Nov 17 2017

Trump Jr. ha ucciso e mutilato un elefante. Fermiamo questo orrore!

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Trump Junior con il trofeo di caccia

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Questo è il figlio di Donald Trump con la coda dell’elefante che ha appena ucciso. Trump gli ha appena fatto un regalo terrificante: una modifica alla legge che permetterà ai cacciatori americani di fare a pezzi gli elefanti e di portarne a casa le teste come trofei. Creiamo un’enorme campagna globale per spingere gli Stati Uniti ad abbandonare questo piano disgustoso — Avaaz lavorerà con i paesi africani per consegnare le firme tra pochi giorni a un importante vertice sulla protezione degli animali.

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Firma ora con un click:

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Salviamo gli elefanti, fermiamo questo piano terrificante!

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Fonte: AVAAZ

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Dic 10 2011

Il problema della caccia in Italia

Cardellino ucciso a fucilate. In Italia il cacciatore soffre troppo delle limitazioni che gli impone la legge. In molte regioni andare a caccia significa di fatto bracconare

 

In Italia è la legge 157 promulgata nel 1992 che si occupa della tutela degli animali selvatici e di disciplinare la caccia. Viene scritta dopo mesi di contrattazioni fra il mondo ambientalista e le associazioni venatorie ed è una delle leggi in materia ambientale fra le più avanzate d’Europa.

Purtroppo la maggior parte dei cacciatori in Italia questa legge non l’ha mai accettata. Troppi vivono ancora nella nostaglia degli anni ’60 e ’70, quando – forti di un milione e quattrocentomila unità – i cacciatori razziavano paludi, campagne e boschi abbattendo di fatto qualunque cosa si muovesse. Non è un caso che ancora oggi caccia e bracconaggio siano intrinsecamente legati e che i Centri di Recupero per Animali Selvatici ricevano ogni anno in cura centinaia di uccelli protetti, soprattutto rapaci, presi a schioppettate dai cacciatori.

Dall’inizio degli anni ’90 fino ad oggi il mondo della caccia non ha quindi che un obiettivo: scardinare la legge per recuperare i privilegi perduti. I cacciatori si fanno vivi regolarmente per tre ragioni: aumentare le specie cacciabili, aumentare i tempi di caccia, aumentare gli spazi dove cacciare. Il fine ultimo è quindi chiaro. Avere più animali da abbattere.      (leggi tutto)

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Fonte:  Committee Against Bird Slaughter (CABS)

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Ott 19 2011

La caccia causa l’aumento numerico dei cinghiali

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Uno studio scientifico di ricercatori francesi ha seguito per un periodo di 22 anni la moltiplicazione dei cinghiali in un territorio del dipartimento Haute Marne, in cui sono sottoposti ad una caccia molto intensa, confrontandola con quella di un territorio con caccia poco intensa nei Pirenei.
E’ risultato che la fertilità dei cinghiali è notevolmente più alta quando la caccia è intensa.
Inoltre quando la caccia è intensa la maturità sessuale viene raggiunta più presto, prima della fine del primo anno di vita. Così i cinghiali raggiungono la maturità sessuale con un peso medio inferiore quando la caccia è intensa.

Invece, nei territori in cui sono presenti pochi cacciatori la moltiplicazione dei cinghiali è minore, e la maturità sessuale viene raggiunta più tardi, con un peso medio più elevato (S.Servanty et al., Journal of Animal Ecology, 2009).
Anche il Prof. Josef H. Reichholf, che dirige la Sezione dei Vertebrati del Museo Statale Zoologico di Monaco di Baviera, ritiene che la caccia causi una più intensa moltiplicazione degli animali selvatici rispetto alle condizioni naturali.
Infatti, poichè la caccia ha luogo soprattutto in autunno ed in inverno, se in un territorio vengono uccisi molti animali, i sopravvissuti avranno una maggiore disponibilità di cibo. Gli animali meglio nutriti si riproducono più presto in primavera e danno una discendenza più numerosa (Suddeutsche Zeitung, 28 gennaio 2009).

I cinghiali hanno una struttura sociale molto sensibile. Una cinghialessa dominante, che va in estro una volta all’anno, guida il gruppo. Il cosiddetto sincronismo di estro fa sì che le altre femmine del gruppo siano feconde contemporaneamente.
Inoltre essa trattiene i giovani ed impedisce in tal modo maggiori danni alle coltivazioni.
Se la femmina dominante viene uccisa, il gruppo si disperde, gli animali senza guida irrompono nei campi, tutte le femmine diventano feconde più volte nell’anno e si riproducono in modo incontrollato.

Norbert Happ, il più noto conoscitore tedesco dei cinghiali, cacciatore egli stesso, avverte: “L’aumentata riproduzione è causata dall’uomo”.
Della motiplicazione esplosiva dei cinghiali sarebbero responsabili gli stessi cacciatori: “Relazioni sociali disordinate con estri non coordinati e moltiplicazione incontrollata sono da imputare esclusivamente all’esercizio della caccia”, scrive Happ nella rivista venatoria “Wild und Hund” (23/2002).

Ciò significa che la caccia non risolve alcun problema ecologico, anzi ne crea!

Naturalmente la moltiplicazione degli animali selvatici dipende anche dalla disponibilità di cibo. Ma quanto a lungo i cinghiali hanno a disposizione campi di mais? Sicuramente non più di un mese all’anno.
Invece i cacciatori mediante foraggiamento legale o illegale forniscono un cibo innaturale e contribuiscono così alla loro moltiplicazione. Solo nel Baden-Wurttemberg vengono sparsi ogni anno 4.000 tonnellate di mais, che corrispondono circa a 100 chili per cinghiale abbattuto.

La conclusione è sempre la stessa: Gli animali selvatici hanno meccanismi di autoregolazione, almeno in condizioni naturali; gli interventi umani, come quelli legati alla caccia, sono causa di squilibri

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Fonte: http://www.abschaffung-der-jagd.de

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LAC – Lega Abolizione Caccia

e-mail:info@abolizionecaccia.it – Sito Web: http://www.abolizionecaccia.it

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Mag 29 2011

Salerno – Volantinaggio informativo contro il “Fishing Festival”

A Salerno, dal 3 al 5 giugno, si terrà la manifestazione organizzata da Caccia e Pesca – “Fishing Festival” 2011. Qui – http://www.fishing-festival.it/index.php – tutte le info sull’evento.

Stupisce e sconcerta la cecità e l’indifferenza dell’essere umano nei confronti della vita e della sofferenza degli altri. Come si può infliggere tale crudeltà ad un essere senziente, in grado di provare gioia, paura e dolore proprio come noi?  Noi, Vegetariani e Vegani in Campania,  esprimiamo il nostro dissenso con un volantinaggio informativo!

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Tremenda e dolorosa è la morte per asfissia del pesce: le convulsioni dell’animale, che disperato cerca di riconquistare il suo ambiente vitale, sono la più palese manifestazione di dolore. L’amo, che viene estratto dalla bocca del pesce e che lacera anche parte della testa, è paragonabile ad un arpione conficcato nella bocca di un uomo che viene brutalmente estratto fracassandogli le mandibole, la fronte ed il cervello. Momenti di terrore, sofferenza, angoscia, durante i quali l’animale si dibatte nel tentativo di liberarsi dalla stretta di chi gli vuole togliere la vita. Nelle mani di chi lo maneggerà con poca cura, lo sbatterà a terra e, forse, lo rigetterà in acqua, stordito e con una profonda ferita alla bocca. Le regole della “pesca sportiva” spesso richiedono che il pesce venga trattenuto (in acqua) per un prolungato periodo di tempo in una nassa ed in seguito esaminato, pesato e spesso fotografato (in aria) prima di essere finalmente liberato. Tutte queste procedure aumentano le probabilità di provocare ferite al pesce, ma anche la somministrazione di pochi grammi di ossigeno ha lo scopo di prolungare il più possibile la sua vita… e quindi la sua agonia. Da Wikipedia, in merito alle pratiche del No-kill e del Catch&Release nella “pesca sportiva”, che prevedono che gli animali vengano rilasciati: “(…) una percentuale non bene identificata delle catture può riportare ferite tali da causarne la morte per via dell’impossibilità ad alimentarsi.”.

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Evento:  Sabato 4 giugno alle ore 16.00 – 05 giugno alle ore 20.00

Luogo:  Salerno – area adiacente Piazza della Concordia

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Fonte: Vegetariani e Vegani in Campania

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Eventi correlati: Genova 29 maggio 2011: presidio contro lo Slowfish

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Mar 13 2011

Un cacciatore rappresenterà il governo all’Istituto per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

E’ come se avessimo mandato George W. Bush ad un seminario sulla pace . (madu)

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L’onorevole Luciano Rossi, presidente della Federazione italiana tiro a volo, nonché presidente del Gruppo interparlamentare amici della caccia e della pesca, rappresenterà il Governo alla direzione dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), la massima autorità scientifica nazionale che può esprimere pareri vincolanti sulla gestione dell’attività venatoria e sulla tutela degli animali selvatici. La notizia è stata resa nota pochi giorni fa, seppure senza grande enfasi.
Con la nomina dell’onorevole-cacciatore Luciano Rossi si apre un futuro di grave incertezza per l’ambiente  del nostro Paese. Già oggi i cacciatori uccidono milioni di animali ogni anno, scaricando tonnellate di piombo nell’ambiente, mentre le Regioni ignorano le normative europee consentendo la caccia ad uccelli protetti in tutta Europa. D’ora in poi, con un cacciatore a presiedere le riunioni dell’ISPRA, la situazione non potrà che peggiorare ulteriormente. Il ministro Galan, anch’egli grande appassionato di caccia, ha individuato la persona “giusta”, colui che si prodigherà per garantire ancora più privilegi ai cacciatori, e sempre maggiori opportunità per dare sfogo alla loro passione sanguinaria (LAV, 11 marzo).

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