Linux Day 2010

linux day 2010

ILS (Italian Linux Society) annuncia l’edizione 2010 del

LINUX DAY
giornata nazionale di promozione di GNU/Linux e del software libero.

23 ottobre 2010

in tutta Italia

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MAPPA DELLE CITTA’ DOVE SI SVOLGERA’ IL LINUX DAY

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Villa Literno (CE): dal 20 al 22 ottobre Premio “Jerry Masslo”

« […] Pensavo di trovare in Italia uno spazio di vita, una ventata di civiltà, un’accoglienza che mi permettesse di vivere in pace e di coltivare il sogno di un domani senza barriere né pregiudizi. Invece sono deluso. Avere la pelle nera in questo paese è un limite alla convivenza civile. Il razzismo è anche qui: è fatto di prepotenze, di soprusi, di violenze quotidiane con chi non chiede altro che solidarietà e rispetto. Noi del terzo mondo stiamo contribuendo allo sviluppo del vostro paese, ma sembra che ciò non abbia alcun peso. Prima o poi qualcuno di noi verrà ammazzato ed allora ci si accorgerà che esistiamo  »
(Jerry Essan Masslo)


premio

Dal 20 al 22 ottobre 2010 si terrà a Villa Literno il premio “Jerry Masslo” organizzato da Flai Cgil. Saranno tre giorni di incontri, dibattiti, percorsi di legalità con Istituzioni, magistrati, scrittori, legali, nuovi cittadini e sindacalisti A conclusione il 22 ottobre 2010 alle ore 20.00, si terrà il concerto di Eugenio Bennato in “Grande Sud”.

Il premio è organizzato nel ventennale dell’assassinio del bracciante e rifugiato politico sud africano Jerry Essan Masslo avvenuto nelle campagne di Villa Literno da parte di balordi. Nel ricordarlo, la FLAI-CGIL indice un bando pubblico aperto a singoli, associazioni o scuole di ogni ordine e grado al fine di sensibilizzare sulle condizioni di lavoro dei migranti nelle campagne e sulla loro vita quotidiana.

Per infoPremio Jerry Essan Masslo

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Approfondimento:

Jerry Essan Masslo

Associazione Jerry Essan Masslo


Riflessioni e proposte sulla futura associazione “vittime delle forze dell’ordine”

di Francesco “baro” Barilli

aldrovandi

Federico  Aldrovandi

Nel quinto anniversario dell’uccisione di Federico Aldrovandi, a Ferrara si sono riuniti i familiari di alcune “vittime di stato”, ragazzi uccisi in vicende riconducibili, direttamente o indirettamente, a “malapolizia”. Negli interventi una frase è ricorsa ripetutamente: “queste cose non devono più succedere”. Parole che fanno tornare alla mente la petizione “mai più come al G8”, promossa dai comitati Piazza Carlo Giuliani e Verità e Giustizia per Genova, e consegnata al Senato il 30 giugno 2005.
Riflettere sull’analogia, su questo auspicio comune alle due occasioni (“casi del genere non si ripetano più”) è agghiacciante se si pensa che il 25 settembre al tavolo dei relatori erano presenti testimoni di casi tutti successivi al G8 genovese e a quella petizione (ovviamente con l’eccezione di Haidi Gaggio Giuliani, la prima ad attivarsi, dopo il 20 luglio 2001 affinchè nascesse una rete di relazioni fra le “vittime di stato”).
La prima, e amara, constatazione conseguente è che quanto fatto finora è stato insufficiente. La seconda, più importante, è che affermare “queste cose non devono più accadere” deve essere il terminale – e non la partenza – di un percorso, fatto di proposte e iniziative che, partendo dal basso, obblighino la politica a scelte responsabili e concrete. Proposte che, ad onor del vero, con poche integrazioni potrebbero essere proprio quelle della petizione del 2005, che finora hanno trovato poco spazio sulla scena politica. Del resto è noto ad esempio, e ne ho scritto in passato, il rifiuto del governo di aderire ad alcune raccomandazioni del Consiglio dei diritti umani dell’Onu, fra cui l’inserimento del reato di tortura nel nostro ordinamento. Ma va ricordato che l’Italia “fa spallucce” sull’argomento da più di vent’anni: la convenzione delle Nazioni Unite fu firmata nel 1984 e ratificata dall’Italia nel 1989. Questo per dire che l’ignavia del mondo politico è trasversale e tutt’altro che recente, fatte salve lodevoli eccezioni. (leggi tutto)

Fonte: Reti-invisibili