Dic 12 2018

Oggi…”Dove Bisogna Stare” un film di Daniele Gaglianone

 

.

.

Dove Bisogna Stare di Daniele Gaglianone alla 36^ edizione del Torino Film Festival nella sezione TFFDOC/FUORI CONCORSO

.

Il film non racconta l’immigrazione dal punto di vista di chi sceglie di partire o è costretto a farlo: è innanzitutto un film su di noi, sulla nostra capacità di confrontarci con il mondo e di condividerne il destino.Il regista Daniele Gaglianone, si è messo in ascolto degli attivisti e alle organizzazioni della società civile impegnate a costruire un’Italia che accoglie. Un’Italia a cui va il più sentito ringraziamento di Medici Senza Frontiere (MSF) che ha collaborato all’ideazione e realizzazione del documentario che sarà distribuito dal 15 gennaio 2019 da ZaLab nelle sale (e non solo) di tutta Italia.

Mentre la classe politica insegue emergenze e visibilità, c’è un’Italia che agisce quotidianamente per mettere al centro dignità e giustizia. E’ un’Italia plurale e spesso femminile; la raccontiamo in Dove Bisogna Stare.

Georgia, ventiseienne, faceva la segretaria. Un giorno stava andando a comprarsi le scarpe; ha trovato di fronte alla stazione della sua città, Como, un accampamento improvvisato con un centinaio di migranti: era la frontiera svizzera che si era chiusa. Ha pensato di fermarsi a dare una mano. Poi ha pensato di spendere una settimana delle sue ferie per dare una mano un po’ più sostanziosa. E’ ancora lì. Lorena, una psicoterapeuta in pensione a Pordenone; Elena, che lavora a Bussoleno e vive ad Oulx, fra i monti dell’alta Valsusa, e Jessica, studentessa a Cosenza, sono persone molto diverse; sono di età differenti, e vengono da mondi differenti.
A tutte però è successo quello che è successo a Georgia: si sono trovate di fronte, concretamente, una situazione di marginalità, di esclusione, di caos, e non si sono voltate dall’altra parte. Sono rimaste lì, dove sentivano che bisognava stare.

Note di Regia/Dichiarazione Autore

Questo documentario racconta di una possibile risposta a questi tempi cupi. Non racconta l’immigrazione dal punto di vista di chi sceglie di partire o è costretto a farlo: è innanzitutto un film su di noi, sulla nostra capacità di confrontarci con il mondo e di condividerne il destino.

.

.

SCHEDA

DOVE BISOGNA STARE

Regia Daniele Gaglianone

Scritto da Daniele Gaglianone e Stefano Collizzoli

Fotografia Matteo Calore

Montaggio Enrico Giovannone

Italia, 2018, 97’, Colore, DCP

Dove bisogna stare sarà distribuito da ZaLab nelle sale (e non solo) dal 15 gennaio. Per richiedere il film e organizzare una proiezione inviare una mail a: distribuzione@zalab.org 

Link alla scheda-film completa

Torino Film Festival

.

.

Fonte: ZaLab Project

.

.

.

.

 


Ott 27 2016

MSF: i migranti ci portano le malattie? Ci invadono? Li trattiamo meglio degli italiani? Falso!

.

.

migranti2

.

L’Anti-slogan: le 10 leggende sulla migrazione sfatate una ad una.

I migranti ci portano le malattie? Ci invadono? Li trattiamo meglio degli italiani? Falso. Oggi lanciamo “L’Anti-slogan”, una pagina speciale online per sfatare le 10 leggende più diffuse sulla migrazione.

 

Sulla base di fonti ufficiali e della nostra esperienza lungo le rotte della migrazione, abbiamo formulato risposte specifiche per facilitare la comprensione di questa gravissima crisi globale e contribuire a un’informazione corretta, priva di preconcetti e strumentalizzazioni.

Aiutaci anche tu a contrastare chi prova a sfruttare facili slogan per giustificare le politiche della paura o fare audience sui media. Leggi e condividiL’Anti-slogan” sui tuoi social network.

 

Diffonderemo insieme un’informazione più corretta e umana.

LEGGI L’ANTI-SLOGAN ►

.

.

Fonte: Medici Senza Frontiere

.

.

.

.


Gen 10 2016

Nord Yemen, bombardato ospedale supportato da MSF: 4 morti e 10 feriti

.

.

Guerre-au-Yemen-contingent-terrestre-730x430

.

Un altro ospedale supportato da MSF è stato bombardato in Yemen

10 Gennaio 2016

Un altro ospedale supportato da MSF è stato colpito nel nord dello Yemen causando almeno quattro morti e dieci feriti e il crollo di diversi edifici della struttura medica.Tre feriti sono dell’equipe di MSF di cui due in condizioni critiche.

Secondo lo staff di MSF sul campo, alle 9:20 di questa mattina è stato colpito l’ospedale di Shiara nel distretto di Razeh dove MSF sta lavorando da novembre 2015.

MSF non può confermare l’origine dell’attacco ma sono stati visti degli aeroplani volare sulla struttura proprio in quel momento. Almeno un missile è caduto vicino all’ospedale.

Il numero dei feriti potrebbe aumentare dato che potrebbero esserci ancora persone intrappolate tra le macerie. Tutto lo staff e i pazienti sono stati evacuati e i pazienti trasferiti all’ospedale Al Goumoury a Saada, supportato da MSF.
”

Tutte le parti in conflitto, incluso la coalizione guidata dall’Arabia Saudita (SLC) sono regolarmente informate delle coordinate GPS delle strutture mediche dove MSF lavora e siamo in dialogo costante affinché comprendano l’entità delle conseguenze umanitarie del conflitto e la necessità di rispettare la fornitura di servizi medici” afferma Raquel Ayora, direttore delle operazioni di MSF. E’ impossibile che qualcuno con la capacità di sferrare un attacco aereo o lanciare un missile non sapesse che l’ospedale di Shiara fosse una struttura medica funzionante sostenuta da MSF e che forniva un servizio sanitario fondamentale”.

“Ribadiamo a tutte le parti in conflitto che i pazienti e le strutture mediche devono essere rispettate e che il bombardamento di ospedali rappresenta una violazione del diritto umanitario internazionale” dice Ayora.
Il conflitto è particolarmente acceso nel distretto di Razeh. La popolazione dell’area è stata pesantemente colpita dai continui bombardamenti e dal peso di dieci mesi di guerra.L’ospedale di Shiara era già stato bombardato prima che MSF iniziasse a supportarlo e i servizi erano ridotti alle emergenze, la maternità e attività salvavita. Questo è il terzo pesante incidente a una struttura medica di MSF negli ultimi tre mesi.

Il 27 ottobre l’ospedale di Haydan è stato distrutto da un bombardamento aereo ad opera della coalizione guidata dall’Arabia Saudita (SLC) e il 3 dicembre il centro di salute a Taiz è stato colpito sempre dalle forze della coalizione ferendo 9 persone.Le equipe di MSF faticano ogni giorno ad assicurare il rispetto delle strutture mediche da parte dei gruppi armati.

“Condanniamo pesantemente questo incidente che conferma un preoccupante disegno di attacchi a strutture mediche essenziali e esprimiamo il nostro più forte sdegno dato che lasciano una popolazione già fragile senza assistenza medica per settimane” afferma Ayora” Ancora una volta sono i civili a subire l’impatto maggiore di questa guerra”.

MSF chiede l’immediata cessazione degli attacchi a strutture mediche e chiede a tutte le parti coinvolte nel conflitto di impegnarsi per creare le condizioni per la fornitura di assistenza umanitaria in condizioni di sicurezza. MSF richiede, inoltre, che i responsabili di questo attacco investighino sulle circostanze dell’incidente.

Le nostre attività nel Paese

In Yemen, MSF sta lavorando nei governatorati di Aden, Al- Dhale, Taiz, Saada, Amran, Hajjah, Ibb e Sana’a. Sin dall’inizio di questa crisi nel marzo 2015 le equipe di MSF hanno curato più di 20.000 feriti di guerra. MSF ha inviato più di 790 tonnellate di materiale medico finora. MSF sta gestendo 11 ospedali e centri sanitari e supporta regolarmente 18 centri sanitari. Con un sistema sanitario che funziona a fatica, MSF sta fornendo anche servizi sanitari non di emergenza.

.

Fonte: MSF

.

.

.

.


Mar 8 2012

Il profitto o la vita?

 

.

MSF rilancia la campagna a tutela dei farmaci generici

Da sei anni il gigante farmaceutico Novartis porta avanti una causa legale contro l’India che minaccia l’accesso ai farmaci salva-vita a basso costo per milioni di persone nei Paesi in via di sviluppo

 

Perché l’India viene chiamata la “farmacia dei paesi in via di sviluppo”

 

L’India è spesso chiamata la farmacia dei paesi in via di sviluppo perché produce versioni generiche a basso costo dei farmaci che vengono utilizzati in tutto il mondo. Più dell’80% dei farmaci antiretrovirali (ARVs) usati da MSF nei suoi programmi per l’HIV/AIDS provengono da produttori di generici con sede in India, così come l’80% dei farmaci antiretrovirali acquistati con i fondi dei donatori a livello mondiale hanno origine in India. MSF fa affidamento sui farmaci indiani generici anche per i trattamenti per la malaria e la tubercolosi. L’India è diventato il produttore chiave di farmaci a basso costo perché fino al 2005 il paese non concedeva brevetti sui farmaci, consentendo alle aziende produttrici di generici di produrre liberamente versioni più economiche di farmaci brevettati altrove. L’agguerrita concorrenza tra i produttori ha ridotto drasticamente i prezzi: mentre il trattamento antiretrovirale per una persona per un anno nel 2000 costava 10.000$, oggi costa poco meno dell’un per cento di tale cifra.

L’India concede e respinge i brevetti

L’India ha dovuto iniziare a concedere brevetti sui farmaci nel 2005 a causa dei suoi obblighi in qualità di membro dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO). Ciò significa che verrà annullata la concorrenza tra produttori di generici e le aziende che per prime hanno prodotto il farmaco sotto brevetto, come ad esempio per molti dei più recenti farmaci per il trattamento di HIV/AIDS. Quando ha concepito la sua legge sui brevetti, tuttavia, l’India ha deciso che solo i farmaci che mostrano un miglioramento dell’effetto terapeutico rispetto a quelli già esistenti, meritano un brevetto. Questa parte della legge – nota come Sezione 3 – intende ostacolare le compagnie farmaceutiche dall’estendere ripetutamente il periodo di 20 anni di durata del brevetti sui farmaci, introducendo piccole modifiche o migliorie, in un procedimento potenzialmente senza fine. Grazie a queste linee guida, nel 2006 la Commissione indiana sui brevetti ha respinto il brevetto che la società farmaceutica svizzera Novartis aveva richiesto per il farmaco contro la leucemia “imatinib mesylate” (commercializzato come Glivec), perché basato su un composto già in commercio.

La Novartis porta il Governo indiano in tribunale

In risposta al diniego del brevetto per il suo farmaco, nel 2006 la Novartis ha portato il Governo indiano in tribunale, contestando non solo la negazione del brevetto, ma anche la parte della legge indiana – la Sezione 3 – che ha costituito la base della decisione. Un’eventuale revoca della Sezione 3 porterebbe a una maggiore diffusione del sistema dei brevetti in India, limitando fortemente la produzione di farmaci generici a prezzi più accessibili.

MSF lancia la campagna “Drop the case”. La lotta continua

Quasi mezzo milione di persone hanno firmato la petizione “Drop The Case”, tra cui l’arcivescovo Desmond Tutu, l’autore John Le Carré. La campagna ha un’ampia copertura mediatica e ha prodotto una maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul ruolo dell’India come “farmacia dei paesi in via di sviluppo”. Mentre la compagnia farmaceutica non ha mai abbandonato il suo caso, la Corte Suprema di Madras nell’agosto del 2007 si è pronunciata contro la Novartis. Irremovibile, l’azienda ha continuato ad appellarsi, con il risultato finale che la massima istanza giudiziaria indiana, la Corte Suprema, deve pronunciarsi definitivamente nel corso del mese di febbraio.

.

Unisciti alla Campagna di MSF contro la Novartis!

Di’ anche tu alla Novartis che le persone sono più importanti del profitto!

Da sei anni il gigante farmaceutico Novartis porta avanti una causa legale contro l’India che minaccia l’accesso ai farmaci a basso costo per milioni di persone in tutto il mondo.

Passaparola con Facebook e Twitter

.

Fonte: Medici Senza Frontiera  (MSF)

.