brutto periodo in cui i cittadini americani non hanno neanche i diritti e in cui possono essere uccisi, ma questo gentiluomo sta cercando di dire la verità su quanto sta accadendo.”

Il mondo sta osservando come Snowden finora ha eluso la cattura; Mandela quando era clandestino era stato definito la “Primula Rossa” quando ha evitato la cattura fino a quando la CIA lo ha consegnato.

Oggi, milioni di sostenitori di Mandela si stanno preparando alla fine della sua vita a causa della sua età e  di una malattia che ha contratto in prigione.

E’ un genio politico, fortunatamente, con dei buoni geni che gli hanno permesso di vivere abbastanza a lungo per completare quella che chiamava ‘la lunga camminata verso la libertà.’ Ha scritto che quel viaggio non è finito per il Sudafrica, anche se  forse può finire per lui.

Snowden sa che le sue pene possono soltanto stare per cominciare quando diventerà un fuorilegge internazionale che però ha accesso a segreti che i potenti vogliono tenere segreti. Deve affrontare varie sfide per stare un passo avanti rispetto ai suoi inseguitori che sono indignati perché finora li ha

superati in astuzia.

Mandela non ha soltanto problemi di salute, ma anche una rivolta in famiglia, dato che due figlie stanno facendo causa al suo avvocato e un suo amico intimo che stanno amministrando un fondo che aveva  istituito, cercando di ottenere denaro per loro stesse.

Ciò che viene ampiamente percepito come avidità, è la prova di come i valori per i quali ha combattuto Mandela si sono corrotti nel nuovo Sudafrica. Quando era più attivo in politica, Mandela parlava contro questo tradimento della lotta che era la sua vita.

La posizione di Snowden deriva dalla sua percezione che l’aumento di una mostruosa  sorveglianza tecnocratica e fuori controllo era una violenza per il pubblico.

Usando i loro modi e i loro tempi, sia Mandela (i cui successi saranno presentati in un importante film che uscirà in autunno) che Snowden si sono impadroniti della immaginazione del pubblico.

Entrambi sono dei Ribelli dei Nostri Tempi. Entrambi sono stati denunciati e denigrati per essersi opposti agli abusi del governo  e tuttavia rimangono largamente rispettati e ammirati.

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* L’analista di notizie Danny Schechter cura Mediachannel.org e ha un blog su News Dissector.net. Ha girato 7 documentari su Mandela e negli anni ’60 è stato spiato dall’FBI, dalla CIA e dalla NSA. I commenti si possono inviare a dissector@mediachennael.org

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Fonte:  Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2013  ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC  BY – NC-SA  3.0

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Anonymous # AntiSecITA – Oscurato il sito di Casaleggio. ” C’è sempre qualcuno che vi osserva “

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“Blend in.Get trusted.Trust no one.Own everyone.Disclose nothing.Destroy everything.

Take back the scene.Never sell out, never surrender.Get in as anonymous, Leave with no trace.

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Ciao Beppone, Casaleggio e carissimo SysAdmin.

A quanto pare il caveau non era blindato abbastanza e un pirata avido e sanguinario ha fatto irruzione!

Saccheggi e scorribande, ecco cioè che un pirata apprezza di più. Non preoccupatevi eccessivamente però, questo particolare pirata non è alla ricerca di tesori e ricchezze…but just for some fuckin` lulz!

Per rallegrare questi giorni di lavoro abbiamo deciso di fare una visita al vostro Guru Informatico & sommo esperto di comunicazione nonchè eminenza grigia e burattinaio supremo, aka Mr. Gianroberto Casaleggio.

Sareste estremamente più popolari e benvoluti se la smetteste di dedicarvi unicamente a faide interne e a decidere chi è la persona non grata della settimana. State diventando il cancro che vi eravate ripromessi di eliminare. Ma purtroppo come è noto “Il potere tende a corrompere e il potere assoluto corrompe assolutamente.”

Siamo venuti a ricordarvi che c’è sempre qualcuno che osserva il vostro operato. Non come i pagliacci degli Hacker Del PD, che saranno stati molto probabilmente vostri ex colleghi non proprio soddisfatti del trattamento ricevuto.

We’re the real deal!

Come è solito dire Beppe:

LA RETE!!!!! LA RETE!!!!!

Voi la rete non la meritate, incapaci!

Le maschere di Anon a voi servirebbero non per garantire l’anonimato ma per nascondervi dalla vergogna.

Le votazioni ed elezioni in rete,il megafono per tutti, il medium democratico per eccellenza Quirinarie, Il futuro é la rete… e vi fate pwnare così??? Offrite anche servizi di IT Security…è uno scherzo?

It’s very very lulzy. But…w00t w00t, we got r00t!

Un saluto speciale a Beppone, e soprattutto a chi doveva tenere la barca a galla, mr. Benzi, sono bastate due spingarde per ridurla ad un rottame galleggiante.

We do what we want cuz a Pirate is free!

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#AntiSecITA #Anonops #Anonymous #FreeAnons #BenziNAiO #BenziAdminDiCondominio”

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Fonte: Zero Bin

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