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Solidarietà con i popoli arabi in lotta. Manifestazioni in tutta Italia.

A fianco di tutti i popoli arabi in lotta. Contro le dinastie oppressive e corrotte.

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Dalla Tunisia all’Egitto milioni di nostri fratelli e sorelle stanno lottando per la libertà la dignità la giustizia e per affermare una vita migliore. Abbiamo il dovere e la responsabilità di sostenerli, prendendo l’iniziativa anche in questo Paese. Promuoviamo una giornata di mobilitazione nazionale e solidarietà con i popoli arabi che unisca la gente di buona volontà, gli antirazzisti, la gente solidale e innanzitutto i fratelli e le sorelle immigrati, che esprima solidarietà a fianco di chi lotta nel mondo arabo e dia forza alle loro ragioni. Siamo tutti in piazza Tahrir.

Sabato  12 febbraio 2011

manifestazioni a:

Napoli – Piazza Garibaldi ore 15.00

Milano – Piazzale Loreto (per il Nord) ore 15.00
Roma – Piazza della Repubblica ore 15.00
Firenze – Piazza San Marco ore 16.00
Palermo – ore 16.00
Ed in altre città.

Il Comitato promotore


Aderiscono:
Associazione antirazzista ed interetnica “3 febbraio” – Coordinamento nazionale comitati
solidali ed antirazzisti – Don Carlo D’Antoni – Comunità egiziana della A3F (Milano) – Valori
Dimenticati (Vercelli) – CSV (Vercelli) – Socialismo Rivoluzionario – Comitato per la vita del
popolo palestinese (Genova) – Unicobas – Socialismo Libertario

Per info
349.6497338 (Milano, Italiano) – 388.1773509 (Milano, Arabo) – 346.65708065 (Napoli) –
329.1880678 (Genova) – 328.4431314 (Palermo) – 340.7634738 (Roma) – 339.4877653
(Torino)
3278586031(Firenze)


comitato.promotore12febbraio@gmail.com

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Anche gli arabi amano la libertà

Egitto manifestazione contro Mubarak

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4 febbraio 2011-  Der Standard – Vienna


Molti europei guardano alle rivolte nel mondo arabo con scetticismo e sospetto, come se certi popoli non fossero all’altezza di ripetere il loro cammino verso la democrazia. Ma negli ultimi anni il mondo è cambiato più di quanto immaginiamo.

di  Robert Misik

Come molti altri, in questi giorni passo ore intere davanti al Live Stream di Al Jazeera, con la sensazione di essere in tempo reale nei luoghi in cui si sta scrivendo la storia. Con la rivolta egiziana stiamo vivendo – dopo la rivoluzione democratica in Tunisia – il secondo atto di questa sorprendente “primavera araba”. O del “1989 degli arabi”.

Quello che accade è avvincente ed entusiasmante: nessuno di noi si sarebbe aspettato rivoluzioni civili in importanti paesi arabi. Avevamo descritto le loro popolazioni come apatiche e rassegnate, o facilmente manipolabili da dittatori ed estremisti islamici. E invece no. Le giovani generazioni metropolitane non sono molto diverse da quelle occidentali. Hanno gli stessi desideri. E grazie a internet vivono davvero nello stesso mondo globale.

Forse internet e i social media hanno avuto sulla consapevolezza collettiva un effetto molto più forte di quanto abbiamo pensato finora. Anche i cosiddetti esperti in realtà non sanno un bel niente: negli ultimi due anni troppe cose si sono messe in movimento, mentre il sapere specialistico ha bisogno spesso di esperienze storiche di lungo corso, proprio quelle che gli ultimi sviluppi hanno inesorabilmente sorpassato, senza che gli “esperti” se ne rendessero conto.

Quello che mi stupisce, anzi, quello che mi riempie di indignazione è l’opinione che si sente ripetere in diversi ambienti: “ma per l’amor del cielo, quanto è pericolosa l’instabilità? Da questi arabi non verrà niente di buono. Alla fine vedrai che si ritroveranno con una dittatura islamica. Ma allora erano molto meglio i dittatori laici.” (leggi tutto)

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Fonte:  Presseurop

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