Feb 24 2016

Wikileaks: l’NSA e i testi originali delle intercettazioni (eng) a Silvio Berlusconi

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NSA Targets World Leaders for US Geopolitical Interests: Italy

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Italy Would Help Israel Mend Relations With U.S.

Date 2010
Classification TOP SECRET//COMINT//ORCON/REL TO USA, FVEY
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WikiLeaks Synopsis
Intercepted communication between Italian PM Berlusconi and Israeli PM Netanyahu show that Berlusconi promised to assist helping Israel in mending damaged relationship with the U.S.

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Original NSA text:

Italy Would Help Israel Mend Relations With U.S. (TS//SI//OC/REL TO USA, FVEY)

(TS//SI//OC/REL TO USA, FVEY) Israel has reached out to Europe, including Italy, for help in smoothing out the current rift in its relations with the United States, according to Italian diplomatic reporting of 13 March. Speaking with Italian Prime Minister (PM) Silvio Berlusconi, Israeli PM Binyamin Netanyahu insisted that the trigger for the dispute–Israel’s decision to build 1,600 homes in contested East Jerusalem–was totally in keeping with national policy dating back to the administration of Golda Meir, and blamed this mishandling on a government official with poor political sensitivity. The objective now, Netanyahu said, is to keep the Palestinians from using this issue as a pretext to block a resumption of talks or to advance unrealistic claims that could risk sinking the peace negotiations altogether. Continuing, he asserted that the tension has only been heightened by the absence of direct contact between himself and the U.S. President. In response, Berlusconi promised to put Italy at Israel’s disposal in helping mend the latter’s ties with Washington. Other Israeli officials, meanwhile, believed that this tiff goes far beyond merely the question of the construction plans, marking instead the lowest point in U.S.-Israeli relations in memory.

SCS, Unconventional

Italian leadership

3/79/37-10, 161635Z; 3/OO/506688-10, 171833Z

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European Leaders Hold Berlusconi Accountable on Italian Financial Situation

Date 2011
Classification TOP SECRET//COMINT//NOFORN
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WikiLeaks Synopsis
Intercepted communication of Berlusconi’s personal advisor on international relations, Valentino Valentini, describes concerns on the Italian financial crisis expressed by French President Sarkozy and German Chancellor Merkel to the Italian Prime Minister, and show that they pressured Berlusconi to take action.

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Original NSA text:

European Leaders Hold Berlusconi Accountable on Italian Financial Situation (TS//SI//NF)

(TS//SI//NF) A 22 October meeting attended by German Chancellor Angela Merkel, French President Nicolas Sarkozy, and Italian Prime Minister (PM) Silvio Berlusconi was later described by the Italian’s personal adviser on international relations, Valentino Valentini, as tense and very harsh toward the Rome government. Merkel and Sarkozy, evidently brooking no excuses with respect to Italy’s current predicament, pressured the PM to announce strong, concrete palliatives and then to implement them in order to show that his government is serious about its debt problem. Sarkozy was said to have told Berlusconi that while the latter’s claims about the solidity of the Italian banking system may be true in theory, financial institutions there could soon “pop” like the cork in a champagne bottle, that “words are no longer enough,” and that Berlusconi must now “make decisions.” Also on the 24th, Valentini indicated that EU Council President Herman Van Rompuy had urged Italy to undertake policies aimed at reducing the impression within the EU that the country is weighed down with an enormous debt at a moment in time when it also is struggling with low productivity and showing little dynamism. In Van Rompuy’s opinion, Spain is the model that Italy should now be seeking to emulate.

Unconventional

Italian leadership

Z-3/OO/550156-11, 251344Z

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Approfondimento
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Feb 19 2016

Datagate – Snowden: “Skynet, software dell’NSA, ha identificato migliaia d’innocenti come terroristi”

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Skynet

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Skynet, AI poco intelligente e tanto colpevole

Migliaia di innocenti sarebbero finiti per essere identificati come terroristi dal programma utilizzato dalla NSA per l’antiterrorismo in Pakistan

di Claudio Tamburrino

Skynet, il programma di intelligenza artificiale sviluppato dalla US National Security Agency (NSA) ed utilizzato per l’individuare potenziali terroristi, avrebbe rilevato migliaia di falsi positivi.

Come affermano alcuni dei documenti rivelati nell’ambito del Datagate da Edward Snowden, Skynet è il nome scelto da NSA citando la serie Terminator per contrassegnare un programma segreto utilizzato per l’identificazione di potenziali comportamenti terroristici. Per farlo sfrutta i metadati delle comunicazioni telefoniche mobile, ma non sembra per esempio tenere in considerazione fattori contingenti come potrebbe essere il caso del giornalista di Al Jazeera Ahmad Muaffaq Zaidan, indicato da Skynet come membro di Al Qaeda, ma che ha sempre negato la sua presunta partecipazione all’organizzazione terroristica e che per il suo lavoro di giornalista deve tenere contatti diretti con le fonti all’interno della stessa.

Skynet, per le sue individuazioni induttive di terroristi, infatti, utilizza una triangolazione analitica basata su una serie di fattori tra cui le chiamate del cellulare personale del soggetto, la sua localizzazione, l’attività sui social media e gli spostamenti: basta pensare al caso del giornalista pakistano di Al Jazeera per intuire le falle nel sistema.

Ora, secondo quanto riferisce un rapporto di Ars Technica che ha analizzato i numeri compresi nei documenti NSA relativi a Skynet, tale ragionamento va fatto su tutti i casi affrontati dall’AI soprattutto considerando che la stessa Agenzia riferisce che il programma ha una percentuale di falsi positivi pari allo 0,008 per cento.

Per quanto tale percentuale appaia marginale, se si considera che il Pakistan ha una popolazione di 182 milioni di persone e che la NSA ha informazioni su telefonate di circa 55 milioni di persone nel Paese, non si può non considerarla una cifra considerevole. Inoltre, come Ars segnala, in altri test comunicati da NSA si parla di un tasso di errore dello 0,18 per cento, che porterebbe a circa 99mila persone su 55 milioni male identificate. E se anche solo il 50 per cento fosse stato individuato ed arrestato o addirittura eliminato, significherebbe che migliaia di innocenti sono vittime dell’intelligence a stelle e strisce. E anche con la più ottimistica percentuale dello 0,008 si tratterebbe di numerosi innocenti.

Ancora più preoccupante la modalità di calcolo di tale percentuale: NSA si è basata sulle presunzioni fatte sulla base di 100mila profili casuali e 7 appartenenti terroristi noti: la percentuale non è stata invece verificata sulla base di nuove informazioni che avrebbero potuto dimostrare se il sistema fosse sufficientemente efficiente per elaborare risultati in situazioni nuove.

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Fonte: Punto Informatico

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Ago 6 2015

Echelon: da 50 anni spionaggio globale!

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ECHELON, 50 anni di sorveglianza globale

di Alfonso Maruccia

Il giornalista che per primo svelò al mondo l’esistenza del network spionistico rievoca le sue indagini, e chiude il cerchio con un documento portato alla luce da Edward Snowden

Lo scandalo del Datagate ha svelato al mondo la portata e le inquietanti capacità di spionaggio a disposizione dell’intelligence statunitense (NSA) e dei partner del ristretto club dei “Five Eyes” (Australia, Canada, Nuova Zelanda, UK, USA); ben prima delle rivelazioni di Edward Snowden, il giornalista investigativo britannico Duncan Campbell aveva già alzato il velo del tecnocontrollo globale parlando per la prima volta del programma ECHELON.

Tre lustri fa, la percezione dell’opinione pubblica in merito a ECHELON passava dallo status di leggenda metropolitana a network spionistico concreto grazie all’interessamento dei parlamentari europei, ma Campbell aveva cominciato a parlare delle grandi parabole della rete per le intercettazioni globali già nel 1988.

Ora, in un nuovo approfondimento pubblicato su The Intercept, il giornalista britannico chiude in qualche modo il cerchio svelando dettagli inediti del programma ECHELON – un programma avviato già 50 anni fa, sostiene Campbell, e che un documento di Snowden risalente al 2005 cita direttamente come “sistema focalizzato sui satelliti di telecomunicazioni”.Decadi prima del Datagate, di Internet e dello spionaggio di massa facilitato dalla condivisione indiscriminata sui social network, suggerisce Campbell, ECHELON ha garantito a cinque nazioni alleate la capacità di intercettare, raccogliere e analizzare le comunicazioni globali – prima analogiche, poi digitali – dietro il paravento dell’antiterrorismo e della sicurezza nazionale.

Dopo 40 anni passati a investigare sul programma ECHELON, Campbell si prende ora il tempo di ripercorrere la propria storia personale e come essa si è intrecciata inesorabilmente con l’indagine di una vita: tra i casi, inquietanti, citati dal giornalista, quello di una signora che parla al telefono della recita scolastica del figlio, una performance andata evidentemente male, definita “bombed”, che aveva spinto uno degli analisti di ECHELON a tenere sotto controllo le comunicazioni telefoniche della signora per un presunto rischio terroristico.

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Fonte: Punto Informatico

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Approfondimento

Echelon

Sorveglianza globale

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Mar 20 2015

USA: la CIA prova a spiare dentro i prodotti Apple

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Datagate, CIA al cracking di Apple

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di Alfonso Maruccia

Le nuove rivelazioni di Edward Snowden descrivono l’intelligence americana come attivamente impegnata a bypassare la sicurezza dei gadget della Mela per rubare informazioni o installare backdoor.

Stando agli ultimi documenti riservati forniti da Edward Snowden e consultati da The Intercept, le agenzie di intelligence statunitensi (e la CIA in particolare) hanno una vera e propria passione per i gadget Apple. Al punto da dedicare anni e anni di studio al tentativo, non è dato sapere quanto riuscito, di comprometterne la sicurezza per spiare, intercettare e controllare tutto e tutti.

Lo sforzo dei ricercatori della CIA rivelato da The Intercept si è in questi anni focalizzato su diverse iniziative Apple-centriche, come ad esempio il tentativo di compromettere le chiavi crittografiche usate sui gadget mobile di Cupertino oppure l’ideazione di un metodo per compromettere Xcode, l’ambiente di sviluppo integrato usato da Apple per creare le app iOS e OS X.

Il lavoro della CIA e delle altre agenzie di intelligence USA è proseguito per anni, come emerge dai documenti di Snowden, e ha anche visto la partecipazione di ricercatori ed esperti di sicurezza privati chiamati a raccolta tramite la conferenza (ovviamente segreta) “Jamboree”.
Tra i metodi presentati durante i meeting tra spioni spiccano Strawhorse, un lavoro di ricerca a opera di Sandia Labs e focalizzato su una versione compromessa di Xcode con cui installare backdoor remote su OS X, rubare tutti i dati presenti su iPhone e iPad, oppure una presentazione su un updater per OS X modificato con cui installare impunemente software keylogger su sistemi Mac.

Non ci sono conferme, nelle nuove rivelazioni del Datagate, che CIA e altre agenzie a tre lettere abbiano avuto successo nei vari tentativi compiuti di compromettere i gadget della Mela. Traspare invece l’ipocrisia delle autorità USA, che si lamentano delle backdoor solo quando a volerle installare nei gadget sono i produttori cinesi.

I continui scoop del Datagate evidenziano ancora e ancora come gli Stati Uniti siano poco meritevoli di fiducia su questioni come cyber-sicurezza e integrità degli apparati elettronici, ambito in cui non a caso in Germania – uno dei paesi europei più controllati e spiati dalla NSA – le autorità che usano il servizio di posta elettronica De-Mail possono ora contare su comunicazioni crittografiche protette da PGP.

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Fonte: PuntoInformatico

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Nov 30 2014

Il Libro: “Quando Google incontrò WikiLeaks” di Julian Assange

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JULIAN ASSANGE (IN VIDEO-CONFERENZA DA LONDRA) PRESENTA  IL NUOVO LIBRO  A MADRID  IL 3 DICEMBRE   AL “CIRCULO DE BELLAS ARTES”.

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Assange: “Google permise alla NSA e all’FBI di leggere le email degli utenti.“

I legami tra il gigante del software di Google e il governo degli Stati Uniti sono al centro del nuovo libro di Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, che presenta a Madrid nella prossima settimana dal suo rifugio di Londra.

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Nel libro “Quando Google incontrò WikiLeaks” viene analizzata la strada e le attività studiate da Eric Schmidt, presidente di Google e Jared Cohen, direttore di “Google Ideas”.

Assange riporta in dettaglio la sua intervista durante gli arresti domiciliari in Gran Bretagna nel giugno 2011, con i due alti dirigenti accompagnati da Lisa Shields e Scott Malcomson, che in seguito ha rivelato come consiglieri del Dipartimento di Stato.

Scrive Assange, citato nel portale “Pùblico”: “Google permise alla NSA e all’FBI di leggere le e-mail. Anche in una stazione di polizia o in un tribunale, è possibile accedere a tali messaggi di posta elettronica senza un mandato.”

L’opera è stata scritta presso l’Ambasciata dell’Ecuador a Londra, che ha concesso l’asilo politico ad Assange più di due anni fa. Il libro contiene anche riferimenti a Schmidt presidente e fondatore del centro di analisi “New American Foundation”, che rappresenta la forza aggressiva centrista e liberale di Washington.

Inoltre, viene sottolineato che sia Schmidt che Cohen hanno promosso gli interessi degli Stati Uniti in diversi paesi come l’Afghanistan e il Libano.

Il libro sarà presentato al “Circulo de Bellas Artes” il prossimo 3 dicembre in un evento che comprenderà una tavola rotonda con i giornalisti e una videoconferenza via internet con l’autore.

Fonte: RT

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Approfondimento

Julian Assange

WikiLeaks  (en.)

Julian Assange: “Google è diventato malvagio”

Esiste un alternativa a google? I migliori 10 motori di ricerca indipendenti

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