Nucleare: no a centrali in Sardegna, al via campagna voto

Sardegna: allarme nucleare!  La mobilitazione comincia a prendere forma lì dove il pericolo incombe. Consiglio di visitare anche la pagina facebook .  (madu)


pericoli nucleari.


No Centrali no scorie

E’ un bene  che si moltiplichino le iniziative contro l’eventualità del nucleare, e delle relative scorie, nel territorio della Sardegna. Oggi vi presentiamo quella promossa – con la costituzione del comitato no-nucleare – da un gruppo di persone che hanno predisposto un quesito referendario e un disegno di legge.

Il silenzio che si è creato, quasi in coincidenza con la fine politica del Ministro Scajola, non deve ingannare: il nucleare è un grande affare al quale le società e i politici interessati difficilmente rinunceranno. Una  legislatura può continuare, ance se in crisi, se vasti interessi a copertura bipartisan possono essere perseguiti.

Il segnale del celebre oncologo Umberto Veronesi a favore del nucleare in Sardegna va in questa direzione. Secondo lui in Sardegna dovremo essere contenti di avere una centrale nucleare. Le sue affermazioni sono gravi e irresponsabili, e noi, se dobbiamo pensare a pronunciamenti autorevoli sulle scorie, preferiamo – anche come autorevolezza – Rubbia, il cui punto di vista potete ritrovare nel nostro primo Dossier sul nucleare e, più precisamente, in questo articolo di Nicola Culeddu.
Non molti sanno che il prof. Veronesi, la cui parola è certamente ‘pesante’ a livello mediatico su tutto ciò che potrebbe preoccupare in tema di salute, ha una fondazione (La Fondazione Veronesi, per l’appunto) con “partners per il futuro” aziende non proprio immacolate dal punto di vista dei trascorsi sanitari, come la Nestlè; grandi produttori di acqua minerale (ma l’acqua per Veronesi è un bene comune?), e soprattutto l’ENEL, che ci risulta interessata al nucleare… (leggi tutto)

Fonte: Manifesto Sardo


Caserta: Sciopero Migranti oggi, domani corteo

08/10/2010 20:15

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Oggi si è fermato il mercato delle braccia in Campania! Migliaia di migranti costretti a lavorare in nero principalmente in edilizia e in agricoltura con paghe sempre più basse (ormai anche sotto i 20 euro a giornata) e condizioni di sicurezza inesistenti, si sono fermati. E tantissimi tra essi hanno deciso di metterci la faccia, ritrovando la dignità e scendendo in piazza con cartelli e volantini in quegli stessi luoghi dove i Kaliffo (lett. “schiavo a giornata”). sono costretti ad accettare a testa bassa le briciole e il ricatto dello sfruttamento.
Lo sciopero dei “Kalifoo” si è così palesato nei principali siti del lavoro nero (almeno venti in tutta la provincia di Napoli e di Caserta), da Casal di Principe a Baia Verde (Castelvolturno), da Villa Literno a Licola, Afragola, Scampia, Quarto, Caivano, Qualiano, Marano, Villaricca e Giugliano….
Un evento a suo modo storico, perchè mai prima d’ora in Campania e in Italia, gli immigrati sfruttati in nero avevano scioperato così massicciamente, decidendo coraggiosamente di mostrarsi, col rischio di rappresaglie dei caporali o di compromettere il rapporto di lavoro con il padroncino di turno.
Il risultato più importante non è solo il blocco della produzione per un giorno, ma il cortocircuito culturale e sindacale: i padroni, i padroncini e i caporali oggi hanno scoperto che non hanno dinanzi a sé schiavi o bestie da lavoro, ma persone e lavoratori che hanno diritti e che sanno anche difenderseli e conquistarli con la lotta.

Free Software Foundation compie 25 anni

Il 4 ottobre del 1985 Richard Stallman creava la Free Software Foundation.

La Free Software Foundation (FSF) è un’organizzazione senza scopo di lucro con la missione di promuovere la libertà degli utenti di computer e difendere i diritti di tutti gli utenti del software libero, nel mondo intero.

Siccome la nostra società diventa sempre più dipendente dai computer, il software che usiamo è di fondamentale importanza per garantire il futuro di una società libera. Il software libero riguarda la possibilità di mantenere il controllo sulla tecnologia che usiamo nelle nostre case, scuole e imprese, in modo che i computer siano a servizio del nostro vantaggio individuale e comune, non a quello di aziende di software proprietario o di governi che potrebbero cercare di limitarci e controllarci.

La Free Software Foundation sta lavorando per garantire la libertà degli utenti di computer, promuovendo lo sviluppo e l’utilizzo di software e documentazione liberi — in praticolare il sistema operativo GNU/Linux — e promuovendo campagne contro le minacce alla libertà degli utente di computer come il Sistema di Gestione delle Restrizioni Digitali (DRM).

Il movimento del software libero è uno dei movimenti sociali che ha avuto maggior successo nell’emergere negli ultimi 25 anni, guidato da una comunità mondiale di programmatori etici dedicati alla causa della libertà e della condivisione. Ma il successo finale del movimento del software libero dipende dall’insegnare ai nostri amici e vicini a riconoscere il pericolo che deriva dal non avere la libertà del software, e il pericolo per una società di perdere il controllo sulla sua tecnologia.

Peter T. Brown, Direttore esecutivo di Free Software Foundation

Il cuore del nostro lavoro

La FSF detiene articoli storici sulla filosofia del software libero e detiene la Definizione di Software Libero – per indicare chiaramente a cosa deve rispondere un determinato software per essere considerato software libero.

La FSF sponsorizza il progetto GNU, lo sforzo volto a fornire un completo sistema operativo con licenza di software libero. Inoltre finanziamo e promuoviamo anche l’importante sviluppo del software libero e forniamo sistemi di sviluppo per i manutentori del software GNU, tra cui servizi completi di e-mail e shell e mailing lists. Siamo impegnati nella promozione del sistema operativo GNU, e permettiamo ai volontari di contribuire facilmente a questo lavoro, anche sponsorizzando Savannah, repository di codice sorgente e centro di sviluppo di software libero.  (leggi tutto)

Fonte: Free Software Foundation