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Il marketing funerario sul padre di Apple

Jobs ha creato il gruppo più capitalizzato del mondo. Tecnologia alla portata di consumatori in grado di svenarsi. Negli ultimi anni la sua Apple è stata il simbolo più deleterio della globalizzazione: decine di suicidi in Cina per lo sfruttamento crudele. Un grande, ma ricordarlo come uomo della provvidenza è esageratamente esagerato.

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Il marketing funerario sul padre di Apple: vendeva i prodotti più cari del 30 per cento sfruttando con crudeltà piccoli laboratori cinesi

di Gennaro Carotenuto

I lutti non sono il momento adatto per le puntigliosità ma per la celebrazione del caro estinto. Tuttavia la morte di Jobs si è trasformata nell’ennesimo evento globale. Così il segno encomiastico rischia di impedire una valutazione equanime, sul personaggio, sull’impresa a maggior capitalizzazione al mondo e su un’epopea dove non tutto luccica. Siamo di fronte ad un’operazione di marketing funerario sulla quale è bene riflettere brevemente.

  • 1. Le invenzioni di Steve Jobs, spesso un passo avanti a tutti e a volte dei veri capolavori soprattutto dal punto di vista estetico, sono sempre stati dei prodotti di fascia alta per consumatori in grado di spendere (o svenarsi). Al dunque quel costo di un 20% in più rispetto ad un Sony Vaio o 30% in più rispetto ad un Toshiba Satellite, il surplus che ti garantisce lo status symbol per fare quasi sempre le stesse cose, te lo devi poter permettere.
  • 2. I prodotti simbolo degli ultimi dieci anni, ipod, iphone, ipad, sono stati presentati come una rivoluzione universale. Nonostante le centinaia di milioni di pezzi venduti (e quindi un indiscutibile successo di marketing) la vera innovazione, quella che cambia davvero il mondo, non è quella per chi se la può permettere ma quella per tutti. Tra il notebook da 35$ annunciato dal governo indiano (il prossimo Steve Jobs verrà da lì) e il più fico degli ipad c’è la stessa relazione che c’è tra il vaccino anti-polio e un brevetto contro la caduta dei capelli. (leggi tutto)

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Fonte: domani.arcoiris.tv

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Italia: I Barbari –in giacca e cravatta- alle porte

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Di: Conn Hallinan

Fonte: Foreign Policy in Focus

 

PAESTUM, ITALIA – Le mura raccontano tante cose della storia di un paese. Dato che il loro scopo è di lasciare fuori le persone che vogliono entrare, in generale significano guai. Nel caso di queste stupende,. rovine di una città a sud-est di Napoli, nel VI secolo a.C i Greci tentavano di tenere fuori da essa gli Etruschi che non  amavano  una colonia caduta improvvisamente tra capo e collo..

L’Italia ha tantissime mura, specialmente al nord e al centro dove le cittadine e città grandi  si raggruppano  in posizione elevata. Gli Italiani non hanno costruito i centri abitati in alto per godersi il panorama. Ciò che ora è pittoresco era, a quei tempi,  un paradiso sicuro dai barbari.

Ora, però, i barbari sono tornati, solo che questa volta non sono tribù con nomi terrificanti come Goti, Unni e Longobardi. Oggi i bruti hanno etichette dal suono insipido come Fondo Monetario Internazionale, (FMI), Unione Europea (EE) e Moody’s. E alcuni dei peggiori sono di produzione locale: Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti.

L’Italia è nei guai fino al collo, sebbene non sia certo l’unica. Mentre i titoli dei giornali spettano alla Grecia, al Portogallo e alla Spagna, l’Italia ha il secondo maggior  tasso di debito in Europa e uno dei  tassi più bassi di crescita. L’8 luglio, le rendite dei bond italiani hanno raggiunto il livello più alto negli ultimi nove anni e il mercato azionario del paese è crollato bruscamente. Dato che l’Italia ha la terza economia più  grande della zona dove si usa l’euro, se essa  è nei guai, anche  l’euro subisce la stessa sorte. E, al contrario del Portogallo, della Grecia o dell’Irlanda, l’Italia è di gran lunga più grande per un salvataggio finanziario (non voglio dire che i programmi criminali di austerità che vengono imposti ora  a tutte queste tre nazioni abbia qualche cosa in comune con i “salvataggi”). Sono semplicemente i contribuenti che coprono le frenesie speculative rovinose fatte dalle banche francesi, tedesche e olandesi.

Ci sono segnali che l’economia italiana stia deragliando, ma sono segnali sottili. un sacco di case abbandonate e con l’erba incolta, per esempio.

Le case abbandonate sono a Pompei, dove il governo non ha più i soldi per puntellare le mura di questa città che ha 2000 anni. La Pompei dei meravigliosi mosaici e dei sorprendenti affreschi, è diventata una città fantasma che si vede dalle strade e dai marciapiedi.

Gli immensi templi dorici di Paestum sono conservati meravigliosamente, ma l’erba si è impadronita  di gran parte del resto della città. E’affascinante vagare tra le rovine, trovando deliziosi pavimenti di mosaico, giardini nei peristili, o piscine, ma le autorità italiane non hanno lasciato che l’erba crescesse per stimolare la curiosità dei turisti; non hanno i soldi per farla tagliare.

In questo paese si percepisce che la gente sta trattenendo il respiro. L’attuale governo di centro-destra sta facendo approvare un pacchetto di misure di austerità  di 68 miliardi di dollari che innalzerà l’età pensionabile, taglierà gli assegni dell’assistenza medica, e lascerà a casa i dipendenti statali, ma molti dei tagli non saranno effettivi fino al 2013 e al 2014. Nella speranza di evitare la rabbia degli elettori, l’attuale ministro della finanza, Giulio Tremonti,  ha rimandato i tagli in modo che  non saranno effettivi fino a dopo le elezioni della primavera  prossima. (leggi tutto)

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Fonte: Znetitaly

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