Giornalismi a confronto: Guardian e Repubblica.it

Scoop! Agli inglesi non gliene frega un cazzo di Carlo e Camilla!

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Dopo l’assalto alla macchina dei due reali, scoprite le differenze tra la homepage del Guardian e quella di Repubblica.it

di  Ulisse Acquaviva

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Fonte: Mamma.am

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Nuova edizione del film La Rabbia di Pier Paolo Pasolini

Il film del grande regista e poeta torna dopo il recupero di Tatti Sanguineti, documentario ultrarealistico e impietoso su una società che potrebbe essere quella di oggi. E arriva a un’amara conclusione: un eroe è solo e sono pochissimi coloro che meritano di stargli accanto

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La rabbia: dietro gli “occhiali da gerarca”, Pasolini osserva i cannibali che lavorano per distruggere se stessi.

di Silvio Cinque

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Tatti Sanguineti ha recuperato e curato una nuova edizione del film La Rabbia di Pier Paolo Pasolini. A distanza di 45 anni da quel 1963 in cui, in forma di documentario, dava voce, poesia e testimonianza degli avvenimenti del suo tempo, la pellicola colpisce per la sua straordinaria attualità.

È l’attualità della testimonianza che va al di là della storia perché attinge nelle forme archetipe della passione, della tragedia e dell’etica le sue forme espressive. Pasolini non è solo testimone del suo tempo presente, ma lo è di quella realtà incessante che è l’uomo nel suo esistere. Comunque la si voglia mettere, la questione è e rimane l’uomo, l’umanità nella sua essenzialità. Al perché le nostre vite siano percorse e caratterizzate dal malcontento e dalla paura le risposte di Pasolini e di Guareschi offrono spunti diametralmente diversi.

Ma l’analisi e la lettura di Pasolini, così puntuale e sensibile all’attimo, si pone oltre il contesto immediato in una riflessione che lo ripropone come simbolico umano e troppo umano. Pasolini individua nella vita e negli insegnamenti di Socrate un riferimento da percorrere e non è incauto ritrovare la rabbia di Socrate in quel gesto estremo e definitivo che è stato bere la cicuta. Pasolini come Socrate dunque: per strade decisamente diverse ed avverse, eretici e perseguitati non solo e non tanto dai propri detrattori e nemici, ma soprattutto dai propri seguaci ed amici. Pasolini si presenta in questi 83 minuti densissimi di musica, poesia, immagini e prosa, affidate ad un poeta e ad un pittore, entrambi amici e consimili, in una disarmante, assoluta, cosmica solitudine. (leggi tutto)

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Fonte:  domani Arcoiris tv

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Approfondimento

Pier Paolo Pasolini

Sito dedicato a Pier Paolo Pasolini

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Caso Yara; sbatti il mostro in prima pagina

caso yara

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di Gennaro Carotenuto, martedì 7 dicembre 2010, 09:51

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Di fronte all’orrore per una bambina scomparsa e probabilmente rapita, con quel che ne consegue in questi casi, abbiamo assistito all’ennesima caccia all’immigrato. Dicono che sia stata una trascrizione mal fatta, ma la verità è che tutti, magistrati, media, popolo padano, cercavano il mostro nordafricano da sbattere in prima pagina. Come assassino di una Yara Gambirasio, la nuova Milena Sutter della quale per fortuna non si conosce ancora la sorte, fin dall’inizio, non si è cercato un “biondino dalla spider rossa” ma un nordafricano con i calli alle mani. E’ dunque come se quella trascrizione mal fatta fosse stata una sorta di “profezia che si autoavvera” per milioni di razzisti padani ed italiani che, ogni volta che viene commesso un crimine, spera ardentemente e si autoconvince che questo sia stato commesso dalla rappresentazione dei loro pregiudizi, un perfido immigrato, un corpo estraneo impiantato in una società sana e che può pertanto essere espiantato facilmente.

Sono milioni di razzisti che, ogni volta che commettono un crimine, da Erika e Omar a Olindo e Rosa, sviano consapevolmente le indagini sugli immigrati sapendo di trovare un terreno fertile, media conniventi, compaesani pronti a scommettere sulla loro innocenza e puntare il dito sul diverso, politici che capitalizzano organizzando fiaccolate. Sono milioni di razzisti fomentati nei loro istinti dai media commerciali che costruiscono criminalmente con la paura consenso politico attraverso una costruzione selettiva e tendenziosa della realtà. E’ stato dimostrato in innumerevoli studi, come quelli del CENSIS. I media, nella percezione stessa degli italiani, fomentano la paura il doppio dei media francesi e il triplo di quelli britannici, statunitensi o brasiliani a volte inventando di sana pianta leggende metropolitane, come quella sulla “zingara rapitrice”. (leggi tutto)

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Fonte: gennarocarotenuto.it

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