Gen 20 2016

Unioni Civili, mobilitazione il 23 gennaio: “E’ ora di essere civili – Fai il primo passo verso l’uguaglianza”

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svegliati

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Non una ma tante piazze in tutta Italia per dare forza al traguardo dell’uguaglianza: in vista della discussione al Senato del ddl sulle unioni civili, le associazioni lgbt (Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Mit) mettono in campo per il prossimo 23 gennaio una mobilitazione capillare nelle principali piazze del Paese. #SVEGLIATITALIA è l’hashtag con cui si diffonde il tam tam per le manifestazioni che in tante città si stanno organizzando.

Attraverso le manifestazioni viene rivolto il seguente  appello a Governo e Parlamento:

“L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti. Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni.

Il desiderio di ogni genitore è che i propri figli possano crescere in un Paese in cui tutti abbiano gli stessi diritti e i medesimi doveri.

Chiediamo al Governo e al Parlamento di guardare in faccia la realtà, di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese.

La reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, il diritto di ereditare i beni del partner, la possibilità di subentrare nei contratti, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento dei diritti per i bambini figli di due mamme o di due papà, sono solo alcuni dei diritti attualmente negati.

Questioni semplici e pratiche che incidono sulla vita di milioni di persone.

Noi siamo sicuri di una cosa: gli italiani e le italiane vogliono l’uguaglianza di tutte e di tutti.”

Associazioni promotrici dell’appello: Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Mit.

Hanno aderito: Associazione radicale “Certi diritti”, CondividiLove, Circolo di Cultura omosessuale “Mario Mieli”, Gaynet, Anddos, Rete Genitori Rainbow, Equality Italia, Edge, Polis Aperta, Atn, Uaar, Arci, Cild, Amnesty International, Cgil,  Arciragazzi, ReteDem, Sinistra Ecologia e Libertà, Associazione Prometeo Onlus, Coordinamento nazionale Uil Diritti,  Udu, Rete Studenti Medi, Rete della Conoscenza, Link – Coordinamento universitari, Rete nazionale degli universitari e degli studenti medi, Federazione degli studenti, LuccAut – Associazione di Promozione Sociale, la Valigia Rossa, Arciragazzi Campania, Coalizione Civica per Bologna, Partito Democratico Bologna, Partito Democratico Piemonte,  Partito Democratico della federazione territoriale toscana Val di Cornia-Elba, Comune di Napoli, Amnesty International Perugia, Amnesty International Umbria, ANPI Perugia, Arci Perugia, Associazione Fuori dall’Ombra, Associazione Gylania, Associazione Il Pettirosso, Associazione Mente Glocale, Ass. Società delle Estranee, Ass. Liberamente Donna, Basta il Cuore, Centro Antiviolenza Perugia, CGIL Perugia, Civiltà Laica Terni, Cooperativa Sociale Onlus POLIS, Emergenze, Federazione Giovani Socialisti, Giosef Perugia, Giovani Comunisti Perugia, Giovani Comunisti Terni, Giovani Democratici Perugia, Giovani Democratici Umbria, Partito Democratico Perugia, Partito Democratico Umbria, Radicali Perugia, Rete degli Studenti Medi Perugia, Rete degli Studenti Medi Terni, Rete degli Studenti Medi Umbria, Rete delle Donne Antiviolenza PG, Rifondazione Comunista Umbria, SEL Perugia, SEL Umbria, Segr. Italiano Studenti di Medicina, Terni Donne, UDU Perugia, Young Angles Umbria,  Casa delle donne di Milano, UIL Lombardia, Camera del Lavoro Metropolitana di Milano, Circolo UAAR Milano, AVEN Asexual Visibility and Education Network, Diritti Democratici,  Terna Sinistrorsa, Family Gay, Chiesa Pastafariana, Checcoro, Good News, ASA, Centro sociale autogestito Friedman, Attivisti Gay Harvey Milk Onlus, Papà Arcobaleno, ALA Milano Onlus, B.Rain – Bicocca Rainbow – lgbtqi, Studenti BESt, Circolo Culturale TBGL Harvey Milk Milano, GayStatale Milano, Pride Sport Milano, PoliEdro, Renzo e Lucio- associazione GLBT, Cgil Puglia, Amnesty International Gruppo 72 Catania, Anpi Catania, Catania Bene Comune, Città Felice, Demolì, Kalon lgbt, Openmind lgbt, Queer as unict, Gruppo Pegaso, Rete antirazzista catanese, Lila Catania, Codice Rosso, Amici 5 stelle diritti civili e lgbt, Movimento 5 stelle Catania, Cgil Catania, Uaar Catania, La Ragnatela, Udu Catania, Amnesty international – Circoscrizione Liguria, Associazione Princesa, CO.GE.DE Liguria, Comunità di San Benedetto al Porto, Gay is not a clubber (gruppo giovani universitari), GenovaGaya, Giovani Democratici di Genova, LeftLab Genova, Laboratorio About Gender, Ponente che Balla, Rainbow Pangender Pansessuale Genova Liguria Gaynet, Rete a Sinistra Liguria, Rete di donne per la politica, Se non ora quando – Genova, SpA Politiche di Donne, Sportello Nuovi Diritti CGIL, UDI Genova, UDS Usciamo dal Silenzio, UIL Genova, UIL Liguria, Coordinamento dei Diritti UIL di Genova e Liguria, FutureDem Liguria, ANPI del Trentino, Laici trentini per i diritti civili, Deina Trentino Alto-Adige, Rete ELGBTQI del Trentino Alto-Adige, Associazione culturale Te@, Se Non Ora Quando – Trentino, Coordinamento Genitori Democratici Trentino Alto-Adige Sudtirol, UISP del Trentino, Possibile Trentino Alto-Adige, Verdi del Trentino, L’Altra Trento a sinistra, Sel del Trentino, Fuori Genere, Comitato 3e32/Casematte, ArtQuake‎/Asilo Occupato, Appello per L’Aquila, Circolo ARCI ‘Quercia’, Centro Antiviolenza L’Aquila, Donne Terre – Mutate, UDU‎ L’Aquila, UDS‎ L’Aquila, UAAR L’Aquila, LINK L’Aquila, Giovani Democratici‎ L’Aquila, AIED‎ L’Aquila, Arci Lecce, Salento Pride, Salento Pride Village, LeA, Carduelis Group, Link Lecce, Lecce Città Pubblica, Rete della Conoscenza Lecce, SEL Salento, Giovani Democratici, Diritti Democratici, Rinascita, Led Cafè, GayDay, Egocentrik, Salento Gay Club, Luca Max & De Carlo – Public Relations, MaisonX, Fermenti Lattici, Comitato Pierre Bourdieu Cavallino (Lecce), DNA Donna, Koresalento, Terra Accessibile, Casa delle Donne, SEYF, Officine Culturali Ergot, Lila Lecce, Alibi Artisti Liberi Indipendenti, Compagnia Mago Merlino – Cngei Lecce Scout Laici, Unione degli Studenti Lecce, Lecce Bene Comune, Guerriglia Culturale, Womb, Comune di Andrano, FutureDEM, Arci Brindisi, Coordinamento Campania Rainbow, Uil Campania, Coop.dedalus, Coop. Scannare, Consulta per laicità delle Istituzioni democratiche .

Per comunicare adesioni all’appello o eventi in rete con la mobilitazione scrivere a info@arcigay.it

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Fonte: arcigay.it

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Ecco l’elenco provvisorio delle piazze finora confermate:

Alba via Vittorio Emanuele 16,00
Alessandria piazza della Lega 16,00
Ancona Piazza Roma 16,30
Andria (Bat) viale Crispi 18,30
Aosta piazza Emile Chanoux 15,00
Arezzo piazza San Jacopo 15,30
Asti piazza S.Secondo 10,30
Bari piazza del Ferrarese 16:30
Bassano del Grappa (VI) piazza Garibaldi 15,30
Belluno piazza Martiri 16,00
Benevento piazza della Prefettura 17:30
Bergamo piazzale Stazione 14,30
Biella, via Italia zona Fons Vitae 15,00
Bologna piazza Nettuno 16,00
Bolzano piazza Municipio 15,00
Brescia piazza del Mercato 15,00
Brindisi piazza Vittoria 17,30
Cagliari Scalinate di Bonaria 16,00
Caltanissetta piazza Falcone Borsellino 18,00
Caserta piazza Alfonso Ruggiero 17.30
Castellana Grotte (BA) piazza Garibaldi 9,00
Catania piazza Stesicoro 18,30
Catanzaro piazza Prefettura 10,00
Cesena piazza Mario Guidazzi 15,30
Chieti piazza Martiri della Libertà 15,00
Cosenza piazza XI settembre 11,00
Cremona piazza Roma 15,30
Cuneo via Roma 16,00
Ferrara piazza Municipale 16,00
Firenze piazza della Repubblica 15,00
Foggia Corso Vittorio Emanuele 17,00
Genova corteo da piazza della Meridiana 15,00
Gorizia Corso Italia 55, davanti al Palazzo della Provincia 11,00
Grosseto piazza San Francesco 17,00
Guidonia (Roma) piazza degli Anemoni 15,00
Ivrea Giardini Corso Cavour 16,30
L’Aquila Fontana Luminosa 15,00
La Spezia piazza Garibaldi 16,00
Lecce piazza Sant’Oronzo 18,00
Limerick (IE) Little Ellen Street 14,30
Livorno piazza Attias 15,00
Londra (UK) Ambasciata d’Italia 15,00
Lucca piazza San Michele 15,30
Mantova piazza Mantegna 17,00
Massa piazza Mercato 16,00
Matera piazza Vittorio Veneto 18,00
Milano piazza della Scala 14,30
Modena piazza Mazzini 16,00
Napoli piazza Carità 16,00
Novara piazza Martiri 15,30
Nuoro piazza San Giovanni 18
Oderzo (TV) piazza Grande 10,00
Padova via VIII febbraio 16,00
Palermo piazza Verdi 16,30
Parma piazza Garibaldi 16,00
Pavia piazza Vittoria 15,30
Perugia piazza Italia 15,30
Pescara piazza Salotto 16,00
Piacenza piazza Duomo 15,00
Pistoia piazza Gavinana 17,00
Potenza corteo da P.zza Mario Pagano a P.zza Sedile 17,00
Ragusa piazza San Giovanni 18,00
Reggio Calabria corso Garibaldi 18,00
Reggio Emilia piazza Martiri del 7 Luglio 16,00
Roma Pantheon – piazza della Rotonda 15,00
Salerno Corso Vittorio Emanuele II, altezza Piazzetta Barraccano 18,30
Sanremo via Escoffier angolo corso Matteotti 15,00
Sarzana (SP) piazza Matteotti 17,00
Sassari piazza d’Italia 18,00
Savona piazza Sisto IV 16,00
Siracusa Largo XXV luglio 21,00
Taranto piazza Maria Immacolata 20,00
Torino piazza Carignano 15,30
Trento piazza Dante 16,00
Treviso piazza Indipendenza 15,30
Trieste piazza Unità d’Italia 15,00
Udine piazza San Giacomo 15,00
Varese piazza Monte Grappa 15,00
Venezia Campo Santa Margherita 16,30 15,00
Verbania piazza Ranzoni 10,00
Vercelli piazza Cavour 15,00
Verona piazza Bra 15,00
Viareggio piazza Mazzini 16,00
Vicenza piazza dei Signori 16,00
Viterbo piazza del Plebiscito 18,30

PRESIDIO PERMANENTE AL SENATO:

Roma: Dal 28 gennaio alle 16:00 al 30 gennaio alle 14:00 piazza delle cinque lune

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Dic 24 2013

Pressione per un testo di legge che contrasti REALMENTE l’omofobia e la transfobia. Firma la Petizione!

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NUGfGzkxvrAUeBv-44x44-square    Lanciata da  ARCIGAY – Associazione LGBT Italiana

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Alle Senatrici e ai Senatori della Commissione Giustizia 2

Approvate un testo di legge che contrasti REALMENTE l’omofobia e la transfobia, senza se e senza ma.

Alcuni ritengono che non vi sia una emergenza omofobia in Italia, nonostante l’Italia sia superata persino da Albania, Lituania e Polonia nella classifica del riconoscimento dei diritti civili lgbt in Europa, nonostante la
 European Union Agency for Fundamental Rights (FRA) individui nell’Italia uno dei paesi a più alto rischio omofobo, nonostante il Parlamento europeo e la CEDU abbiano più e più volte richiamato l’Italia. Non bastano i richiami e non bastano i morti (si ricordi che l’Italia è il secondo stato in europa per omicidi di persone transessuali). Non bastano i pestaggi delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (LGBT). Non bastano le parole d’odio puntualmente vomitate anche sui mass media, oltre che nella quotidianità della vita sociale, come se fosse cosa normale. Non bastano i gesti estremi di chi non ce la fa a rispondere all’odio con l’autoaccettazione e l’autoaffermazione di sé (almeno il doppio delle probabilità di aver pensato al suicidio, rispetto alle persone eterosessuali, secondo gli studi).

 

Mentre l’Europa da diversi anni ha adottato politiche ben precise e determinate per tutelare i cittadini LGBT con reali misure di inclusione sociale (pensiamo solamente ai Paesi Bassi che hanno predisposto un piano triennale con ben quaranta progetti in materia LGBT ed hanno una percentuale imbarazzante di accoglimento sociale… ben l’87% delle persone si sono dette favorevoli a una assoluta equiparazione tra persone eterosessuali e omosessuali sul piano normativo) l’Italia è riuscita a far sistematicamente naufragare tutti i progetti di legge, ad oggi anche il testo sull’omo-transfobia.

 

Quel che è peggio, proprio sull’estensione della Legge Reale-Mancino oggi assistiamo ad un offensivo e imbarazzante balletto attorno ad una non meglio identificata libertà di opinione, con emendamenti e subemendamenti decisamente peggiorativi. La legge Reale-Mancino c’è dal ‘75, è stata modificata e ampliata nel tempo, fino ad includere i fenomeni di intolleranza e di violenza nei confronti degli appartenenti alle minoranze linguistiche. Nessuno che sia mai stato messo in carcere per la semplice espressione di opinioni, perché il sistema giuridico ha i suoi anticorpi per contemperare i diritti, quello ad esprimere opinioni e quello a non essere oggetto di violenza motivata da odio. E infatti nessuno che abbia mai posto la questione della libertà di opinione. Perché proprio oggi?

 

Semplice: perché si parla di persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. E perché omofobia e transfobia, nella loro violenza pratica o verbale, difendono un’idea di società che ritiene le persone LGBT fondamentalmente inferiori. Un’idea di società che è dura a morire.

 

Noi non ci arrendiamo all’odio e diciamo no a questa idea di società. Vogliamo una legge che senza se e senza ma, senza salvacondotti e annacquamenti, stabilisca anche per i crimini d’odio omofobico e transfobico quello che stabilisce da decenni anche per diverse altre fattispecie.

Possiamo farcela. Firma e condividi anche tu questa petizione indirizzata ai senatori della Commissione Giustizia del Senato.

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FIRMA LA PETIZIONE!!

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Fonte: change.org

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Apr 23 2013

Francia: il Parlamento ha approvato il matrimonio gay. Ora tocca all’Italia.

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(3)MIDEAST-JERUSALEM-PRIDE PARADE

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Matrimonio gay, ora è il nostro turno. Basta con l’esilio dei diritti

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Oggi la Francia è il 14° paese al mondo ad aver istituito il matrimonio tra persone dello stesso sesso e l’adozione per le coppie omosessuali.

Il “sì” francese, che stabilisce che gli affetti di gay e lesbiche hanno lo stesso valore di quelli eterosessuali e rivoluziona profondamente l’istituto del matrimonio, è la vittoria di chi crede che una società migliore è possibile. Il matrimonio fra persone dello stesso sesso è il trionfo della giustizia sociale e di coloro che si riconoscono nella democrazia, nella tolleranza e nell’uguaglianza.

Ora tocca all’Italia offrire alle persone gay e lesbiche, che sono i nostri vicini, i nostri colleghi, i nostri amici e familiari quei diritti umani che da anni sono loro tenacemente negati. La classe politica italiana, ha il dovere civile e morale, ammesso che un barlume di morale ce l’abbia, di dare delle risposte a tutte quelle persone, e parliamo di milioni, che per anni sono state umiliate, offese, denigrate, escluse dai diritti, e la cui libertà è stata ferocemente repressa.

Più voci si sono levate per sostenere che il provvedimento non è una priorità. Altri hanno sostenuto che il matrimonio gay sarebbe una minaccia per la famiglia e per la società, ma queste sono argomentazioni palesemente inconsistenti. Al contrario, il matrimonio tra persone dello stesso sesso è urgente al pari di ogni provvedimento che cancella l’ingiustizia, tanto che è in discussione in decine di paesi. Il matrimonio fra due uomini o due donne non è un pericolo per nessuno, anzi, dati alla mano, la sua approvazione valorizza il matrimonio di tutti.

La Corte Costituzionale italiana ha stabilito con una sentenza che si può e si deve fare. Il suo presidente, Franco Gallo, nei giorni scorsi, ha sollecitato il Parlamento in questo senso. L’uguaglianza non può, e non deve, attendere. Tanti, troppi, figli di questo Paese sono costretti ad andare all’estero per ottenere, almeno simbolicamente, quello che è loro rifiutato in patria. Consideriamo questi viaggi l’emblema del tradimento di questo paese verso migliaia di propri cittadini e cittadine, un esilio dei diritti che deve finire al più presto.

Flavio Romani, presidente Arcigay

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Fonte: arcigay.it

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